LAmenano è un fiume a corso perenne della Sicilia orientale, che sfocia in mare nel golfo di Catania.
Fino alla metà del XIX secolo esso scorreva in superficie, mentre oggi il suo percorso è sotterraneo e lo sbocco avviene in corrispondenza del Porto di Catania, nei pressi del Giardino "Giovanni Pacini".
Storia All'Amenano era associata dai greci, come a tutti i fiumi, una divinità; in alcune monete greche del V secolo a.C., è presente l'immagine del dio fluviale Amenanos in forma di toro androprosopo e in altre, invece, è raffigurata una testa giovanile.
Le poche fonti antiche fanno ritenere che scorresse all'aperto, probabilmente diviso in vari bracci e che, almeno fino al 252 a.C., alimentasse il lago di Nicito. Secondo quanto riferisce Muhammad al-Idrisi.,
Nel Medioevo era chiamato anche Judicello, perché attraversava la zona della giudecca, il quartiere ebraico. Tale denominazione rimase in uso fino al XIX secolo, come evidenziato dalle topografie del tempo.
L'eruzione dell'Etna del 1669 colpì parte della città, seppellendo il lago di Nicito e i 36 canali in cui si divideva alla foce, il fiume Amenano, minacciando di entrare da sud nella città, dopo aver circondato le mura, attraverso la Porta dei canali.
Percorso del fiume Nel XIX secolo, il naturalista Carlo Gemmellaro affermava che il percorso del fiume Amenano, scendendo verso il mare dalla parte occidentale della città, seguiva la direzione dell'attuale viale Mario Rapisardi fino alla piazza Santa Maria di Gesù, nei cui pressi sorgeva il lago di Nicito da cui prende nome la via odierna, proseguiva poi lungo l'attuale via Botte dell'acqua, scendendo fino a raggiungere il Monastero dei Benedettini. Da questo punto in poi si divideva in 3 bracci, che scendevano, uno verso la Pescheria e la villa Pacini, uno verso il Teatro Romano, piazza San Francesco d'Assisi e Piazza del Duomo, e uno sotto il monastero di San Giuliano e le Terme Achilliane. Questo percorso giustifica perfettamente la attuale localizzazione del fiume nelle aree suddette della città antica, in virtù della buona disponibilità di ottima acqua corrente.
Ad oggi il fiume continua a scorrere nel sottosuolo di Catania ed è chiaramente visibile in piazza Duomo, presso la fontana omonima, detta popolarmente “Acqua O’Linzolu”, sboccando infine in mare nella vicina zona del porto.
Numerosi scavi, eseguiti in diversi punti della città, hanno confermato la presenza del corso del fiume Amenano, la cui portata d'acqua è risultata di oltre una dozzina di litri al secondo.
Note
Bibliografia Santi Correnti, Santino Spartà, Le strade di Catania. 1995, Periodici locali Newton. Maria Teresa Di Blasi, Il Cicerone, Edizioni Greco Catania 2000.
Voci correlate Fontana dell'Amenano
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