Il Movimento dei focolari, ufficialmente Opera di Maria, è un movimento internazionale di rinnovamento spirituale e sociale che mira a contribuire all'unità della famiglia umana secondo il mandato evangelico "Che tutti siano uno" (Gv 17,21). Nato come movimento laicale cattolico, oggi è presente in 182 Paesi, con centri stabili in 87 Nazioni. Fanno parte del Movimento cristiani di 350 Chiese e comunità ecclesiali, credenti di diverse religioni e persone di convinzioni non religiose,Sito ufficiale che condividono in vario modo spiritualità e obiettivi. È caratterizzato dalla vocazione al dialogo, a costruire ponti e rapporti di fratellanza tra singoli, popoli e fra differenti ambiti sociali e culturali. Il Movimento è rappresentato presso le istituzioni internazionali attraverso l'associazione internazionale New Humanity, organizzazione non governativa che gode dello Stato Consultivo Generale presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e partner ufficiale UNESCO.
Secondo il Movimento dei focolari ci sono 110'000 membri attivi e ad essi aderiscono circa due milioni di persone in 182 Paesi nei 5 continenti.
Storia
Il Movimento dei focolari nasce a Trento durante il secondo conflitto mondiale nel periodo seguente l'Armistizio di Cassibile. La città è sotto il controllo nazifascista e per la sua posizione subisce l'azione distruttiva dei bombardamenti angloamericani. Attorno alla fine del 1943 la ventitreenne Chiara Lubich e un gruppo di compagne, alcune come lei appartenenti o novizie del Terzo ordine francescano, iniziano a vivere il Vangelo secondo l'ispirazione di Chiara di prendere trafiletti dai Vangeli e viverli per la settimana. Uno di questi trafiletti, "Che tutti siano uno" (Gv 17,21), divenne per loro la missione su cui basare la loro vita, assieme al versetto che rappresenta la chiave per realizzarlo, "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mt 27,46).
Nella comprensione che «ogni cosa materiale può crollare ma non Dio, inteso come Amore»,Lucia Abignente, "Qui c'è il dito di Dio", Carlo de Ferrari e Chiara Lubich: il discernimento di un carisma, Città Nuova ed. 2017, p. 41 e ss rapidamente l'assiduo aiuto ai poveri tramite la comunione dei beni inizia ad attrarre i concittadini tridentini nell'aiuto ai quartieri più abbandonati.Jim Gallagher, Chiara Lubich - Dialogo e profezia, Edizioni San Paolo, 1999 Il 7 dicembre 1943, data che segna convenzionalmente la genesi del movimento che in seguito si svilupperà, Chiara si dona a Dio consacrandosi, senza entrare in conseguenza in alcun ordine.
Il movimento si caratterizza per un progetto di ritorno al Vangelo come motore di cambiamento personale e sociale, e oltre al gran numero di uomini e donne che ruotavano attorno a Chiara nell'autunno 1944 una "casetta" di fronte alla chiesa dei Cappuccini di Trento divenne un punto in cui potevano vivere assieme e coordinare la loro missione nel momento più critico del conflitto bellico. Questa casetta prese il nome di "focolare", legato specialmente allo slogan "fuoco e fiamma!", legato all'idea di incendiare il mondo d'Amore. Da qui il nome del Movimento nel gergo popolare.
Dopo il conflitto mondiale
Tra il termine del conflitto mondiale e la ricostruzione, il Movimento crebbe molto rapidamente uscendo da Trento, poi dal Trentino all'Italia caratterizzato dalla sua peculiarità di essere un nuovo stile di vita, spiccatamente comunitario. Per queste peculiarità sociali ebbe relazioni difficili con la Chiesa cattolica, ove la minaccia di nuove forme di protestantesimo erano onnipresenti nelle zone alpine, sia con una parte della società tridentina che temeva nuove forme di comunismo.
Nonostante queste difficoltà il vescovo di Trento Carlo De Ferrari ne dà la prima approvazione a livello diocesano nel 1947, sostenendo: "Qui c'è il dito di Dio", e diverse figure si affiancano a Chiara. Due in particolare, nell'ambito secolare il deputato all'Assemblea Costituente Igino Giordani, e nell'ambito ecclesiastico il sacerdote Pasquale Foresi, contribuiranno largamente ad espandere l'Opera di Maria da quel nucleo iniziale.
Dalla fine degli anni quaranta il Movimento è stato a lungo studiato dalle autorità ecclesiastiche, passando dall'osteggiare i ritrovi estivi noti come "Mariapoli" da un lato, ma non volendo spegnere la "fiamma" evangelica dall'altro. Da Roma arrivò la prima approvazione ad experimentum degli Statuti, nel 1962, sotto il pontificato di papa Giovanni XXIII,Lucia Abignente, cit, p. 90 e ss divenuta poi definitiva nel 1964 con papa Paolo VI.Lucia Abignente, Paolo VI e Chiara Lubich: un cammino di comunione, in Paolo VI e Chiara Lubich, La profezia di una Chiesa che si fa dialogo, a cura di Paolo Siniscalco e Xenio Toscani, Edizioni Studium, 2015, pp. 56 e ss I rapporti con la Chiesa cattolica divennero sempre più saldi dopo il Concilio Vaticano II. Allo stesso tempo in quegli anni Chiara guardava a settentrione, ed ebbe rapporti fruttuosi con i protestanti nella Germania meridionale, nonostante le difficoltà specialmente legate al nome di "Opera di Maria".
Sulla scia della enciclica Nostra Aetate, il rapporto con la Chiesa di Roma e contemporaneamente con altre chiese e realtà religiose o spirituali divenne saldo vivendo quel principio di unità e fratellanza universale.
Dopo il Concilio Vaticano II Una serie di viaggi e incontri dei primi focolarini nei collegi internazionali di Roma sono tra le cause che hanno permesso una rapida diffusione del movimento prima in Italia, poi in Europa e negli altri continenti.
Per il loro particolare contributo allo sviluppo del Movimento, Chiara Lubich riconobbe co-fondatori le due figure già citate: Igino Giordani diventerà il primo focolarino sposato, contribuendo allo sviluppo dell'ecumenismo e della dimensione sociale del Movimento. Pasquale Foresi sarà il primo focolarino ordinato sacerdote, e lavorerà per anni per far approvare gli statuti del movimento, a far nascere gli studi teologici scaturiti dalla spiritualità dell’unità, e ad avviare la casa editrice Città Nuova (prima tra le 38 riviste e le 25 altre case editrici oggi esistenti nel mondo). Grazie al loro lavoro e di molti altri si edificò il primo Centro Mariapoli a Rocca di Papa (Roma) e a realizzare la prima cittadella del Movimento, Loppiano, località di Figline e Incisa Valdarno, in provincia di Firenze (la prima di 24 nei cinque continenti).Maurizio Gentilini, Chiara Lubich - La via dell'unità tra storia e profezia, Città Nuova 2019, pp. 159 e ss Con gli ulteriori sviluppi del Movimento sono stati redatti nuovi Statuti, approvati nel 1990, apprezzati particolarmente dal pontefice per la vocazione al dialogo.
Papa Giovanni Paolo II, nel 1998, ha riconosciuto i Focolari e gli altri Movimenti ecclesiali e nuove comunità come "originati da un carisma", cioè da "un dono dello Spirito Santo alla persona del fondatore [...] per venire incontro alle attese dell'umanità".
Negli anni antecedenti e successivi questi eventi sono fiorite opere, iniziative, progetti e soprattutto rinascite, conversioni, vocazioni. Una serie di viaggi e incontri dei primi focolarini nei collegi internazionali di Roma sono tra le cause che hanno permesso una rapida diffusione del movimento prima in Italia, poi in Europa e negli altri continenti.
Negli anni novanta venne aperto il Centro studi del Movimento dei focolari (Scuola Abbà), mentre nel 2007 venne inaugurato l'Istituto Universitario Sophia (IUS) nella cittadella di Loppiano.
Dopo la morte di Chiara Lubich
Il 14 marzo 2008, nella sua casa di Rocca di Papa, all'età di 88 anni, Chiara Lubich muore. Le esequie sono celebrate a Roma il 18 marzo nella basilica di San Paolo fuori le mura, presiedute dal cardinale, Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, con un nuovo messaggio di papa Benedetto XVI. Il Movimento si evolverà negli anni seguenti, specialmente in una Italia maggiormente secolarizzata tramite diverse riforme interne per la nuova fase dopo la morte della fondatrice.
Il 7 luglio 2008 la presidenza fu assunta da Maria Voce, una delle focolarine più vicine al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, la quale durante i suoi 12 anni di mandato promosse una evoluzione di assetto per ringiovanire gli organi guida del Movimento e rinforzare realtà locali in zone più vaste. Nel 2021, al termine dei due mandati, fu eletta Margaret Karram, israeliana di origine palestinese. Da statuto, inoltre, vi è la figura di un copresidente, un focolarino ordinato nella Chiesa cattolica, ove si sono susseguiti nella posizione Giancarlo Faletti (2008-2014) e Jesús Morán Cepedano (2014-) alla copresidenza, il quale è al secondo mandato.
Nei 17 anni dalla morte di Chiara Lubich, le presidenti hanno tenuto relazioni con i pontefici Benedetto XVI, il quale ha nominato Maria Voce consultrice del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e con Francesco, il quale ha nominato Margaret Karram membro del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e invitata speciale del Sinodo del 2023.
Sotto la presidenza di Maria Voce sono ripresi i festival della fascia giovanile, i Genfest, i quali si sono celebrati a Budapest (2012), Manila (2018) e Aparecida (Brasile, 2024).
Carisma
Sin dall'inizio della fine degli anni trenta, Chiara Lubich iniziò a formare una "proto-filosofia" della spiritualità dell'Unità, che divenne sempre più articolata nei fatti e nel suo nocciolo durante la seconda guerra mondiale, come detto dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e da Maurizio Gentilini. Chiara Lubich e le sue compagne, seguiti poi da altri appartenenti al Terzo ordine francescano (di cui la Lubich faceva parte) e molti ancora dopo il 1944, iniziarono a vivere la dura realtà bellica e dell'occupazione nazi-fascista secondo due cardini dai Vangeli, l'ultima preghiera di Gesù: e l'abbandono sulla croce:
Queste due frasi, "una pagina lucente di misterioso amore, Unità, e una pagina di misterioso dolore, Gesù Abbandonato" divennero la magna charta della loro vita e del movimento nascente.Maurizio Gentilini, Chiara Lubich - La via dell'unità tra storia e profezia, Città Nuova 2019, p. 115 Inizialmente visto sia da Chiara che dalle persone più strette come una "semplice applicazione del cristianesimo", nel 1947 sotto richiesta dal vescovo di Trento venne realizzato il primo documento definente il carisma intitolato "Statuto dei Focolari della carità (Apostoli dell'Unità).
Con gli anni questa impronta dell'unità verrà riconosciuta l'azione di un carisma specifico, un carisma di unità. Già dall'inizio degli anni cinquanta, specialmente grazie al lavoro di Pasquale Foresi, il Movimento dei focolari potè armarsi di una spiritualità dell'Unità sempre meglio definita nelle sue dimensioni teologiche e sociali. Questo permise l'espansione del Movimento sia nei territori maggiormente cattolici (come l'Italia) che altrove trovando sempre maggior apprezzamento da parte di teologi e personalità chiave sia religiose che secolari.
Nell'80º del Movimento, il 7 dicembre 2023, il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha affermato che il Movimento, il cui nome ufficiale è Opera di Maria, "contiene un essenziale 'carisma mariano'.
La via del dialogo Attraverso le più diverse circostanze, con la diffusione del Movimento nelle varie aree geografiche, sotto impulso di Chiara Lubich, a partire dagli anni sessanta, si apre il dialogo a livello di vertici e di popolo: all'interno della propria Chiesa, tra fedeli delle diverse confessioni cristiane, seguaci di altre religioni, tra credenti e non credenti, con la cultura contemporanea. Diverrà lo scopo specifico del movimento quale via privilegiata che conduce all'unità della famiglia umana.