Durante la seconda guerra mondiale i bambini sia maschi che femmine, furono frequentemente protagonisti di eventi insurrezionali, nonché arruolati (volontariamente, coercitivamente o perché mentivano sulla propria età) da parte sia delle potenze dell'Asse e dagli Alleati, che da altri stati belligeranti e da gruppi ebraici. Erano dediti a servizi di vario tipo sia in luoghi non oggetto di combattimento diretto che nelle retrovie, fino ad essere impiegati in azioni belliche.

La tutela dell’infanzia era solo agli albori. In sistemi sociali nei quali lo sfruttamento minorile era consuetudine e non eccezione, agli occhi delle generazioni passate la partecipazione di fanciulli ad azioni belliche, sebbene rivestisse carattere di assoluta emergenza, poteva svolgere una funzione di riscatto sociale.

Bambini di tutte le parti in conflitto furono nel contempo vittime ed attori a diversi livelli nelle alterne fasi della guerra. Dopo il termine della guerra, una coltre di imbarazzato silenzio cadde su queste vicende, raramente evocate con pudore dai protagonisti (ad esempio il cancelliere tedesco Helmut Kohl).

Legalità dei bambini soldato La giurisprudenza riguardante l'impiego di fanciulli nei conflitti armati, come soldati o in ruoli di supporto negli apparati militari, ha conosciuto notevoli mutamenti nell'ultimo secolo.

Pochi anni dopo la prima guerra mondiale, nel 1924, la Società delle Nazioni redasse la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, un primissimo tentativo di salvaguardare i diritti dei bambini e in particolare impedire che fossero coinvolti in scontri armati: il documento infatti affermava che i fanciulli avrebbero dovuto essere "protetti da qualsiasi forma di sfruttamento". Ciononostante l'ascesa al potere delle ideologie totalitarie e, in seguito, la deflagrazione della seconda guerra mondiale lasciarono milioni di bambini ancora una volta indifesi, che durante i sei anni di conflitto rimasero uccisi oppure orfani.

Definizione di fanciullo L'assenza di protezione legale per i bambini in tempo di guerra, e la conseguente mancanza di sanzioni per un loro sfruttamento, può essere collegata all'inesistenza di una definizione universalmente riconosciuta di fanciullo prima del 1945. Prima della creazione dell'ONU, la protezione e la salvaguardia dei bambini erano prevalentemente incorporate nello jus in bello, che mirava a bandire la guerra. Alla prova dei fatti, durante il secondo conflitto mondiale, tale corpus di leggi relativo alla tutela dei diritti dei bambini fallì completamente nell'affrontare con successo la definizione di bambino soldato. Gli ordinamenti giuridici dell'epoca non prevedevano alcuna sostanziale responsabilità penale dinanzi a una violazione dei diritti dei bambini presenti nello jus in bello. Nessuna disposizione vietava concretamente la partecipazione di giovanissimi a conflitti armati, né era mai maturata una dottrina che permettesse di descrivere un bambino in relazione alla sua capacità di essere coinvolto in un conflitto armato.

Germania nazista La Gioventù hitleriana

La Gioventù hitleriana (Hitlerjugend) fu l'organizzazione giovanile ufficiale finanziata dalla Germania nazista, creata per addestrare e indottrinare i giovani tedeschi (a partire dai 10 anni di età) con l'ideologia del nazionalsocialismo, allo scopo di prepararli a servire nelle forze armate e divenire «buoni cittadini», attraverso un sistema di addestramento militare e paramilitare, inculcando loro una lealtà ai limiti del fanatismo. Nel 1939, al principio della guerra, l'organizzazione annoverava ben iscritti. Il numero tuttavia ebbe un crollo significativo nei mesi successivi (calò a poco più di un milione), in quanto i capi locali e di distretto, giovani tra i 20 e i 25 anni, furono arruolati in massa nell'esercito; ciò costrinse ad abbassare il limite d'età dei leader dei gruppi di quartiere a 16-17 anni. Ciascuno di tali assembramenti poteva contare fino a 500 ragazzi.

I ragazzi tedeschi cominciarono a rivestire ruoli, sia pur marginali, all'interno della macchina bellica sin dall'agosto 1940, in conseguenza dei primi bombardamenti britannici su Berlino: avevano già ricevuto addestramento come sentinelle e assistenti alle squadre dell'antiaerea delle principali città della Germania; in particolare, i più piccoli erano addetti ai proiettori da ricerca e, dopo ogni incursione, collaboravano alla rimozione delle macerie e alla ricollocazione delle famiglie. Nel 1942 furono poi creati gli Wehrertüchtigungslager o WELS ("campi di rafforzamento della difesa") sotto il diretto controllo della Wehrmacht, volti ad addestrare i giovani tra i 16 e 18 anni di età nell'utilizzo di armi da fanteria quali granate, mitragliatrici e pistole. Già nel 1943 questi giovani, inviati sui principali fronti di guerra, affrontarono in battaglia le truppe regolari britanniche, statunitensi e sovietiche. Sul fronte occidentale le truppe statunitensi inviarono rapporti circa la cattura di piccoli anche di otto anni soltanto, nonché di "artiglieri" di 12 anni o anche meno che impiegavano da soli piccole unità di cannoni.

Con l'ingresso in guerra degli Stati Uniti e l'aumento esponenziale dei bombardamenti alleati sulla Germania, i tedeschi iniziarono ad evacuare i bambini nei cosiddetti "KLV", ovvero Kinderlandverschickung. Questi campi ospitarono circa 2,8 milioni di bambini durante la guerra: in essi vigeva una rigida routine, fatta da esercitazioni militari, paramilitari e indottrinamento. Tutto ciò contribuì a trasformare la mentalità dei ragazzi, cui era insegnata assoluta obbedienza e l'imperativo della legge del più forte, con conseguente incremento di soprusi e prevaricazioni commessi dai giovani più grandi o più forti.

Con l'avanzare della guerra e la disfatta sempre più vicina, fu costituita la 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend", che conobbe un pesante ordine di servizio nella battaglia di Normandia: si rese nota per la spietatezza dei suoi giovani soldati, che comunque subirono un alto tasso di perdite. Nell'estate 1944 fu inoltre istituita la Volkssturm, milizia popolare che riuniva tutti gli uomini abili tra i 16 e i 60 anni. I giovani d'età inferiore furono invece destinati a condurre operazioni di guerriglia, dirette dall'organizzazione Werwolf. Nei mesi finali della guerra le forze armate tedesche abbassarono ulteriormente l'età minima di arruolamento, andando a cercare reclute persino nelle scuole: i bambini erano quindi addestrati sommariamente e inviati a compiere missioni, di fatto, suicide, è citato il caso del quindicenne Heinz Schütze che, dopo mezza giornata di esercitazione con un lanciarazzi anticarro, ricevette una divisa da SS e fu inviato in battaglia. Verosimilmente, questi ragazzi, in caso di insubordinazione o tentativo di tornare a casa, potevano essere processati da una corte marziale e condannati a morte, oppure giustiziati sul posto.

Durante la battaglia di Berlino tutte le forze disponibili furono dirottate alla disperata difesa della città. Anche i bambini della Deutsches Jungvolk (una sezione separata della Gioventù hitleriana riservata a bambini e ragazzi dai 10 ai 14 anni) furono resi partecipi della difesa, sia volontariamente che tramite coercizione. I bambini potevano anche essere inseriti all'interno delle "Squadre per il combattimento ravvicinato contro carri", gruppi il cui compito era quello di affrontare i carri armati nemici con armi portatili.

Anche la Lega delle ragazze tedesche contribuì allo sforzo bellico, per quanto a lungo le iscritte fossero assegnate a compiti di retrovia o alla cura dei feriti: la dottrina nazista voleva infatti che le giovani donne rimanessero nelle città e nei borghi, occupandosi di compiti domestici e procreando le future generazioni di hitleriani. Nella primavera 1945, comunque, sempre più ragazze furono trasferite in prima linea, e molte servirono nelle batterie di cannoni FlaK da .

La 12. SS-Panzer-Divisione "Hitlerjugend" Nel pieno della guerra (1943), la Germania creò un'intera divisione SS di panzer la cui maggior parte delle reclute aveva un'età composta fra i 16 ed i 17 anni, provenienti dalle brigate della Gioventù hitleriana. Nel 1º Battaglione più del 65% dei soldati era al di sotto dei 18, e solo il 3% ne aveva più di 25. Più di ragazzi furono arruolati in questa divisione.

La 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" fu creata a guerra inoltrata per sopperire le più numerose perdite di vite umane sui fronti, con conseguente ondata di giovani volontari. Inizialmente considerati riserve, presto furono inquadrati nelle truppe di prima linea. Questi ragazzi furono protagonisti di vaste azioni, e furono alcuni fra i più fieri ed effettivi difensori nella Battaglia di Berlino. Durante lo sbarco in Normandia, la divisione perse il 60% dei propri effettivi, la maggior parte dei quali erano adolescenti.

Questi ragazzi acquisirono una formidabile reputazione per le loro pratiche violente e spietate, per sparare ai prigionieri, e per la morte di 64 soldati canadesi e inglesi fra il 7 ed il 16 giugno 1944.

Unione Sovietica L'Armata Rossa e partigiani Nell'Armata Rossa l'età minima consentita per arruolarsi era di 18 anni (19 per coloro che avevano ricevuto un'istruzione anche solo elementare), sebbene nella realtà parecchi bambini soldato prestassero servizio nelle forze armate sovietiche. Questa situazione derivava, spesso, dall'abitudine invalsa tra i soldati di accogliere nei loro ranghi i bambini rimasti orfani, e ritrovati nei resti dei villaggi o città man mano queste venivano liberate dalle truppe dell'asse, evitando di consegnarli alle autorità , che avrebbero provveduto a trasferirli in orfanotrofi. Per i piccoli, erano appositamente confezionate uniformi della loro taglia, e venivano loro consegnate armi da fuoco regolamentari. I soldati, infatti, pensavano che i bambini avrebbero avuto più possibilità di sopravvivere all'interno di un'unità militare, dove avrebbe ricevuto abiti, cibo e protezione armata, piuttosto che in un orfanotrofio o da soli: ben presto, i bambini e ragazzini furono ribattezzati affettuosamente "figli del reggimento" (in russo сын полка) ma, spesso di propria volontà, eseguirono missioni di ricognizione o sabotaggi. Addirittura sembra certo che presero parte a combattimenti in prima linea.

Centinaia di altri bambini entrarono a vario titolo nei movimenti partigiani, sviluppatisi sin dall'autunno 1941 dietro il fronte tedesco: si trattava quasi sempre di orfani, spesso divenuti tali a causa dei combattimenti. I partigiani usavano i bambini, per natura meno sospettabili di un uomo adulto, per recapitare messaggi o compiere attività in pieno giorno. Nella seconda metà del conflitto numerose bande partigiane, e con esse i bambini al loro seguito, furono integrate nei ranghi della Armata Rossa in avanzata verso ovest.

Nelle retrovie I bambini che vivevano nella Russia occidentale, e che pertanto non furono direttamente coinvolti nell'infuriare delle battaglie, furono comunque mobilitati per sostenere l'enorme sforzo di guerra sovietico. In queste circostanze, gli studenti di molte scuole fornirono manodopera per alcuni compiti militari, come il confezionamento di munizioni o la raccolta di funghi da inviare all'esercito per integrare le razioni alimentari. Studentesse furono impiegate come scrittrici per i soldati feriti, scrivendo le missive in loro vece. In numerosi casi i giovani furono inviati nei campi e nelle fabbriche a lavorare in sostituzione degli uomini al fronte.

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