Il massacro della Columbine High School fu una strage in ambito scolastico avvenuta il 20 aprile 1999 negli Stati Uniti d'America. Coinvolse alunni e insegnanti di una scuola superiore del distretto amministrativo di Columbine, in Colorado, non lontano da Denver: due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, si introdussero nell'edificio armati e aprirono il fuoco su compagni di scuola e insegnanti in vari ambienti. Uccisero tredici studenti e un insegnante; ventitré furono i feriti, compresi tre che si fecero male fuggendo dall'edificio. I due autori della strage si suicidarono sparandosi, asserragliati nella biblioteca della scuola (dove fu uccisa la maggior parte delle vittime) dopo che le squadre SWAT avevano circondato la zona.
Seguì un lungo e acceso dibattito nazionale sulla legislazione riguardante il controllo della vendita e la reperibilità delle armi da fuoco, nonché la detenzione di esse. L'episodio richiamò l'attenzione anche sui problemi di sicurezza nelle scuole, diseguaglianze sociali e uso di farmaci antidepressivi fatto da adolescenti. «Lessons from Littleton (Part I)», da Independent School, National Association of Independent Schools Jonkatz. «Voices From The Hellmouth» , da slashdot.org, 26 aprile 1999
Fu uno dei più sanguinosi massacri scolastici nella storia degli Stati Uniti assieme a quello della Bath School (1927) e poi Virginia Tech (2007), Sandy Hook Elementary School (2012), Marjory Stoneman Douglas High School (2018) e Robb Elementary School (2022).
Gli antefatti La Columbine High School
La Columbine High School è un istituto superiore di Littleton, nella contea di Jefferson, in Colorado,. inaugurato nel 1973 in omaggio alla "Columbine", nome inglese di Aquilegia coerulea, una ranuncolacea delle Montagne Rocciose, simbolo dello Stato. All'epoca dei fatti il preside era Frank DeAngelis e la scuola aveva circa studenti.
Sito web di Harris su AOL Le vicissitudini che portarono alla strage iniziarono a svilupparsi nel 1996, allorché il quindicenne Eric Harris mise in piedi un sito web su AOL, originariamente con lo scopo di ospitare livelli e mod dei videogiochi Doom, Doom II e Quake. Sullo stesso sito Harris creò un blog con barzellette e brevi pensieri sui suoi genitori, la scuola e gli amici. Verso la fine dell'anno sul sito apparvero contenuti inusuali, che riportavano, ad esempio, le «rebel missions», vale a dire atti di vandalismo (come accensione di petardi e fuochi d'artificio o danneggiamento di proprietà pubbliche e private del vicinato) commessi dallo stesso Harris e da un piccolo gruppo di coetanei, fra cui Dylan Klebold. Harris prese il soprannome «Reb», derivante dalla mascotte della scuola, un «ribelle» stilizzato (rebel in inglese), Klebold «Vodka», dovuto alla sua predilezione per quell'alcolico, oppure dal fatto che in un'occasione riuscì a berne un'intera bottiglia.
Il sito aveva pochi visitatori e nei primi tempi passò praticamente inosservato. A cominciare dal 1997 il blog cominciò a mostrare i primi segni della profonda rabbia verso la società che covava Harris, e alla fine dell'anno apparvero istruzioni su come fabbricare esplosivi, in particolare tubi bomba artigianali, che Harris diceva di essere riuscito a costruire e che intendeva provare quando avrebbe individuato l'obiettivo adatto. Il sedicenne parlava molto del suo odio verso la società e del desiderio di uccidere chiunque lo infastidisse. Nel marzo 1998, tredici mesi prima della strage, pubblicò un post pieno di deliranti fantasie omicide: «tutto ciò che voglio è uccidere e ferire quanti più di voi possa, in particolare alcune persone. Come Brooks Brown». Questi era un suo coetaneo e compagno di scuola, di cui era stato amico, ma con cui poco prima aveva litigato; ancora prima del post, Harris aveva danneggiato l'auto di Brown, scagliando violentemente un pezzo di ghiaccio contro il parabrezza. La famiglia di Brown seppe delle minacce di morte online di Harris, pare addirittura tramite Dylan Klebold, e sporse denuncia all'ufficio dello sceriffo.
Il detective Michael Guerra si connesse al sito e documentò numerosi contenuti intrisi di violenza, rabbia e odio verso le categorie più disparate, ma concentrate prevalentemente sul personale e sugli studenti della Columbine High School. Allegò le stampe di tali contenuti al fascicolo d'indagine e scrisse la bozza di un affidavit, con cui intendeva chiedere un mandato di perquisizione per la casa di Eric Harris. Nella testimonianza Guerra segnalava anche le menzioni sul blog di veri e propri esplosivi custoditi da Harris e ipotizzava il suo coinvolgimento in casi irrisolti di vandalismo nella zona. Per ragioni ignote, laffidavit non fu mai depositato e, quindi, non fu avviato alcun procedimento giudiziario contro il sito di Harris.
L'incidente del furgone Il 30 gennaio 1998 Eric e Dylan furono arrestati perché trovati in possesso di pezzi per computer rubati da un furgone parcheggiato in una zona poco trafficata di Littleton. In base alle ricostruzioni, senza un preciso motivo i due decisero di rubare il contenuto intravisto nel veicolo rompendo un finestrino. Allontanatisi poi in auto, furono scoperti poco dopo da un vice sceriffo mentre erano intenti a esaminare il bottino. Non riuscirono a spiegarne la provenienza e confessarono. Vennero fotosegnalati e imputati di tre felonies, reati di una certa gravità secondo il diritto penale statunitense, per i quali, se fossero stati processati, probabilmente sarebbero stati condannati e incarcerati.
Ma in considerazione della loro minore età, del loro essere incensurati e della rassicurante situazione familiare, fu loro offerto di partecipare a un programma di diversion, ideato per distogliere i minorenni da una vita delittuosa tramite attività di riparazione, rieducazione e riabilitazione. Avrebbero risarcito il danno al proprietario, svolto servizi socialmente utili, partecipato a colloqui con un counselor dei servizi sociali che ne avrebbe monitorato il comportamento, il profitto scolastico e lavorativo, e frequentato lezioni di educazione civica e legalità. Per Harris, che lamentò disagi psicologici, fu predisposto anche un percorso di cura con uno psicologo. Rispettando queste prescrizioni per un anno, avrebbero evitato il processo e la condanna. Dopo una breve udienza in cui chiese principalmente dei voti scolastici e dell'orario di rientro a casa dei due, il giudice minorile John DeVita concesse loro questa possibilità. A strage avvenuta si rammaricò per essere stato ingannato da Harris e Klebold che diedero di sé un'immagine completamente diversa dalla realtà.
Harris scrisse una lettera al proprietario del furgone, mostrando empatia che andava oltre alle semplici scuse. In questo periodo ostentava spesso il pentimento, per esaltare poi la propria capacità di fingere in varie pagine del diario, ammettendo di non provare il minimo rimorso ed esprimendo odio e disprezzo nei confronti della vittima: «com'è che, se sono libero, non posso derubare uno stupido fottuto cretino della sua roba se la lascia sul sedile anteriore del suo fottuto furgone in piena vista, nel mezzo del nulla, il fottuto venerdì sera? SELEZIONE NATURALE. Bisognerebbe ammazzare il bastardo. Stessa cosa con tutti quei ricchi e arroganti lecchini della mia scuola».«how come, If im free, I cant deprive a stupid fucking dumbshit from his possessions If he leaves then sitting in the front seat of his fucking van out in plain sight and in the middle fucking nowhere on a Fri fucking day night. NATURAL SELECTION. fucker should be shot. same thing with all those rich snotty toadies at my school», tratto da Questa riga è rappresentativa del tono generale del diario, intriso di volgarità e traboccante di odio verso chiunque. Probabilmente poco dopo la vicenda del furgone, già ad aprile 1998, Harris e Klebold cominciarono a organizzare l'attacco alla Columbine come forma di vendetta, sentendosi in guerra contro la società e provando bisogno di rivalsa.
Nell'ambito delle cure mentali Harris assumeva l'antidepressivo Zoloft, sostituito poi con il Luvox, a base di fluvoxamina. Secondo qualche opinionista, questo contribuì alle azioni di Harris, perché tra gli effetti collaterali di questi farmaci si riscontrano l'aumento di aggressività, perdita del sentimento di rimorso, depersonalizzazione e sindromi maniacali.Il Luvox e il massacro della Columbine High School . breggin.com.
Poco dopo l'udienza il blog di Harris scomparve e il sito tornò alla funzione di proporre livelli per Doom. Probabilmente il blog sparì proprio perché Harris aveva capito che la madre di Brooks Brown vi aveva letto le minacce e aveva avvisato le autorità. Iniziò a scrivere i suoi pensieri e i piani in appunti cartacei, ma continuò ad aggiornare una sezione del sito sui suoi progressi nel collezionare armi e nel costruire bombe. Quando ne venne a conoscenza il grande pubblico, America Online cancellò il sito dai suoi server.
A febbraio 1999, prima del previsto, gli assistenti sociali formularono un giudizio eccellente su Harris e Klebold, considerando compiuto il programma e consentendo loro di rimanere incensurati. Harris riuscì a dare ai funzionari l'impressione di un brillante giovane pienamente ravveduto, mentre il fascicolo di Klebold presentava punti critici: scarso profitto scolastico, ritardi agli appuntamenti con i servizi sociali e un alcol-test positivo.
Gli scritti Dylan Klebold cominciò a scrivere il suo diario non più tardi del 1997. Dalle sue riflessioni (non sempre lucide o comprensibili) traspare una profonda depressione attribuita ai fallimenti con le ragazze e il desiderio di suicidarsi. Harris cominciò a scrivere una sorta di diario solo dopo l'arresto del 1998, chiamandolo «The Book of God». Da esso emerge soprattutto l'odio incondizionato e il desiderio di sterminio.
Gli scritti rivelano che i due avevano pianificato un attentato dinamitardo simile a quello di Oklahoma City, nonché il dirottamento di un velivolo da far schiantare contro un grattacielo di New York (una singolare anticipazione degli attentati dell'11 settembre 2001), ma soprattutto che avevano studiato nei minimi dettagli l'attentato alla scuola. Avrebbero piazzato bombe nella mensa, facendole detonare nel momento di massimo affollamento; Eric calcolava di uccidere almeno 450 persone. Le bombe sarebbero state sistemate accanto ai pilastri che reggevano il piano superiore; il cedimento dei pilastri avrebbe fatto crollare l'edificio. Subito dopo i due avrebbero sparato ai sopravvissuti, per poi attaccare le case circostanti e le persone attirate dal rumore. Mettevano in conto di morire durante lo scontro a fuoco con le forze dell'ordine, ma la loro furia omicida sarebbe proseguita anche dopo la morte: avrebbero minato le loro auto per farle esplodere in mezzo ai soccorritori, giornalisti e passanti.
Il piano fallì poiché gli esplosivi non detonarono. Simulazioni computerizzate, effettuate dopo l'attacco, dimostrarono che, se le bombe avessero funzionato, il numero delle vittime non si sarebbe discostato di molto dai sanguinosi auspici di Harris, ovvero molte centinaia. I diari, che facevano parte di migliaia di pagine di prove, furono resi pubblici nel 2006, sette anni dopo i luttuosi fatti della Columbine. Oltre ai diari, Harris e Klebold disseminarono riferimenti all'attentato anche nei compiti scolastici. Due mesi prima del massacro, in un racconto per la lezione di letteratura Dylan scrisse di un uomo che uccide nove persone senza motivo, terminando così:
Più giù, l'appunto del professore:
Eric in un racconto immaginò di essere una pallottola. In una relazione sulla Germania nazista elencò verbosamente e con macabra abbondanza di dettagli i crimini del regime (che esaltava nei diari, oppure urlando "Heil Hitler!" quando giocava a bowling), fingendo di condannarli.
I Basement Tapes