Rivoli Veronese (Rìole in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto.

Geografia fisica Geomorfologia Rivoli dista 25 chilometri da Verona, rispetto al capoluogo è in posizione nord ovest, si trova allo sbocco della Vallagarina ed a presidio della Chiusa Veneta. Il comune è lambito dal fiume Adige, a poca distanza si trovano sia il lago di Garda che le colline della Valpolicella.

Il comune di Rivoli ricade nell'anfiteatro morenico in corrispondenza del margine nord orientale dove si incontra con la dorsale del Monte Baldo. Oltre ad essere ampiamente condizionato dall'azione glaciale, il territorio di Rivoli Veronese è delimitato dalla dorsale baldense. Quest'ultimo ha avuto il ruolo di binario lungo il quale la lingua glaciale avanzava, andando così a modellare la Valle.

Idrografia Il paesaggio morenico rivolese è situato all'interno del bacino idrografico del fiume Adige.

L'idrografia superficiale locale è composta dal Fiume Adige, dal Torrente Tasso e dall'idrografia naturale minore, essi sono condizionati dall'orografia del territorio infatti seguono l'andamento dell'altura su cui è stabilito il comune.

Il torrente Tasso, nasce dalle pendici meridionali del Monte Baldo, costeggia in direzione Garda l'anfiteatro morenico di Rivoli immettendosi poi nell'Adige all'altezza della località Sega di Cavaion.

Paesaggio carsico e incisioni rupestri ad Incanale

Il territorio di Rivoli è caratterizzato dalla presenza di un piccolo anfiteatro morenico con forma semicircolare con andamento regolare. Il ghiacciaio si è formato durante le glaciazioni quaternarie dalla espansione glaciale che scendeva dai rilievi altoatesini occupando la Val d'Adige.

L'anfiteatro di Rivoli risale alla glaciazioni del Würm. Le morene visibili sono le creste che si formarono durante le fasi di espansione e di ritiro del ghiacciaio atesino. Tracce di questa grande influenza sono testimoniate anche dai liscioni glaciali visibili sulle pareti rocciose.

A Canale di Rivoli veronese vi sono lastroni di roccia levigati legate al movimento del ghiacciaio, risalente alla IV glaciazione Würm. La roccia è calcarea e si nota infatti come l'acqua abbia agito sulla sua superficie. Su questi liscioni vi sono nascoste incisioni fatte dall'uomo che sono ritenute paragonabili a quelle della Val Camonica se non per il rilievo invertito, poiché il calcio contenuto nella roccia si è sciolto per poi solidificarsi nell'incisione stessa. Le figure che si distinguono sono una cinquantina tra cui una "antropomorfa steliforme suddivisa in tre registri".

Ricerche paleontologiche Sul territorio di Rivoli Veronese è presente una cava abbandonata da anni che ha permesso nel 1988 allo studioso e professore dell'Università di Milano Mauro Cremaschi di portare alla luce il fatto che la zona consiste in una breccia ossifera (litotipo sedimentario clastico). Si tratta di un sito fossilifero continentale risalente al Quaternario. L'area presenta una vasta biodiversità: al tempo della sedimentazione, infatti, l'Italia consisteva in un'area ecotonale, ovvero una fascia in cui sono presenti sia specie del Bacino Pannonico che del mediterraneo occidentale. Sebbene lo scavo si trovi ad un livello intermedio, è stato possibile rinvenire una grande varietà di reperti. Sono stati rinvenute specie dell'Europa centro-orientale: Petenyia hungarica, Sorex prealpinus e Villanyia opsia. A queste si è aggiunta la scoperta che la fauna di Rivoli veronese ha caratteristiche che la rendono unica, tra cui, ad esempio, la presenza di un roditore, uno scoiattolo volante “Dinaromys allegranzii”, la forma più antica di questo genere. La grande fauna è poco presente.

Origini del nome Il toponimo deriva dal latino rivulus, ‘piccolo fiume’.

Storia

Il comune è sempre stato un importante luogo di passaggio per coloro che dal nord Europa volevano raggiungere il Mediterraneo, o viceversa. Alle piste paleolitiche che salgono verso il Monte Baldo per andare al centro della catena alpina, si è sovrapposta la via latina Claudia Augusta a cui è seguita nel Medioevo la strada imperiale.

Le prime testimonianze di veri e propri insediamenti sono state individuate sul promontorio della Rocca di Rivoli, e sono datate al neolitico quindi successive alle piste paleolitiche. (vd. Rocca di Rivoli)

Dal punto di vista documentario il periodo dell'alto e pieno medioevo nell'area tra l'Adige e il Garda non è molto approfondito. In questa forbice cronologica erano le istituzioni ecclesiastiche che per lo più si occupavano di produrre, commissionare e conservare i testi scritti, ma non tutte, come ad esempio le pievi rurali, avevano la possibilità di svolgere questa mansione. Risulta quindi difficile ricostruire gradualmente l'evoluzione del comune di Rivoli e non solo.

Il monastero di San Zeno, uno degli enti più ricchi nel contesto locale, aveva sotto il suo controllo sin dall'alto medioevo, molti terreni nell'area del Baldo. Lo testimoniano alcuni diplomi del XI e XII secolo e un testo dell'imperatore Barbarossa del 1162 che afferma come il territorio di Gaium risultasse essere un possedimento del monastero.

Nel XII secolo l'area del Garda era luogo di interesse per Federico Barbarossa. Nel 1154 l'imperatore scese in Italia e nel percorrere la Val d'Adige passò per la Chiusa di Ceraino, luogo di natura nascosto a causa delle sue tortuosità, tipico per le imboscate. Il militante veronese Garzapano, simpatizzante di Barbarossa, si offrì come guida riuscendo a far passare le truppe indisturbate. Nel 1155, di ritorno verso la Germania, Federico I passando nuovamente per la Chiusa si ritrovò a dover soccombere ad una rivolta. Garzapano e un altro militante Isacco indicarono una via secondaria da cui riuscirono a cogliere alle spalle i nemici e a neutralizzarli. Barbarossa così per lodare il soldato Garzapano gli concesse il titolo di Conte di Rivoli, affidandogli il Castello, facendolo diventare così un feudatario. Egli detenne il potere della zona rivolese finché i Veronesi nel 1164, nell'intento di bloccare l'ascesa ed il controllo di Federico I, assediarono il Castello e lo destituirono. (vd. Rocca di Rivoli). L'acquisto da parte del Comune di Verona dei diritti imperiali sulla Gardesana avvenuta nel 15 e 16 Settembre del 1193 costituì la presa formale della rocca.

Nuovamente nel XV secolo Rivoli fu un luogo di passaggio importante per la storia. Nel 1439, durante il periodo in cui il Veneto era sotto la Serenissima Repubblica di Venezia vi fu una battaglia navale a Maderno nel Lago di Garda contro i milanesi. Per questa impresa la Serenissima decise di far arrivare le proprie flotte navali nel Lago di Garda risalendo l'Adige controcorrente, passando per la Chiusa del Ceraino e Rivoli Veronese.

Sin dal 1100 sulla Rocca di Rivoli esisteva una fortificazione.

La battaglia che ha reso celebre Rivoli in tutto il mondo fu quella condotta da Napoleone Bonaparte il 14 gennaio 1797. La battaglia di Rivoli fu uno degli scontri decisivi combattuti dalle truppe francesi dell'Armata d'Italia, al comando del generale Napoleone Bonaparte, contro l'esercito austriaco, durante la prima campagna d'Italia, nel corso della guerra della Prima coalizione. La cruenta battaglia viene ancora oggi ricordata poiché venne vinta inaspettatamente dalle truppe francesi nonostante la superiorità numerica austriaca e consacrò il giovane generale corso come uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi. Per ricordare questa gloriosa vittoria Napoleone Bonaparte decise di intitolare una via di Parigi "Rue de Rivoli", mentre nel luogo di battaglia fece erigere un monumento che venne parzialmente distrutto nel 1814 dagli austriaci, quando ripresero possesso di questo territorio. (vd. Monumento Napoleonico). Inoltre nominò uno dei protagonisti assoluti della battaglia, Andrea Massena, duca di Rivoli.

Durante la guerra d'indipendenza Rivoli fu oggetto di nuovi combattimenti: nel 1848 alcune divisioni dell'esercito piemontese si scontrarono vittoriosamente contro le truppe austriache del maresciallo Radetzky. Attorno al 1850 l'impero austriaco fortificò la zona del Monte Baldo con la costruzione di quattro forti a difesa della Chiusa che presero il nome di Forti del Gruppo di Rivoli. Venne vietata la rappresentazione su cartoline e carte topografiche degli insediamenti bellici, divieto che rimase fino a quando i forti e la polveriera vennero armati.

Dopo una serie di insuccessi, il comandante in capo austriaco, il feldmaresciallo Joseph Alvinczy, sferrò nel gennaio 1797 un'ultima controffensiva dal Tirolo per sconfiggere l'esercito francese e sbloccare la fortezza di Mantova, sottoposta ad un lungo assedio. Dal 14 gennaio 1797 si combatté la battaglia di Rivoli: le truppe austriache, frammentate in numerose colonne separate, furono contrattaccate e progressivamente distrutte dai francesi che dimostrarono ancora una volta spirito offensivo e grande rapidità di marcia. L'esercito austriaco fu praticamente distrutto e la battaglia determinò poco tempo dopo la caduta di Mantova, ormai impossibilitata a ricevere rinforzi, e la vittoria definitiva francese in Italia settentrionale.

La battaglia di Rivoli fu la più brillante vittoria dell'Armata d'Italia durante la campagna del 1796-1797 e viene considerata la prima vera battaglia di annientamento combattuta e vinta da Napoleone Bonaparte nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera Battaglia di Rivoli - Wikipedia

Nel periodo della prima guerra mondiale Rivoli Veronese veniva definita "zona di operazioni" e si poteva entrare nel territorio possedendo un passaporto interno.

Tra i racconti degli abitanti del luogo viene ricordato il tragico incidente del pomeriggio 11 Giugno 1959. Ai piedi della Rocca, nel cantiere Mondini venivano defunzionalizzati ordigni bellici, tra cui proiettili, siluri ed esplosivi, ci fu una grandissima esplosione, una catasta di razzi esplose, obbligando l'evacuazione dei paesi circostanti la Rocca. I danni furono ingenti, ci furono due vittime e molteplici feriti.

Stemma Il comune di Rivoli Veronese è rappresentato con uno stemma civico così descritto:

Il Gonfalone riproduce lo Stemma Civico ed è così descritto:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

San Zeno a Incanale – XI secolo

Chiesa romanica costruita intorno al 1000. Dell'unica navata, seppur priva del tetto, sono visibili le mura perimetrali e l'abside affrescata e coperta. Il campanile a base quadrata, alto 18 metri, costruito utilizzando i ciottoli fluviali dell'Adige, è ancora conservato molto bene.

Chiesa San Pietro in Cattedra – XII secolo oggi riconoscibile solo nelle forme esterne ma abitazione privata. Chiesa Sant'Antonio da Padova – XVII secolo Chiesa di San Luca a Canale – XVII secolo Alla fine del 1500 la Chiesa di San Zeno necessitava di restauri e si preferì ingrandire l'esistente piccola cappella di San Luca che per Volontà testamentaria del 1511 era dotata di 12 pezze di terra; divenne parrocchia nel 1597.

Chiesa di San Giovanni Battista – XVIII secolo La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, situata nel centro del paese, fa parte del vicariato del Lago Veronese-Caprino. La chiesa è documentata a partire dal 1231, originariamente si trattava di una cappella che dipendeva dalla pieve di Caprino, dalla quale si allontanò nel 1539 dopo aver acquisito il ruolo di parrocchia autonoma. L'attuale edificio venne riedificato nel 1766. Si tratta di una struttura di architettura barocca, composta da un'unica aula rettangolare con coro a fondale piatto. La navata è costeggiata, due su ogni lato, da quattro semi-cappelle laterali, in cui sono presenti l'altare dedicato a San Isodoro, compatrono e protettore di Rivoli, l'altare della Madonna del Rosario, della Madonna delle Grazie e l'altare consacrato a San Giorgio.