La spada carolingia è la spatha sviluppata dai Franchi dell'Impero carolingio, la compagine statale dominante nell'Europa continentale del tempo, tra la seconda metà dell'VIII secolo ed il IX secolo dal modello della spada del periodo delle migrazioni. A partire dal X secolo, quest'arma funse da archetipo per lo sviluppo della spada della cavalleria medievale dall'elsa cruciforme.. Arma grandemente apprezzata dai Vichinghi, tanto da essere celebrata nelle saghe norrene, fu così spesso rinvenuta in siti archeologici norreni da portare gli studiosi di fine XIX secolo a chiamarla, impropriamente, spada vichinga. La qualità e l'affidabilità di queste armi, frutto di una metallurgia inarrivabile per i fabbri scandinavi del tempo, fu tale che non solo i Vichinghi ma anche altre popolazioni nemiche dei Carolingi (e degli Ottoni loro eredi) le apprezzarono e ricercarono: anzitutto Slavi e Saraceni. Poiché tale periodo storico è comunque coperto dalla calendarizzazione della c.d. "Epoca vichinga" (790/793-1066), taluni studiosi chiamano il manufatto spada dell'epoca vichinga..
Premessa storiografica Un chiarimento etimologico
Seppur il termine "spada vichinga" compaia nella storiografia anglo-scandinava sin dal XIX secolo e sia ancora oggi largamente diffuso, la spada più utilizzata in Europa durante il periodo delle incursioni vichinghe, oggi nota come "Epoca vichinga" (790/793-1066), non era un manufatto norreno. Si dovrebbe più cautamente parlare di "spada dell'epoca vichinga", intesa come arma in uso nel periodo in cui, per cause ancora dibattute, l'espansione vichinga portò i norreni a navigare la maggior parte dell'Oceano Atlantico settentrionale e del Mar Mediterraneo come saccheggiatori, commercianti, coloni e mercenari.. Queste armi furono sviluppate ed in larghissima parte prodotte nell'Europa centrale dai fabbri dell'Impero carolingio prima e del Sacro Romano Impero poi, motivo per cui gli studiosi le classificano oggi più correttamente come "spade carolingie".
Origini della spada dell'epoca vichinga
Da un punto di vista cronologico, l'epoca vichinga segue direttamente la seconda ed ultima fase dell'età del ferro germanica, la c.d. "Era di Vendel" (550-800), durante la quale la Scandinavia aveva beneficiato di continui contatti con l'Europa centrale dove, terminate le grandi migrazioni di popoli note come "Invasioni barbariche", si andavano consolidando i primi centri di potere dell'Alto medioevo: il regno merovingio, il regno agilofingio, il regno longobardo ed i principati slavi. Gli Scandinavi esportavano in Europa ferro, pellicce e schiavi e ne acquisivano manufatti tecnologicamente avanzati (anzitutto spade e poi la staffa) e metalli preziosi (specialmente l'oro) per decorare armi e foderi e produrre bratteati.
L'adattamento di motivi dell'Europa centrale a tipologie di oggetti di produzione indigena si combinò quindi con innovazioni tecnico-stilistiche ben prima che cominciassero le scorrerie vichinghe, sviluppando nel contesto scandinavo, culturalmente ancora caratterizzato da una società primitiva strutturata sul clan,. un'artigianato ibrido cui i norreni contribuirono intensificando il contatto/scambio con l'arte barbarica dei regni europei e con la fase medievale dell'arte celtica ancora ben attestata in Scozia ed Irlanda.
Le spade usate dai norreni (oltretutto non così diffuse tra le loro fila). furono quindi, come il resto del loro equipaggiamento bellico più prezioso (armatura ed elmo), un prestito da una civiltà tecnologicamente più avanzata di quella scandinava. Nello specifico, si trattò di una evoluzione della spatha romano-barbarica che proprio nel VIII secolo, al principio dell'Epoca vichinga, raggiungeva la sua forma definitiva per opera degli armaioli franchi dell'Impero carolingio, l'allora potenza dominante in Europa continentale.
Studi
Lo studio sulle spade dell'epoca vichinga principiò con il lavoro pioneristico del norvegese Jan Petersen nel 1919,Prima del lavoro di Jan Petersen, una classificazione delle spade usate dai norreni fu proposta da Oluf Rygh, uno dei padri della moderna archeologia norvegese, nel suo poi integrato dagli inglesi Mortimer Wheeler nel 1927 e Ewart Oakeshott in diverse pubblicazioni a partire dagli anni 1960..
Petersen, in De Norske Vikingesverd (1919), ideò una classificazione in 26 tipi basata sull'impugnatura della spada, tuttora ampiamente utilizzata in Europa per classificare e datare le spade dell'epoca vichinga,. basata su circa 1700 ritrovamenti in Norvegia. I tipi sono identificati da lettere maiuscole A-Z e comprendono un totale di 110 esemplari: 40 con lama bifilare, 67 a lama monofilare e 3 indeterminati. Sempre a Petersen si rimanda la creazione del concetto di "spada vichinga" (Vikingesverd in lingua norvegese) poi ripreso dalla letteratura successiva. Wheeler, nel suo London and the Vikings (1927), creò una classificazione semplificata delle impugnature basandosi sui ritrovamenti in Gran Bretagna, combinando la tipologia Petersen con una tipologia basata sulle lame delle spade identificate in numeri romani I-IX. Oakeshott, a partire dal suo The Archaeology of Weapons (1960), aggiunse due tipi alla classificazione di Wheeler per colmare il divario tra la spada d'epoca vichinga e quella medievale vera e propria,. salvo poi ricondurre tutte le spade vichinghe al tipo X della sua celebre Oakeshott typology in Records of the medieval sword (1991).. Nello stesso anno, il Beiträge zur morphologischen Entwicklung des Schwertes im Mittelalter di Alfred Geibig introdusse sia una tipologia aggiuntiva basata sulla morfologia della lama (tipi 1-14) sia sulla tipologia delle forme del pomolo (tipi 1-17 con sottotipi), concentrandosi sulle spade dell'VIII-XII secolo rinvenute entro i confini della Francia orientale e focalizzandosi appunto sulla transizione tra la spada "vichinga" e quella "cavalleresca"... Subito dopo, la tesi dottorale Krigarideologi och vikingatida svärdstypologi (1992) di Mikael Jakobsson ribadì l'importanza del lavoro iniziale di Petersen arricchendolo con una serie di mappe illustranti la distribuzione dei suoi tipi rinvenuti in svariati siti d'Europa.
Al principio del XXI secolo, il lavoro Swords of the Viking Age (2002) di Ian G. Peirce, introdotto dallo stesso Oakeshott, fece il punto sull'evoluzione corrente della materia: le tipologie in uso furono presentate e discusse, con un focus sul tema delle lame incise con iscrizioni;. il lavoro di Petersen fu confrontato su 85 esemplari completi (o quasi) portati ad esempio; le conclusioni di Jakobsson e Geibig sulla classificazione di else e lame discusse;. e si presentò una nuova tabella datazione-vs-tipologia con grafico rielaborante la classificazione Petersen delle impugnature..
La materia è oggi interessata da un vivido fermento alimentato sia dai progressi dell'archeologia sperimentale sia dal sistematico rinvenimento di reperti.
Storia
Nel corso dell'VIII-IX secolo, gli armaioli franchi iniziarono a produrre lame d'acciaio ad alto contenuto di carbonio (forse addirittura lavorando acciaio Damasco importato dal regno dei Samanidi in Asia centrale proprio grazie ai traffici dei norreni lungo la Via variago-greca) ottenendo spade più resistenti ed elastiche rispetto alle vecchie spade romano-barbariche. il cui valore fu rapidamente riconosciuto dai sovrani Carolingi (751-987).. Gli stessi artigiani svilupparono contestualmente un distintivo pomolo "a cappello" polilobato per l'elsa della spada (Tipo Petersen D. e ss.)Tab. aggiornata ed integrata dell'evoluzione dei Tipi in . marcando un netto distinguo rispetto alla linea delle ring-sword (esemplari della quale furono rinvenute appunto a Vendel, tanto quanto in Sassonia o nel regno longobardo) e di altre spathæ romano-barbariche come quella in uso sotto la precedente dinastia reale franca, i Merovingi (457-751), o diffuse in Inghilterra dagli Anglosassoni. Al tempo di Carlo Magno (r. 768-814) si diffuse la decorazione del forte della lama con delle scritte incise, fenomeno raramente occorso in epoca merovingia e che con buona probabilità identificava l'opificio presso il quale le armi furono realizzate, come per le celebri "Spade Ulfberht".
Lo sviluppo della nuova spada andò di pari passo con la costituzione dell'impero di Carlo Magno che superò ben presto i confini del regno merovingio:. nel 774 fu conquistato il regno longobardo d'Italia;. nel 781 fu conquistata l'Aquitania. e nel 788 la Baviera;. nel 795 il khagan degli Avari di Pannonia faceva atto di sottomissione ad Aquisgrana;.. nel 804 la Sassonia fu definitivamente sottomessa. e nel 810 fu creata la Marca Hispanica (attuale Catalogna).. Con l'ampliarsi dei suoi confini, il dominio carolingio inglobò nella sua efficiente macchina bellica guerrieri dei popoli sottomessi,Nel 791, nella sua prima spedizione contro gli Avari, Carlo Magno mobilitò un esercito che comprendeva Franchi, Alamanni, Sassoni, Frisoni, Turingi, Bavari e Slavi - . innescando un processo di ibridazione e scambio tecnologico che diffuse le armi franche a sud delle Alpi sino alle sponde del Mar Mediterraneo, ad est lungo il Danubio ed a nord sino alle sponde del Mar Baltico.. Le evidenze sono molteplici. Con il crollo del khanato degli Avari, l'equipaggiamento militare franco si diffonde rapidamente in Pannonia,.. nei neonati principati di Moravia (come la celebre spada di Blatnica, datata 825-850), Nitra e nella Croazia Pannonica... Nel IX secolo, un anonimo aristocratico carolingio fonda la Chiesa di San Benedetto (Malles Venosta) e vi si fa ritrarre mentre imbraccia la sua spada dal pomolo polilobato similare a quelle raffigurate nei coevi salteri franchi. Nel medesimo periodo, un vichingo porta a Ballinderry, nella Contea di Westmeath (Irlanda) una spada Ulfberht con elsa Tipo Petersen K (oggi al Museo nazionale d'Irlanda). ed un gran numero di spade con la medesima impugnatura compaiono nella Dalmazia. contesa tra Franchi e Bizantini..
L'intensa attività bellica non cessò con la morte di Carlo Magno. Si acuì per la sistematiche contese ereditarie in seno alla dinastia (fautrici della divisione del vecchio dominio con il Trattato di Verdun nel 843 e la nascita del Sacro Romano Impero guidato dalla dinastia ottoniana, 962-1024) e con l'arrivo di nuove minacce esterne: appunto i pirati Vichinghi a nord e Saraceni a sud tanto quanto i cavalieri Bulgari.. e Magiari.. ad est. Mentre le armate carolingie affrontarono le nuove sfide con risultati alterni, i fabbri franchi seguitarono a migliorare la qualità delle spade che proprio tra IX e X secolo raggiunsero i loro risultati siderurgici migliori.. Nemici ed alleati dei Carolingi (Norreni, Slavi o Saraceni che fossero), per parte loro, seguitarono a procurarsi spade/lame tramite il commercio, le razzie ed i riscatti:. nel 869, per esempio, i pirati saraceni chiesero un riscatto di 150 spade per liberare l'arcivescovo Rolando di Arles. Cit. in
Centri di produzione La forgia di una spada, nell'Europa altomedievale, era un lavoro altamente qualificato che poteva richiedere fino ad un mese di lavoro. L'alto valore di questa manifattura è testimoniato da varie fonti dell'epoca: nella Lex Ripuaria (VII secolo), una spada completa di fodero era prezzata sette solidi; una spada citata nella Laxdœla saga islandese veniva valutata mezza corona, il prezzo di 16 mucche da latte; nei mercati arabi, le spade franche valevano 15-20 dirham, esattamente come le spade di Damasco;. ecc.