Velletri (IPA: Vellètri) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Antichissima città dei Volsci (Velester, e Velitrae in latino) e già autorevole al tempo di Anco Marzio, lo storico Dionigi d'Alicarnasso la definisce (epiphanés), "illustre"Dionigi d'Alicarnasso, , lib. VI v. 42.. Sede suburbicaria di Velletri-Segni, è stato teatro di due storiche battaglie: nel 1744Si veda Battaglia di Velletri (1744). e nel 1849Si veda Battaglia di Velletri (1849)..

Geografia fisica Territorio

Il territorio di Velletri si estende a cavallo tra due zone ben distinte: la parte settentrionale è posta sulle propaggini meridionali del sistema dei Colli Albani, formatosi geologicamente circa 150.000 anni fa, dopo il collasso della caldera del Vulcano Laziale; la parte meridionale è invece ai margini dell'Agro Pontino, la cui bonifica, iniziata già al tempo di papa Pio VI, si compì solo con il fascismo.

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'ItaliaCarta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967., buona parte del territorio veliterno verso valle è composto da terreno di tipo lps, ovvero da paleosuoli; il resto è in prevalenza composta da suoli di natura lp, lapilli di vario colore distintamente stratificati con intercalazioni cineritiche, zone talora argillificate, ricchi di minerali femici isolati, e abbondante leucite analcimizzataCarta Geologica d'Italia, edizione 1967.. In banchi circoscritti situati a ridosso del centro storico, il suolo è composto da materiale β5, classificato come leucite metallitica di Velletri.

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)Anche secondo le categorie sismiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. nº 3274 20 marzo 2003 Velletri era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i Colli Albani.

Idrografia Il territorio di Velletri raccoglie solo gli scoli di numerose vene d'acqua che originano più a monte e che nel corso dei secoli hanno scavato valloni e calanchi in direzione del mare. Questi corsi d'acqua, la maggior parte dei quali a carattere torrentizio o di piccola portata, prendono il nome di fossi. Sono da menzionare:

Fosso Minella, ai margini del territorio comunale verso Genzano di Roma, in prossimità della località di Sant'Eurosia. Questo fosso si origina dal Monte Spina (731 ), in territorio di Nemi, con il nome di fosso dell'Acqua Lucia. Assume quindi la denominazione di fosso Minella dopo il ponte della Strada Statale 7 Via Appia a 405 m s.l.m., ai piedi di Colle degli Olmi. Parallelo al fosso Minella scorre anche il fosso delle Tre Armi, che poi si unisce a esso; Fosso di Sant'Eurosia, originato da Colle degli Olmi e attraversante la località omonima, posta a 238 m s.l.m.; Fosso Paganica, parallelo agli altri due fossi sopra descritti, orientato in direzione NE-OS, questo corso d'acqua nasce da vene d'acqua presenti su Colle Caldaro (467 m s.l.m.), in prossimità del chilometro 37 della Strada Statale 7 Via Appia, e su Colle Tondo (596 m s.l.m.); Fosso di Ponte Veloce, che nasce da vene d'acqua presenti su Colle Tondo, sul Maschio dell'Artemisio (812 m s.l.m.) e nella selva di Faccialone (615 m s.l.m.). Questo corso d'acqua in prossimità di villa Borgia, superato il centro storico di Velletri, cambia nome in fosso Farina, e subduce al ponte in ferro della ferrovia Roma-Velletri; Fosso di Anatolia, originato da Colle Bello (600 m s.l.m.), scorre ai piedi dell'altura su cui sorge il centro storico, fino a confluire nel sunnominato fosso Farina già di Ponte Veloce; Fosso del Peschio, originato dallAcqua del Peschio (600 m s.l.m.) sottostante Monte Peschio, scorre verso valle fino al chilometro 0 di via Ariana, da dove poi si disperde nel Vallone la Regina, che scorre tangenziale al centro storico.

Altre sorgenti importanti sono lAcqua de' Ferrari, a quota 650 m s.l.m., sottostante Monte de' Ferrari (886 m s.l.m.) presso il territorio di Rocca di Papa, da cui parte l'acquedotto comunale; le sorgenti Marcaccio, Tevola e Bocca d'Orto (602 m s.l.m.); lAcqua Palomba, che denomina un'intera zona ai confini con Lariano; lAcqua Vivula, a 227 m s.l.m. al chilometro 41 della strada statale 7 Via Appia verso Cisterna di Latina.

Orografia Nel territorio veliterno le quote più elevate sono nella parte settentrionale e in quella orientale, nel sistema dei Colli Albani: si tratta, rispettivamente, del Monte Artemisio (939 m s.l.m.) e del Maschio di Lariano (891 m s.l.m.).

Il centro storico ha un'altitudine sostanzialmente uniforme: a parte i 380 m s.l.m. di Via Castello e del colle dei Cappuccini, l'altitudine di piazza Cairoli è 358 m s.l.m., quella di piazza Giuseppe Garibaldi 340 m s.l.m., quella di porta Napoletana 322 m s.l.m. La stazione ferroviaria sorge a 292 m s.l.m. La zona occidentale della città murata è un po' più alta: a San Lorenzo l'altitudine raggiunge i 378 m s.l.m.

Per il resto, il territorio a mezzogiorno e occidente è situato a quote generalmente inferiori ai 300 m s.l.m.

Clima Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Velletri rientra nella fascia del “Clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva” (Csa). Dal punto di vista termico le temperature della città differiscono di poco comparate alla sottostante Pianura Pontina rispetto a cui si registrano, generalmente, 1° o 2 °C in meno. In condizioni di alta pressione entrano poi in gioco le innumerevoli inversioni termiche, tipica prerogativa del Lazio. A 25 km dalla costa, Velletri risente ancora dell'influenza mitigatrice del Mar Tirreno. Essa si manifesta attraverso un caratteristico delicato zéfiro, popolarmente chiamato Ponentino dai vicini romani, ossia una brezza che spira in estate e nelle stagioni intermedie mantenendo le temperature dei pomeriggi estivi su valori accettabili. Nell'ultimo decennio, tuttavia, si nota una maggiore frequenza d'anticiclone africano con temperature massime pari o leggermente superiori a 35 °C in più di un'occasione.

Le stagioni intermedie sono le più gradevoli, con l'autunno più caldo della primavera e temperature costantemente miti. Non sono rari, in primavera, refoli d'inverno con improvvise diminuzioni di temperatura associate a episodi di maltempo. Al pari, in autunno, giornate fresche possono alternarsi a giornate più calde fino a ottobre inoltrato. L'inverno è costituito da periodi tendenzialmente miti, interrotti da rapidi e intensi picchi di freddo senza che si raggiungano, tuttavia, temperature eccessivamente basse. Nelle notti più rigide la temperatura può raggiungere o scendere, in talune occasioni, lievemente sotto lo 0 °C. Generalmente la sensazione di freddo è fortemente acuita dai burrascosi venti da nord-est che accompagnano sovente le irruzioni di aria fredda.

Per quanto riguarda i fenomeni meteorologici Velletri presenta un andamento pluviometrico a cadenza fortemente irregolare. Si alternano periodi siccitosi discretamente lunghi a periodi caratterizzati, al contrario, da precipitazioni frequenti. Quest'ultime si manifestano in ogni stagione e quasi sempre sotto forma di nubifragi, temporali e scariche di grandine. La causa è da attribuire all'orografia. Le correnti perturbate provenienti da sud-ovest, foriere d'umidità, impattano sulla catena dei Colli Albani che abbraccia da nord la città, dando luogo al cosiddetto fenomeno dello stau e originando le classiche piogge orografiche. La siccità estiva, inoltre, può essere interrotta dai temporali di calore estivi pomeridiani benché, negli ultimi anni, sia evidente una notevole diminuzione della frequenza degli stessi.

La media annua precipitativa di Velletri va dai 1000 mm della zona al confine con i comuni di Aprilia e Cisterna di Latina, ai 1400 mm del centro abitato, fino ai 1600 mm dell'area dei Pratoni del Vivaro, al confine con il comune di Rocca di Papa. La nevosità dell'area, invece, segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli nulli o scarsi in pianura (media annuale di 0–5 cm dai 56 ai 400 metri di quota), lievi in collina (5–10 cm dai 400 ai 600 metri di quota), moderati in montagna (10–20 cm dai 600 ai 939 metri di quota). Le nevicate abbondanti al di sotto dei 400 metri di quota sono affidate all'azione di masse d'aria molto fredda e instabile provenienti da nord-ovest (Valle del Rodano). Accumuli superiori ai 10 cm, in tal caso, sono possibili anche in città e in pianura dove però, normalmente, la neve non perdura al suolo a lungo.

Il limite massimo per l'accensione degli impianti di riscaldamento è fissato a dodici ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile, a meno che situazioni climatiche particolari non ne giustifichino l'uso in altri periodi dell'anno.

Classificazione climatica: zona D, 1544 GR/G.

Origini del nome L'etimologia del toponimo "Velletri" è controversa: si discute se abbia origine italica (volsca) o etrusca.

Secondo i sostenitori dell'origine italica, il toponimo deriva da un antico termine volsco affine al latino "velia" ("palude") e corrispondente anche al greco "ουελια" ("uelia"). Da qui Velestrom, quindi luogo paludoso o prossimo a una palude, nome usato probabilmente dai Volsci per chiamare l'antica Velletri.Così appare denominata la città nella lamina veliterna, fibula bronzea rinvenuta nel 1784 a Velletri.

Secondo i sostenitori dell'origine etrusca, la sillaba Vel- ("luogo") corrisponde alla prima sillaba di altri toponimi di area etrusca: Volterra (etrusco Velathri), Volturno (Velthurne), Vulci (VelXe) ecc.

I Romani in seguito denominarono la stessa città Velitrae, da cui il greco Ουελιτραι ("Ouelitrai"), Ουελιτρα ("Ouelitra") o Βελιτρα ("Belitra")Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - Velletri, vol. III pp. 439-440, Roma, 1829..

Nel Medioevo, vengono attestate almeno sei varianti nel nome di Velletri riscontrate da vari atti ufficiali fino all'XI secoloLuigi Cardinali, Dissertazione su un antico sigillo capitolare veliterno, da Atti dell'Accademia Romana di Archeologia, tomo II.: appaiono infatti Velletrum, Veletrum, Veletra, Velitrum, Bellitro, Villitria.

In seguito, fino al XVIII secolo, accanto al toponimo corretto Velletri sopravvissero forme parallele come BlitriGeorge Hoefnagle in una veduta di Velletri stampata a Colonia nel 1599 scrisse come titolo dell'immagine "Velitrae vulgo Blitri". e Belitri.

Storia

Età antica

Infatti proprio all'epoca del leggendario Anco Marzio, Roma venne per la prima volta in conflitto con i VolsciDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, III, 41,5.. A causa di alcune violazioni del confine da parte dei Volsci, Anco Marzio si sentì in dovere di entrare manu militari nel territorio volsco e assediare Velitrae, che venne a patti con Roma siglando anche un'alleanza. In forza di questa alleanza, la Gens Octavia, originaria di Velitrae, al momento del suo trasferimento a Roma all'epoca di Tarquinio Prisco, ottenne immediatamente il riconoscimento della cittadinanza romana e dei diritti politiciSvetonio, Vita divi Augusti, v. II..

Quando, circa nel 510 a.C., cadde la monarchia di Roma, la Lega Latina assieme agli Etruschi di Porsenna si allearono per rimettere Tarquinio il Superbo sul trono. Anche i Volsci di Velitrae parteciparono a questa alleanzaDionigi d'Alicarnasso, , lib. V v. 41., ma quando nella battaglia del Lago Regillo (499 a.C. o 496 a.C.) i Latini vennero sbaragliati dai Romani, i Volsci continuarono a essere ostili a Roma. Nel 494 a.C., infatti, il Senato inviò il console Aulo Verginio Tricosto Celiomontano a sconfiggere i Volsci: si tenne una battaglia campale in prossimità di Velitrae, al termine della quale i Volsci, sconfitti, fuggirono in città inseguiti dai Romani, che saccheggiarono e conquistarono la città, nella quale fu installata una colonia romanaDionigi d'Alicarnasso, , lib. VI v. 42; Tito Livio, Ab Urbe condita, lib. II. 30..