Il Passo dello Stelvio (Stilfser Joch in tedesco, ) è un valico alpino delle Alpi Retiche, nonché il più alto valico automobilistico d'Italia, davanti al colle dell'Agnello,Con una strada asfaltata carrozzabile che raggiunge i e il secondo d'EuropaIntendendo per valico un passo montano raggiunto da una strada carrozzabile asfaltata aperta al traffico privato che unisca i due versanti del passo stesso e che quindi non sia «a fondo cieco». Il colle del Sommeiller posto a 3.009 metri di altitudine è il passo più alto raggiunto da una carrozzabile, ma soltanto dal versante italiano; inoltre vi è anche il passo del Pico del Veleta, sulla Sierra Nevada, in Spagna. Tuttavia anch'essa è «a fondo cieco» e il traffico privato su questa strada è limitato ai 2.500 metri di altitudine. dietro al colle dell'Iseran.Dal colle della Bonette parte una strada asfaltata carrozzabile che raggiunge i 2.802 metri s.l.m. Esso è considerato il più alto punto di circolazione automobilistica in tutte le Alpi. Tuttavia il valico vero e proprio è situato a 2.715 metri.

Situato fra Trentino-Alto Adige e Lombardia, all'interno delle Alpi dell'Ortles (gruppo Ortles-Cevedale) e del parco nazionale dello Stelvio, vicino a importanti massicci come Ortles, Umbrail, monte Livrio e monte Scorluzzo, divide dal punto di vista geomorfologico le Alpi Retiche occidentali da quelle meridionali ed è non solo un importante collegamento tra Valtellina e val Venosta, ma anche meta ambita di sciatori, escursionisti, ciclisti e motociclisti.

Descrizione

La strada statale omonima che lo attraversa collega Bormio (valle del Braulio, Valtellina) con Prato allo Stelvio (valle di Trafoi, val Venosta), è asfaltata, a due corsie e carrozzabile, e conta ben ottantotto tornanti, di cui quarantotto sul versante altoatesino e quaranta su quello lombardo. Sul versante lombardo, a quota circa 2.500 m, la strada si collega col vicino Giogo di Santa Maria, valico che conduce in territorio svizzero (Canton Grigioni; sebbene la strada attraversi effettivamente un confine internazionale, non è presente alcuna dogana).

Su tutti e tre i versanti, i due italiani e quello svizzero, il passo rimane chiuso stagionalmente tra novembre e maggio. Dalla sommità del passo si diramano diversi percorsi escursionistici, tra cui il sentiero per la Cima Garibaldi () e la strada sterrata che raggiunge il rifugio Pirovano ().

Storia

All'inizio dell'Ottocento si era manifestata la necessità di realizzare una nuova strada, in sostituzione del preesistente sentiero, per collegare la Val Venosta direttamente con Milano (allora territorio austriaco) attraverso la Valtellina.

Il primo progetto fu proposto nel 1812 dall’ingegner Ferranti,La Strada dello Stelvio, su bormio3.it che ipotizzò una strada larga 2,7 metri. Nel pieno delle guerre napoleoniche, la proposta non ebbe seguito. Nel 1818 l'imperatore Francesco II d'Asburgo affidò l'incarico all'ingegnere capo della provincia di Sondrio, Carlo Donegani, esperto d'ingegneria stradale d'alta montagna e già progettista della strada del passo dello Spluga. I lavori durarono 63 mesi, occupando fino a 2500 persone, e terminarono nel 1825 con una spesa complessiva di circa 2.901.000 fiorini. All'inaugurazione presenziò anche l'imperatore austriaco, e all'ingegner Donegani furono conferite diverse onorificenze.

Il valico era percorso durante tutto l'anno da un servizio di diligenze, rimasto operativo fino al 1915. Nei mesi invernali era necessario un grande lavoro da parte degli spalatori che sgomberavano la strada dalla neve. Nel 1859, con l'annessione della Lombardia al regno sabaudo, il valico divenne territorio di confine. Gli austriaci costruirono pertanto tre fortificazioni in vari punti della salita dal versante orientale: il forte Gomagoi, il forte Kleinboden e il forte Weisser Knott, facenti parte dello sbarramento Gomagoi.Forte di Gomagoi, su trentinograndeguerra.it

Nei pressi del passo fu eretta invece la fortificazione Goldsee, di cui oggi rimangono solo i resti. All'epoca, il versante occidentale era percorso dalla strada nazionale 18. Durante la prima guerra mondiale il passo fu teatro di aspri scontri tra la fanteria austriaca e quella italiana. Terminato il conflitto entrambi i versanti divennero italiani. Il valico perse gran parte del suo significato strategico di collegamento e ne fu quindi decisa la chiusura invernale.

Nel 1928, con la realizzazione della SS 38 dello Stelvio, l'intero tracciato venne consolidato, ampliato e asfaltato, realizzando una strada carrozzabile a doppio senso di marcia. Al valico è presente un museo sul tema della costruzione della strada. In anni recenti è stata più volte presa in considerazione l'ipotesi di introdurre un pedaggio al fine di investirne i ricavi per valorizzare il territorio, ma la proposta non è stata mai attuata.

Nel 2016 Alfa Romeo intitola al Passo Alfa Romeo Stelvio, primo SUV del marchio.

Il 6 luglio 2025 si è festeggiato al passo dello Stelvio il bicentenario, molte le autorità presenti tra cui il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi, il sindaco di Stelvio Franz Heinisch.

Sci A sud del passo dello Stelvio si trova il ghiacciaio del Livrio, che si estende da una quota di circa 2.800 m fino a circa 3.400 m. Sull'apparato glaciale sono tracciate diverse piste, sulle quali si pratica lo sci estivo durante i mesi di apertura del valico. È scelto spesso come sede di allenamento estivo da diverse nazionali di sci alpino. Si tratta dell'ultimo importante ghiacciaio interamente in territorio italiano rimasto sciabile anche d'estate, nonostante negli ultimi anni si siano fatte sempre più frequenti le chiusure per il ritiro del ghiaccio, che causa assenza di neve e presenza di crepacci.

Le piste si raggiungono dal parcheggio del passo con una prima funivia, che conduce al monte Trincerone (3.000 metri circa), e da qui con un altro moderno impianto (di costruzione Hölzl) che raggiunge il rifugio Livrio. Al ghiacciaio è possibile usufruire di quattro skilift che servono le piste Geister 1, Geister 2, Payer e Cristallo.

Storia

L'idea di sfruttare il ghiacciaio del Livrio per praticare lo sci estivo venne nei primi anni 1930 al CAI di Bergamo, che costruì il rifugio Livrio accanto al ghiacciaio a una quota di 3.174 m per tenere i primi corsi di sci estivo e di arrampicata su ghiaccio. Dopo la seconda guerra mondiale lo Stelvio conobbe una notevole e crescente popolarità grazie all'idea di Giuseppe Pirovano e della moglie Giuliana Boerchio, i quali, all'inizio degli anni cinquanta, decisero l'apertura di una ben organizzata scuola di sci estivo sul ghiacciaio, dapprima utilizzando la Capanna Nagler, poi costruendo altri due moderni rifugi sul margine del ghiacciaio e uno nelle vicinanze del passo.

Dalla prima esperienza di Giuseppe Pirovano la situazione è molto cambiata, con l'apertura di numerosi alberghi e scuole di sci. La più rinomata rimane l'Università dello sci, fondata da Pirovano e di cui ancora porta il nome nonostante ora sia di proprietà della Banca Popolare di Sondrio, che sul passo ha installato anche lo sportello bancario più alto d'Europa. Nel 1992 la località ospitò anche alcune tappe della coppa del mondo di chilometro lanciato, disputate su una pista tracciata per l'occasione sul Monte Scorluzzo.

Ciclismo Il passo dello Stelvio è una salita storica del ciclismo, è stata infatti percorsa dal Giro d'Italia molte volte ed è spesso stata teatro delle imprese di grandi campioni. È classificabile come una salita alpina lunga e dal grande dislivello, dalla quota massima molto elevata, con la conseguente rarefazione dell'ariaIn realtà l'aria tende a rarefarsi sensibilmente prima dei 4.500 metri e la percentuale di ossigeno diminuisce di molto poco; ciò che avviene invece è la diminuzione della pressione atmosferica che obbliga a un maggiore sforzo polmonare per incamerare l'ossigeno. che complica ulteriormente la scalata. Presenta pendenze di media difficoltà, ed è estremamente affascinante e impegnativa da tutti e tre i versanti (italiani e svizzero).

Il più difficile dei tre è quello altoatesino che, a partire da Prato allo Stelvio (907 m s.l.m.), sale per quasi 25 km con pendenze via via crescenti fino al 12% nell'ultimo chilometro. La prima parte della salita (primi 8 km) è la più pedalabile con pendenze molto lievi, intorno al 5%. Una volta superato poi il bivio per Solda dopo un falsopiano, incominciano i 48 tornanti con pendenze medie intorno all'8-9%. Si prosegue dunque regolari passando per Trafoi e salendo fino al passo con gli ultimi chilometri un po' più duri dei precedenti. La pendenza media è del 7,5%, la massima del 12% per un dislivello complessivo di 1851 m.

Dal versante lombardo la salita incomincia da Bormio (). Lunga circa e con 40 tornanti, la strada sale regolare per fino a raggiungere il Pian di Grembo (circa 2400 metri di quota) un tratto di circa un chilometro con pendenze più modeste, dov’è anche situato il Sacrario militare dello Stelvio inaugurato nel 1932. Gli ultimi sono i più duri, e si attestano mediamente intorno all'8%. La pendenza media complessiva è del 7,1%, la massima del 12% (tra il km 10 e il km 11 a circa 2000 metri di altitudine) per un dislivello complessivo di 1533 metri.

Il terzo accesso al passo è il più breve dei tre; l'ascesa parte da Santa Maria Val Monastero (), nel comune svizzero di Val Müstair e corre in buona parte in territorio elvetico, per poi ricongiungersi presso il Passo dell'Umbrail () al versante di Bormio, a circa 3 km dalla vetta dello Stelvio. La strada che porta fino al valico italo-svizzero è lunga circa 13 km, si presenta stretta e pendente, con punte fino al 12% con un dislivello che supera i 1.100 metri, a cui si aggiungono poi i 250 metri finali in territorio italiano per un totale di quasi 1.400 metri. Dal 2015 sono stati asfaltati i 2,5 km finali.

Ogni anno vengono organizzate due gare ciclistiche per amatori sulle strade del passo dello Stelvio: a inizio di luglio l'US Bormiese organizza una gara sul versante valtellinese con partenza da Bormio; a metà luglio L'ARSV Vinschgau organizza una gara sul versante altoatesino con partenza da Prato allo Stelvio.

Dal 2022 è anche sede d'arrivo della granfondo Duomo-Stelvio, una corsa non competitiva che parte appunto dal Duomo di Milano e si conclude in cima al passo. Giro d'Italia

La corsa rosa ha affrontato il Passo dello Stelvio complessivamente 13 volte, 8 dal lato altoatesino e 5 da quello valtellinese, e in 4 occasioni l'arrivo di tappa è stato posto in cima al valico. Dal 1965 lo Stelvio è stato "Cima Coppi" in ogni edizione in cui il Giro vi ha transitato, essendo il punto più alto toccato dalla corsa. L'inserimento del passo nel percorso del Giro presenta sempre qualche rischio logistico: a fine maggio/inizio giugno le condizioni meteorologiche sulle Alpi non sono ancora pienamente stabilizzate e perciò sono ancora possibili delle nevicate, con conseguente rischio di deviazione o annullamento della tappa.

Il valico è entrato nel mondo del ciclismo nel 1953, quando è stato inserito per la prima volta nel tracciato del Giro d'Italia. In quell'occasione lo Stelvio è stato teatro di una delle ultime grandi imprese di Fausto Coppi: nella penultima tappa, da Bolzano a Bormio, il campione ormai trentaquattrenne staccò il leader della classifica, lo svizzero Hugo Koblet, conquistò la maglia rosa e vinse il suo quinto e ultimo Giro. Nell'edizione del 1975 vi fu posto l'arrivo dell'ultima tappa, e si assistette a un appassionante duello tra Fausto Bertoglio, leader della classifica, e lo spagnolo Francisco Galdós che lo seguiva a soli 40" di distacco. Galdós tentò in tutti i modi di staccare Bertoglio, ma dovette accontentarsi della vittoria di tappa: i filmati mostrano l'insolita scena del vincitore che taglia il traguardo a capo chino, mentre il secondo dietro di lui esulta e festeggia a braccia alzate.