La battaglia di Ain el-Gazala fu uno scontro armato avvenuto tra il 26 maggio e il 21 giugno 1942 nei pressi del villaggio di Gazala, a est del porto di Tobruch nel nord-est della Libia durante la campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale. Lo scontro vide fronteggiarsi le truppe dell'Asse (Panzerarmee Afrika o Armata Corazzata Africa, A.C.A.), guidate dal Generaloberst Erwin Rommel e composte da unità tedesche e italiane, contro l'8ª Armata dell'esercito britannico, guidata dal Generale Sir Claude Auchinleck e composta da truppe principalmente del Commonwealth britannico, indiane ed unità di Francia libera guidata da De Gaulle.

La battaglia portò alla conquista, da parte delle forze italo-tedesche della fortezza di Tobruch e alla successiva avanzata in Egitto fino alla posizione di El Alamein, dove nel frattempo si era collocata l'8ª Armata britannica. La battaglia fu caratterizzata da una serie di manovre e di confusi scontri nel deserto tra le forze corazzate delle due parti e mise in evidenza la superiorità delle tattiche e dei metodi della Panzerarmee Afrika. Le forze corazzate britanniche subirono una pesante sconfitta, tanto che lo stesso Winston Churchill rimase molto deluso e preoccupato dall'esito disastroso dello scontro, che metteva in pericolo l'Egitto e sembrava confermare, dopo la catastrofe di Singapore del febbraio 1942, l'inferiorità anglosassone nei confronti degli eserciti nemici.

Nonostante la favorevole situazione venutasi a creare dopo la vittoria di Ain el-Gazala, l'esaurimento delle forze italo-tedesche, le difficoltà di rifornimento e il continuo rafforzamento dello schieramento nemico impedirono una conclusione vittoriosa e definitiva della campagna da parte delle forze dell'Asse.

L'antefatto Bengasi Nel novembre 1941, in seguito all'Operazione Crusader, le unità britanniche dell'8ª Armata conquistarono Tobruch, spingendo le forze dell'Asse ad abbandonare la Cirenaica, fino alla linea di El-Agheila, sul confine con la Tripolitania. Nel gennaio 1942, sfruttando l'arrivo di importanti rinforzi di carri armati, Rommel attaccò le posizioni britanniche, infliggendo una grave sconfitta alla 1ª Divisione corazzata e alla 4ª Divisione Indiana, costringendole a ripiegare fino a pochi chilometri da Ain el-Gazala, a circa 65 km da Tobruch. Su questa posizione il fronte si stabilizzò e le due armate contrapposte si riorganizzarono rinforzandosi in vista di una futura battaglia. Nello stesso mese di gennaio gli Alleati ridussero la linea di fronte per potenziare le linee di comunicazione e di rifornimento, in preparazione di un'altra avanzata a ovest verso la Tripolitania italiana. L'eliminazione della Force K di Malta, che incappò in un campo minato italiano fuori da Tripoli nella metà del dicembre 1941, e l'arrivo dei Fliegerkorps II in Sicilia neutralizzarono le forze alleate navali e aeree stazionate a Malta, permettendo maggiori rifornimenti per le unità italo-tedesche in Libia. Tuttavia, solamente dopo due mesi le forze italo-tedesche in Libia iniziarono a ricevere rifornimenti e rinforzi di uomini e carri, che continuarono fino alla fine del maggio 1942, quando i Fliegerkorps II vennero trasferiti sul Fronte orientale.

Pur essendo stati al corrente di tali rifornimenti grazie all'intelligence, il Quartier generale alleato al Cairo sottovalutò la loro portata e anche la forza di combattimento dell'Asse, avendo notevolmente sovrastimato le perdite militare inflitte alle forze dell'Asse durante l'Operazione Crusader. In un comunicato del gennaio 1942, il Generale Auchinleck sostenne che la capacità militare delle forze dell'Asse ammontasse a unità, mentre in realtà erano attorno alle unità ( truppe tedesche e truppe italiane). L'Eight Army si aspettava di essere pronta per una nuova offensiva per il febbraio 1942 e il Quartier generale al Cairo riteneva che le forze dell'Asse fossero troppo indebolite e disorganizzate per montare una controffensiva nel frattempo. Malgrado le sollecitazioni del Primo Ministro Churchill, il Generale Auchinleck, comandante in capo di tutto il Medio Oriente, riteneva poco prudente prendere l’iniziativa di una controffensiva britannica per riprendere la Cirenaica dalle forze dell’Asse. e, d'accordo con il suo diretto sottoposto generale Ritchie (Ottava Armata), si era attestato a difesa della Tripolitania, con divisioni di fanteria, a loro volta protette ad ovest, in direzione del nemico, da vasti campi minati. Lo scopo principale era, oltre al contenimento di un attacco, la protezione della piazzaforte e del porto di Tobruch, ritenuto cruciale.

Il 21 gennaio, il generale Erwin Rommel della Panzerarmee Afrika inviò tre colonne di veicoli corazzati per condurre una ricognizione tattica. Dal momento che incontrarono ben poche difese, Rommel decise di cambiare la missione di ricognizione in una vera e propria offensiva, riconquistando la città di Bengasi il 28 gennaio e il villaggio di Timimi il 3 febbraio 1942. Al 6 febbraio, gli Alleati avevano già spostato la propria linea di fronte da Gazala a Bir Hakeim, alcuni chilometri più a ovest di Tobruch, da cui le truppe italo-tedesche si erano ritirate sette settimane prima. Gli Alleati riportarono perdite, persero 42 carri armati e altri 30 riportarono danni e guasti, e persero 40 cannoni da campo.

Il fronte di Gazala Tra Gazala e Timimi, appena a ovest di Tobruch, l'Ottava Armata britannica fu in grado di concentrare sufficientemente le proprie forze per avviare una controffensiva. Al 4 febbraio 1942, l'avanzata dell'Asse era stata fermata e la linea di fronte si stabilizzò da Gazala, sulla costa a 48 km ovest rispetto a Tobruch, a una vecchia fortezza ottomana a Bir Hakeim, 50 km a sud nell'entroterra. La linea di Gazala era una serie di fortificazioni, chiamate “ box”, che ospitavano ciascuna una brigata, e sparsi in tutta la linea di battaglia e dietro a campi minati e filo spinato, sorvegliato da pattugliamenti regolari tra le fortificazioni. Dietro le linee vi erano delle anche delle colonne corazzate, le quali avrebbero dovuto coprire le falle nel fronte.

Le forze di Francia Libera erano posizionate a sud della fortificazione di Bir Hakeim, 21 km a sud della fortificazione occupata dalla 150ª Brigata di Fanteria, che a sua volta era a 9,7 km a sud della fortificazione della 69ª Brigata di Fanteria.

La linea di Gazala non era controllata in maniera uniforme, piuttosto le truppe erano concentrate nella copertura delle strade costiere, lasciando il sud nettamente meno coperto, sebbene questo fosse protetto da estesi campi minati e da una linea più lunga che avrebbero dovuto rendere un attacco attorno al fianco sud molto più difficile da sostenere. Dietro il fronte di Gazala vi erano delle fortificazioni difensive note come "Commonwealtk Keep" o "Hill 209" nei pressi di Ras El Madauur sulla principale linea difensiva di Tobruch, a circa 14,5 km sud-ovest del porto. I villaggi di Acroma e Knightsbridge, a 19 km sud di El Adem, vennero scelte per posizionare dei blocchi sulle ferrovie e gli snodi. Fu ultimata anche una fortificazione presso Retma appena prima dell'offensiva delle forze dell'Asse, ma i lavori di costruzione sulle fortificazioni di Point 171, a 6,4 km sud-est di Bir Hakeim e Bir el Gubi non iniziarono prima del 25 maggio 1942.

Le forze in campo

L'Ottava Armata britannica, disponendo di tre brigate corazzate (2ª, 4ª e 22ª) e di due brigate carri (1ª e 32ª) con un totale di 14 battaglioni corazzati, aveva una chiara superiorità in numero di carri armati (l'armata italo-tedesca aveva solo sette battaglioni corazzati, di cui quattro di panzer tedeschi); inoltre questa superiorità, oltre che quantitativa, era anche qualitativa, per la presenza dei Grant (armati con un cannone da 75 mm in casamatta e uno da 37 mm in torretta), che erano superiori sia ai Panzer III H che ai Panzer IV E, quindi gli unici carri che potevano contrastarli validamente erano i (19) Panzer III J e i Semoventi 75/18.

Inoltre le forze britanniche disponevano di cospicue riserve accantonate nella regione del Cairo, tra cui almeno altri tre battaglioni corazzati disponibili e del 10º Corpo d'Armata accantonato in Palestina con la divisione neozelandese. Per quanto riguarda l'artiglieria anticarro, i britannici avevano l'ottimo pezzo da 6 pdr (57 mm) (112), mentre le forze dell'Asse potevano contrapporre gli 88 (in appena 48 esemplari), alcuni Skoda 76 mm, i 50 mm tedeschi e i 47 mm italiani.

Confrontando le forze a livello di grandi unità, si vede che l'Asse aveva in totale 9 divisioni, mentre l'Ottava Armata ne aveva altrettante (escludendo la 2ª Divisione Sudafricana, di guarnigione a Tobruch). Tuttavia, mentre le divisioni tedesche e britanniche erano su 3 reggimenti, le divisioni italiane di fanteria erano "binarie" (cioè su 2 reggimenti) e solo parzialmente motorizzate.

Gli opposti schieramenti I capisaldi britannici («box») si estendevano dai contrafforti di Gazala, per circa 70 km a sud e verso l’interno fino alla località di Bir Hacheim: partendo dalla costa, la 1ª Divisione fanteria sudafricana presidiava posizioni protette da campi di mine per circa 25 km fino ad Alam Hamsa, seguiva la 50ª Divisione fanteria fino alla linea Trigh Capuzzo, a sud del quale era piazzata la 150ª Brigata (appartenente alla 50ª stessa).

Dalla linea Trigh el-Abd verso sud, un vasto triangolo (la cosiddetta «V» cfr. cartina I) di campi minati si estendeva per circa 25 km, avente per vertice sud, Bir Hakeim, punto che la 1ª Brigata Francia Libera aveva solidamente fortificato..

Divisioni corazzate britanniche erano in posizione dietro ai «box», ben equipaggiate e dotate di carri armati in numero superiore a quello nemico: la 1ª Armoured Division a nord di Bir el Harmat (zona soprannominata «Kinghtsbridge»). Più a sud, in riserva mobile, erano schierate unità della 1ª e 7ª Armoured Division, per contrastare i possibili aggiramenti del caposaldo di Bir Hakeim.

Le forze dell'Asse di fronte all'Ottava Armata, erano così scaglionate (rispettivamente dal mare verso l'interno): la 15ª Brigata di fanteria leggera tedesca, la divisione italiana Sabratha, la divisione di fanteria motorizzata Trento, le divisioni di fanteria Brescia e Pavia.

Il dispositivo britannico – essenzialmente difensivo – doveva servire a far prendere tempo ad Auckinlech, che voleva evitare la ripetizione della precedente sfortunata campagna in Cirenaica. e sperava che le forze italo-tedesche non si sarebbero mosse nell’immediato o, altrimenti, sarebbero state seriamente contrastate (cosa che in parte almeno, poi avvenne).

Ma ciò significava non tenere conto della dottrina e del carattere di Rommel, oltre che della supremazia aerea tedesca, che nella primavera del 1942 aveva permesso di ottenere maggiori rifornimenti verso i porti di Tripoli, Bengasi e Derna.. Rommel si preparò ad applicare la sua strategia consueta: spinta delle forze motocorazzate contro l'obiettivo principale, per spazzar poi via le difese secondarie e statiche in un secondo tempoRommel esplicita in dettaglio la sua dottrina della guerra di movimento nel deserto nei suoi diarii: ..

La battaglia L'inizio dell'offensiva e la variante "Venezia" L’offensiva – alquanto semplice nella sua concezione, come evidenziato dallo Schizzo riportato nei "diari" di Rommel – prese avvio il 26 maggio 1942 nel modo seguente:

Le forze italo-tedesche (gen. Cruewell,15ª Leichtbrigade e Divisione Trento), si mossero frontalmente per far credere al nemico che l’attacco principale stesse avvenendo a nord della linea Trigh Capuzzo. In prossimità della costa le fanterie impegnavano le difese della 1ª Divisione Sudafricana, sempre a scopo di diversione.