Di lui si ha testimonianza grazie a Giulio Polluce che ne descrisse le gesta.
Notizie biografiche La notizia che si possiede su Archia è breve, tuttavia da essa emergono particolari significativi. Anzitutto Archia era un ibleo di Ibla - nel testo greco si sottolinea questo etnónimo con rilevanza - difficilissimo stabilire da quale delle Ible, sorte in terra di Sicilia e abitate dagli autoctoni, egli provenisse. Dato l'arco di tempo in cui si suppone abbia partecipato ai giochi, ovvero a cavallo ta il V e il IV sec. a.C., si tenderebbe a escludere come sua patria Megara Iblea; distrutta in quel frangente (essa sarà ricostruita con l'avvento di Timoleonte), anche se il nome Archia è senza dubbio di origine greca (diversi i personaggi famosi dall'ethnos greco con questo appellativo: Archia di Siracusa, Archita di Taranto, Archimede, ecc...), esso potrebbe essere frutto dei complessi e ancora non perfettamente chiari rapporti di interscambio culturale tra Siculi e Greci, per cui acquisire un nome greco era possibile..
Polluce, vissuto nell'età di Commodo, ricorda che questo Ibleo giunse ai giochi di Olimpia in qualità di araldo: un ruolo molto importante per gli antichi greci; esso doveva possedere una squisita dialettica e polmoni forti, per far sì che tutti potessero udire chiaramente le sue declamazioni; dunque Archia doveva essere un profondo conoscitore della lingua greca.. L'Ibleo vinse tre cicli olimpici e vinse anche le Pitiche, cosicché in suo onore nella città di Pito gli fu intitolata una statua con epigramma:
Archia fu il primo straniero a gareggiare e vincere ad Olimpia; prima di lui solo gli Elei potevano partecipare ai riti sacri compiuti dagli araldi. Archia dunque rappresentò una svolta importante nella storia dei giochi olimpici..
Note
Bibliografia Fonte primaria Giulio Polluce, Onomastikon, IV, 91.
Fonti moderne
Categoria:Siculi Categoria:Vincitori dei Giochi olimpici antichi