La nazionale di calcio della Corea del Nord (in coreano 조선민주주의인민공화국 축구 국가대표팀) è la squadra calcistica della Corea del Nord, è controllata dalla Federazione calcistica nordcoreana (KFA), affiliata alla Asian Football Confederation (AFC).
Conta due partecipazioni alla fase finale della Coppa del mondo, una nel 1966, quando raggiunse i quarti di finale, prima asiatica a superare la fase a gironi di un Mondiale, e nel 2010, quando fu eliminata nella fase a gruppi. Ha partecipato a cinque fasi finali della Coppa d'Asia, raggiungendo il quarto posto nel 1980.
Nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, la Corea del Nord vanta quale miglior piazzamento il 57º posto del novembre 1993, mentre il peggior piazzamento è il 181º posto occupato nell'ottobre e nel novembre 1998. Occupa il 108º posto della graduatoria.
Storia Esordi Nonostante nell'antica Corea fosse diffuso un gioco molto simile al calcio, chiamato chuk-gu (축구), furono i britannici ad esportare il football nella penisola nel 1882 grazie al loro avamposto situato ad Incheon. Nel 1921 si disputò il primo campionato di calcio coreano, mentre sette anni dopo nacque la Federazione calcistica coreana.
L'aggressione nipponica degli anni trenta, il secondo conflitto mondiale e la guerra di Corea resero molto più problematica la diffusione del calcio in Corea. La divisione politica della Corea in due stati diede il via anche alla fondazione di due nazionali di calcio: quella nordcoreana però rimase per molto tempo inattiva e poté fare il suo esordio solo nel 1964.
Il campionato mondiale del 1966 Il miglior risultato ottenuto dalla nazionale nordcoreana risale al campionato del mondo 1966. Dopo aver perso con l' per 3-0 ed aver pareggiato con il per 1-1 (con rete di Pak Seung-Zin nei minuti finali), la squadra sconfisse clamorosamente l' per 1-0, grazie alla decisiva marcatura di Pak Doo Ik, e superò dunque la prima fase, per poi cadere eliminata ai quarti di finale contro il in modo rocambolesco. Contro i lusitani la formazione asiatica andò in vantaggio per 3-0, prima che quattro gol di Eusébio e un'altra segnatura portoghese (5-3 il finale) fermassero il cammino della Corea del Nord. Fu la prima nazionale di calcio asiatica a superare la prima fase di un campionato del mondo. Tornati in patria, i giocatori vennero accolti come degli eroi nazionali, come testimonia il film documentario The Game of Their Lives di Dan Gordon (2002), riportante le testimonianze di sette membri della squadra (tra cui Pak Doo Ik e Pak Seung-Zin) e del loro allenatore, Myung Rye-hyun.
Anni 1970 Gli anni 1970 furono particolarmente difficili per la nazionale nordcoreana: si aprirono con una squalifica imposta dalla FIFA, che punì la federcalcio di Pyongyang per non aver voluto disputare una partita contro (la motivazione andava ricercata nelle tensioni diplomatiche tra i due stati), e furono intervallati da numerose sconfitte, caratterizzate spesso da risultati rotondi. L'opposizione al regime di Videla causò inoltre il boicottaggio del Mondiale argentino del 1978: ancora una volta calcio e politica erano strettamente intrecciati.
Anni 1980 e 1990 Gli anni 1980 parvero aprirsi con un timido segnale di ripresa, il quarto posto ottenuto dai nordcoreani nella Coppa d'Asia 1980, ma cocenti sconfitte, altri boicottaggi e altre esclusioni imposte dalla federazione internazionale impedirono alla Corea del Nord di partecipare a manifestazioni calcistiche di rilievo, se si esclude la Coppa d'Asia 1992, in cui il risultato fu un'eliminazione al primo turno.
Anni 2000 Nel marzo del 2005 i nordcoreani cercavano una difficile qualificazione al Mondiale di Germania 2006 nella partita interna contro l'. Sul punteggio di 0-2 un netto calcio di rigore fu negato alla Corea del Nord e alle vibranti proteste dei giocatori si aggiunsero quelle dei tifosi: dagli spalti piovvero pietre, seggiolini e bottiglie, mentre un'invasione di campo costrinse gli iraniani ad asserragliarsi negli spogliatoi, senza avere la possibilità di uscire. A causa di tali disordini, la FIFA impose alla Corea del Nord di disputare le successive due partite casalinghe in campo neutro e senza sostenitori al seguito.
Anni 2010 Nel 2010 tutti i giocatori della Corea del Nord militavano nel campionato nazionale, tranne i cosiddetti Zainichi (oriundi giapponesi), tra cui i più famosi Ahn Young-Hak (Omiya Ardija), Ryang Yong-Gi (Vegalta Sendai) e Jong Tae-Se (Kawasaki Frontale). Date le politiche estremamente restrittive del regime di Kim Jong-il riguardo all'emigrazione, praticamente tutti i tifosi che si recano in trasferta a seguire le partite della Corea del Nord sono cittadini stranieri (per lo più cinesi, ma anche giapponesi e sudcoreani discendenti di nordcoreani).
Nelle qualificazioni ai mondiali del 2010 la squadra ritrovò competitività: dopo aver eliminato la e la nei turni preliminari, fu inserita del gruppo B nel girone di qualificazione insieme ai "cugini" sudcoreani, all', all' e agli . Al termine del girone d'andata la Corea del Nord si trovava al secondo posto, l'ultimo utile per andare direttamente alla fase finale del Mondiale (il terzo consentiva uno spareggio-qualificazione con la terza del gruppo A).
Nella prima sfida la Corea del Nord vinse per 2-1 in trasferta contro gli Emirati Arabi con gol di Choe Kum-chol e An Chol-hyok; nella seconda pareggiò in casa 1-1 contro la Corea del Sud (rete di Hong Yong-Jo dagli undici metri); nella terza si registrò la sconfitta per 2-1 in Iran (marcatura di Jong Tae-Se), mentre nel quarto incontro la vittoria contro i sauditi, siglata da Mun In-Guk, consentì ai nordcoreani di terminare il girone d'andata in buona posizione. Il girone di ritorno si aprì per i nordcoreani con il successo casalingo contro gli Emirati Arabi per 2-0, con reti di Pak Nam-Chol e Mun In-Guk: a seguito di questa vittoria la nazionale si issò in testa al gruppo con 10 punti, ma la successiva sconfitta di misura con la Corea del Sud rimise in discussione la qualificazione. Un pareggio casalingo con l' e un altro all'ultima giornata in casa dell' garantirono comunque alla selezione nordcoreana allenata da Kim Jong-Hun la qualificazione al Mondiale di Sudafrica 2010, bissando l'analogo risultato conseguito dal CT Myong Rae Hyon nel 1966.
Il sorteggio della fase finale dei Mondiali 2010 riservò alla Corea del Nord il Gruppo G con , e . Il 15 giugno la squadra debuttò a Johannesburg contro i verdeoro, riuscendo a tratti a mettere in difficoltà la Seleção, che comunque s'impose per 2-1: la rete asiatica fu siglata all'89' da Ji Yun-Nam: nella seconda partita il inflisse ai coreani la peggiore sconfitta nella storia della nazionale, vincendo per 7-0 e sancendo l'eliminazione della Corea del Nord dalla rassegna mondiale, conclusa con un'ulteriore sconfitta, per 3-0, con la . Dopo il Mondiale si diffusero voci e speculazioni secondo le quali il governo del dittatore Kim Jong-il aveva punito duramente l'intera squadra per gli scarsi risultati e che l'allenatore fosse stato addirittura messo ai lavori forzati in un cantiere edile. La FIFA e le fonti nordcoreane negarono ciò.
Nel settembre 2010 la nazionale under 23 nordcoreana partecipò alla Millennium Cup, torneo quadrangolare organizzato in Vietnam per l'anniversario della fondazione della capitale Hanoi. Oltre alla nazionale coreana vi erano iscritti anche la rappresentativa del Vietnam, del e dell'. Dopo i primi due successi, 1-0 contro l'Australia e 3-0 contro il Kuwait, il pareggio 0-0 contro il Vietnam permise alla nazionale nordcoreana di chiudere vittoriosamente il torneo.
Nel gennaio del 2011 la nazionale nordcoreana partecipò alla Coppa d'Asia in Qatar, chiudendo con l'eliminazione al primo turno, con un solo punto raccolto nelle tre partite del girone, grazie al pareggio senza reti con gli , cui seguirono due sconfitte (entrambe per 1-0) contro e . Dopo un anno in carica, Jo Tong-sop fu sostituito da Yun Jong-su.
Grazie alla qualificazione al campionato del mondo del 2010 la nazionale nordcoreana fu ammessa direttamente al terzo turno delle qualificazioni AFC al . Nel girone con , e (ammesso in luogo della squalificata ) ottenne il terzo posto, lasciando a giapponesi e uzbeki la qualificazione al turno successivo. Il 15 novembre 2011 la squadra tornò ad affrontare il Giappone a Pyongyang dopo 22 anni, alla presenza di 150 tifosi nipponici allo Stadio Kim Il-sung. L'accoglienza riservata alla nazionale giapponese fu glaciale: la squadra ospite dovette attendere quattro ore all'arrivo all'aeroporto per il disbrigo delle lunghe procedure burocratiche per l'ingresso nel paese e l'inno nazionale del Giappone fu fischiato.
Nel marzo 2012 i nordcoreani tentarono, in Nepal, la difesa del titolo di AFC Challenge Cup. Vinto il girone di prima fase grazie a tre vittorie contro (2-0), (2-0) e (4-0). In semifinale eliminarono la (2-0) e in finale ebbero la meglio per 2-1 sul , aggiudicandosi il trofeo per la seconda volta consecutiva. Il successo consentì inoltre alla Corea del Nord di qualificarsi alla fase finale della Coppa d'Asia 2015, ottenendo per la seconda volta consecutiva l'accesso alla fase finale della massima competizione continentale (evento senza precedenti per la selezione).
Dopo la sconfitta interna contro l'Uzbekistan nelle eliminatorie del Mondiale 2014, i nordcoreani fanno registrare una lunga striscia di imbattibilità. Nella Coppa dell'Asia orientale 2013 fallirono la qualificazione alla fase finale del torneo a vantaggio dell', per via della differenza reti sfavorevole. L'imbattibilità si ruppe a novembre con la sconfitta contro il (2-1 in amichevole). Fu l'inizio di un periodo difficile per la squadra di Yun Jong-su, che perse tre delle successive quattro partite disputate contro nazionali del Golfo persico.
Nel novembre 2014, vincendo il girone giocato a Taipei con , e , la Corea del Nord si qualificò alla fase finale della Coppa dell'Asia orientale per la prima volta dal 2008. Il 30 dicembre 2014 la federcalcio nordcoreana, dovendo prendere atto della squalifica inflitta dall'AFC al proprio CT per comportamento antisportivo nei riguardi dell'arbitro ai Giochi asiatici nella partita contro la , dovette sospendere Yun Jong-su, cui subentrò Jo Tong-sop, da quattro anni alla guida della nazionale Under-20.
Nel girone di Coppa d'Asia 2015 con Uzbekistan, Arabia Saudita e , la squadra fu eliminata al primo turno, avendo perso tutti e tre gli incontri. Jo Tong-sop lasciò il posto a Kim Chang-Bok. Dopo aver vinto varie amichevoli, la squadra ottenne il terzo posto alla Coppa dell'Asia orientale 2015, organizzata in Cina e vinta dai nordcoreani grazie a una prestigiosa vittoria per 2-1 contro il Giappone il 2 agosto 2015.
Nel secondo turno delle qualificazioni AFC al trovò Uzbekistan, , Filippine e . Tre successi nei primi tre match lanciarono i nordcoreani in testa al girone, poi chiuso al secondo posto con 16 punti. La clamorosa sconfitta interna contro le Filippine (2-3 dopo essere stata in vantaggio per 2-1 fino all'85º minuto) precluse ai nordcoreani l'accesso al turno successivo nel cammino verso il Mondiale, dato che la squadra non risultò tra le migliori quattro seconde classificate dei gironi. La sconfitta contro le Filippine non impedì tuttavia alla Corea del Nord di qualificarsi al terzo turno delle eliminatorie della Coppa d'Asia 2019. Kim Chang-Bok fu sostituito nel maggio 2016 dal norvegese Jørn Andersen, secondo CT europeo a guidare la Corea del Nord dopo l'ungherese Pál Csernai. Nelle amichevoli da agosto ad ottobre 2016 la squadra ottenne risultati altalenanti. A novembre, battendo Taipei Cinese, Guam e Hong Kong, si qualificò alla fase finale della Coppa dell'Asia orientale 2017, ottenendo la sesta qualificazione al torneo nella propria storia.