Salemi è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia.
Situato nel cuore della Val di Mazara, è una città medievale, di importante rilievo urbanistico, e sorge in posizione equidistante rispetto ai maggiori centri del territorio.
Ubicata tra le colline coltivate a vigneti e uliveti, si raccoglie intorno al castello dal cui terrazzo merlato della torre circolare è possibile scorgere un vastissimo panorama sulla Sicilia occidentale fino al mare.
La cittadina è inclusa nel club dei borghi più belli d'Italia, l'associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini.
Geografia fisica
Origini del nome In riferimento al toponimo, esistono diverse teorie: quella attribuita in onore di Saleiman, figlio del comandante che conquistò Alicia (precedente nome di Salemi); quella conseguente da "Sale" per la presenza del fiume Salso che rende le acque che attraversano la città salmastre; quella derivante dal significato di Salam, "città salubre e sicura" e infine quella tratta dal significato di pace (Salem).
Storia Da Alicia a Salemi
Situata sulle pendici del Monte delle Rose tra il fiume Mazaro e il fiume Grande, Salemi è posta sul sito dell'antica città elima di Halyciae (Alicia).
Alicia fu teatro delle continue guerre tra Selinunte e Segesta. Successivamente subì una forte immigrazione cartaginese. Nel 272 a.C., conquistata dai Romani, fu dichiarata città libera ed esente da tributi per volontaria sottomissione. Nel V secolo, come il resto della Sicilia, fu saccheggiata dai Vandali. Nel 535, fu conquistata dai greci bizantini. Nell'827 venne occupata dai musulmani. Nel 1077, e quindi in età normanna, la cittadina conobbe un notevole sviluppo: il centro urbanistico andò strutturandosi conformemente all'odierna configurazione. In tale periodo venne edificato il castello.
Nel 1194, seguirono le dominazioni degli Svevi. Nel 1266, alla morte di Federico II, ebbe inizio il periodo angioino, che ridusse la popolazione in miseria. Nel 1283 Pietro III d'Aragona creò milites nella città di Salemi i nobili Pompeo di Vallone, Rumbao Sanclemente, Giovanni Lancillotto e Pietro Muccicarnicio. Nel 1296, Federico III di Sicilia declassò Salemi a città feudale, ma nel 1392 essa ottenne il più favorevole status di città demaniale.
Nel 1441, e precisamente l'11 dicembre, nel castello di Salemi si formò una confederazione costituita da Salemi, Trapani, Mazara, Monte San Giuliano e dai baroni di Castelvetrano e di Partanna, che si impegnava alla difesa, sostenendone le spese, della regina Bianca e della real casa di Aragona. Salemi venne, quindi, maggiormente fortificata e presidiata contro le incursioni dei pirati barbareschi.
Nel 1735, con l'incoronazione di Carlo III di Spagna a Re di Sicilia, avvenuta il 30 giugno, ebbe inizio la dominazione borbonica.
Garibaldi e i Mille Nel 1860 Giuseppe Garibaldi, dopo essere sbarcato a Marsala, si diresse alla volta di Salemi dove, il 14 maggio, venne accolto con grande entusiasmo dalla popolazione. Grazie all'aiuto del barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna di Alcamo, che si era a lui unito con una banda di picciotti assunse la dittatura, cioè il governo, in nome di Vittorio Emanuele II, futuro re d'Italia. Nella Piazza del municipio, denominata "Dittatura" in ricorrenza dell'evento, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie “Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque!”.
In quell'occasione, il 14 maggio 1860, l'Eroe dei due mondi issò, da sé, sulla cima della torre cilindrica del castello normanno-svevo la bandiera tricolore proclamando Salemi "capitale d'Italia", titolo che mantenne per un giorno.
Le celebrazioni garibaldine Il 25 aprile del 1982, in occasione della celebrazione del centenario della morte di Garibaldi, a Salemi si rappresentò simbolicamente e con la partecipazione del Presidente del Consiglio Bettino Craxi il percorso compiuto dal generale, condottiero e patriota italiano.
L'11 maggio 2010, in occasione dei festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano visitò Salemi, Calatafimi e Marsala.
La Contea di Salemi Il 1º dicembre 1889 re Umberto I, in segno di affetto nei confronti del fratello Amedeo di Savoia e della sua seconda moglie Maria Letizia Bonaparte, conferì al neonato nipote Umberto il titolo di Conte di Salemi.
Il titolo ricordava l’impresa dei Mille con la quale, proprio a Salemi, ebbe inizio il processo di unificazione del Paese.
In quella occasione, lo stesso Umberto I dispose che il Presidente del Consiglio Francesco Crispi desse esecuzione alle sue reali volontà. La risposta della Presidenza del Consiglio non si fece attendere, anche perché da molto tempo si era tentato di concedere alla città di Salemi un concreto riconoscimento per il significativo contributo dato a Garibaldi e ai picciotti nel percorso per l’Unità d’Italia. Fu così che il 15 dicembre 1889 il Consiglio dei Ministri, vista l’approvazione del Parlamento, diede esecuzione alle decisioni del Re di conferire al proprio nipote Umberto il titolo di Conte di Salemi. Questi, tuttavia, morì di influenza spagnola nel 1918 senza avere figli e conseguentemente il titolo fu estinto.
Il titolo, il 28 dicembre 2019, è stato onorificamente conferito (all'interno di Casa Savoia, privo di valore legale per la Repubblica Italiana) a Luisa Giovanna Bianca Agata Gavina Maria di Savoia, secondogenita di Emanuele Filiberto di Savoia e Clotilde Courau, nata a Ginevra il 16 agosto 2006.
Le catastrofi e il terremoto del 1968 La città di Salemi ha subito, nel corso della sua storia, diverse calamità naturali. Nel 1270, il paese fu colpito da un'epidemia di peste propagata da alcuni soldati che tornavano da una spedizione in Tunisia. Per cercare di debellare il morbo furono bruciate e distrutte diverse abitazioni. Da questo evento ebbe origine la richiesta avanzata dal popolo, di avere un proprio santo protettore del paese: San Nicola di Bari. Nel 1542, un'invasione di cavallette provocò gravi danni alle coltivazioni agricole e una grave carestia. Molti cittadini invocarono l'intercessione di san Biagio (vedi cavadduzzi di San Biagio). Nel 1740, una frana si riversò sul convento dei Padri del Terz'ordine francescano sul monte delle Rose oltre che sul convento dei frati cappuccini.
Nel 1968, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, una vasta area della Sicilia occidentale, e in particolare la Valle del Belice, fu gravemente colpita dal cosiddetto terremoto del Belice, che rase al suolo molti comuni dell'area. In concomitanza del terremoto, Salemi donò a Gibellina dei terreni pianeggianti, sui quali fu successivamente costruita la città di "Gibellina nuova". A seguito dell'evento sismico le autorità politiche salemitane e gli architetti chiamati a progettare e ridisegnare la struttura del comune optarono per la ricostruzione del paese secondo uno stile nuovo. Per tali motivi lo sviluppo urbanistico ha portato a un decentramento verso la parte a valle della collina che è stata chiamata appunto, “Paese nuovo” e che ora rappresenta insieme con i "Cappuccini" una delle aree e dei quartieri con maggiore densità abitativa. Il centro storico è caratterizzato da uno schema di impianto arabeggiante, con vicoli ciechi molto articolati, che portano a cortili sempre più segregati e scale particolarmente ripide su strapiombi.
A seguito del sisma, l'abitato nella zona centrale, sebbene non fosse del tutto disgregato, rimase per diversi anni abbandonato in virtù dei pochi interventi di restauro e di una scelta che hanno preferito decentrare i nuovi abitati in altri quartieri. La struttura, tuttavia, mantenne la monumentale ortogonalità del complesso costituito dal Collegio dei Gesuiti e da un denso corollario di dimore patrizie e di numerose chiese (oltre 20). In posizione elevata e strategicamente dominante sorge il Castello, eretto o quantomeno rimaneggiato da Federico II di Svevia nel XIII secolo, sulla base di un'antica fortezza greco-romana poi utilizzata dagli arabi e dai normanni, a pianta trapezoidale con tre torri, due quadrangolari e una a pianta circolare. Inoltre il Castello era circondato da una doppia cinta muraria. Non esiste più nessuna traccia di tali mura ma esiste la memoria di almeno cinque delle porte che consentivano l'accesso alla città e di almeno tre torri di guardia ad essi sovrapposti. Gli ingressi di cui si hanno notizia erano: Porta Gibli, Porta Santa Maria, Porta Aquila, Porta Quercia e Porta Corleone. Le torri di guardia invece erano quella adattata a campanile dell'ex chiesa Madre, e quella trasformata in campanile della chiesa di Sant'Antonino. Di una terza torre si ha notizia in seguito a dei lavori nel quartiere della Giudecca, e di cui non rimane traccia alcuna.
Sul sito dove sorgeva l'antica chiesa madre medievale dedicata alla Madonna degli Angeli e verosimilmente insistente su una moschea e su un tempio di Venere, nel 1615 ebbe inizio la costruzione del duomo, su progetto dell'architetto palermitano Mariano Smiriglio e completato nel 1761, almeno per quanto riguarda il corpo longitudinale, giacché proprio da questa data ebbero inizio i lavori di ampliamento della vecchia abside. Il terremoto del 1968 non provocò che il crollo di parte di una navata laterale, l'incuria delle autorità civili ed ecclesiastiche del tempo lo ridussero a un imponente rudere. In parte recuperato, con un progetto d'intervento dell'architetto portoghese Álvaro Siza, suscitano ora particolare attrazione i resti dell'antica "Madrice" antistanti alla piazza Alicia sulla quale si affaccia anche il castello. Nel corso del convegno internazionale denominato Piazze d'Europa, piazze per l'Europa la piazza Alicia è stata inclusa tra i 60 buoni esempi di realizzazione, progettazione e riqualificazione urbanistica al mondo.
Simboli Stemma Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 9 maggio 1930.
L'aquila era il simbolo dell'antico Regno di Sicilia; nello scudetto al centro è raffigurato il castello normanno di Salemi con la sua caratteristica torre cilindrica. Gonfalone
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiese
Queste sono alcune delle chiese più importanti di Salemi: Antico Duomo di San Nicola di Bari, danneggiato dal terremoto del Belice del 1968. Tempio di Venere in epoca romana; nel Medioevo, chiesa madre dedicata alla Madonna degli Angeli, fino al 1615, quando ebbe inizio il riassemblaggio e la ricostruzione per opera di Mariano Smiriglio. Duomo del Collegio dei Gesuiti (1642) Chiesa di Sant'Antonio da Padova Chiesa di Sant'Agostino Basilica paleocristiana di San Miceli, sorta su vestigia greche e romane del IV e VI secolo, riportata alla luce nel 1893 dall'archeologo Antonio Salinas Chiesa di San Bartolomeo Chiesa di San Biagio Chiesa del Carmine Chiesa di Santo Stefano Ex Chiesa del Rosario Chiesa della Misericordia Chiesa Santa Maria degli Angeli Chiesa Immacolata Concezione Chiesa San Giuseppe Chiesa San Giovanni Chiesa San Francesco di Paola Chiesa San Francesco d'Assisi Chiesa Santa Maria della Catena Chiesa San Clemente o Santa Annedda
Architetture civili Castello Normanno, del 1077, in stile normanno, fu rimaneggiato da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Sorge su preesistenti fortificazioni greco-romano.
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