La nobiltà britannica comprende tutti gli individui e le famiglie riconosciute dal Regno Unito come membri della classe aristocratica, ovvero godenti di titoli e privilegi ereditari.

Storia

La nobiltà delle quattro nazioni costituenti il Regno Unito attuale ha giocato nei secoli un ruolo fondamentale nel costituire lo stato britannico come appare oggi, anche se attualmente i pari ereditari non godono di specifici diritti, privilegi o responsabilità, ad eccezione della possibilità di essere eletti nella Camera dei lords, mantenendo l'ordine di precedenza e certi titoli o diritti di udienza col monarca.

Genericamente, la nobiltà britannica consiste nei pari e nelle loro famiglie, anche se vi è un senso più strettamente legale che include la nobiltà titolata e non. I membri della paria portano i titoli di duca, marchese, conte, visconte e barone. I pari con titoli da barone a marchese sono genericamente indicati come lords. Ad ogni modo, i baroni scozzesi, vengono spesso distinti dagli altri con l'indicazione di "barone di ...". La nobiltà non titolata consiste di tutte quelle persone che hanno ottenuto concessione di utilizzare uno stemma pur in assenza di un predicato feudale. Altri, come i Gentleman o gli Esquire hanno unicamente una posizione nell'ordine di precedenza del Regno Unito. Gran parte dell'aristocrazia britannica ha storicamente posseduto della terra, ad eccezione dei baronetti e dei proprietari terrieri armigeri (le cui famiglie erano spesso derivanti dall'epoca medievale e dalla società feudale dove non sempre il possesso della terra era fondamentale per ottenere la nobiltà, ma bastava distinguersi nei servizi militari ad un signore locale).

I predicati nobiliari scozzesi spesso includono la designazione territoriale del titolo. In Scozia, la designazione territoriale implica la concessione almeno del rango di "Esquire" (scudiero) anche se sono intesi come nobiltà minore.

Il termine parìa è utilizzato spesso per indicare genericamente l'aristocrazia titolata e non. Tutte le moderne onorificenze britanniche, tra cui le dignità dei pari, sono create direttamente dal monarca inglese, ottenendo effetto per lettere patenti affisse col Great Seal of the Realm. Il sovrano stesso è considerato fonte degli onori e come "fontana e sorgente di tutte le dignità che egli non può detenere per conto proprio",Opinione della Camera dei Lords sul Caso della Parìa Buckhurst non può detenere una parìa britannica.

Prima del XX secolo, le parìe erano genericamente ereditarie (con alcune eccezioni) e concesse per linea maschile. Il primogenito di un duca, marchese o conte aveva il diritto di utilizzare almeno un titolo sussidiario del genitore da poter utilizzare come titolo di cortesia personale. Ad esempio, il primogenito del conte di Snowdon, ha diritto di usare quello di visconte Linley. Duchi e marchesi hanno in genere anche un titolo per l'erede dell'erede.

Il sistema moderno delle parìe è il retaggio dell'antico costume britannico del XII-XIII secolo per la convocazione dei singoli al parlamento. Il sistema economico del tempo era quello del feudalesimo e quindi il privilegio di essere convocati a far parte del parlamento dipendeva dal quantitativo di terra controllato (una "baronia"). Sul finire del XIV secolo, il diritto (o "titolo") iniziò ad essere garantito per decreto, ed i titoli iniziarono ad essere trasmessi per primogenitura. Posizioni non ereditarie iniziarono ad essere create nuovamente dal 1867.

Nel 1958 il Life Peerages Act introdusse la possibilità per un pari non ereditario di sedere nella Camera dei Lords, e quindi la creazione di parìe ereditarie che in breve tempo possono essere considerate obsolete, pratica cessata quasi del tutto dal 1964. Questa convenzione non venne ad ogni modo osservata dal primo ministro Margaret Thatcher che chiese alla regina Elisabetta II di creare tre pari ereditari (due dei quali, erano uomini senza eredi, il terzo era per l'ex premier Harold Macmillan, il cui titolo di conte di Stockton, oggi del nipote, risulta essere il più recente titolo ereditario che non sia stato creato per un membro della famiglia reale). Sino ai cambiamenti del XX secolo, solo una piccola porzione della nobiltà scozzese (16 rappresentanti eletti ogni legislatura a cui si aggiunsero, dopo il 1786La Corona si dimostrò propensa dopo la nascita del regno di Gran Bretagna nel 1707 a concedere almeno ai capi delle più grandi famiglie scozzesi un titolo britannico per far loro avere un seggio ereditario, ma la camera dei Lord decise che un titolato scozzese potesse accedere solo se fosse stato eletto tra i 16 rappresentanti scelti dai suoi pari, solo nel 1786 la decisione fu ribaltata e i nobili scozzesi con un titolo inglese o britannico poterono sedere direttamente senza elezione. Unica parziale possibilità era aver ottenuto il titolo britannico prima di aver ereditato quello scozzese per cui il conte di Kinnoull sedeva alla camera anche prima del 1786 perché l'ottavo conte, George Hay, ottenne il titolo britannico di barone Hay nel 1711 prima di ereditare quello paterno nel 1719., coloro che ebbero un titolo inglese o britannico, solo nel 1963 i pari scozzesi ottennero gli stessi diritti di quelli inglesi compreso un seggio di diritto alla camera) e irlandese (28 rappresentanti eletti a vita fino al 1922, dopo quell'anno i rappresentanti già eletti mantennero il seggio, l'ultimo di questi morì nel 1961, in seguito rimasero in parlamento solo coloro che avevano anche un titolo in una delle altre parie) aveva ottenuto il permesso di sedere nella Camera dei Lords a Westminster.

Sino al 1999 il possesso di un titolo di parìa (ad eccezione di quelli irlandesi) consentiva ad una persona di sedere nella Camera dei Lords, indipendentemente dalla propria età. Dal 1999 al 2026 solo 92 pari ereditari avevano ottenuto il permesso di sedere nella Camera dei Lords di cui 90 erano eletti per ballottaggio tra le parìe ereditarie e rimpiazzati solo per dimissioni o alla loro morte col medesimo sistema. Il detentore del titolo di Conte maresciallo, incarico reale per la sovrintendenza alle cerimonie solenni ed alle grandi occasioni di stato, sedeva di diritto, fino al maggio 2026, nella Camera dei Lords. Il detentore della carica è per diritto ereditario il duca di Norfolk. Uguale sorte toccava al Lord gran ciambellano, incaricato di governare il palazzo di Westminster. Con la legge House of Lords (Hereditary Peers) Act 2026 i rappresentanti della nobiltà britannica sono stati esclusi dalla Camera dei Lords.

Un membro della Camera dei Lords non può contemporaneamente essere anche un membro della Camera dei comuni. Nel 1960, Tony Benn ereditò il titolo di suo padre di Visconte Stansgate e si rifiutò di lasciare la propria posizione elettorale conquistata coi voti dei suoi elettori.

I titoli, ad ogni modo, non sono spesso considerati come necessari per essere definiti membri dell'aristocrazia: sia il capitano Mark Phillips che il vice ammiraglio Timothy Laurence, rispettivamente primo e secondo marito della principessa Anna non hanno avuto titoli nobiliari.

Nobiltà: pari e non-pari Duchi Ducati reali nel Regno Unito Duchi nel Regno Unito Duchi nella Paria britannica Ducati nelle parie britanniche

Marchesi Marchesi nel Regno Unito Marchesi nella Paria britannica Marchesati nella Paria britannica

Conti Contee reali nel Regno Unito Conti nella Paria britannica Contee nella Paria britannica

Visconti Visconti nella Paria britannica Vicecontee nella Paria britannica

Baroni / Lords del Parlamento di Scozia Baronie reali nel Regno Unito Baroni nella Paria britannica Baronie nella Paria britannica Elenco delle Parie britanniche a vita

Baroni di Scozia (non-pariRuling of the Court of the Lord Lyon (26/2/1948, Vol. IV, page 26): "With regard to the words 'untitled nobility' employed in certain recent birthbrieves in relation to the (Minor) Baronage of Scotland, Finds and Declares that the (Minor) Barons of Scotland are, and have been both in this nobiliary Court and in the Court of Session recognised as a 'titled nobility' and that the estait of the Baronage (i.e. Barones Minores) are of the ancient Feudal Nobility of Scotland".) Baroni in Scozia

Titoli di cortesia Baronetti (Sir) Elenco delle baronettie

Cavalieri ereditari (Sir) Cavalieri di Kerry

Cavalieri (Sir) Cavaliere, dall'inglese antico cniht ("ragazzo" o "servitore"), etimologicamente corrispondente al tedesco Knecht ("lavoratore" o "servitore"). Onorificenze britanniche

Capi Clan/Laird Capo clan Laird

Membri della nobiltà non titolati Esquire (dal latino scutarius, nel senso di scudiero, tramite l'antico francese esquier) Gentleman

Nobiltà irlandese e gaelica

Al di fuori del Regno Unito, la rimanente Nobiltà gaelica d'Irlanda continua informalmente ad utilizzare i propri titoli arcaici provinciali. Dal momento che l'Irlanda fu nominalmente sotto la signoria della Corona d'Inghilterra dal XII al XVI secolo, il sistema onorifico gaelico coesistette con quello britannico. Una delle dimostrazioni moderne di questa coesistenza è il titolo di Barone Inchiquin, noto in Irlanda col titolo di principe di Thomond. Il principe di Thomond è uno dei tre pretendenti del non più esistente regno (XII secolo) d'Irlanda, assieme agli O'Neill ed agli O'Conor Don.

Chief of the Name era una designazione di un clan che terminò effettivamente nel 1601 col collasso dell'ordine gaelico, eliminando così i ruoli dei capi clan. I moderni capi clan che oggi detengono il titolo in pretesa come ereditario, sono scelti all'interno di quelle famiglie discendenti dai re regionali o provinciali della storia antica irlandese così come accade nel Regno di Scozia (ad eccezione del Clann Somhairle, del Clan Donald e del Clan MacDougall, i due di origine reale).

Dopo l'Invasione normanna dell'Irlanda, molte famiglie hiberno-normanne adottarono i costumi gaelici come nel caso della dinastia dei De Burgh e della dinastia FitzGerald.

Note

Voci correlate Onorificenze britanniche

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