Casperia è un comune italiano di abitanti della provincia di Rieti nel Lazio, situato tra la riva sinistra del Tevere ed il versante occidentale dei Monti Sabini. Fino al 1947 si chiamava Aspra Sabina.

Geografia fisica Territorio

Il territorio del Comune di Casperia è diviso marcatamente in due parti: collinare ad ovest mentre la parte orientale è attraversata dalla dorsale del pre-appennino laziale. I limiti altimetrici variano tra i 300 m s.l.m. e i 1.258 m s.l.m. del monte Macchia Gelata. Sul suo territorio ricadono alcune tra le più alte cime dei Monti Sabini, tra cui il M. Alto (1215 m s.l.m.) e la sorgente più importante di tutta la catena montuosa: Fonte Cognolo, a quota 1054. Casperia custodisce alcuni tra i più bei paesaggi di tutti i Monti Sabini, tutelati a livello nazionale ed europeo. Clima Classificazione climatica: zona D, 2087 GR/G

Origini del nome Fino al 1947 si è denominata Aspra Sabina. L'origine di questo nome è da ricondurre o all'asperità o al nome stesso del colle su cui sorge - il « mons qui nominatur Aspra » come attestato da fonti medievali custodite nell'Archivio storico comunale - o alla famiglia Asproni, ora estinta, la cui presenza è documentata dalle stesse fonti. Nel 1947 cambia denominazione in Casperia. Questo nome le fu attribuito in base alla credenza, maturata in epoca rinascimentale per nobilitare le origini degli abitanti, che in epoca preromana su questo territorio sorgesse l'antica città sabina di Casperia, citata da Virgilio nel Libro VII dell'Eneide. Un'altra ragione del cambio del nome, com'è scritto nella deliberazione del consiglio comunale che ne sancisce l'atto, sarebbe di natura pratica: il cambio viene effettuato per evitare disguidi postali dovuti all'esistenza di un'altra Aspra in Sicilia (frazione di Bagheria, in provincia di Palermo) ed alla somiglianza del nome Aspra con Ascrea, sempre in provincia di Rieti.

Storia Origini Le fonti letterarie In aderenza a quanto dicono gli autori latini che parlano dell'origine orientale dei Sabini, Casperia sarebbe stata fondata da genti provenienti dal Mar Caspio. La leggenda vuole che Sabo (da cui il nome Sabina), partito dalla Persia e giunto in Grecia, fu obbligato dall'estrema rigidità delle leggi di Licurgo a muovere da Sparta con il suo seguito prima in Sicilia e poi nell'attuale territorio di Casperia. Il poeta Virgilio la cita nell'Eneide nell'elenco delle città che inviarono truppe in aiuto di re Turno nella guerra contro Enea e il re Latino:

Lo scrittore Silio Italico nel descrivere i Sabini che andarono in aiuto dei Romani contro Annibale nella seconda guerra punica, ripete il nome di alcuni dei popoli citati da Virgilio nell'Eneide:

Vibio Sequestre la cita nel suo De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de diversis nominibus maris, quando descrive il fiume Imella:

Mauro Servio Onorato la cita nel suo Commentarii in Vergilii Aeneidos libros:

Le fonti archeologiche Le mura in opus reticolatum che affiorano in località Paranzano sono i resti di diverse ville rustiche risalenti al I secolo d.C., di cui una la si attribuisce a Pallante – potente liberto di Antonia, madre dell'imperatore Claudio (da qui il toponimo Paranzano, da Pallantianum). A lato della strada provinciale che collega Casperia e Cantalupo in Sabina, si erge un monumento funerario a torre. Nel 1872 fu rinvenuto un ninfeo con due statue di stile greco ed accanto una piccola stanza con un pavimento a mosaico. Si ritrovò anche una testa dell’imperatore Claudio ed un torso, forse dello stesso imperatoreAtti della Pontificia Accademia di Archeologia – Rendiconti, Volumi 33-34, pag. 133. Le due belle statue marmoree raffiguranti due ninfe gemelle, si trovano oggi presso il Museo d'arte e storia di Ginevra ed il Carlsberg Museum di Copenaghen.

Altre mura di sostruzione in opus reticolatum si trovano a S. Maria in Legarano e sono i resti visibili di un'altra villa rustica, su cui è stata edificata la chiesa.

Recenti indagini speleo-archeologiche hanno rilevato l'esistenza di acquedotti risalenti al V-IV secolo a.C. che attesterebbero la presenza di comunità sabine nelle località Paranzano e Legarano.

Medioevo

Nel 1189 si costituisce in libero comune. Nel 1209 papa Innocenzo III la esonera da ogni onere ordinario e straordinario. Nel 1254 papa Innocenzo IV concede a tutti gli uomini liberi che hanno cominciato da poco ad abitare il monte, o che vi abiteranno in futuro, i medesimi privilegi ed immunità di cui notoriamente godono gli uomini di Aspra. Nel 1266 papa Clemente IV ordina che non si molestasse la città. Nel 1278, sotto il pontificato di Nicolò III, la comunità giura vassallaggio alla Santa Sede. Nel 1279 le comunità di Aspra e Caprignano dichiarano illegittime le compravendite di beni immobili tra privati cittadini dei due castelli; sarebbe stato lecito vendere soltanto ai due comuni. Nel 1282 erige la sua seconda cinta muraria. Nel 1285 la comunità divide i beni del territorio tra le famiglie del paese con la clausola che il comune avrebbe ereditato le porzioni di quelle dinastie che si fossero estinte; dello stesso anno il primo statuto comunale. Nel 1298 il cardinale Giovanni Boccamazza acquista grandi proprietà nel vicino castrum Capriniani. Nel 1303 il comune di Aspra acquista il castello di Caprignano per 500 libbre di soldi provisini del senato romano (escluse le proprietà Boccamazza). Nel 1304 gli aspresi assaltano la rocca di Caprignano dove si erano asserragliati gli uomini del cardinale Boccamazza. Nei mesi successivi Niccolò Boccamazza, nipote del cardinale, per rappresaglia mette a ferro e fuoco la contrada Legarano con l'ausilio di truppe reatine. Nel 1306 gli aspresi, venuti a sapere della parentela creatasi tra il loro podestà Riccardo di Pietro Iaquinti ed il cardinale Boccamazza, malmenano e cacciano dal paese il vicario del podestà. Nell'aprile 1307 i sindaci di Aspra e Narni giurano fedeltà all'accordo secondo il quale il comune di Narni s'impegna a fornire protezione e difesa ad Aspra ed a fare lelectionem potestarie. Nel dicembre 1307, temendo l'espansionismo del cardinale Boccamazza, gli armigeri aspresi assaltano e distruggono il castello di Caprignano; la controversia giudiziaria che ne consegue si concluderà soltanto nel 1314 con una pesante condanna per Aspra. Nel 1347 Aspra si offre a Cola di Rienzo, che cercava di restaurare un regime repubblicano a Roma. Nel 1364 è sotto il dominio diretto della Santa Sede. Nel 1365 Aspra si allea con il condottiero tedesco Hanneken von Baumgarten (detto Anichino di Bongardo, allora dichiarato ribelle da Urbano V), con cui attacca Magliano Sabina ed occupa Roccantica. Per questi fatti Aspra sarà condannata dalle autorità pontificie con pene pecuniarie ed interdetto. Nel 1368 il nobile Giovanni di S. Eustachio riceve il castello di Montefiolo da Alberico Magno. Nel 1372 il consiglio speciale e la giunta del comune eleggono quattro sindaci per concordare la nomina a podestà di Nicolò di Pone de' Ranieri da Perugia fino alla terza generazione mascolina, purché rispetti tutti i diritti, gli statuti, le consuetudini, i privilegi e gli ordinamenti vigenti nel comune. Nel 1376 si schiera con la lega fiorentina che si ribella all'autorità papale. Repressa da Gregorio XI la rivolta delle città italiane, Aspra giura vassallaggio a Roma (fedele al papa e tornata ad essere sede del soglio petrino). Alla fine del XIV secolo Aspra è occupata da Paolo Savelli. Nel 1391 il nobile Giovanni di Sant'Eustachio dona al comune di Aspra il diruto castrum Montis filiorum Ugonis. Nel 1397 è promulgato lo Statutum Terrae Asprae. Nel 1401 Aspra entra ufficialmente nei feudi della famiglia Savelli. Nel 1409 il re Ladislao d'Angiò esenta Aspra dalle tasse sul sale ed il focatico. Nel 1412 l'antipapa Giovanni XXIII concede al comune di Aspra il permesso di istituire un hospitale ad usum pauperorum. Nel 1422 papa Martino V concede al comune di Aspra il privilegio dell'esenzione dal pagamento del sale e del focatico. Nel 1450 gli aspresi arruolano un capitano forestiero per far fronte agli attacchi dei borghi vicini ed alle incursioni di bande guidate dai loro condottieri. Nel 1461, nella guerra contro i Savelli, Federico da Montefeltro assedia Aspra ma non riesce ad espugnarla.

Moderna

Nel 1501 il pontefice Alessandro VI la cede a Giovanni Paolo Orsini. Nel 1503, subito dopo la morte del papa, Aspra ritorna ai Savelli. Nel 1545 la comunità si ribella all'autorità della signoria Savelli. Nel 1558 il consiglio generale fa tradurre in lingua volgare gli statuti comunali. Nello stesso anno Francesco Massari riceve da Ostilio Savelli (barone di Aspra) il nulla osta per costruire a Montefiolo un convento per i frati cappuccini. Nel 1560 muore Francesco Massari. Nel 1592 papa Clemente VIII confisca Aspra a Troilo Savelli (giustiziato l'anno successivo) e da allora rimane dominio diretto della Camera apostolica. Nel 1600, per celebrare il XII Giubileo, la comunità asprese acquista un grande organo per la chiesa parrocchiale; Orazio Massari pubblica il poema epico Sabiniados. Nel 1661 la chiesa della Ss. Annunziata è aperta al culto; i lavori erano iniziati nel 1609. Nel 1706, il 1741 ed il 1785, una serie di terremoti colpisce Aspra facendo crollare diversi edifici tra cui il palazzo municipale e gran parte delle mura castellane presso Porta S. Maria. Nel 1798 viene eretto l'albero della libertà nell'attuale piazzale Oddo Valeriani.

Contemporanea Nel 1811 la campana maggiore della chiesa parrocchiale si spezza durante una funzione; sarà rifusa nel 1819 da un mastro reatino. Nel 1853 il censimento conta ad Aspra 1245 anime, di cui 448 abitano fuori le mura; le famiglie sono 259 e vivono in 253 case diverse. Nel 1860 il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia registra 319 sì, 0 no e 22 schede nulle; le signore aspresi scrivono al re Vittorio Emanuele II per manifestare la propria volontà patriottica, non avendo il diritto di voto secondo la legge in vigore. Nel 1866 lo Stato confisca i beni ecclesiastici; il convento di Montefiolo diventa proprietà del comune di Aspra, che ne incamera la preziosa biblioteca; i frati cappuccini abbandonano definitivamente Montefiolo. Nel 1871 degli scavi a Paranzano fanno riemergere due belle statue femminili di epoca romana. Nel 1883 il comune di Aspra cede il convento di Montefiolo al Pontificio Seminario lombardo. Nel 1886 nasce Ignazio Gennari. Nel 1889 l'acqua potabile giunge all'interno della cinta muraria; in piazza Umberto I si erge la fontana in onore di Giovanni Moro. Nel 1931 Ignazio Gennari pubblica U paesanu curiusu. Nel 1934 il campanile della chiesa parrocchiale viene innalzato per installarvi il serbatoio dell'acquedotto. Nel 1935 mons. Giulio Belvederi acquista il convento di Montefiolo, che affida alle suore Oblate benedettine di Priscilla. Nel 1944 l'esercito tedesco in ritirata mina il versante orientale del paese per bloccare agli anglo-americani il passaggio lungo la strada sottostante. Nel 1947 il comune di Aspra modifica il suo nome in Casperia. Nel 1953 Ignazio Gennari pubblica la raccolta di poesie Casperia. Nel 1958 muore Ignazio Gennari.

Simboli Lo stemma di Casperia è uno scudo italiano con tre colli ed aspide mirante una stella sormontato da corona comunale con la scritta S.P.Q.S. (Senatus PopolusQue Sabinus) circoscritto da due palme di olivo. I tre colli rappresentano i castra di Aspra, Caprignano e Donduccio (la cui sommità oggi è occupata dal cimitero comunale). Ignota l'origine simbolica dell'aspide, forse un'assonanza con il nome Aspra o forse dalla famiglia Asproni. I colori civici sono il rosso ed il verde. La più antica riproduzione visibile si trova sul portale di un palazzo privato tra via Rivellini e piazza Umberto I.

Il gonfalone è un drappo rettangolare di colore verde.

Monumenti e luoghi d'interesse Struttura urbana