La guerra franco-cinese (in cinese semplificato 中法战争, in cinese tradizionale 中法戰争, in Pinyin Zhōngfǎ Zhànzhēng, in francese Guerre franco-chinoise, in vietnamita Chiến tranh Pháp-Thanh), nota anche come guerra del Tonchino, fu un conflitto, svolto tra il 1884 al 1885, che contrappose l'Impero Cinese sotto la dinastia Qing alla Francia per il controllo del Vietnam del Nord (noto anche come Tonchino). Il trattato di Tientsin del 1885 pose fine al conflitto, sancendo la rinuncia della Cina ai suoi diritti nel Vietnam in favore della Francia, che ne fece de facto un possesso coloniale.
Preludio
I primi interessi della Francia nei confronti dell'Estremo Oriente risalgono al XVIII secolo, durante il regno di Luigi XVI. Nel 1785 il missionario Pigneau de Béhaine fu inviato in Indocina allo scopo di combattere a fianco di Nguyễn Ánh e favorire l'affermazione della dinastia Nguyễn, con il fine di conseguire privilegi per la Francia e la Chiesa cattolica..
All'epoca l'Impero Cinese aveva regolato i propri rapporti con i Paesi vicini per mezzo di un sistema tributario simile al vassallaggio, con contorni giuridici non ben definiti in materia di sovranità territoriale. In particolare il Vietnam, conosciuto all'epoca come Annam sebbene questo nome si applicasse propriamente alla zona centrale dell'attuale Vietnam, era stato uno stato vassallo, ma anche uno stato cuscinetto per più di 2000 anni, con un reciproco scambio e vantaggio sul piano economico, militare e culturale. Il sistema aveva regolato per secoli i rapporti internazionali dell'Impero Cinese, ma andò in crisi di fronte al colonialismo europeo e all'espansionismo giapponese del XIX secolo..
Una campagna coloniale francese vera e propria, le cui direttrici si svilupparono dal delta del fiume Mekong, ebbe inizio solo nel 1858, sotto Napoleone III, e si concluse con l'annessione di alcune provincie nell'attuale Vietnam meridionale che formarono la colonia di Cocincina, sancita dal trattato di Saigon del 1862 stipulato con l'Imperatore dell'Annam.
Successivamente l'amministrazione di Jules Ferry, primo ministro durante la terza repubblica, dette nuovo impulso all'avanzata coloniale in Estremo Oriente. Gli esploratori francesi risalirono il Fiume Rosso fino alle sorgenti nello Yunnan alla ricerca di una via commerciale con la Cina che aggirasse le pericolose rotte lungo le coste cinesi.. Anche questa alternativa tuttavia nascondeva delle insidie derivanti dai sempre maggiori pegni richiesti dall'esercito della bandiera nera, un gruppo ben organizzato di banditi guidato da Liu Yongfu, nonostante il libero commercio lungo il corso d'acqua fosse stato sancito da un secondo trattato di Saigon firmato nel 1874. A partire dagli anni 1880 le navi mercantili francesi cominciarono ad essere attaccate dai pirati. Per far fronte alla minaccia dei pirati, il ministro della marina Jauréguiberry inviò un piccolo corpo di spedizione nel Tonchino per ripulire e bonificare il corso del fiume Rosso dai combattenti della bandiera nera. La corte dell'imperatore Qing interpretò l'arrivo dell'esercito europeo come una minaccia ai suoi confini e dopo una protesta formale, si preparò per la guerra.
Nel 1873, un piccolo gruppo di truppe francesi comandate dal tenente di vascello Francis Garnier, andando oltre le istruzioni ricevute, intervenne militarmente nel Vietnam settentrionale (Spedizione Garnier). Dopo una serie di vittorie francesi, il governo vietnamita chiese l'intervento delle Bandiere Nere di Liu Yongfu che sconfisse i francesi sotto le mura di Hanoi, uccidendo lo stesso Garnier.. Il governo francese sconfessò poi l'operato dell'ufficiale..
La spedizione di Henri Rivière nel Tonchino
Nel 1881 il governo francese inviò ad Hanoi una piccola forza militare, composta da tre cannoniere e trecento uomini e comandata da Henri Rivière, allo scopo di investigare le lamentele dei vietnamiti contro le attività mercantili francesi.. A dispetto delle istruzioni dei suoi superiori, Rivière conquistò la cittadella di Hanoi, capitale del Tonchino, il 25 aprile 1882..
Sebbene la cittadella fosse stata prontamente restituita ai vietnamiti, l'iniziativa militare destò preoccupazione nelle corti cinesi e vietnamite.. Quest'ultima, conscia delle limitate possibilità delle proprie forze armate, chiese nuovamente l'aiuto alle Bandiere Nere di Liu Yongfu, che si riveleranno una spina nel fianco per le truppe francesi, e allo stesso tempo l'appoggio della Cina, di cui il Vietnam era stato vassallo per parecchi anni. La Cina acconsentì ad armare e supportare le Bandiere Nere, dando un chiaro segnale alla Francia di non approvare il controllo francese del Tonchino. Nell'estate del 1882 le truppe cinesi provenienti dallo Yunnan e dal Guangxi entrarono nel Tonchino occupando Lạng Sơn, Bắc Ninh, Hung Hoa ed altre città..
Per evitare che la crisi si amplificasse, l'ambasciatore francese in Cina, Frédéric Bourée, negoziò con il cinese Li Hongzhang di dividere il Tonchino in due sfere di influenza, una cinese ed una francese, senza tuttavia consultare i vietnamiti..
Rivière dal canto suo, contrariato dall'accordo di Bourée, decise di continuare nella sua impresa. Il 27 marzo 1883, alla testa di 520 unità di fanteria appena arrivate dalla Francia, occupò la cittadella di Nam Dinh.. Nello stesso momento però, approfittando della sua assenza da Hanoi, le Bandiere Nere e i vietnamiti attaccarono la città che fu difesa da Berthe de Villers, il quale riuscì a respingere l'attacco il 28 marzo, nel corso della battaglia di Gia Cuc.. La reputazione di Rivière presso il comando francese cambiò radicalmente e divenne l'eroe del momento, favorito anche dall'avvicendamento di Jules Ferry come primo ministro in patria, fortemente favorevole all'espansionismo coloniale in Indocina. Quest'ultimo inoltre sconfessò l'operato di Bourée, annullandone il trattato stipulato con Li Hongzhang e richiamandolo in Francia..
I cinesi si resero conto che difficilmente i vietnamiti avrebbero potuto resistere all'avanzata francese, tant'è che il mandarino Tang Ching-sung convinse Liu Yongfu a fronteggiare l'armata straniera. Ne risultò una guerra non convenzionale che durò per più di un anno, fino alla dichiarazione di guerra ufficiale. Il 10 maggio 1883 Liu Yongfu sfidò i francesi con dei messaggi di scherno affissi sulle mura della cittadella di Hanoi; il 19 maggio Rivière lanciò un'offensiva contro una posizione difensiva delle Bandiere Nere nei pressi di Cầu Giấy, conosciuta dai francesi come il "Ponte di carta" (Pont de papier), ma aggirato dalle truppe di Liu Yongfu dovette subire una disastrosa sconfitta. Lo stesso Rivière, assieme a parecchi ufficiali, morì sul campo di battaglia...
Intervento francese nel Tonchino
La morte di Rivière attizzò le ragioni dei favorevoli alla guerra nelle sfere di potere a Parigi. L'amministrazione Ferry, sempre favorevole all'interventismo, inviò un nuovo contingente in Estremo Oriente che comprendeva due divisioni navali, denominate "divisioni navali delle coste del Tonchino" (division navale des côtes du Tonkin), agli ordini del contrammiraglio Amédée Courbet ed autorizzò una serie di operazioni militari senza una formale dichiarazione di guerra, che arrivò solo nell'agosto del 1884.
Protettorato sul Tonchino Il 20 agosto 1883 Courbet bombardò Thuận An, dove si trovavano le fortezze a difesa della capitale vietnamita Huế, costringendo l'imperatore di Annam a firmare il trattato di Huế del 25 agosto 1883, che faceva del Tonchino un protettorato francese..
Nel frattempo il nuovo comandante dei corpi di spedizione del Tonchino, il generale Bouët, attaccò le posizioni delle Bandiere Nere sul fiume Đáy. Il 15 agosto sconfisse le Bandiere Nere nella battaglia di Phủ Hoài e il 1º settembre nella battaglia di Palan, senza però essere mai capaci di catturare tutte le posizioni nemiche. Agli occhi del mondo e dell'opinione pubblica francese le operazioni militari furono considerate delle sconfitte e Bouët dovette lasciare l'incarico nel settembre 1883.
Tensione tra Francia e Cina
Nel corso dell'autunno del 1883 la strategia francese consistette nel lanciare una serie di operazioni per sconfiggere definitivamente le bande della Bandiera Nera e persuadere la Cina a ritirare il supporto a Liu Yongfu. Allo stesso tempo cercava di attirare le simpatie delle altre potenze europee in un fronte comune contro i cinesi. I negoziati con il nemico furono avviati nel luglio 1883 a Shanghai tra l'ambasciatore Arthur Tricou e Li Hongzhang, ma furono bloccati dalla corte Qing erroneamente consigliata dall'ambasciatore cinese a Parigi, il marchese Zeng Jize, secondo il quale i francesi non avrebbero iniziato una guerra su vasta scala contro la Cina.. In seguito a numerosi incontri tra il diplomatico cinese, Ferry e il ministro degli esteri Paul-Armand Challemel-Lacour intercorsi nell'autunno del 1883 la posizione cinese non mutò, rifiutando di ritirare le guarnigioni dispiegate a Sơn Tây, Bắc Ninh e Lạng Sơn, nonostante un probabile scontro armato con le truppe francesi presenti nella regione.. Man mano che l'ipotesi di una guerra con la Cina diventava sempre più probabile, il gabinetto di Ferry chiese al governo tedesco di posticipare la consegna di due moderne navi da guerra, la Dingyuan e la Zhenyuan, che in quegli anni erano in costruzione nei cantieri in Germania e destinate a rinfoltire la flotta del Pei-yang. Nel frattempo la Francia consolidava le proprie posizioni nel delta del fiume Rosso insediando basi militari a Quảng Yên, Hưng Yên e Ninh Bình..
La tensione crescente tra le due nazioni dette origine a sentimenti e manifestazioni xenofobe nella Cina dell'autunno 1883. Gli episodi più gravi si verificarono nella provincia del Guangdong, dove gli europei erano più numerosi. Diversi attacchi furono portati a termine contro proprietà dei mercanti a Guangzhou e sull'isola Shamian. Diverse nazioni europee inviarono navi da guerra a protezione dei propri connazionali.
Le campagne di Sơn Tây e Bắc Ninh
I francesi pensavano che un attacco contro le Bandiere Nere di Liu Yongfu avrebbe provocato una guerra aperta contro la Cina, quindi stimarono che una rapida vittoria nel Tonchino avrebbe invece messo i cinesi di fronte all'atto compiuto.
Il comando della campagna fu affidato all'ammiraglio Courbet che attaccò Sơn Tây nel dicembre 1883; questa fu la più intensa tra le battaglie combattute dai francesi nel Tonchino non tanto per la limitata difesa da parte dei contingenti cinese e vietnamita, ma quanto per la tenacia delle truppe delle Bandiere Nere. Il 14 dicembre i francesi attaccarono le difese esterne di Sơn Tây a Phu Sa ma furono respinti con pesanti perdite; la notte dello stesso giorno Liu Yongfu attaccò le linee nemiche nella speranza di sorprendere i francesi, ma l'attacco fallì disastrosamente. Dopo un giorno di riposo, Coubert riprese l'attacco nel pomeriggio del 16 dicembre, questa volta dopo un fitto bombardamento dell'artiglieria che si concluse solo quando i difensori furono logorati. Infine nel tardo pomeriggio il 2º reggimento straniero di fanteria e un battaglione di fucilieri della marina conquistarono la porta occidentale di Sơn Tây, costringendo il contingente di Liu Yongfu alla ritirata. Courbet aveva raggiunto il proprio obiettivo ma al un costo elevato di 83 morti e 320 feriti; anche l'esercito della Bandiera Nera aveva subito pesanti perdite e, secondo alcuni, inabilitato a continuare i combattimenti. Liu Yongfu, inoltre, si era sentito lasciato solo a sopportare l'attacco dagli alleati cinesi e vietnamiti e fu determinato a non esporre mai più i propri armati alla causa anti-francese..