La Flandria era una squadra maschile belga di ciclismo su strada, attiva nel professionismo tra il 1959 e il 1979. Sponsorizzata dalla fabbrica fiamminga di biciclette Flandria, costituì uno dei sodalizi più longevi e vincenti del ciclismo di quegli anni.
Ben attrezzata soprattutto per le classiche, nei ventuno anni di attività la Flandria ebbe tra le sue file tutti i più forti ciclisti belgi del tempo (escluso Eddy Merckx), riuscendo a vincere cinque Giri delle Fiandre, quattro Parigi-Roubaix, quattro Liegi-Bastogne-Liegi e un Giro di Lombardia, oltre a numerose altre gare di un giorno. Nei grandi Giri la squadra ottenne moltissime vittorie di tappa e piazzamenti, e nel 1977 arrivò a imporsi nelle classifiche generali di Giro d'Italia e Vuelta a España rispettivamente con Michel Pollentier e Freddy Maertens. La squadra venne infine dismessa nel 1979 a causa dei problemi finanziari della casa madre Flandria.
Storia 1959-1962: i primi anni e le vittorie con Van Looy Sul finire degli anni 1950, in un periodo di grande espansione per il mercato ciclistico in tutta Europa, anche l'azienda di biciclette fiamminga Flandria (ufficialmente A.Claeys-Flandria), attiva dal 1896 a Zedelgem, decide di promuovere il proprio marchio nel ciclismo professionistico. La squadra Flandria nasce nel 1959 dall'accordo stipulato in un caffè tra Aimé Claeys, patron della Flandria, e l'affermato velocista Léon Van Daele. Van Daele aveva vinto la Parigi-Roubaix 1958, ma disobbedendo agli ordini del suo capitano e leader, l'"imperatore" Rik Van Looy: inimicatoselo, era stato per questo non confermato per la stagione seguente, dovendo quindi cercarsi una nuova formazione. Per l'annata 1959 Flandria allestisce così per la prima volta una squadra professionistica, la Flandria-Dr. Mann, diretta da Frans Theugels e dal manager-ciclista Alberic Schotte: alla prima stagione arrivano già 44 vittorie, otto delle quali, compresa la Gand-Wevelgem, con lo stesso Van Daele. Già nel 1960 Theugels decide di proseguire l'attività con Dr. Mann, e il team Flandria passa sotto la guida del solo Alberic Schotte, ritiratosi definitivamente dalle competizioni, "rinascendo" come Wiel's-Flandria. Nel biennio 1960-1961, corso in maglia bianco-verde Wiel's, per la Flandria giungono ancora molti successi, tra cui, con diversi ciclisti, una E3 Harelbeke, un Tour du Nord, due Kuurne-Bruxelles-Kuurne, due tappe al Tour de Suisse e un titolo nazionale svizzero.
Nel 1962 Flandria decide di ampliare la rosa, accorpando il gruppo belga della formazione Faema (spagnola ma di sponsor italiano), capitanato dal campione del mondo Rik Van Looy e guidato in ammiraglia da Guillaume Driessens. Dalla Faema viene ripresa anche la maglia rossa con banda bianca che caratterizzerà il team Flandria nei due decenni seguenti. In maglia Flandria-Faema iridata il nuovo capitano Van Looy vince, nella primavera del 1962, il Giro delle Fiandre, la Gand-Wevelgem e la Parigi-Roubaix, scortato e pilotato nelle volate dalla sua "guardia rossa" (antesignana del moderno "treno"). Al seguente Tour de France, corso per la prima volta nel dopoguerra dalle squadre di club, Van Looy, pur grande favorito, è costretto al ritiro dopo una collisione con una moto della stampa; i gradi di capitano sono rilevati da Joseph Planckaert, già vincitore quell'anno di Parigi-Nizza e Liegi-Bastogne-Liegi, che veste per sette giorni la maglia gialla e conclude infine secondo, battuto dal solo Jacques Anquetil. A fine anno saranno ben 101 le vittorie della Flandria-Faema. La permanenza di Van Looy in maglia Flandria dura però solo un anno: contrario al maggior peso assunto da Flandria rispetto a Faema (i belgi acquisirono anche il gruppo spagnolo della Faema), lascia per accasarsi alla G.B.C. insieme ai suoi gregari e al ds Driessens.
1963-1968: la nascita di una "super squadra" Nel 1963, nonostante la dipartita di Van Looy, le vittorie per la Flandria continuano ad arrivare numerose, e così anche nel 1964, nonostante l'addio del gruppo spagnolo e dello sponsor Faema, e nel 1965, biennio in cui il co-sponsor del team è il marchio Romeo. I trionfi non giungono più da un solo campione, ma da più protagonisti, giovani o esperti, che contribuiscono insieme a formare una vera e propria "super squadra": Noël Foré vince il Giro delle Fiandre 1963, Peter Post la Parigi-Roubaix 1964 (primo olandese a riuscirvi), Willy Bocklant il Tour de Romandie 1963, la Liegi-Bastogne-Liegi 1964 e la Freccia del Brabante 1965, Guido Reybrouck la Parigi-Tours 1964, e non mancano nemmeno i successi in tappe al Tour de France, al Giro d'Italia e alla Vuelta a España.
Nel 1966, con l'addio dello sponsor Romeo (che dà vita alla nuova Romeo-Smith's), la squadra Flandria deve ridimensionarsi, rimanendo addirittura inattiva nella prima metà di stagione. Nel 1967 si ha il pieno ritorno all'attività, con alcuni nomi nuovi come Walter Godefroot, Antoon Houbrechts ed Edward Sels (quest'ultimo solo per un anno), e comunque numerosi successi, tra cui quello di Godefroot alla Liegi-Bastogne-Liegi e quello di Bocklant all'E3 Prijs Vlaanderen. Anche il 1968 si caratterizza per gli ottimi risultati nelle classiche, con Godefroot capace di imporsi al Giro delle Fiandre, alla Gand-Wevelgem e alla Dwars door België (e secondo alla Parigi-Roubaix e terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi), e il neoprofessionista Eric Leman vincitore della Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Sono anche gli anni in cui la fabbrica Flandria si impone come primo produttore di biciclette e componentistica nell'Europa occidentale, raggiungendo una produzione annua di telai.
1969-1972: gli anni di De Vlaeminck, Monseré e Zoetemelk
Durante questo periodo la squadra decide di non presentarsi al Giro d'Italia, per puntare di più sul Tour de France e sulle classiche. Nel marzo 1969 debutta quindi da professionista in squadra il ventiduenne Roger De Vlaeminck, che dimostra subito le sue qualità nelle classiche vincendo, all'esordio assoluto nella categoria, l'Omloop Het Volk (e qualche mese dopo anche il titolo nazionale belga). Sono comunque ancora Godefroot e Leman a mettere a referto il maggior numero di vittorie, con il primo abile a prevalere nella Parigi-Roubaix in solitaria (precedendo Eddy Merckx di più di 3 minuti), nello Scheldeprijs e nella Bordeaux-Parigi dietro derny. Nel settembre dello stesso anno fa il suo esordio da professionista anche il ventunenne Jean-Pierre Monseré, che nel mese seguente, in una delle sue prime gare in maglia Flandria, riesce a vincere a sorpresa il prestigioso Giro di Lombardia. L'anno dopo, con l'addio di Godefroot (direzione Salvarani), è De Vlaeminck a raccoglierne l'eredità, vincendo la Liegi-Bastogne-Liegi, la Kuurne-Bruxelles-Kuurne e lo Scheldeprijs, e piazzandosi secondo, battuto dall'emergente Merckx, alla Parigi-Roubaix; anche Leman coglie il primo trionfo in una classica "Monumento", prevalendo in volata nel Giro delle Fiandre, mentre Monseré, pur con la maglia della Nazionale belga, dà alla Flandria il primo titolo mondiale per professionisti della sua storia, aggiudicandosi la gara iridata di Leicester. Spicca in quel 1970 anche il debutto da pro di un altro futuro campione, Joop Zoetemelk, capace di classificarsi secondo al Tour de France (come già Planckaert nel 1962), alle spalle di Merckx, pur staccato di 12'41".
La stagione 1971, caratterizzata dall'arrivo dello sponsor Mars, è segnata dalla tragedia di Jean-Pierre Monséré: già vincitore quell'anno della Vuelta a Andalucía e pronto per una Milano-Sanremo da protagonista, il 15 marzo il giovane campione iridato rimane ucciso in un incidente con un'auto che aveva invaso il percorso durante una kermesse in Belgio. Nonostante lo shock, nelle classiche di quella primavera Roger De Vlaeminck riesce a vincere la Harelbeke e la Freccia Vallone ed Evert Dolman fa suo (a sorpresa) il Giro delle Fiandre, quinto successo per la Flandria nella "gara di casa" in tredici stagioni. In luglio al Tour de France, inoltre, Leman vince tre tappe e Zoetemelk riesce a confermare la prestazione dell'anno prima, vestendo per un giorno la maglia gialla e piazzandosi infine ancora secondo in classifica generale dietro a Merckx. Nella stagione 1972, con gli addii di De Vlaeminck (all'italiana Dreher) e di Leman (alla francese Bic), unitamente alla non eccelsa prestazione di Zoetemelk al Tour de France (quinto posto a 19'09" da Merckx), vengono a mancare alla Flandria i consueti importanti risultati. Lo stesso Zoetemelk a fine anno cambia casacca per gareggiare in Francia alla Gitane-Frigécrème. Ciò nonostante, il ricambio è immediato. Nel settembre 1972 esordisce da professionista in squadra il ventenne Freddy Maertens: insieme a Marc Demeyer, passato professionista nel settembre 1971, e a Michel Pollentier, pro dal marzo 1973, Maertens costituirà il trio di campioni cresciuti in squadra, i cosiddetti "Tre moschettieri", artefice di gran parte delle vittorie della Flandria nel decennio 1970.
1973-1976: le vittorie di Maertens, Pollentier e Demeyer
Il 1973 è segnato da un'importante novità nel settore tecnico: per la prima volta un marchio tecnico non europeo, la giapponese Shimano, decide di investire in Europa, sponsorizzando la Flandria e montando la propria componentistica sulle biciclette belghe. In stagione giungono ottimi risultati sia nelle classiche, con André Dierickx vincitore della Freccia Vallone e del Campionato di Zurigo, e Maertens e Godefroot (rientrato dopo tre anni all'estero) secondi rispettivamente al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix, che al Tour de France, con due successi di Godefroot e uno di Wilfried David (vincitore quell'anno anche del Tour de Romandie). Nel 1974 la squadra, su idea del patron Paul Claeys, si sdoppia in due formazioni, la belga Carpenter-Confortluxe-Flandria e la francese Merlin Plage-Shimano-Flandria, entrambe abilitate a gareggiare nelle competizioni professionistiche. La doppia pubblicità allo stesso marchio di biciclette suscita subito polemiche, tanto che l'invito di entrambe le squadre alla Milano-Sanremo 1974 spinge diversi gruppi sportivi francesi (e i loro marchi concorrenti) a saltare la "Classica di primavera" per protesta. Nelle gare successive, come la Parigi-Roubaix e il Tour de France, si giunge a un compromesso: le due squadre coprono alternativamente il marchio "Flandria" su maglie e biciclette; a fine anno la Flandria francese viene quindi sciolta. Dal punto di vista dei risultati, Maertens ottiene ben 35 vittorie, soprattutto in semiclassiche, brevi corse a tappe (spiccano i successi parziali e finali alla Vuelta a Andalucía, alla Quatre Jours de Dunkerque e al Giro del Belgio) e nei criterium; Ronald De Witte e Pollentier vincono invece una tappa ciascuno al Tour de France e Demeyer lo Scheldeprijs e la Parigi-Bruxelles.