I thai (, ; o tai, tailandesi, thailandesi, tai siamCheesman, P. (1988). Lao textiles: ancient symbols-living art. Bangkok, Thailand: White Lotus Co., Thailand.Fox, M. (1997). A history of Laos. Cambridge, U.K.: Cambridge University Press.Fox, M. (2008). Historical Dictionary of Laos (3rd ed.). Lanham: Scarecrow Press.Goodden, C. (1999). Around Lan-na: a guide to Thailand's northern border region from Chiang Mai to Nan. Halesworth, Suffolk: Jungle Books.Wijeyewardene, G. (1990). Ethnic groups across national boundaries in mainland Southeast Asia. Singapore: Institute of Southeast Asian Studies.) sono il principale gruppo etnico della Thailandia e fanno parte del più grande gruppo etnolinguistico del Sud-est asiatico. Il loro idioma è il thailandese (o thai), che è classificato nella famiglia linguistica tai kadai; la maggior parte dei thai professa il buddhismo theravāda. Fino alla metà del XX secolo furono conosciuti come siamesi () in Occidente, dove il Paese era chiamato Siam.

Quando si stabilirono nella valle del Chao Phraya, l'odierna Thailandia Centrale, i thai assorbirono le influenze dei popoli Dvaravati e Khmer sviluppando una cultura e un'organizzazione politico-amministrativa più evolute rispetto a quella degli yuan e dei lao, etnie queste ultime che hanno radici comuni con i thai.. In seguito vi fu nella stessa zona l'immigrazione di indiani e soprattutto di cinesi; dalle relazioni con tutti questi popoli si sono modellate la civiltà, la cultura e lo stesso patrimonio genetico dei thailandesi odierni..

Storia

Origine I thai fanno parte dei popoli Taialbero linguistico genealogico dei thai su ethnologue.com, che migrarono dalla Cina del sud-ovest e si stabilirono nella parte settentrionale del sud-est asiatico. La prima citazione riguardante i popoli tai kadai si trova in alcune annotazioni cinesi che risalgono al VI secolo d.C., dove vengono descritti come coltivatori della Cina meridionale. I Tai lasciarono i luoghi di origine delle odierne province cinesi dello Yunnan e del Guangxi a partire dalla II metà del I millennio, spinti dall'espansione dell'etnia cinese Han e dall'esigenza di trovare terreni coltivabili migliori di quelli su cui vivevano. Erano padroni di evolute tecniche di coltivazione basate sulla costruzione di canali di irrigazione, e le valli dei fiumi indocinesi garantivano un terreno ideale per l'agricoltura..

L'esodo verso sud si fece più massiccio tra il X ed il XIII secolo, a seguito dei vari conflitti del regno di Nanzhao, nello stesso Yunnan, e dell'invasione mongola della Cina. In quel periodo le etnie dominanti nel sud-est asiatico erano quelle dei Mon e dei Khmer. Le varie etnie Tai si diffusero in un vasto territorio, e sono tuttora presenti dall'India nordorientale, nell'Assam, fino all'isola di Hainan, e dalla provincia cinese del Sichuan fino al sud della Thailandia. I principali gruppi etnici in cui erano suddivise in sudest Asia furono gli Shan in Birmania, i Lao nel medio bacino del Mekong, e i Thai nell'odierna Thailandia.

I popoli Tai sottrassero con la forza i migliori terreni coltivabili lungo i fiumi alle preesistenti tribù minori che parlavano lingue mon-khmer, costringendole a spostarsi nelle zone montane o a integrarsi nelle comunità Tai. Si diedero quindi una struttura regionale consorziandosi nelle cosiddette mueang, inizialmente piccole città-Stato dove veniva eletto un sovrano (chao) e a cui facevano riferimento una cerchia di villaggi minori della stessa zona. Queste prime forme di organizzazione ebbero luogo nelle zone periferiche dell'Impero Khmer, a nord delle grandi pianure.

Tra le fonti che attestano l'arrivo dei Thai nella regione, vi è la menzione di prigionieri di guerra Syāṃ, assieme ad altri Cinesi, Khmer e Vietnamiti, nell'epigrafia dei Chăm dell'XI secolo. In un'inscrizione del XII secolo in un tempio di Angkor Wat, vi è un riferimento a guerrieri Syam (pronuncia IPA: ) nell'esercito Khmer, identificati come Thai. Tra i diversi significati dati al termine syam, o siam, uno è la traduzione dal sanscrito di bruno scuro, forse riferito al colore della pelle. Altre versioni sostengono che Siam derivi dal termine Sien, come i Cinesi chiamarono il Regno di Sukhothai, o da Xian, come gli stessi Cinesi avrebbero chiamato l'area del basso Chao Phraya sottomessa da Ayutthaya, che i portoghesi trasformarono in Siam. Il termine Siam, riferito allo Stato dei Thai, sarebbe rimasto in uso presso gli stranieri per diversi secoli, anche se i Thai lo hanno sempre chiamato Mueang Thai (Paese dei Thai).

Il Regno di Sukhothai

La fondazione del Regno di Sukhothai avvenne nel 1238 e corrispose con il declino dell'Impero Khmer. Ne fu artefice Sri Indraditya, governatore della provincia occidentale khmer di Bang Yang, nella zona di Sukhothai, che capeggiò la protesta popolare e fu proclamato re dei Siamesi. Dall'incontro con le culture dei Khmer e dei Mon ebbe origine la cultura dei Thai che, influenzati inizialmente dall'induismo dei Khmer, abbracciarono la fede del buddhismo theravada dopo il declino dello stesso induismo nella regione.

Sukhothai fu il primo grande Stato dei Thai e fu chiamato Sien in Cina, dove secondo la Storia degli Yuan giunse un'ambasciata di Sukhothai nel 1282. I suoi sovrani regnarono secondo la filosofia buddhista del dharmaraja, instaurando un rapporto paternalistico e rendendosi sempre disponibili con i sudditi, sforzandosi di governare con giustizia secondo le leggi del dharma buddhista. Tale sistema si contrappose a quello dei sovrani khmer, che si facevano venerare come una divinità secondo il culto del devaraja, introdotto nell'802 alla fondazione dell'impero da Jayavarman II.

Il Regno di Ayutthaya

Nel 1350 fu fondata la città di Ayutthaya, il cui nome deriva dalla città indiana di Ayodhya, sacra per i buddhisti, si tramanda infatti che il Buddha vi abbia predicato per sette anni. Fu fondata dal re Ramathibodi I e divenne la capitale dell'omonimo regno, che ebbe ben presto il sopravvento sui regni vicini, espandendo i propri territori alle spese della stessa Sukhothai. Il Regno di Ayutthaya si espanse enormemente nel 1431 con la conquista di Angkor,. la capitale dell'Impero Khmer, e nel 1448 con l'annessione del Regno di Sukhothai.

Come in tutta la regione, sia a Sukhothai che ad Ayutthaya per governare fu adottato il sistema mandala, in cui alle mueang vassalle veniva lasciata autonomia di amministrare la propria cerchia di mueang più piccole, e a queste i villaggi dei territori circostanti. Lo Stato non era quindi centralizzato e forniva protezione in cambio di tributi e occasionale appoggio militare. Per garantirsi il rispetto degli accordi, il re costringeva il vassallo a concedergli una figlia in sposa e ne deportava altri parenti prossimi a titolo di ostaggio.

Nonostante le frequenti guerre che furono combattute contro i birmani ed i vietnamiti, i traffici commerciali furono fiorenti; l'arrivo degli europei nelle regioni del Sud-est asiatico permise ai Siamesi di sviluppare il commercio anche con Paesi lontani e di arricchire ulteriormente il regno. Il periodo di maggior prosperità per Ayutthaya fu il XVII secolo, grazie anche alla pace dopo anni di conflitti militari e ai contatti commerciali con fiorenti economie come quelle dii Safavidi in Persia, dei Moghul in India, degli Olandesi che avevano preso il controllo dello stretto di Malacca e con i Giapponesi, riunificati dopo un lungo periodo di guerre civili. Molti soldati vennero reimpiegati in altri settori della società e le energie furono concentrate sulla ricostruzione delle economie. Ayutthaya vide in quegli anni l'insediamento in città di nuove comunità di forestieri dediti agli affari, alle arti, alla politica e ad altri settori della vita sociale; molti di essi arrivarono a ricoprire incarichi di primaria importanza anche a livello governativo..

I Regni di Thonburi e di Rattanakosin

Dopo un periodo di caos a seguito della distruzione di Ayutthaya nel 1767 da parte dei birmani, re Taksin cacciò gli invasori e riunificò il paese che si era spaccato. Riuscì anche nelle imprese di assoggettare il Regno di Cambogia e quelli laotiani e di riconquistare quello Lanna, da lungo tempo in mano birmana. Fondò il Regno di Thonburi che durò solo 15 anni, fino alla morte del sovrano, rovesciato da un colpo di Stato da parte della vecchia aristocrazia di Ayutthaya.. Gli subentrò re Rama I, capostipite della dinastia Chakri che tuttora regna in Thailandia, il quale portò la capitale a Bangkok, fondò il Regno di Rattanakosin, detto anche del Siam, e riorganizzò lo Stato. Sia Taksin che Rama I che i loro successori intrapresero diverse guerre contro i birmani, neutralizzandone ripetute invasioni.

Con la conquista del Laos durante il regno di Taksin, i siamesi si annetterono l'odierna Thailandia del Nordest, il cui territorio comprende l'intero altopiano di Korat, a quei tempi prevalentemente spopolato. L'annessione del Regno di Vientiane e la distruzione della sua capitale avvenne nel 1828, dopo che fu soffocata la rivolta del re laotiano Anuvong. Centinaia di migliaia di laotiani furono deportati in Isan ed altre zone del Siam e si avviò un processo detto di thaificazione, il tentativo di assimilare alla cultura thai i popoli conquistati. Durante il regno di Taksin ebbe inizio anche la massiaccia immigrazione di cinesi, che sarebbe continuata nei decenni successivi fino a raggiungere le unità verso il 1850. Verso la metà del XIX secolo, le novità tecnologiche e la rivoluzione industriale in atto in Europa furono recepite da re Rama IV che iniziò l'ammodernamento del Paese e fu seguito su tale strada dal figlio Rama V.

In quegli anni il colonialismo britannico e quello francese presero di mira il Sud-est asiatico. A prezzo di grandi concessioni territoriali Rama V riuscì a mantenere l'indipendenza del Siam, al contrario di tutti gli altri paesi del Sudest asiatico che caddero uno dopo l'altro in mano agli europei. Con la guerra franco-siamese del 1893, il sovrano dovette concedere i territori laotiani all'Indocina francese, mantenendo comunque il possesso di quelli situati sulla sponda destra del Mekong, che erano stati ripopolati con i laotiani deportati. Questa zona fu ribattezzata Isan, dove tuttora la lingua madre è quella isan, che raccoglie diversi dialetti della lingua lao. Il processo di thaificazione è stato tale che buona parte degli abitanti di questa regione si definiscono oggi thai.

La Thailandia odierna Con i trattati che Rama III, Rama IV e Rama V firmarono con le potenze internazionali, il paese aprì definitivamente le porte ai commerci ed investimenti stranieri. Nei primi decenni del XX secolo, il sistema politico siamese, le forze armate, le scuole, e l'economia subirono drastici cambiamenti. Molti giovani studiarono all'estero, ed emerse una piccola élite istruita in occidente con idee tradizionali. Nel 1932 il colpo di Stato (senza spargimenti di sangue) noto come rivoluzione siamese del 1932 organizzato da ufficiali militari e civili portò alla fine della monarchia assoluta e inaugurò l'era costituzionale. Nel 1939, il paese fu chiamato per la prima volta Thailandia.Joe Cummings, Thailand, pp. 37-38

Sebbene da allora il potere sia detenuto dai militari, la monarchia è sempre molto amata dai thai ed il re è tuttora oggetto di venerazione dei sudditi. Il reato di "lesa maestà" continua ad essere un importante strumento di censura. L'instabilità del sistema ed il ferreo controllo esercitato dai militari con la repressione e la censura, hanno avuto come conseguenza diversi colpi di Stato e prolungati periodi di legge marziale.. Negli anni sessanta nacque la guerriglia comunista, negli anni ottanta e novanta vi furono imponenti dimostrazioni studentesche, tutte soffocate nel sangue dalle truppe dell'esercito. Le quindici costituzioni thailandesi che si sono succedute tra il 1932 ed il 2008, non hanno modificato profondamente i rapporti di potere tra le forze armate ed il popolo.