La presidenza di John Fitzgerald Kennedy ebbe inizio il 20 gennaio del 1961 quando il presidente eletto degli Stati Uniti d'America partecipò alla cerimonia d'inaugurazione e insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America, per terminare bruscamente e in maniera tragica il 22 novembre del 1963 dopo il suo assassinio. Il 35º presidente degli Stati Uniti d'America rimase in carica per un periodo di 1.036 giorni, esattamente un secolo dopo la presidenza di Abraham Lincoln.
Esponente di punta del Partito Democratico subentrò alla presidenza di Dwight D. Eisenhower, eroe della seconda guerra mondiale, a seguito delle elezioni presidenziali nel 1960 in cui riuscì a sconfiggere, seppur di strettissima misura, il concorrente del Partito Repubblicano Richard Nixon, vicepresidente degli Stati Uniti d'America uscente. Gli succederà il vicepresidente Lyndon B. Johnson il quale assumerà l'ufficio immediatamente dopo l'attentato mortale dando così avvio alla presidenza Lyndon Baines Johnson.
Kennedy fu la prima persona nata nel XX secolo (1917) a diventare presidente - lo seguiranno Lyndon Baines Johnson (1908); Ronald Reagan (1911); Richard Nixon (1913) e Gerald Ford (1913) - e, all'età di 43 anni, il presidente eletto più giovane ad assumere la carica nell'intera storia degli Stati Uniti d'America.. (Theodore Roosevelt era di 9 mesi più giovane quando dovette assumere l'ufficio a seguito dell'assassinio di William McKinley il 14 settembre 1901, ma non conquistò i voti popolari fino alle elezioni presidenziali del 1904 quando aveva già 46 anni).
Fu anche il primo presidente eletto affiliato alla Chiesa cattolica negli Stati Uniti d'America. Svolse un ruolo di primo piano nel portare la politica americana nell'era moderna dei mezzi di comunicazione di massa in quanto la sua capacità di usare la televisione fornì un modello di Campagna elettorale che parlava direttamente agli elettori; la sua presidenza mediatica indebolì notevolmente il potere del clientelismo all'interno degli organismi partitici.
L'epoca kennedyana fu segnata dalle tensioni sempre ben presenti della guerra fredda con l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e in special modo con Cuba. Un fallito tentativo d'invasione della baia dei Porci a Sud dell'isola venne effettuato nell'aprile del 1961 con l'intento dichiarato di rovesciare il governo comunista di Fidel Castro che aveva preso il potere nel 1959 grazie alla rivoluzione cubana. L'amministrazione in seguito respingerà i piani congiunti dei Capi di stato maggiore volti a orchestrare atti terroristici fasulli sul suolo americano sotto copertura con lo scopo d'indurre all'approvazione da parte dell'opinione pubblica di un'eventuale guerra contro il regime cubano (vedi Operazione Northwoods).
Nell'ottobre del 1962 venne scoperto che i missili balistici sovietici stavano per essere dispiegati in forza a Cuba; il periodo di estrema tensione internazionale che ne risultò - denominato crisi dei missili di Cuba - viene visto da un gran numero di storici e analisti politici come il più vicino alla deflagrazione di una guerra nucleare globale che la specie umana abbia mai avuto nel corso della storia, con belligeranti armati di ordigni atomici da entrambe le parti.
Per contenere l'espansione comunista nel Sud-est asiatico Kennedy diede il via all'aumento del numero dei consiglieri militari americani nel Vietnam del Sud di un fattore di 18 volte superiore rispetto al suo immediato predecessore; un'ulteriore escalation del ruolo americano nel fronte della guerra del Vietnam avrà luogo e si verificherà sempre più speditamente solo dopo la morte del presidente.
Nel campo della politica interna formulò proposte audaci nella sua agenda della "Nuova Frontiera", ma ben poche di esse risultarono alla fine approvate dal Congresso degli Stati Uniti d'America. Istituì i Peace Corps e accelerò la corsa allo spazio. Kennedy intraprese inoltre iniziative a sostegno del movimento per i diritti civili degli afroamericani, ma solamente dopo la sua scomparsa la proposta di un disegno di legge sui diritti civili verrà approvata e fatta promulgare come Civil Rights Act (1964).
Elezioni presidenziali del 1960
Kennedy entrò ufficialmente in gara per la Nomination presidenziale Democratica il 2 di gennaio; inizialmente il suo principale sfidante nelle Primarie Democratiche del 1960 si rivelò essere il membro del Senato per il Minnesota Hubert Humphrey. Dopo essere riuscito a ottenere su di lui una vittoria decisiva nella Virginia Occidentale, uno Stato fortemente radicato nel protestantesimo, Humphrey si ritirerà dalla corsa.
Dovette affrontare anche la sfida lanciatagli dal senatore per il Texas Lyndon B. Johnson il quale però non parteciperà alle primarie; superato questo scoglio formale, così come gli avversari informali Adlai Stevenson II (il candidato ufficiale Democratico sia nelle elezioni presidenziali del 1952 che nelle elezioni presidenziali del 1956) e Stuart Symington alla Convention nazionale di luglio conquisterà la Nomination già al primo scrutinio.
Kennedy sceglierà personalmente proprio Johnson come proprio compagno di corsa, nonostante l'opposizione espressa di delegati maggiormente liberal e da molti del suo stesso staff, incluso il fratello Robert Kennedy.
Dall'altra parte Nixon non dovrà affrontare nessuna seria opposizione per far valere la propria nomination alla convention Repubblicana; vinse facilmente le primarie del partito e ricevette quasi all'unanimità le preferenze dei delegati. Come proprio compagno di corsa scelse Henry Cabot Lodge Jr., uno dei capi dei Rappresentanti permanenti per gli Stati Uniti d'America alle Nazioni Unite.
Entrambi i candidati viaggiarono molto nel corso della campagna elettorale; non volendo concedere allo sfidante alcuno Stato come "non conquistabile" Nixon intraprese una strategia rivolta a tutti e 50 gli Stati federati; Kennedy invece focalizzò l'attenzione sugli Stati con a disposizione il massimo numero di Grandi elettori nel Collegio elettorale. Fece molto affidamento inoltre sulla forza di Johnson negli Stati Uniti meridionali, per cercare di vincere quella che veniva considerata la tornata elettorale più statisticamente incerta dai tempi delle elezioni presidenziali del 1916.
Le principali questioni affrontate riguardarono come far ripartire l'economia nazionale, l'appartenenza di Kennedy alla Chiesa cattolica negli Stati Uniti d'America, il problema di Cuba dopo la rivoluzione cubana comunista e infine se i programmi spaziali e missilistici intrapresi dall'Unione Sovietica avessero o meno superato quelli degli Stati Uniti d'America. Kennedy s'interrogò retoricamente se un quarto degli americani fosse retrocesso a una cittadinanza di seconda classe solamente per il fatto di essere cattolici e gli capitò di dichiarare: "nessuno mi ha mai chiesto a quale religione appartenessi quando prestavo servizio per la United States Navy durante la guerra del Pacifico (1941-1945)"..
L'8 di novembre Kennedy risulterà eletto in una delle elezioni presidenziali dai margini più ristretti dell'intero XX secolo.; otterrà una maggioranza nel voto popolare pari a 120.000 preferenze su un totale di 68,8 milioni di votanti. Si aggiudicò altresì il voto del Collegio elettorale con un margine più ampio, ricevendo 303 grandi elettori contro i 219 di Nixon.
Inoltre 14 grandi elettori non schierati provenienti dagli Stati dell'Alabama (6) e del Mississippi (8) scelsero invece al suo posto il senatore della Virginia Harry Flood Byrd, anche se questi non era stato candidato alla presidenza così come fece anche un elettore che alla fine cambiò schieramento nell'Oklahoma (Henry D. Irwin, che era stato impegnato a votare per Nixon ma si rifiutò di farlo).
In diversi Stati sudisti i Democratici che erano contrari al sostegno dato dal Partito nazionale ai diritti civili e al diritto di voto per gli afroamericani che vivevano nel Sud tentarono di bloccare l'elezione di Kennedy negandogli il numero necessario di grandi elettori (269 su 537) per poter conseguire la vittoria.
Inaugurazione
Kennedy celebrò la cerimonia d'inaugurazione il 20 gennaio del 1961 al "Portico Est" del Campidoglio a Washington. Il Presidente della Corte Suprema Earl Warren gestì e presiedette al giuramento d'ufficio del presidente eletto degli Stati Uniti d'America.
Nel suo discorso d'insediamento il neo-presidente parlò della necessità per tutti gli americani di essere cittadini attivi e pronunziò la frase rimasta celebre: "Pertanto, cittadini, non chiedetevi che cosa potrà fare per voi il vostro paese, ma piuttosto che cosa potete fare voi per il vostro paese".
Invitò anche le nazioni del mondo a unirsi: "Ora l'appello risuona di nuovo. Non ci chiama alle armi, ma a sopportare il peso di una lunga e oscura lotta che può durare anni; una lotta contro i comuni nemici dell'uomo: la tirannide, la povertà, la malattia e la guerra stessa"..
A queste ammonizioni aggiunse, in chiusura, allargandosi sul suo desiderio di un maggiore internazionalismo: "Infine, che tu sia cittadino d'America o cittadino del mondo, chiedi a noi qui gli stessi alti standard di forza e sacrificio che ti chiediamo noi". Il discorso rifletté la fiducia del nuovo presidente sul fatto che la propria amministrazione avrebbe tracciato un corso storicamente significativo sia nella politica interna che nella politica estera.
Il contrasto tra questa visione largamente ottimista e le pressioni della gestione delle realtà politiche in patria e all'estero si sarebbe rivelata nel corso del tempo una delle principali fonti di tensione che attraverseranno i primi anni della sua amministrazione.. Testo completo del discorso d'inaugurazione su Wikisource
Questa fu la prima cerimonia d'inaugurazione alla quale venne consegnato un vero e proprio "poema inaugurale d'insediamento"; il poeta Robert Frost declamò a memoria la propria composizione The Gift Outright del 1941. Egli aveva anche programmato di leggere una nuova poesia che aveva appena scritto per l'occasione e intitolata Dedication (in seguito rinominata For John F. Kennedy His Inauguration e inserita nella raccolta del 1962 In the Clearing), ma non fu in grado di recitarla per colpa del sole abbagliante che gli colpì il volto.
Amministrazione Gabinetto ministeriale
Partiti politici:
Dipartimento Incarico Ritratto Nome Mandato Inizio TerminePresidente John Fitzgerald Kennedy 20 gennaio 1961 22 novembre 1963 Vicepresidente Lyndon B. Johnson 20 gennaio 1961 22 novembre 1963 Segretario di Stato Dean Rusk 21 gennaio 1961 22 novembre 1963 Segretario al tesoro C. Douglas Dillon 21 gennaio 1961 22 novembre 1963 Segretario della difesa Robert McNamara 21 gennaio 1961 22 novembre 1963 Procuratore generale Robert Kennedy 20 gennaio 1961 22 novembre 1963 Direttore generale delle Poste James Edward Day 21 gennaio 1961 30 agosto 1963 John Austin Gronouski 30 settembre 1963 22 novembre 1963 Segretario degli Interni Stewart Udall 21 gennaio 1961 22 novembre 1963Segretario dell'Agricoltura Orville Freeman 20 gennaio 1961 22 novembre 1963 Segretario al Commercio Luther H. Hodges 21 gennaio 1961 22 novembre 1963 Segretario del Lavoro Arthur Goldberg 21 gennaio 1961 20 settembre 1962 W. Willard Wirtz 25 settembre 1962 22 novembre 1963 Segretario della Salute, dell'Istruzione e del Benessere Abraham Ribicoff 21 gennaio 1961 13 luglio 1962 Anthony Celebrezze 31 luglio 1962 22 novembre 1963 Capo di gabinetto Kenneth O'Donnell 20 gennaio 1961 22 novembre 1963 Amministratore dell'OMB David E. Bell 22 gennaio 1961 20 dicembre 1962 Kermit Gordon 28 dicembre 1962 22 novembre 1963 Rappresentante per il Commercio Christian Herter 10 dicembre 1962 22 novembre 1963 Ambasciatore presso le Nazioni Unite Adlai Stevenson II Gennaio 1961 22 novembre 1963
Personale consultivo Lo staff consultivo presidenziale ha incluso: Consigliere speciale: Ted Sorensen. Vice Consigliere speciale: Myer Feldman.