Massa Lombarda (La Màsa in romagnolo), è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Situato nella bassa pianura romagnola, è riconosciuto come un centro di eccellenza della frutticoltura italiana. Nel 1927 ospitò la Seconda Esposizione Nazionale di Frutticoltura, consolidando il suo ruolo nel settore. La città ha visto nascere nel 1926 la prima azienda italiana dedicata alla produzione di succhi di frutta, la "Fabbrica Marmellate S.p.A. Massalombarda", che ideò il marchio "Yoga".
Storia
Le origini di Massa Lombarda sono riconducibili al IX secolo d.C. quando si creò il primo agglomerato di natura agricola. In seguito all'anno Mille nacquero le prime dispute territoriali che ne caratterizzeranno tutta la storia medioevale con varie successioni tra lo Stato Pontificio e diverse signorie, prima delle quali i Conti di Cunio a partire dal 1164. L'origine del suo nome è dovuto dall'asilo offerto a partire dal 1251 a un gran numero di famiglie guelfe provenienti da Marmirolo (nei dintorni di Mantova), in quanto fuggiasche dalle violente mire espansionistiche del ghibellino Ezzelino III da Romano; il nome della città, infatti, cambio da Massa S. Paolo a Massa dei Lombardi, poi Massa Lombarda. Dopo il breve regno di Alberico da Barbiano il governo passò alla signoria dei Visconti di Milano, ma in seguito all'estinzione di questa casata il dominio passò allo Stato Pontificio. Nel 1440 la città fu poi venduta alla casata degli Estensi di Ferrara da Papa Nicola III; grazie a questo dominio Massa Lombarda conobbe il suo massimo splendore. Il dominio Estense s'interruppe, con la sua estinzione, nel 1598 con il conseguente nuovo passaggio allo Stato Pontificio. Un nuovo passaggio si ebbe agli inizi del XIX secolo con le conquiste della Romagna da parte di Napoleone per poi ritornare allo Stato Pontificio in seguito alla caduta dell'Imperatore francese. Nel 1859 fu definitivamente annessa al Regno d'Italia e dichiarata città nel 1889.
Vita politica Dall'Unità alla Liberazione Al tempo dei vari Crispi, Sella e Minghetti, il corpo elettorale era di dimensioni così ristrette (essendo basato sul censo) che anche il conoscere la parte politica dei deputati eletti non aiuta a capire quali fossero le idee prevalenti dei massesi. Il sindaco, inoltre, era nominato dal Re.
Forse è più interessante sapere che la popolazione era in massima parte composta da gente povera e che, fino al 1885, sul territorio massese non esisteva ancora l'industria.
Lo storico locale Luigi Quadri segnala la presenza di "molti giovani massesi sotto il comando del generale Giuseppe Garibaldi" nelle battaglie del Volturno e nella presa di Gaeta (1866). Nel 1866 nella Terza Guerra d'Indipendenza tra i massesi arruolati nel Corpo Volontari Italiani, quattro presero parte alla vittoriosa Battaglia di Bezzecca. Nel 1867, sempre secondo il Quadri, 17 furono i volontari massesi che combatterono nella Battaglia di Mentana, mentre 3 furono coloro che nel 1870 parteciparono alla presa di Roma.
Il mazzinianesimo è una delle prime idee politiche a diffondersi nel ravennate, e quindi a Massa Lombarda. Nel 1872 era già attiva in paese la Consociazione repubblicana. Anche il movimento socialista non tarda a radicarsi in provincia, soprattutto per l'impulso del fondatore e leader Andrea Costa, imolese: nel 1893 il Partito Socialista Italiano apre la sua prima sezione massese. A cavallo del 1900 i candidati al parlamento che si battono per conquistare l'elettorato massese provengono da tre partiti: il repubblicano, il liberale ed il socialista. Eugenio Bonvicini era stato eletto (nel 1875) tra i liberali.
Alle elezioni parlamentari del maggio 1895 vince nel collegio di Lugo (di cui fa parte anche Massa Lombarda) il candidato repubblicano Taroni, con 487 voti. Si riconferma nel marzo 1897, al ballottaggio col generale Tullo MasiMasi, lughese, era stato deputato dal 1892 al 1895. Tornò in parlamento nel 1909 e fu riconfermato nel 1913.. Nel giugno 1900 Taroni vince per la terza volta, battendo di nuovo Masi. Viene invece sconfitto dal socialista Brunelli alle elezioni politiche del novembre 1902.
Nel 1905 ha termine la prerogativa del Re di nominare i sindaci delle città. Le elezioni amministrative assegnano la vittoria alla lista socialista. Il consiglio comunale elegge il repubblicano Emilio Roli. Con Roli il Comune rinuncia al diritto di designazione dell'arciprete, che risaliva alla seconda metà del XVI secolo (giuspatronato). Le cause sono economiche, poiché sul Municipio grava l'onere della manutenzione della chiesa in caso di difficoltà della parrocchia a provvedere, ma anche ideologiche, poiché la nuova Giunta persegue una politica di netta contrapposizione con la Chiesa.Andrea Ferri, Perché il mondo creda. Imola, 2008. Pagg. 196-97. L'iter amministrativo si concluse solo nel 1932. L'ultimo sacerdote di designazione comunale fu don Emilio Bresadola (1870 - 1958), arciprete dal 1904 al 1952. Nel 1907, alla sua morte, gli succede Giovanni Manaresi, direttore della Cooperativa braccianti (fondata nel febbraio 1890).
Nel dopoguerra Massa si ritrova più povera. I consensi per i socialisti aumentano. Il partito socialista è l'unico partito presente in forma organizzata a Massa Lombarda. Tra le altre forze politiche, i repubblicani hanno perso molta della loro influenza e neanche i cattolici godono di molto favore. Alle elezioni politiche del novembre 1919 la lista socialista ottiene uno schiacciante 91,7% dei voti. Nessun paese della provincia di Ravenna è a così forte presenza socialista.
Alle elezioni amministrative del 1920 l'unica lista che si presenta in città è quella socialista. Il Partito socialista prevale a Massa e in 43 dei 58 comuni romagnoli, insieme alle province di Ravenna e Forlì (che comprende anche il comprensorio di Rimini).
Il voto delle elezioni politiche del 15 maggio 1921 vede uno spostamento verso destra delle preferenze degli italiani. A Massa Lombarda, in controtendenza, il 64,4% dei voti vanno al PSI. Ma nel 1922 l'amministrazione comunale democraticamente eletta viene cacciata dal nuovo regime fascista. Alle elezioni politiche del 1924 il voto massese riflette bene quali sono i nuovi rapporti di forza in campo: ben il 63,2% dei voti va al Listone. Diventa sindaco Gustavo De Luca, classe 1896, fondatore del fascio cittadino. Nel 1928, appena un anno dopo essere stato nominato podestà (secondo la nuova legge), viene promosso-rimosso a Foligno per un regolamento di conti interno. Il Comune, dopo aver ricevuto tre ispezioni dalla Prefettura, viene commissariato e viene affidato prima a Luciano Rambelli, poi ad Arrigo Minzoni.
Durante la sua reggenza, nel 1929 si tiene il plebiscito per il regime che sostituisce le elezioni politiche. I risultati appaiono scontati: il 98% degli italiani vota sì. In provincia di Ravenna la percentuale, se possibile, è ancora superiore: 99%. A Massa Lombarda si contano 1.880 sì e 2 no. Nell'aprile del 1930 anche Minzoni lascia; si avvia una rotazione di commissari: tre in un anno. Prima Mauro Zingarelli, poi Dino Guidotti poi l'ing. Tosaroni. Tra il 1929 e il 1930 il Comune subisce nuove ispezioni ordinate dalla Prefettura. Finalmente nel giugno 1932 ritorna alla più alta carica cittadina un massese. Viene scelto infatti Giovanni Foschini (classe 1890), fondatore dell'Ondulatum. La nomina si rivelerà una scelta positiva, tanto che Foschini rimarrà alla guida del Municipio per oltre un decennio, fino al crollo del fascismo. Nel 1934 il regime indice un nuovo plebiscito. Il risultato nazionale parla del 99,84% di voti favorevoli. In provincia di Ravenna i sì sono il 99,98%.
Nel 1938 gli iscritti al fascio di Massa Lombarda sono 1.454. Se a questi aggiungiamo anche gli iscritti alla GIL (età minima 6 anni), otteniamo un totale di persone. In sostanza, un massese su due tra i 6 ed i 60 anni possiede una tessera del fascio o delle organizzazioni da esso controllate.
Dal dopoguerra ad oggi Dopo la caduta del fascismo ed il ritorno alla democrazia, Massa Lombarda ritorna un paese a prevalenza socialista.
Al referendum del 2 giugno 1946 il 95,10% dei massesi sceglie la Repubblica.
In breve il PCI diventa il primo partito, sopravanzando gli stessi socialisti ed ottenendo più volte il 70% dei voti. Conserverà tale primato anche dopo i cambi di denominazione (PDS, DS) e dopo la confluenza dei DS nel Partito Democratico.
Le prime donne elette in Consiglio comunale furono, nel 1946, Gentile Bassi e Maria Montoschi. Nel 1959 venne nominata la prima donna assessore, Magda Bergamini.
Simboli Lo stemma della città di Massa Lombarda fu realizzato negli anni tra il 1863 e il 1869 dal pittore Luigi Folli (1830-1891) su invito del sindaco dell'epoca, Eugenio Bonvicini. Fu riconosciuto con regie lettere patenti del 9 maggio 1890.
Il comune si denominava in passato Massa San Paolo, da qui l'effigie del santo, col suo attributo (la spada), testimoniata almeno dal secolo XVI. La campagna in punta allo scudo riprende i colori nazionali.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Massa Lombarda è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose In città
Chiesa di San Paolo
Alla metà del Duecento le famiglie lombarde che fondarono Massa Lombarda, unitamente a quelle del luogo, edificarono una chiesa con annesso campanileDi essa rimane oggi la parte inferiore del campanile fino al primo ordine di bifore che ereditò l'intitolazione alla Conversione di San Paolo dalla primitiva chiesa dell'VIII secolo, sita nel fundus Sancti Pauli.Vedi sezione storica.. La chiesa si affacciava verso piazza U. Ricci, all'epoca il cuore della comunità. Nel XVI secolo gli Este vollero la costruzione di una chiesa più grande. Dopo l'abbattimento della chiesa primitiva, la nuova fu costruita tra il 1528Bolla del vescovo d'Imola monsignor Scribonio dei Cerboni datata 27 giugno. e l'aprile del 1537. L'edificio fu progettato - secondo lo storico massese Luigi Quadri - dall'architetto milanese Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino (Milano 1465-1530). Fu orientata a nord, nella collocazione attuale; il campanile invece non fu spostato (di conseguenza la torre, che prima era a ridosso della chiesa, si trovò sul suo fianco destro). La chiesa, esempio di architettura romanica in severo stile basilicale, è a tre navate. Già nel 1576 divenne chiesa arcipretale. Fu consacrata il 10 novembre 1577. Francesco d'Este fornì un contributo all'abbellimento della nuova chiesa donando due dipinti della sua collezione: la Caduta di San Paolo di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino (Ferrara 1532-1602) e La Risurrezione di Cristo di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (Ferrara, 1481-1559).Oggi entrambi i dipinti sono conservati alle Opere Pie. Lo stesso duca volle essere sepolto in questa chiesaNel 1889 le spoglie furono traslate nel cimitero comunale, per poi essere ricollocate dentro la chiesa nel 1932, sulla parete della navata laterale destra.. Nel 1580 venne eretto sopra l'ingresso un portico a quattro colonne.