La città dell'Aquila possiede un numero considerevole di chiese, legate indissolubilmente alla sua storia, in particolare molte delle quali edificate intorno al 1254, durante la Fondazione della Città. Altre invece saranno costruite nei secoli successivi, mentre piccoli santuari esistevano già dall'VIII secolo.
Storia delle chiese dell'Aquila Antica cattedrale di San Massimo di Forcona La diocesi d'Amiterno (dal nome della città romana di Amiternum situata in località San Vittorino), iniziò nel V-VI secolo d.C. La sede originaria era la città di Aveia (Fossa), dove si trovava la diocesi di Aveia, che ospitava anche le reliquie di San Massimo Levita, ucciso nel III secolo d.C. in loco. A causa delle distruzioni durante la guerra greco-gotica, le reliquie e la diocesi furono spostate nel territorio di Amiternum-Forcona, dove viene citata per la prima volta nel 680 d.C. La diocesi rimarrà in loco sino al 1256-57, quando con decreto di Corrado IV di Svevia, verrà spostata nell'appena nata L'Aquila. La sede della cattedra vescovile era nell'antico Duomo di San Massimo presso Forcona, posto in località Civita di Bagno, e ancora visibile nei cospicui resti.
La pianta risale al progetto dell'XI secolo voluto dal vescovo San Raniero di Forcona, risente assai dell'influsso dei cenobi di Farfa e di Spoleto, e presenta degli elementi anteriori, frutto di riutilizzo della preesistente chiesa longobarda. Dai ruderi si può riconoscere la pianta rettangolare, con tre absidi semicircolari coronate da archetti romanici e divisa in tre navate da archeggiature a tutto sesto, impostate su colonne romane, materiale di spoglioAA.VV., ,L'Aquila. guida storico artistica alla città e al territorio, Carsa edizioni, Pescara 2007, p. 125 Sotto il piano rialzato del presbiterio rimangono cospicui resti della cripta, dove sono state trovate tombe d'epoca tardo romana.
Prolunga la facciata, rovinata col terremoto del 1703 in larga parte, sulla destra la massiccia torre campanaria, che fungeva anche la funzione di difesa, che presenta la base originale del X secolo, con riquadrature rettangolari. I muri sono costruiti con grandi pietre squadrate, provenienti da edifici romani, alcune pietre sono scolpite con decorazioni geometriche in stile bizantino, altre hanno motivi classici: due grandi lastre preromaniche provenienti dalla chiesa precedente all'edificio dell'XI secolo, raffigurano dei pavoni e una croce greca. Nei ruderi, nel 1866 Angelo Singorini rinvenne il pannello frontale del sarcofago del vescovo forconese Albino, risalente al VII secolo e custodito nel Duomo aquilano. Accanto a questo vecchio duomo, sorge lungo la strada Marsicana di Civita la parrocchia di San Raniero Vescovo, realizzata nei primi anni del Novecento in stile misto eclettico, tra liberty e neogotico.
Origini
Non si sa con certezza quante chiese avessero i villaggi che sorgevano attorno al colle dell'attuale L'Aquila, prima della fondazione nel 1254. In un documento del vescovo di Forcona nel 1195, si citava l'esistenza presso Acculi (il Borgo Rivera), l'esistenza della chiesa di Santa Maria d'Acquili o della Rivera, occupata nel XIII secolo dalle Clarisse, e riedificata ampiamente dopo i danni del 1703, noto come monastero di Santa Chiara in via XX Settembrecfr. A. Clementi, Storia dell'Aquila, Laterza 1997, cap. "Le origini dell'Aquila".L'esistenza di altre chiese è documentata dalle stesse lastre murate sulle facciate di alcuni edifici del centro storico, nonché nei portali che presentano chiari motivi preromanici, cui si aggiunsero i tipici tralci vegetali e figurine dell'epoca tardo romanica del XIII-XIV secolo, presenti nelle chiese di Sant'Antonio Abate a Porta Romana (contrada Pile), San Vito della Rivera presso le 99 cannelle, la chiesetta di Santa Maria del Ponte di Roio, all'imbocco di via Tancredi di Pentima, sulla facciata a sinistra della chiesa di San Marco di Pianola.
Si presume che i castellani della Torre, piccolo villaggio situato nel cuore dell'attuale Quarto di Santa Giusta, avessero una loro chiesa dedicata a San Giorgio, da cui il nome originario del quartiere, dove si trasferì nel 1256 la diocesi Forconese da Bagno, costituendo la sede vescovile della cattedrale, ricostruita poi in piazza Duomo dopo la distruzione di Manfredi di Svevia nel 1259A. Riccoboni, Il Duomo di Aquila in "Abruzzo e Molise" del Touring Club Italiano, 1965, PP.89-90 che successivamente dopo il sisma del 1349 fosse ricostruita come parrocchia di Santa Giusta di Bazzano entro le mura; mentre altri sostengono che la chiesa fosse quella dove sorge la parrocchia di San Flaviano, vista la base diversa in blocchi di pietra gigante della torre campanaria, successivamente tagliata dopo i danni del 1703.Nei dintorni del colle dell'Aquila dovevano sorgere, prima dell'edificazione del centro, altre chiese pressi i relativi castelli confocolieri.
Data la costruzione di chiese "duplicato" dentro le mura delle città, dai relativi parrocchiani dei castelli di rappresentanza quali Roio, Paganica, Bazzano, Bagno, Arischia, San Vittorino, Assergi, Coppito, Pile e via dicendo, dovevano sorge di sicuro prima del 1254 determinate parrocchie quali:
Chiesa di San Marciano (Roio Piano, cimitero), parrocchia relativa alla chiesa di San Marciano in piazza San Marciano all'Aquila Chiesa di Santa Maria di Bagno (Bagno Grande), l'omonima stava nei pressi di piazza della Repubblica, demolita dopo il 1703 Chiesa di Santa Maria Assunta (Paganica, piazza Umberto I), omonima chiesa di Santa Maria Paganica, L'Aquila Chiesa di San Giustino - omonima contrada presso Paganica, nel locale S. Martino, chiesa dei Santi Martino e Giustino all'Aquila, attuale piazza Chiarino (demolita) Chiesa di Santa Maria Assunta o San Franco (Assergi), omonima nella chiesa del Carmine, L'Aquila Chiesetta di Santa Maria del Guasto - località Vasto, omonima, detta anche chiesa di San Leonardo, accanto all'ex ospedale San Salvatore, la facciata nel 1934 è stata rimontata nella chiesa della Madonna degli Angeli a Porta Napoli Chiesa di San Michele (San Vittorino), omonima nel locale S. Biagio, attuale basilica di San Giuseppe Artigiano, ex San Biagio di Amiterno Abbazia di San Giovanni Battista (Lucoli Alta), omonima nella chiesa di San Giovanni di Lucoli, demolita dopo il 1703, il.portale è rimontato nella chiesa di San Francesco di Paola Chiesa di San Vito Martire (Colle San Vito di Tornimparte), omonima nella chiesa di San Vito alla Rivera Chiesa di San Quinziano (Pile, perduta), omonima nella chiesa di San Pietro di Sassa, o San Biagio Chiesa di Santa Giusta fuori le mura (Bazzano), omonima nella chiesa di Santa Giusta nel quarto omonimo aquilano Chiesa di Santa Giusta martire (Sassa) Chiesa di San Giorgio a Goriano Valli (Tione degli Abruzzi) e di Santa Giusta, i castellani fondano la chiesa di San Flaviano della Torre con i castellani di Barisciano; e forse nel 1256 la prima cattedrale di San Giorgio in piazza Duomo Chiesa di Santa Maria di Cascina (omonima località presso Fontepianura di Scoppito), omonima chiesa nei pressi di via Cardinale, demolita dopo il 1703. Chiesa di San Pietro di Preturo, omonima nella chiesa scomparsa di San Pietro di Sassa, presso via Addolorata Chiesa di San Pietro Apostolo (Coppito), omonima nella chiesa di San Pietro a Coppito Chiesa di Sant'Antonio abate (Pile), presso Porta Romana Chiesa di San Silvestro (Collebrincioni), omonima nella chiesa di San Silvestro Chiesa di San Marco (Preturo), omonima nella chiesa di San Marco all'Aquila Chiesa di San Benedetto abate (Arischia), omonima nella chiesa di San Benedetto di Arischia, in piazzetta Genca, demolita nel 1934 per realizzare via Duca degli Abruzzi Chiesa di Santa Maria del Rosario (Tempèra), omonima nella chiesa posta in via Castello, distrutta intorno al 1534 per realizzare il Forte spagnolo Chiesa di San Pietro (Onna), non è attestata una chiesa omonima all'Aquila Chiesa di Santa Maria Assunta (Pianola di Roio), non è attestata una chiesa omonima all'Aquila Convento degli Agostiniani e chiesa di Sant'Onofrio, contrada San Giacomo, i monaci si trasferirono nell'omonimo monastero nel Quarto Santa Giusta. Chiesa di Santa Maria di Picenze, frazione di Barisciano, omonima nella chiesa in via Costa Picenze, nel Quarto Santa Giusta Chiesa di San Lorenzo di Marruci (Pizzoli), chiesa omonima, detta "La Lauretana", nel viale san Giovanni Bosco, presso Porta San Lorenzo.
Dal 1254 al 1266
Col diploma di autorizzazione, di Corrado IV, della costruzione della città dentro le mura, partendo dal borgo di Acculi presso la Rivera (nel quarto di San Marciano), nel 1245, come descrive lo stesso poeta Buccio di Ranallo nella sua Cronica nel 1362 ca., iniziò l'edificazione delle varie chiese. Le chiese furono costruite dai parrocchiani dei relativi castelli confocolieri posti attorno al colle dell'Aquila, rispettando il programma di lottizzazione dei terreni quadrangolari, all'interno di due spazi precisi, che comunicavano (eccetto il Quarto di Santa Maria) con la Piazza del Mercato o del Duomo, in posizione baricentrica; i quarti "amiternini" rivolti ad ovest verso Amiternum, o e i "forconesi" ad est, verso la cittadina di Forcona.
Nel 1276 il nucleo cittadino perfettamente composto fu ripartito in quattro rioni principali, benché già questi avessero la loro chiesa capoquarto e stemma rappresentativo. Chiesa di Santa Giusta: capoquarto del Quarto Santa Giusta. Costruita dai castellani di Goriano Valli, fu successivamente intitolata alla santa martire del castello di Bazzano. Chiesa di Santa Maria Paganica: capoquarto del Quarto Santa Maria. Fu costruita dagli abitanti di Paganica. Chiesa di San Pietro a Coppito: capoquarto del Quarto San Pietro. Fu costruita dagli abitanti di Coppito, allora Popletum. Chiesa di San Marciano: capoquarto del Quarto San Giovanni d'Amiterno (o San Marciano), inizialmente intitolata a san Giovanni dagli abitanti di Lucoli.
Le chiese dovettero essere ricostruite dopo il terremoto del 1349, che lasciò illesa solo la parte bassa della chiesa collegiata di San Silvestro Papa, eretta dai castellani di Collebrincioni, nella parte Nord-Ovest del quarto di Santa Maria, nel locale omonimo. Mentre i portali mantennero lo stile romanico a forte strombatura, conservandosi molto bene alcuni, esistenti già prima della fondazione delle stesse, ossia della chiesa di Santa Maria Paganica (il laterale a destra), della chiesa di San Marco, e della chiesa di San Pietro a Coppito (i due leoni stilofori, forse materiale di spoglio da Amiternum), per l'impianto base di riedificazione, nel dopo sisma, si adottò uno schema specifico: pianta longitudinale rettangolare, con transetto sporgente, e abside semicircolare, solitamente con gli interni a navata unica (eccettuati quelli dei grandi cenobi quali Santa Maria di Collemaggio, il Duomo e Sant'Agostino). Alcuni sostengono che questo impianto base servì alle chiese per ricordare la posizione del Crocifisso, in modo che il fedele intraprendesse dal portale di accesso un percorso di avvicinamento a Dio, dalla fase terrena, sino alla fase spirituale, arrivato al presbiterio, dove avrebbe dovuto collocarsi simbolicamente il cuore di Cristo.