Le battaglie di San Juan e Chorrillos si svolsero il giorno 13 gennaio del 1881, nel quadro della Guerra del Pacifico. In queste battaglie si affrontarono gli eserciti del Cile e del Perù. Gli storici cileni spesso distinguono tra battaglia di Chorrillos e battaglia di San Juan, mentre quelli peruviani si riferiscono a tutto lo scontro come alla battaglia di San Juan.Algunos autores, como Francisco Antonio Encina, dividen las batallas en tres etapas: San Juan, Chorrillos y Asalto al Morro Solar (Resumen de la Historia de Chile).
Queste battaglie si svilupparono una dopo l'altra a Villa, nelle pampas di San Juan e Santa Teresa, sulla collina Marcavilca, il morro Solar e il villaggio di Chorrillos. Dopo otto ore di combattimenti in diversi fronti, l'esercito cileno prevalse. Dopo la battaglia, vi furono incendi e saccheggi a Chorrillos e Barranco e, il giorno dopo, fu stabilita una tregua e si iniziarono trattative, mentre entrambi gli eserciti si preparavano per un possibile ulteriore scontro, che si produsse nella battaglia di Miraflores, dopo la quale le truppe cilene entrarono a Lima.
Antecedenti Dopo essersi assicurato il controllo nelle zone di Tarapacá, Arica e Tacna, nel governo cileno discusse sui passi successivi della guerra, constatando che aveva tentato senza successo di rompere l'alleanza Perù-Bolivia, offrendo i territori di Arica come naturale sbocco al mare. Una forte corrente di opinione diffidava di questo "politica boliviana", ed esigeva che il governo continuasse la guerra con l'invasione di Lima, ma il presidente di Cile Aníbal Pinto desiderava evitare ulteriori spargimenti di sangue, e porre fine ai costi della guerra. Come soluzione intermedia, che dimostrasse al governo peruviano la sua incapacità per difendere il suo territorio, e la convenienza di accettare le condizioni di pace offerte dal Cile, il governo cileno ordinò la Spedizione Lynch con l'ordine di riscuotere contributi dai ricchi proprietari delle piantagioni di canna da zucchero, ed impedire gli sbarchi di armi che arrivavano da Panama. Lo stesso fine aveva la spedizione a Mollendo. Quasi parallelamente si concretizzò l'intervento statunitense attraverso William Evarts, segretario di stato del Presidente James Garfield, che promosse le Conferenze di Arica del 1880, con il fine di contenere il conflitto, che danneggiava sia i commerci che l'industria della regione e faceva temere agli statunitenzi un intervento europeo negli affari americani, contrario alla Dottrina Monroe. Il Cile esigeva il trasferimento di Tarapacá, un rimborso economico, la restituzione del vapore Rímac, e l'abrogazione del Patto Segreto Perù – Bolivia del 1873. Arica, Secondo le proposte cilene, doveva rimanere al Perù, ma essere demilitarizzata. Ciononostante, Il ministro plenipotenziario statunitense in Bolivia, Charles Adams, aveva assicurato agli alleati che in caso mancato un accordo durante la conferenza, avrebbero imposto al Cile un arbitrato favorevole agli alleati. Per questa ragione per i governi di Campero e Piérola era più vantaggioso non consegnare i territori occupati, e lasciare che gli statunitensi imponessero la pace, senza trasferimento di territori...
Dopo il fallimento della conferenza di Arica, il rifiuto boliviano delle offerte cilene di rompere l'alleanza con Perù ed il rifiuto dei peruviani a negoziare, il governo cileno, desideroso di terminare la guerra, decise l'occupazione di Lima.
Sbarco Cileno a Chilca
Il porto di Chilca, situato 70 km a sud di Lima, fu scelto dallo stato maggiore cileno come punto di sbarco dato che si riteneva poco probabile la presenza di forze peruviane importanti.
Il 20 di novembre di 1880 la 1.ª Divisione cilena forte di 8.800 uomini, imbarcati in 15 navi da trasporto e le corvette Chacabuco e O'Higgins, sbarcò a Paracas, vicino a Pisco, proveniente da Arica, al comando del generale José Antonio Villagrán Correas. La divisione fu rinforzata con 3.500 soldati che arrivarono il 2 dicembre sulla corvetta Abtao e sulla cannoniera Magallanes, al comando del colonnello José Francisco Gana Castro. Questa Divisione doveva marciare verso nord, ma per mancanza di mezzi solo la brigata al comando di Patricio Lynch proseguì, mentre il resto della divisione dovette tornare a Pisco da dove si reimbarcó verso nord. Dopo questo insuccesso, il Capo dell'Esercito cileno ordinò il ritorno di Villagrán in Cile e la sua sostituzione con Lynch.
Il 22 di dicembre sbarcarono a Curayaco e Lurín 15.000 soldati cileni con gli equipaggiamenti bellici da 29 navi da trasporto sotto la protezione delle fregate corazzate Blanco Encalada e Cochrane, e della corvetta O'Higgins. Il 25 e 26 dicembre arrivarono dopo otto giorni di marcia, le due metà della brigata Lynch, a 24 ore di intervallo l'una dall'altra per facilitare il rifornimento di viveri e acqua. Il tragitto di 180 km non incontrò quasi resistenza peruviana, a parte qualche attacco di montanari locali.
Le truppe cilene stabilirono l'accampamento nella valle di Lurín, che offriva acqua, foraggio ed alimenti alle forze della spedizione.
Il comando peruviano inviò il colonnello Pedro José Sevilla e i Cacciatori del Rimac, con 200 cavalleggeri armati di carabina, a sorvegliare l'avanzata cilena, affrontandoli a Yerba Buena (Cañete) y poi a Bujama (Mala). Il comando cileno inviò contro le truppe peruviane il colonnello Orozimbo Barbosa; il combattimento avvenne il 27 dicembre al Manzano, dove Sevilla cadde prigioniero.
Le truppe cilene effettuarono confische di denaro e bestiame ai ricchi proprietari della valle di Cañete. Mille coolies, che erano venuti a mettersi a disposizione dei reggimenti cileni sperando di questo modo di liberarsi dal loro impegno con i proprietari, aiutarono le truppe cilene come portatori. Dalle tenute confiscate furono requisiti più di seicento somari, che furono caricati con sacchi, armi, viveri, barili d'acqua e utensili da cucina.
Ricognizione del terreno Per esaminare il terreno, la spedizione realizzò varie missioni tra la linea di difesa peruviana e Lurín. Lo stesso capo delle forze cilene, Baquedano, uscì sul terreno tre volte sulla strada cammino di Ate e per la Tablada di Lurín (sul lato della costa). Anche Barbosa e Carlos Wood effettuarono missioni: nella più importante, condotta da Barbosa, furono impiegati soldati delle tre armi (fanteria, cavalleria e artiglieria), per verificare la possibilità di un aggiramento verso Ate.Bulnes, T3, pp. 651–652 Scontro della Rinconada
Nella Rinconada di Ate si trovava dal 4 di gennaio di 1881 il colonnello peruviano Mariano Vargas con di 340 soldati, composta dai piccoli proprietari e dagli abitanti dei villaggi della zona, armati con fucili Minié e pezzi di artiglieria. Vargas dispose la sua artiglieria sulla collina Vásquez. Il 9 di gennaio di 1881, la divisione cilena di Barbosa arrivò a Pampa Grande (Musa, La Planicie) dopo una marcia per la gola di Manchay da Pachacámac (Lurín). La divisione di Barbosa affrontò gli uomini di Vargas nel combattimento della Rinconada di Ate, costringendo Vargas a ritirarsi fino alla collina Vásquez, dove l'artiglieria peruviana entrò in azione ma senza causare perdite di rilievo alla divisione cilena, che dopo aver ispezionato la zona si ritirò a Pampa Grande.
Preparazione della battaglia
La proposta di José Francisco Vergara Nello stato maggiore cileno c'erano due proposte per sconfiggere le difese peruviane; un attacco frontale proposto da Baquedano e un movimento aggirante sull'ala destra cilena, sostenuta dal ministro della guerra José Francisco Vergara.
La proposta di Vergara prevedeva di risalire il fiume fino a Manchay e proseguire verso nord per terreni molli e valli chiuse, senza acqua, per arrivare ad est di Lima attraverso Ate (vedere mappa di F. Machuca). Le truppe cilene sarebbero così arrivate alle spalle delle difese peruviane che non avrebbero potuto opporre una resistenza efficace.
Il piano aveva vari vantaggi: evitava un sanguinoso attacco frontale, aveva un grande effetto psicologico e facilitava la cattura degli sconfitti.
Esistevano tuttavia anche problemi difficili da risolvere. Il percorso non era agevole: sulle semplici piste era difficile e lento, se non impossibile, trasportare i pesanti pezzi di artiglieria e gli equipaggiamenti. Oltretutto, non c'era acqua fino a Lima e nelle valli sarebbe stato facile per l'esercito peruviano ostacolare la marcia della spedizione nelle valli chiuse che dovevano attraversare.
Alla fine, in un consiglio di guerra effettuata l'11 di gennaio con la partecipazione di Baquedano, José Francisco Vergara, tutti i generali, i colonnelli Velásquez, Lynch, Altamirano, Lira e l'inviato presidenziale Joquín Godoy, lo stato maggiore cileno decise l'attacco frontale. Si considerò che la marcia diretta da Lurín a San Juan era di 17 chilometri, mentre l'aggiramento verso Ate era tre volte più lungo, su terreni sabbiosi, senza l'appoggio della squadra navale, e su una linea molto estesa vulnerabile a un attacco sui fianchi.
Situazione peruviana Appreso lo sbarco cileno a Chilca, Nicolás di Piérola ordinò di costruire linee di difesa a sud di Lima, a San Juan e Miraflores, sotto la direzione dell'ingegnere austriaco Massimo Gorbitz e dell'ingegnere peruviano Felipe Arancivia. Nella collina San Cristóbal si costruì un potere chiamato "Ciudadela Piérola" incaricata all'ufficiale della fanteria di marina Manuel Villavicencio.
La linea di San Juan, lunga 15 km, si trovava a 12 km di Lima e si estendeva su una serie di colline dalla collina Marcavilca vicino alla caletta dell'Achira, attraverso le colline di Santa Teresa e di San Juan, fino ad arrivare a Pamplona includendo le tenute Vásquez e Monterrico. Le difese avevano parapetti, fossati e campo di tiro liberato da alberi che potessero offrire copertura agli attaccanti. Nelle zone di Santa Teresa, San Juan e altri luoghi, i difensori avevano installato mine. Sulla ferrovia Miraflores-Chorrillos c'era un treno blindato dotato di cannoni, e a fianco della ferrovia una linea telegrafica collegava lo stato maggiore con il fronte. Le colline Marcavilca e Morro Solare, in riva al mare, disponevano di trincee e batterie per difendersi contro un possibile sbarco a Chorrillos o La Chira.
Il capo dello stato maggiore peruviano era il generale Pedro Silva.
Il governo peruviano ordinò la costruzione di cannoni alle fabbriche peruviane White, Grieve e Selay. Le truppe peruviane avevano armi di diverse tipi e calibri: come fucili Chassepot, fucili Peabody, fucili Minié ad avancarica, carabine Remington di calibro. 43 e Calibro. 50. Dal dicembre di 1879 fino all'inizio della campagna di Lima il Perù aveva importato 30.000 fucili e 60 mitragliatrici oltre ad altri materiali bellici come siluri, dinamite, ecc. Questa informazione è conosciuta, ma è stato trascurata più tardi dalla storia peruviana sotto l'influsso della sconfitta e della passione politica, afferma Jorge Basadre.Jorge Basadre, "La Guerra con Chile", Cap. 7, p. 3