I papiri di Ercolano sono un corpus di oltre 1 800 papiri rinvenuti nella cosiddetta Villa dei Papiri a Ercolano nel XVIII secolo, carbonizzati dalla nota eruzione del Vesuvio del 79.

I papiri, contenenti principalmente testi filosofici greci, provengono dall'unica biblioteca pervenuta intatta dall'antichità.Intervista a Daniel Delattre: the Herculaneum scrolls given to Consul Bonaparte (2010), Napoleon.org La maggior parte delle opere conservate riguardano il filosofo epicureo e poeta Filodemo di Gadara.

I papiri rinvenuti e non andati distrutti sono per lo più conservati presso la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III al Palazzo Reale di Napoli, studiati presso la sezione chiamata Officina dei Papiri Ercolanesi..

Un rotolo di papiro contiene in genere fino a 1.200 righe o 10.000 parole, mentre un libro moderno di 400 pagine ne contiene circa 100.000. In totale dall'antichità europea sono giunte a noi circa 30 milioni di parole, il che equivale a 3.000 rotoli o 300 libri moderni di 400 pagine. Quando, con l'aiuto delle moderne tecnologie di riconoscimento del testo basate sull'intelligenza artificiale, gli scienziati saranno in grado di leggere tutti i restanti 600 rotoli di papiro arrotolati, carbonizzati, sigillati e illeggibili della biblioteca di Ercolano, si aggiungeranno altri 60 testi moderni in formato libro da 400 pagine dell'antichità europea ai 300 già disponibili, il che aumenterà del 20% le informazioni sull'antichità europea a disposizione dell'umanità.

Scoperta e scavi archeologici

Nel 1752, operai della famiglia reale dei Borbone scoprirono casualmente quella che è oggi nota come Villa dei Papiri.

Nel XVIII secolo, le prime indagini archeologiche compiute sembravano più attività minerarie che scavi stratigrafici: si procedeva con gli scavi nella roccia lavica di pozzi verticali e gallerie sotterranee orizzontali e gli operai ponevano i reperti in cesti che venivano poi riportati in superficie.

Con il supporto di re Carlo III, Roque Joaquín de Alcubierre condusse esplorazioni sistematiche di Ercolano assieme a Karl Jakob Weber.

Ad oggi è possibile che ci sia una sezione inferiore dalla raccolta della Villa che non è ancora stata scavata.

Tra i più importanti studiosi dei papiri è da ricordare Wilhelm Crönert, con le sue opere Quaestiones Herculanenses. Göttingen 1898 (traduzione italiana Studi Ercolanesi, Napoli, Morano, 1975) e Memoria Graeca Herculanensis, Berlino 1903.

L'eruzione del 79 d.C. Nel corso dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i fasci di rotoli di papiro furono carbonizzati dall'intenso calore prodotto dai flussi piroclastici. Questo surriscaldamento intenso avvenne in un periodo di tempo estremamente breve e in ambienti poveri di ossigeno, facendo sì che i rotoli si carbonizzassero in blocchi compatti e estremamente fragili. Successivamente furono ricoperti e conservati dagli strati di roccia lavica estremamente tenace.

Descrizione Si ignora quanti fossero i papiri in origine conservati nella biblioteca, poiché molti rotoli furono distrutti dagli operai e dagli studiosi che tentavano di estrarli dalla roccia vulcanica.

L'elenco ufficiale riporta 1 814 rotoli e frammenti, dei quali 1 756 furono scoperti nel 1855. Al 1986, l'inventario ufficiale riportava 1 826 papiriIV. The Herculaneum Papyri, Bulletin of the Institute of Classical Studies, 33 (1986), pp. 36–45.. Oltre 340 sono quasi completi, circa 970 sono in parte danneggiati e in parte leggibili, più di 500 sono solo frammenti carbonizzati.

Srotolamento e avvenimenti successivi

Alla fine del XVIII secolo, l'abate Antonio Piaggio inventò una macchina per srotolare le strisce di papiro; i testi così resi visibili erano rapidamente copiati, riesaminati da accademici esperti dell'Ellenismo e poi ricorretti ulteriormente, se necessario, dal gruppo di srotolamento/copiatura.

Nel 1802, Ferdinando IV di Napoli incaricò il reverendo John Hayter di assistere al processo di srotolamento. Tra il 1802 e il 1806, Hayter srotolò e decifrò parzialmente circa 200 papiri. Queste copie sono conservate nella Bodleian Library, dove sono conosciuti come "Oxford Facsimiles of the Herculaneum Papyri".

Sempre nel 1802, re Ferdinando offrì sei rotoli a Napoleone Bonaparte come mossa diplomatica. Nel 1803, assieme ad altri tesori, i rotoli furono trasportati da Francesco Carelli: dopo aver ricevuto il dono, Bonaparte consegnò i rotoli all'Institut de France dove furono presi in carico da Gaspard Monge e Vivant Denon.

Nel 1810, diciotto papiri srotolati furono consegnati al re britannico Giorgio IV, quattro dei quali furono donati alla Biblioteca Bodleiana di Oxford; gli altri per lo più sono oggi conservati presso la British Library di Londra.

Nel gennaio 1816, Pierre-Claude Molard e Raoul Rochette tentarono di srotolare un papiro con una replica della macchina dell'abate Piaggio, ma l'intero rotolo fu distrutto senza poterne ricavare alcuna informazione.

Si tentò in seguito con l'impiegare metodi chimici mediante l'immersione della carta di papiro in liquidi diversi in modo da restituirle flessibilità e reidratarne le fibre.

Nel 1877 un papiro fu consegnato a un laboratorio del Museo del Louvre, in cui fu compiuto un tentativo di srotolamento con un "piccolo mulino". Il tentativo fu un insuccesso e il rotolo fu parzialmente distrutto (si salvò solo un quarto del papiro).

Le operazioni di apertura dei rotoli erano estremamente difficili. L'apertura di un rotolo spesso danneggiava o distruggeva completamente il rotolo stesso.Se un rotolo era aperto con successo, l'inchiostro originale, una volta esposto all'aria, iniziava subito a svanire. Inoltre, questa modalità di apertura spesso lasciava pagine attaccate assieme, cosicché si perdevano ulteriori informazioni.

Alla metà del XX secolo, solo 585 rotoli o frammenti erano stati completamente srotolati e 209 solo in parte. Dei papiri srotolati, circa 200 sono stati decifrati e pubblicati e circa 150 decifrati, ma non pubblicati.

Nel 1969, Marcello Gigante fondò il Centro Internazionale per lo Studio dei Papiri Ercolanesi (CISPE), con l'intento di riprendere gli scavi della Villa dei Papiri e di promuovere il rinnovamento degli studi dei testi ercolanesi. L'istituto adottò un nuovo metodo per lo srotolamento, il metodo "Oslo", grazie al quel il gruppo di lavoro del CISPE separò i singoli strati di papiro. Uno dei rotoli fu scomposto in 300 parti e un altro in un numero leggermente inferiore di parti.

A partire dal 1999, i papiri sono stati digitalizzati adottando tecniche di imaging multispettrale (MSI). Esperti internazionali e celebri studiosi presero parte al progetto.

Il 4 giugno 2011 fu annunciato che era stato raggiunto l'obiettivo di digitalizzare papiri ercolanesi. Digitization of Herculaneum Papyri Completed Insights 22/6 (2002) Maxwell Institute, Brigham Young U. BYU Herculaneum Project Honored with Mommsen Prize Insights 30/1 (2010) Maxwell Institute, Brigham Young U.

Dal 2007, un gruppo di lavoro dell'Istituto di Papirologia e gruppi di scienziati provenienti dal Kentucky hanno impiegato raggi X e la risonanza magnetica nucleare per analizzare i manufatti.

Nel 2009, l'Institut de France in collaborazione con il Centre national de la recherche scientifique ottenne l'immagine di due papiri ercolanesi intatti utilizzando la microtomografia a raggi X (micro-CT) per rivelare le strutture interne dei rotoli. EDUCE: Imaging the Herculaneum Scrolls (Video). Center for Visualization & Virtual Environments, U. Kentucky. 2011. W. Brent Seales, James Griffioen, Ryan Baumann, Matthew Field (2011) ANALYSIS OF HERCULANEUM PAPYRI WITH X-RAY COMPUTED TOMOGRAPHY Center for Visualization & Virtual Environments; U. KentuckyIl gruppo che diresse il progetto stimò che se i rotoli fossero stati completamente srotolati avrebbero misurato circa 12–.La struttura interna dei rotoli si rivelò essere estremamente compatta e con molte convoluzioni, vanificando gli algoritmi automatici di srotolamento che il gruppo aveva sviluppato. L'esame manuale di piccoli segmenti della struttura interna dei rotoli ebbe migliori risultati, rivelando le singole fibre del papiro. Sfortunatamente, sui piccoli campioni indagati non è stato possibile trovare inchiostro, poiché gli inchiostri a base di sostanze organiche (quindi a base di carbonio) non sono visibili sui rotoli carbonizzati.

Nel 2015, un gruppo guidato dal dott. Vito Mocella, dell'Istituto di Microelettronica e Microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IMM), Jonathan Webb X-ray technique reads burnt Vesuvius scroll BBC News, Science & Environment, 20 January 2015 annunciò che "… la tomografia a raggi X a contrasto di fase (XPCT) può rivelare varie lettere nascoste dentro i preziosi papiri senza srotolarli […] Questa ricerca pionieristica ci apre nuove prospettive non solo per i molti papiri ancora non aperti, ma anche per altri che non sono stati ancora scoperti, forse comprendenti una seconda biblioteca di papiri latini ad un livello più basso ancora non scavato della Villa". Vito Mocella, Emmanuel Brun, Claudio Ferrero & Daniel Delattre (2015) Revealing letters in rolled Herculaneum papyri by X-ray phase-contrast imaging Nature Communications 6, 5895 doi:10.1038/ncomms6895 Il microscopico rilievo delle lettere sui papiri, un decimo di millimetro, è sufficiente per produrre un contrasto di fase osservabile mediante scansioni con tecnica XPCT. Il gruppo riuscì anche a identificare dei caratteri in un rotolo ancora chiuso.

Con lo scopo di rendere queste scansioni utilizzabili, un gruppo ha collaborato con la National Science Foundation e Google per sviluppare un software in grado di rimettere nel giusto ordine all'interno del rotolo le lettere che sono state spostate per effetto della deformazione degli strati.

Dando seguito ai risultati di Mocella e dei suoi collaboratori, nel 2016 un altro gruppo di studiosi, guidato da Graziano Ranocchia e da Alessia Cedola, annunciò risultati incoraggianti ottenuti impiegando la XPCT. I. Bukreeva et al., Enhanced X-ray-phase-contrast-tomography brings new clarity to the 2000-year-old 'voice' of Epicurean philosopher Philodemus, 2016, arXiv:1602.08071.

La svolta fu quando, nel settembre 2016, un ricercatore dell'Università del Kentucky, Brent Seales, utilizzò con successo un nuovo metodo per svelare il testo di un rotolo carbonizzato rinvenuto sulla costa occidentale del Mar Morto. Nicholas Wade, Modern Technology Unlocks Secrets of a Damaged Biblical Scroll, New York Times (21 settembre 2016). Il metodo, simile a quello di Mocella, è stato applicato ai sei papiri donati da Ferdinando IV a Napoleone.Matteo Marini, Raggi 10 miliardi di volte più potenti del Sole per leggere i papiri di Ercolano, La Repubblica (6 ottobre 2019).

Nel 2019, un team internazionale dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee, del Cnrs-Museo di Storia Naturale di Parigi e del dipartimento di Fisica dell'Università La Sapienza guidato da Graziano Ranocchia, ha effettuato una ricerca più approfondita su otto frammenti noti della "Storia dell'Accademia "di Filodemo con l'innovativa tecnologia di scansione "Hyperspectral imaging" ottenendone, in più di un anno tra rilievi e studi, un ulteriore 25% di caratteri, portando la comprensione del testo da 6200 parole a più di 8000 ed evidenziando anche dodici rare colonne di annotazioni sul verso, affermando così un metodo di rilettura per papiri srotolati che verrà successivamente applicato agli altri 1500 documenti dell'Officina.Paolo De Luca, "Così una nuova tecnologia legge i segreti dei papiri ercolanesi", La Repubblica (10 ottobre 2019). A. Tournié, K. Fleischer, I. Bukreeva, F. Palermo, M. Perino, A. Cedola, C. Andraud and G. Ranocchia, Ancient Greek text concealed on the back of unrolled papyrus revealed through shortwave-infrared hyperspectral imaging, Science Advances (4 ottobre 2019)