Vittoria è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia.

Fondata il 2 maggio 1607, è la città più giovane per fondazione e la seconda più giovane per costituzione del libero consorzio comunale e presenta, pertanto, una moderna struttura a scacchiera con strade larghe e rettilinee. È l'ottavo comune più popoloso della regione e il secondo del suo libero consorzio comunale.

Geografia fisica Territorio Il suo territorio si sviluppa sulla omonima pianura affacciata sul Canale di Sicilia, anticamente detta Plaga Mesopotamica Sicula, poiché delimitata da due fiumi: l'Ippari e il Dirillo.Kōkalos, Volume 12, 1966, pp. 12, 32. La città fu fondata su una pianura molto fertile nota come Contrada Boscopiano, a quel tempo territorio di Chiaramonte Gulfi.

A Sud della città si sviluppa la "Riserva naturale Pino d'Aleppo", lungo il fiume Ippari, fino alla foce. Le coste che si affacciano sul mare sono basse, sabbiose e raramente articolate da scogli. Il punto più alto, anche se scarsamente montuoso, è il monte Calvo (250 metri).

Per quanto riguarda i confini amministrativi, Vittoria è sita fra i comuni di Acate e Ragusa, mentre nella parte collinare confina con i comuni di Comiso e Chiaramonte Gulfi.

Dista 27 km da Ragusa, 108 km da Siracusa, 100 km da Catania e 117 km da Caltanissetta. Ha un'altitudine di 168 metri s.l.m. e ha una superficie di 182,48 km².

Clima

Il clima è quello Mediterraneo. La sua scarsa altitudine determina delle temperature medie più calde rispetto a quelle che si registrano sul resto del territorio dei monti Iblei. La temperatura media più fredda si registra nel mese di gennaio, mentre i mesi più caldi sono luglio ed agosto.

Storia Il territorio dell’attuale Vittoria presenta testimonianze di frequentazione umana sin dalla preistoria. Numerosi rinvenimenti archeologici nella valle del fiume Ippari e nelle aree circostanti documentano infatti la presenza di insediamenti risalenti all’età del bronzo, favoriti dalla fertilità della pianura e dall’abbondanza di risorse idriche. Il territorio continuò ad essere abitato anche nelle epoche successive, come dimostrano le testimonianze archeologiche di età greca, romana e bizantina rinvenute lungo il corso dell’Ippari e nelle contrade limitrofe.

Presso la foce dell’Ippari sorse Kamarina, colonia fondata da Siracusa nel 598 a.C., destinata a divenire uno dei più importanti centri della costa meridionale della Sicilia. La città conobbe periodi di grande prosperità alternati a distruzioni e rifondazioni, fino al definitivo declino in età romana. Le imponenti vestigia archeologiche della polis costituiscono ancora oggi una delle più significative testimonianze della presenza greca nell’area iblea.

Dopo l’abbandono dell’antica Kamarina, il territorio rimase prevalentemente destinato allo sfruttamento agricolo e pastorale. Durante il Medioevo esso entrò a far parte della vasta Contea di Modica, uno dei più estesi e potenti domini feudali della Sicilia, amministrata dalla famiglia Henríquez-Cabrera. La zona prescelta per la futura fondazione della città era il feudo di Boscopiano (Bosco Plano), posto in posizione strategica al centro della pianura compresa tra i fiumi Ippari e Dirillo. In quest’area risultano documentati nuclei abitati e masserie già nella seconda metà del XVI secolo; alcune famiglie, tra cui i baroni Carfì, vi risiedevano stabilmente almeno dal 1583 nelle contrade Boscopiano e Serra Rovetto, allora appartenenti al territorio di Chiaramonte Gulfi.

La fondazione della città è strettamente legata alla figura della contessa Vittoria Colonna Henríquez-Cabrera. Rimasta vedova di Luigi III Henríquez-Cabrera, ammiraglio di Castiglia, duca di Medina de Rioseco e conte di Modica, la contessa dovette fronteggiare una difficile situazione finanziaria, aggravata dalle ingenti spese sostenute dal marito in occasione delle nozze tra Filippo III di Spagna e Margherita d’Austria nel 1599. Per incrementare le rendite della contea e valorizzare le vaste terre incolte del feudo, ella decise di promuovere la fondazione di un nuovo centro abitato, ricorrendo all’istituto della licentia populandi, il privilegio concesso dalla Corona di Spagna che autorizzava i feudatari a edificare e popolare nuovi insediamenti.

La richiesta fu accolta dal sovrano e il 31 dicembre 1606, a Madrid, Filippo III di Spagna concesse il privilegio regio di edificare e popolare il nuovo centro. La fondazione venne quindi ufficialmente avviata il 2 maggio 1607, anche se viene tradizionalmente ricordata il 24 aprile.

Il nuovo abitato fu denominato Vittoria in onore della sua fondatrice e rappresentò una delle più importanti città di nuova fondazione della Sicilia spagnola. La sua nascita si inseriva nel più ampio fenomeno della colonizzazione interna dell’isola promosso dalla monarchia iberica tra il XVI e il XVII secolo, finalizzato alla valorizzazione agricola dei grandi latifondi e al ripopolamento delle campagne.

L’impianto urbanistico fu progettato secondo una rigorosa maglia ortogonale, caratteristica delle nuove fondazioni siciliane dell’età moderna. Il castello dei conti di Modica e la chiesa Madre costituivano il fulcro dell’insediamento, attorno al quale si svilupparono progressivamente gli isolati regolari e le principali funzioni civili e religiose. Tale assetto urbanistico, rimasto sostanzialmente inalterato, costituisce ancora oggi uno degli elementi distintivi del centro storico cittadino.

Contrariamente a molti altri centri della Sicilia sud-orientale, Vittoria subì danni relativamente contenuti durante il terremoto della Val di Noto del 1693, circostanza che consentì di conservare buona parte dell’originario impianto urbano seicentesco. Negli anni successivi la città continuò comunque ad ampliarsi e ad arricchirsi di nuovi edifici religiosi e civili, accompagnando la costante crescita della popolazione.

Già nel 1638 Vittoria aveva ottenuto il riconoscimento di Universitas, acquisendo un’autonomia amministrativa analoga a quella degli odierni comuni pur rimanendo parte integrante della Contea di Modica. Per oltre due secoli la città condivise le vicende politiche ed economiche della contea, sviluppando un’economia prevalentemente agricola fondata sulla cerealicoltura, sulla viticoltura e sulla coltivazione dell’olivo. L’eccezionale fertilità della pianura favorì un rapido incremento demografico, facendo di Vittoria uno dei principali centri agricoli della Sicilia sud-orientale.

Con l’abolizione della feudalità nel 1812 e la successiva soppressione della Contea di Modica nel 1816, Vittoria entrò a far parte dell’ordinamento amministrativo del Regno delle Due Sicilie. Dopo l’unità d'Italia rimase compresa nel Circondario di Modica, appartenente alla provincia di Siracusa, fino alla sua soppressione nel 1927. Con l’istituzione della Provincia di Ragusa, la città venne assegnata al nuovo ente provinciale, del quale costituisce ancora oggi il secondo comune per popolazione.

Nel corso del XX secolo Vittoria consolidò il proprio ruolo di principale centro agricolo della Sicilia sud-orientale. Lo sviluppo della viticoltura, culminato con il riconoscimento della DOCG al Cerasuolo di Vittoria, e la successiva affermazione delle coltivazioni ortofrutticole in serra contribuirono a trasformare profondamente l’economia cittadina. Parallelamente il centro urbano conobbe una significativa espansione edilizia, estendendosi ben oltre il nucleo seicentesco originario e sviluppando l’importante borgo marinaro di Scoglitti, oggi principale sbocco costiero del comune.

Dal punto di vista politico-amministrativo, a partire dalla fine degli anni Settanta, Vittoria ha rappresentato una peculiare anomalia nel panorama regionale, venendo definita dalla stampa come il "feudo rosso" ibleo, una continuità amministrativa legata alla figura dell'esponente di sinistra Francesco Aiello, eletto sindaco della città per sette mandati tra il 1978 e il 2021.

Simboli

Stemma

Lo stemma rappresenta un'aquila nera dalle ali in posizione di riposo, con una corona baronale sulla testa, che porta tra gli artigli un festone, su cui c'è scritto (Vittoria città bella dopo Kamarina). Sul petto dell'aquila è raffigurata una torre, simbolo della famiglia Henríquez-Cabrera. In seguito al grande sviluppo del vigneto nell'Ottocento, fra gli artigli dell'aquila apparvero dei rigogliosi grappoli d'uva, a significare la vocazione vinicola della città. Tutto lo stemma è su campo azzurro e, attorno allo stesso, vi sono gli ornamenti da Città. Tale stemma si può trovare anche nella basilica di San Giovanni Battista e al teatro Vittoria Colonna.

Gonfalone

Il gonfalone è un drappo d'azzurro, sul quale sono raffigurati lo stemma cittadino e, in caratteri dorati, la denominazione istituzionale CITTÀ DI VITTORIA.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Nel cuore del centro storico della città troviamo il castello "Colonna Henriquez", costruito nel marzo 1607, sede, dapprima, della contea di Modica, poi carcere, infine oggi Museo civico polivalente. Nei pressi della villa comunale troviamo la "Fontana del Garì", detta anche "Fonte Garibaldi". Realizzata nel 1822 dai Frati cappuccini, come abbeveratoio per animali e successivamente anche per i cittadini. Realizzata in pietra di Comiso in stile neoclassico, per volontà di Rosario Cancellieri, nel 1879, fu arricchita da cinque teste di leoni in bronzo e ghisa, dai quali sgorga l'acqua.

In piazza "Sei Martiri della Libertà" troviamo un tempietto di forma circolare detto il "Calvario", costruito nel 1859; esso ospita una cappella adornata da affreschi e costituita da ben otto colonne nella parte superiore, le quali reggono una trabeazione circolare chiusa da una cupoletta. Ogni anno vi si svolge la sacra funzione del Venerdì Santo.

Data la modernità della città, questa ha meno monumenti artistici di altre città della provincia. Si distingue, tuttavia, per la varietà degli stili che caratterizzano alcuni edifici. Infatti Vittoria è ricca di testimonianze dello stile Liberty, qui introdotto dal grande architetto palermitano Ernesto Basile. I palazzi e le case in stile Liberty qui presentano strutture sobrie ed eleganti con sporgenti balconate, balaustre dalla ricca e raffinata decorazione, portali sormontati da fregi con motivi floreali, impreziositi di particolari plastico-decorativi di raro equilibrio compositivo.

Architetture religiose Le chiese che si trovano a Vittoria sono:

Basilica di San Giovanni Battista Chiesa di Santa Maria delle Grazie Chiesa di San Francesco di Paola Chiesa di Santa Rita Chiesa di Paolo di Tarso|San Paolo Chiesa di San Giuseppe Chiesa del Sacro Cuore Chiesa di Santa Maria Goretti Chiesa di San Domenico Savio Chiesa del Santissimo Rosario Chiesa della Resurrezione Chiesa di San Giovanni Bosco Chiesa di Santa Maria Assunta Chiesa di Spirito Santo Chiesa di Anime Sante del Purgatorio Chiesa della Trinità Chiesa dei Cappuccini Chiesa della Madonna delle Lacrime

Basilica di San Giovanni Battista

La chiesa madre, ubicata nel centro storico della città, in piazza Ferdinando Ricca, è una chiesa a croce latina, a tre navate di colonne corinzie, ricostruita tra il 1695 e il 1706, dopo il terremoto del 1693.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie