Con il maestro Alfredo Niceforo inizialmente ha approfondito i problemi economici della Sardegna con particolare attenzione per le persone disagiate; tra gli anni Quaranta e Cinquanta ha fatto parte di un gruppo di cultori delle tecniche della programmazione contribuendo parallelamente a riorganizzare la statistica italiana: statistica salariale, indagine sui prezzi e sul costo della vita, sviluppi della produzione e dei censimenti industriali. Ha partecipato al primo esperimento di programmazione realizzato in Italia nel dopoguerra, lo schema Vanoni.

Si è impegnata anche a livello europeo essendo socia fondatrice e vice presidente dell’Association scientifique pur la prèvision èconomique à long terme: ha così approfondito l’applicazione del modello delle relazioni intersettoriali (tavole input-output) di Wassily Leontief all’analisi del funzionamento dei singoli sistemi economici, diventando punto di riferimento per coloro che erano interessati al nuovo strumento di analisi.

Sebbene la prima tavola input-output per l'economia italiana fu pubblicata dall'ISTAT nel 1965, si deve a lei l'aver elaborato già nel 1952 i dati in collegamento con alcuni economisti statunitensi le tavole delle interdipendenze settoriali dell'economia italiana riferita al 1950.

Nel 1955 conseguì la libera docenza in statistica economica ma non è mai stata chiamata a svolgere il ruolo di professoressa ordinaria, sia per una certa chiusura del mondo accademico sia per il suo essersi specializzata nell'Econometria, disciplina allora non ancora accreditata a livello universitario.

Dalla fondazione nel 1962 fino al 1974, lavorò presso il Centro di Studi e Piani Economici a Roma, dove collaborò con Franco Archibugi e altri giovani statistici ed econometrici quali Maurizio Di Palma e Bruno Ferrara. Il Centro di studi e piani economici pubblicò, nel 1971, una raccolta di studi in suo onore dedicati a Econometria e pianificazione.

Scritti Fertilità e professioni, in "Note di Biometria", Cagliari, 1933. Inchieste statistiche sul regime alimentare di 10 famiglie agiate e di 11 famiglie di artigiani nella città di Cagliari, in "Quaderni della Nutrizione", 1935. Contadini sardi, Istituto Nazionale di economia Agraria, Roma, 1939. Caratteristiche delle abitazioni sarde e inchiesta statistica su 100 abitazioni terranee della città di Cagliari, in "Quaderni Meridionali", 1942. I risultati di un’inchiesta sui consumi e sulle spese alimentari nella città di Roma, in "Quaderni della Nutrizione", 1947. La costruzione del bilancio analitico dell’economia italiana, in "L’Industria", 1952. "Input-output analysis" come strumento di organizzazione industriale, in "Tecnica e Organizzazione", 1952. Difficoltà e possibilità di applicazione della "input-output analysis" all’economia italiana, in "Rivista di Economia, Demografia e Statistica", 1952. Sviluppo dell’analisi delle interdipendenze strutturali dell’economia italiana, in Produttività, 1954. Analisi delle relazioni interindustriali di singoli settori produttivi, L’Industria, Milano, 1954. Compilazione in matrice per l’economia italiana per l’anno 1953, in "Relazione generale del Paese", Roma, 1954. Le discussioni di Varenna sulla teoria della "Input-output analysis" , in "Economia Internazionale", 1954. Interdipendenze strutturali, in "Dizionario di economia politica", Comunità, Milano, 1956. National experiences: Italy, in "Atti del seminario internazionale di Varenna", Wiley, New York, 1956. Determinazione dei trasferimenti di reddito tra i singoli settori produttivi, per effetto delle variazioni nel sistema dei prezzi relativi, in "Rivista di Economia", 1956. Principali caratteristiche strutturali di due economie mediterranee: Italia e Spagna, in "Economia Internazionale", 1958. Possibili applicazioni dei modelli di contabilità "input-output" al livello aziendale, in "Tecnica ed Organizzazione", 1958. Analisi delle interdipendenze settoriali di un sistema economico, Edizioni Scientifiche Einaudi, Torino, 1958. Analisi delle interdipendenze strutturali, in "Enciclopedia Italiana Treccani. Appendice II", Roma, 1960. Schema metodologico per una programmazione "indicativa" dello sviluppo economico sul piano regionale, Centro Nazionale di Prevenzione e di Difesa Sociale, Roma, 1961. Le interdipendenze strutturali dell’economia siciliana nell’anno 1958, in "Osservatorio Economico del Banco di Sicilia", 1960. Modèle de croissance de l’èconomie italienne, structure et limitations, Boringhieri, Torino, 1965. Analisi delle interdipendenze strutturali di un sistema economico, Scuola di Sviluppo Economico, Roma, 1966. L’allineamento dei conti aziendali sugli schemi della contabilità nazionale e settoriale, Ciriec, Milano, 1969. Tentativo di compilazione di un sistema multi-regionale di contabilità intersettoriale, Centro di Studi e Piani Economici, Roma, 1969. Esigenze conoscitive e metodologiche per la impostazione di un’equa politica dei redditi, Etas Kompass, Milano, 1969. (a cura di), Econometria e pianificazione. Studi in onore di Vera Cao- Pinna, 2 voll, Etas Kompas, Milano, 1971. I bilanci aziendali e contabilità nazionale, Angeli, Milano, 1973. L'adattamento al livello regionale del nuovo sistema europeo di contabilità nazionale. Regional economic policy in Italy, in N.M. Hansen, ed., Public policy and regional economic development: the experience of nine Western countries , Ballinger, Cambridge (Mass.), 1975. (a cura d), Le regioni del mezzogiorno, Edizioni Il Mulino, Bologna, 1979. Principali fattori esogeni ed endogeni al processo inflazionistico in Italia (1970-74), Angeli, Milano, 1977. Southern Italy: an experience of economic development, Iasm, Roma, 1980. Il sistema energetico italiano, nel quadro dell’economia nazionale, anni 1975, 1978, 1981, Aci, Roma, 1981-1985.

Note

Collegamenti esterni Cao Pinna, Vera, su sie-asee.it, Archivio Storico delle Economiste e degli Economisti.

, 18/08/2015