Lesame di maturità (dal 1999 al 2025 esame di Stato) è la prova conclusiva della scuola secondaria di secondo grado in Italia.

Il punteggio dell'esame si computa in centesimi; per l'ottenimento del diploma, è necessario ottenere almeno sessanta punti.

Detto titolo è valido per l'accesso sia all'università che alla formazione superiore. Chi ottiene il massimo con lode è iscritto nell'albo nazionale delle eccellenze.

Storia Numerose sono state nel corso degli anni le modifiche apportate agli esami, modifiche volte ad adeguarli alle istanze socio-culturali di ciascuna epoca e al mutare delle esigenze e degli obiettivi della scuola secondaria; modifiche che hanno riguardato sia la struttura delle prove scritte e orali, sia la composizione delle commissioni giudicanti, sia le formule per l'assegnazione dei voti finali.

Queste le riforme succedutesi in Italia a partire da quella del 1923Fonte: www.rivistadiagraria.org - Rivista N. 32 - 1º febbraio 2007: "Al via il nuovo esame di Stato":

1923 – Riforma Gentile: introduzione dell'esame di maturità, un esame di Stato svolto al termine degli studi liceali, unici a permettere l'accesso all'università. Quattro/sei prove scritte (a seconda del liceo) e orale su tutte le materie dell'intero corso, quindi tre anni per il liceo classico e quattro anni per il liceo scientifico (la riforma Gentile non prevedeva "programmi di studio", bensì "programmi d'esame", da modulare durante i vari anni dell'intero corso; gli insegnanti avevano il compito di preparare gli studenti al superamento degli esami e quindi potevano organizzare le lezioni, nei vari anni del corso, secondo propri metodi). La commissione esaminatrice era costituita esclusivamente da docenti esterni, in gran parte professori universitari, ed era presieduta formalmente dal ministro. Gli esami si tenevano fuori sede (40 sedi su tutto il territorio nazionale per la maturità classica, 20 sedi per la maturità scientifica). La votazione non prevedeva un punteggio unico, ma tanti voti quante erano le materie. Era prevista la sessione di esami di riparazione. Le prime tre prove scritte, comuni ad entrambi i licei, erano italiano, latino (traduzione in italiano dal latino) e ancora latino (traduzione in latino dall'italiano); le altre prove erano greco per il classico, lingua straniera, matematica e disegno (prova grafica) per lo scientifico. L'impatto di questo nuovo esame fu pesante: nell'anno scolastico 1924/25 i promossi furono il 59,5% alla maturità classica e 54,9% alla maturità scientifica (l'anno precedente, quello dell'esordio, la percentuale era stata ancora più bassa). L'esame fu alleggerito negli anni successivi dal ministro Pietro Fedele, sotto la pressione di molti gerarchi fascisti e dell'opinione pubblica in generale. 1940 – Riforma Bottai: a causa della seconda guerra mondiale, vennero apportate molte semplificazioni nelle procedure dell'esame di maturità di Gentile. Successivamente, il propagarsi del conflitto anche nel territorio italiano, che a partire dal 1943 rese estremamente problematico lo spostamento di studenti e insegnanti e la convocazione stessa delle commissioni esterne, portò a disporre la sostituzione dell'esame con uno scrutinio finale. 1952 – ministro Guido Gonella (Legge 25 luglio 1952, n. 1059): venne ripristinato l'esame di maturità di Gentile per il numero delle prove scritte e per l'orale che per la formazione della Commissione. Novità: introduzione dei membri interni (prima due, poi uno) e limitazione dei programmi ai due anni precedenti l'ultimo, per i quali venivano richiesti soltanto “cenni”. 1958 – ministro Adone Zoli (Legge 6 marzo 1958 , n. 184): negli esami di maturità scientifica la prova di versione in latino dall'italiano è soppressa (riduzione del numero di esami scritti da sei a cinque). 1969 – ministro Fiorentino Sullo (Legge 5 aprile 1969, n. 119)Compare l'uso della denominazione Esame di maturità. Infatti la commissione d'esame dichiara il candidato Maturo o Non Maturo: due prove scritte e due materie per il colloquio (di cui una a scelta del candidato); punteggio finale espresso in sessantesimi; soppressione degli esami di riparazione e liberalizzazione degli accessi agli studi universitari. Nelle classi sperimentali due prove scritte ma colloquio orale su tutte le materie del quinto anno. La commissione era completamente esterna tranne che per la presenza di un membro interno. Le nuove norme avrebbero dovuto avere una validità sperimentale di soli due anni, ma la legge 15 aprile 1971, n. 146 ne prorogò l'applicazione «sino all'entrata in vigore della legge di riforma della scuola secondaria» che arrivò solo quasi 30 anni dopo. 1994 – ministro Francesco D'Onofrio (art. 23 Legge 23 dicembre 1994, n. 724): non cambiò la formula dell'esame, vennero unicamente introdotti nuovi criteri per la nomina di presidenti e membri esterni della commissione che, al fine di limitare le spese di trasferta, dovevano essere preferibilmente selezionati fra quelli disponibili nello stesso comune della commissione o, in subordine, dalla stessa provincia o regione, e solo come ultima possibilità dalle altre regioni. I nuovi criteri di nomina furono applicati per la prima volta in occasione dei successivi esami del 1995. 1997 – Riforma Berlinguer: la prova cambiò molto, a cominciare dalla denominazione, da maturità a esame di Stato, basato sulla verifica e certificazione delle conoscenze, competenze e capacità. Tre le prove scritte, di cui la terza predisposta dalla commissioneesempio:esame di stato di liceo classico del 2003:prima prova scritta di italiano,seconda prova scritta di latino,questionario di greco, filosofia, matematica, geografia astronomica e storia dell'arte e colloquio su tutte le discipline dell'ultimo anno; introduzione del credito scolastico e del credito formativo. La Commissione era composta da 6 o 8 commissari, di cui metà interni e metà esterni, più il Presidente esterno all'Istituto. Votazione espressa per la prima volta in centesimi: 45 punti alle prove scritte (15 a testa), 35 al colloquio orale, 20 punti al credito scolastico. Viene valorizzata la presenza nell'esame della lingua straniera. Il nuovo esame di Stato conclusivo debuttò alla fine dell'anno scolastico 1998/1999. 2001 – Riforma Moratti, legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria per il 2002): le commissioni d'esame sono costituite da soli membri interni e da un Presidente esterno nominato per tutte le commissioni operanti in ciascun Istituto. 2007 – ministro Giuseppe Fioroni (Legge 11 gennaio 2007, n. 1): ritorno alle commissioni miste, reintroduzione dell'ammissione all'esame, credito scolastico da 20 a 25 punti, da 35 a 30 punti per il colloquio. 2010 – Riforma Gelmini, DPR 22 giugno 2009, n. 122: dall'anno scolastico 2009/2010, per essere ammessi all'esame di Stato bisogna riportare un voto almeno pari al sei in tutte le discipline, non basta più la semplice media sufficiente. Inoltre, per i privatisti, è previsto un esame di ammissione all'esame di Stato. 2012 – ministro Francesco Profumo: nell'anno scolastico 2011/2012 viene attuato il DPR 23 luglio 1998 n. 323 che prevede l'invio alle commissioni d'esame delle tracce delle prove scritte per via telematica, attraverso un sistema criptato a doppia chiave, solo pochi minuti prima dell'inizio della prova. In precedenza, fino al 2011, i testi delle prove scritte venivano stampati e chiusi in buste plastificate, sigillate a calore. Qualche giorno prima degli esami le buste venivano consegnate dal Ministero ai Provveditori agli Studi (dal 2000 divenuti Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali), per le commissioni di propria competenza. Dai Provveditori venivano quindi consegnate ai dirigenti scolastici (o loro delegati), i quali a loro volta li affidavano in custodia alle forze di pubblica sicurezza che, a loro volta, la mattina della prima prova scritta, le consegnavano ai presidenti delle diverse commissioni poco prima dell'inizio dell'esame. 2017 – ministra Valeria Fedeli: dall’anno scolastico 2018/2019 cambia la composizione dell’esame di Stato. L’esame è composto da due prove scritte e un colloquio orale che dà rilevanza all’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro (ASL). Criterio di ammissione per l’esame di Stato sono le prove invalsi di italiano, matematica e inglese. Viene richiesta la media del sei in tutte le materie. Le prove scritte hanno valutazione massima a 20 (prima era 15), il colloquio passa a 20 (prima era 30). I crediti scolastici hanno un massimo di 40 punti, anziché di 25. 2020 – ministra Lucia Azzolina: a causa della pandemia di COVID-19 viene introdotta la Didattica a distanza, la quale dura da marzo a giugno. L'esame di Stato viene sempre svolto in presenza ma con delle norme particolari per evitare eventuali contagi: vengono escluse le prove scritte e si svolge solo una prova orale in presenza con il presidente di commissione come unico esterno. Il colloquio consiste nella discussione di un elaborato sulle materie d'indirizzo, nell'analisi di un testo di letteratura italiana in prosa o poesia. In seguito viene proposto un documento dalla commissione a partire dal quale vengono effettuati dei collegamenti interdisciplinari. Nella parte finale la commissione propone delle domande di cittadinanza e Costituzione e infine lo studente effettua la presentazione dei percorsi di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento). 2021 – ministro Patrizio Bianchi: a causa del protrarsi della pandemia di COVID-19 si segue la stessa impostazione dell'anno precedente. Le uniche differenze sono: ammissione non garantita (bisogna avere sufficienze in tutte le materie); creazione di un elaborato, con la struttura già inaugurata il precedente anno. In seguito viene analizzato un brano di letteratura italiana, in poesia o in prosa, oggetto di studio nel quinto anno. In seguito, da un materiale predisposto dalla commissione esaminante, si struttura un discorso che tocca tutte le discipline. Infine si saggiano le conoscenze di cittadinanza, Costituzione e Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO, ex ASL). 2022 – ministro Patrizio Bianchi: l'esame di Stato prevede la prima prova scritta inviata dal Ministero dell'Istruzione, la seconda prova predisposta dalle commissioni (ancora interne, con presidente esterno) e un orale in cui da un materiale si strutturerà un discorso pluridisciplinare. Sarà esaminato il PCTO e le competenze di cittadinanza e costituzione. I crediti scolastici acquisiti negli ultimi tre anni pesano eccezionalmente per un massimo di 50 punti; la prima prova vale 15 punti, la seconda 10 e il colloquio orale 25. 2023 – ministro Giuseppe Valditara: l'esame di Stato torna alla forma del 2017 in seguito al termine della pandemia Covid-19. Ambo le prove sono predisposte dal MIM e le commissioni ritornano alla formazione mista: metà commissari interni e metà esterni, con Presidente esterno. La partecipazione alle prove invalsi è obbligatoria, mentre l'unica deroga rispetto alla normativa è rappresentata dall'esperienza di PCTO, che non è requisito d'ammissione. In questo anno l’esame di maturità viene effettuato con una prova solo orale (dal valore di 60 centesimi) in diversi comuni della Romagna a causa dell’alluvione che ha colpito la zona nel mese di maggio.