L'. è più veloce rispetto a quello di qualsiasi altra nazione. Secondo una stima riferita al 2016 una persona su quattro possedeva un'età pari o superiore a 65 anni, corrispondente al 27,3% della popolazione totale., la più alta percentuale al mondo. Il drastico invecchiamento della società giapponese, dovuto a fattori quali un basso tasso di fecondità totale, un'aspettativa di vita tra le più elevate al mondo e un'immigrazione quasi assente, ha innescato preoccupazioni circa il futuro economico della nazione e la vitalità del suo stato sociale. Secondo le proiezioni della popolazione con l'attuale tasso di fertilità la popolazione nipponica scenderà dai 128 milioni di abitanti del 2010 a 87 milioni nel 2060.

Il governo del Giappone ha risposto alle preoccupazioni circa i problemi che i cambiamenti demografici possono comportare all'economia e al benessere del paese con politiche volte a riportare a un livello accettabile il tasso di natalità e rendere gli anziani più attivi all'interno della società.

Dati demografici e stime

Il Giappone possiede la più alta percentuale di cittadini anziani al mondo, e questo numero è quasi quadruplicato nello spazio di quarant'anni (dagli anni settanta del XX secolo alla metà degli anni dieci del XXI secolo), arrivando a toccare nel 2016 i 34,59 milioni di soggetti con un'età pari o superiore ai 65 anni, cifra corrispondente al 27,3% della popolazione totale. Nello stesso periodo il numero di bambini (soggetti con un'età pari a 14 anni o inferiore) è diminuita, passando da essere il 24,3% della popolazione nel 1975 al 12,8% nel 2014.. Il numero di anziani ha sorpassato il numero di bambini nel 1997. Pur essendoci altri paesi interessati da fenomeni simili, questo cambiamento nella composizione demografica della società giapponese ha avuto luogo in un lasso di tempo più breve che in qualsiasi altra nazione.

Secondo le proiezioni della popolazione con l'attuale tasso di fertilità, gli over 65 rappresenteranno il 40% della popolazione entro il 2060, e la popolazione totale diminuirà di un terzo passando dai 128 milioni del 2010 agli 87 milioni nel 2060.. Gli economisti dell'Università del Tōhoku hanno stimato che il Giappone avrà un solo bambino rimanente nel 3776. Queste previsioni hanno convinto il primo ministro Shinzō Abe ad attuare specifiche misure per arrestare il declino della popolazione e stabilizzare il numero di abitanti a 100 milioni.

Cause

L'invecchiamento della popolazione giapponese è il risultato di uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo in combinazione con la più alta aspettativa di vita al mondo (83,7 anni nel 2015). A questo va sommata la reticenza del governo nel permettere una regolare immigrazione che possa sopperire alla mancanza di manodopera e fornire un ricambio generazionale soprattutto in ambito lavorativo.

Il tasso di fecondità totale del Giappone (il numero medio di bambini per donna) è stato al di sotto della soglia di sostituzione di 2,1 fin dal 1974 e ha raggiunto un minimo storico di 1,26 nel 2005.. Gli esperti ritengono che i segnali di ripresa (l'1,43 del 2013) riflettono la scadenza di un "effetto tempo", e stanno a indicare una variaziazione di abitudini nella tempistica e nella scelta del numero di figli, piuttosto che un qualsiasi cambiamento positivo.

Aspettativa di vita L'aspettativa di vita alla nascita è aumentata rapidamente dalla fine della seconda guerra mondiale, quando la media era di 54 anni per le donne e 50 per gli uomini, a seguito di miglioramenti nel campo della medicina e della nutrizione, e la percentuale della popolazione di età compresa tra 65 anni e più è aumentata costantemente dal 1950. L'allungamento dell'aspettativa di vita ha determinato un basso tasso di mortalità almeno fino al 1980, con questo che è risalito a 10,1 per 1000 persone nel 2013, il più alto dal 1950. Le cause principali di morte sono cancro, malattie cardiache e malattie cerebrovascolari, un modello comune delle società industrializzate.

Fattori culturali Nel declino delle nascite incide inoltre una serie di fattori economici e culturali: matrimoni più rari o tardivi, scarso equilibrio tra vita e lavoro, una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, un calo dei salari e dell'occupazione a vita sommato a un elevato divario retributivo fra i sessi, diminuzione degli spazi abitativi oltre alle alte spese che comporta crescere un bambino.

Matahara Matahara è un neologismo della lingua giapponese che indica il maternity harassment cioè il mobbing agito da un'azienda contro una donna che rimane incinta Secondo alcune inchieste, il mobbing colpisce almeno la metà delle lavoratrici madri giapponesi. La prospettiva di una punizione per avere "tradito" la fedeltà all'azienda scoraggia le giovani donne a impegnarsi in quello che la sociologia chiama lavoro riproduttivo.

Parasaito shinguru Anche se la maggior parte delle coppie sposate possiede due o più figli., un numero sempre maggiore di giovani sceglie di rinviare o di rinunciare del tutto al matrimonio e alla maternità/paternità. Tra il 1980 e il 2010 la percentuale di popolazione che non ha mai contratto matrimonio è aumentata dal 22% a quasi il 30% e, con la popolazione che continua a invecchiare, a partire dal 2035 una persona su quattro non sarà più in grado di sposarsi durante la propria età fertile. A testimoniare la presenza di un vero e proprio fenomeno sociale il sociologo giapponese Masahiro Yamada ha coniato il termine per indicare quei giovani non sposati che scelgono di vivere coi genitori anche dopo aver superato i trent'anni.

Conseguenze

Le tendenze demografiche stanno alterando i rapporti all'interno e tra le generazioni, creando nuove responsabilità politiche e cambiando molti aspetti della vita sociale dei giapponesi. L'invecchiamento e il declino della popolazione in età lavorativa ha innescato preoccupazioni circa il futuro della forza lavoro della nazione, il potenziale di crescita economica, e la solvibilità dei servizi pensionistici e sanitari nazionali.

Sociali Se da una parte una popolazione più piccola potrebbe rendere le affollate aree metropolitane del paese più vivibili, e la stagnazione della produzione economica potrebbe ancora beneficiare di una contrazione della forza lavoro, il basso tasso di natalità e l'alta aspettativa di vita hanno finito per invertire il normale senso della piramide dell'età, con una base di giovani sempre più ristretta a supportare una cima sempre più colma di cittadini anziani. Nel 2014 l'indice di dipendenza (il rapporto tra gli over 65 e i soggetti di un'età compresa tra 15-65 anni, che indica il rapporto tra la popolazione anziana non più attiva a quelle in età lavorativa) era circa del 40%, il che significa che vi sono due anziani inattivi per ogni cinque lavoratori. Questo rapporto dovrebbe aumentare al 60% dal 2036 e raggiungere l'80% circa nel 2060..

Tradizionalmente gli anziani in Giappone si affidano ai figli adulti per il proprio sostentamento, e le politiche del governo ancora incoraggiano la creazione di , in cui una coppia di sposi si prende cura sia dei bambini che dei genitori. Nel 2015 177.600 persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni si occupavano personalmente delle necessità di un membro della famiglia più anziano. Tuttavia, la migrazione dei giovani verso le principali città del Giappone, l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, e il crescente costo delle cure per gli anziani a carico dei giovani hanno richiesto nuove soluzioni, quali case di riposo, residenze sanitarie e programmi sanitari domiciliari.. Ogni anno il Giappone chiude 400 scuole primarie e secondarie, trasformando alcune di esse in centri di cura per anziani. Molti anziani vivono da soli e isolati, e ogni anno migliaia di morti passano inosservate per giorni o addirittura settimane, in un fenomeno moderno noto come .

Politiche La Grande Area di Tokyo è virtualmente l'unica area del Giappone a essere interessata da una crescita della popolazione, soprattutto a causa della migrazione interna da altre parti del paese. Tra il 2005 e il 2010 trentasei delle quarantasette prefetture del Giappone hanno visto ridurre la propria popolazione del 5%., e molte aree rurali e suburbane sono alle prese con un'epidemia di case abbandonate (8 milioni in tutto il Giappone). Masuda Hiroya, ex ministro per gli affari interni e le comunicazioni che dirige l'organismo privato del Japan Policy Council, ha stimato che circa la metà delle municipaità del Giappone potrebbe scomparire entro il 2040, a causa della migrazione dei giovani verso Tokyo, Osaka, e Nagoya, dove è già concentrata circa la metà della popolazione del Giappone. Come risposta il governo è impegnato nella rivitalizzazione di alcune regioni del paese concentrandosi sullo sviluppo di città importanti quali Sapporo, Sendai, Hiroshima e Fukuoka.

La migrazione interna e il declino della popolazione hanno creato un grave squilibrio nel potere elettorale a livello regionale, dove il peso di un solo voto dipende da dove questo viene espresso. Il voto di chi abita nelle circoscrizioni prefettizie meno popolate finisce per pesare di più di quello delle loro controparti più popolose. Nel 2014 la Corte suprema del Giappone ha dichiarato che le disparità di potere di voto violano la Costituzione, ma il partito conservatore al potere, che fa affidamento sugli elettori più anziani delle aree rurali, non si occupò immediatamente di ridefinire le suddette circoscrizioni.

La percentuale sempre maggiore di persone anziane sta avendo un notevole impatto sulla spesa pubblica. Non più tardi degli inizi degli anni settanta del XX secolo, il costo delle pensioni pubbliche, sanità e servizi sociali per gli anziani era pari a solo circa il 6% del reddito nazionale del Giappone. Nel 1992 la parte del bilancio nazionale destinata a tali propositi è salita al 18%, e si prevede che entro il 2025 le spese per il benessere sociale equivarranno al 28% del reddito nazionale. A causa dell'aumento dell'incidenza di malattie croniche dovute all'età si prevede che assistenza sanitaria e sistemi pensionistici verranno messi a dura prova. A metà degli anni ottanta il governo ha cominciato a rivalutare i relativi oneri del governo e del settore privato nel campo dell'assistenza sanitaria e delle pensioni, stabilendo precise politiche di controllo dei costi governativi per questi programmi.

Economiche

Dagli anni ottanta in poi l'invecchiamento della forza lavoro e la carenza di giovani lavoratori hanno finito per cambiare le caratteristiche del lavoro in Giappone, dalle prassi occupazionali fino alle pensioni, passando per la sempre maggiore partecipazione delle donne. Nel 2002 l'Ufficio del censimento statunitense ha stimato che il Giappone avrebbe sperimentato una riduzione del 18% della sua forza lavoro e una riduzione dell'8% dei suoi consumatori entro il 2030, ma il mercato del lavoro giapponese è già sotto pressione per soddisfare la richiesta di lavoratori, con 125 posti di lavoro per ogni 100 in cerca di lavoro alla fine del 2015, conseguenza di come le generazioni più anziane vadano in pensione e quelle più giovani fatichino a rimpiazzarle.