LAm-lira è stata la valuta che l'AMGOT mise in circolazione in Italia dopo lo sbarco in Sicilia avvenuto nella notte tra il 9 e 10 luglio del 1943.
Il valore era di 100 "am-lire" per un dollaro degli Stati Uniti. Totalmente intercambiabile con la normale lira italiana per decisione militare, contribuì alla pesante inflazione che colpì l'Italia verso la fine della Seconda guerra mondiale.
Storia
Lo studio di cartamoneta specifica per l'Italia iniziò nel luglio 1942 e la stampa dei biglietti prese avvio negli Stati Uniti il 10 giugno 1943. La prima emissione (serie 1943) fu stampata dalle tipografie del Bureau of Engraving and Printing (BEP, autore anche dei disegni modello) e della Forbes Lithograph Corporation (FLC). Il valore era espresso solo con cifre numeriche e in italiano, e la stampa fu frettolosa e grossolana. Il 13 luglio 1943 sulle banconote furono stampate le scritte LIRA o LIRE e ISSUED IN ITALY, in precedenza omesse per non far trapelare a quale paese le banconote erano destinate.
Con la prima serie furono emessi i tagli da 1 a 1000 lire; i biglietti da 1, 2, 5 e 10 lire avevano forma quasi quadrata, i tagli superiori da 50, 100, 500 e 1000 lire forma rettangolare, dello stesso formato dei dollari.
La seconda emissione (serie 1943A), composta da sei tagli da 5 a 1000 lire, fu stampata solo dalla FLC e venne aggiunta l'indicazione in lettere (in italiano ed in inglese) del valore; giunse in Italia nei primi mesi del 1944. A causa dell'inflazione galoppante non furono ristampati i biglietti da 1 e 2 lire, il cui basso valore non interessava alle autorità alleate.
Per la stampa fu scelto il metodo litografico con «inchiostri spettrali ad alta specificità» e come materiali la carta da stracci. Tutto ciò avrebbe dovuto renderne molto difficile la contraffazione. Ciononostante, quello della falsificazione delle Am-lire fu un fenomeno molto vasto: si andò dalle contraffazioni più rozze ad altre difficilmente distinguibili anche dai più esperti.
Tutti i biglietti riportavano sul retro, in inglese, le quattro libertà enunciate dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt nel discorso sullo stato dell'Unione del 6 gennaio 1941: freedom of speech (libertà di parola), freedom of religion (libertà religiosa), freedom from want (libertà dal bisogno), freedom from fear (libertà dalla paura).
Dopo l'armistizio di Cassibile, il riconoscimento della valuta di occupazione da parte del governo italiano fu disposto con il bando del re Vittorio Emanuele III n. 61 A.C. del 24 settembre 1943, recante «Norme relative alla circolazione ed al cambio della valuta di guerra degli Alleati». I cittadini e le banche italiane furono obbligati ad accettare dai soldati alleati anche le banconote in dollari con «timbro giallo», al cambio di 100 lire per dollaro, e i biglietti in sterline della British Military Authority, al cambio di 400 lire per sterlina.
In totale furono stampati 917,7 milioni (pezzi) di Am-lire, pari a 167 miliardi di lire, per un peso di 758 tonnellate, che furono spedite in Italia in 23.698 casse. Il primo invio, 7 tonnellate di carta moneta, ebbe luogo il 19 luglio 1943 su due aerei da carico; l'ultimo invio fu effettuato il 17 aprile 1945.
A seguito di accordi fra il governo italiano e quello statunitense, dal 12 dicembre 1946 le AM-lire, inizialmente considerate banconote di occupazione, furono equiparate alle emissioni della Banca d'Italia, ma continuarono ad essere usate insieme alle banconote normali e alle nuove monete di alluminio sino al 1950 e, nella Zona A del Territorio Libero di Trieste, fino al 1954.
Nel territorio italiano, il corso legale delle am-lire si esaurì il 30 giugno 1950, permettendone tuttavia la conversione in lire italiane fino al 30 giugno dell'anno seguente.DECRETO MINISTERIALE 18 febbraio 1950, in materia di "Cessazione del corso legale delle Am-lire e di biglietti della Banca d'Italia da L. 50 e da L. 100 di vario tipo". Pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 23 febbraio 1950, n. 45, p. 582. Il ritiro dalla circolazione dei biglietti fu disposto con decreto ministeriale del 16 aprile 1951 e il termine per la loro sostituzione fu successivamente prorogato con la legge 11 dicembre 1952, n. 3056.
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Dollari "timbro giallo" I tagli in dollari posti in corso forzoso in Italia furono tre — da 1, 5 e 10 dollari —, gli stessi imposti in Marocco, Algeria e Tunisia. Il bollino giallo era irrilevante per i cittadini americani, ma serviva per rendere le banconote prive di valore qualora i tedeschi, o i paesi controllati dai nazisti, avessero tentato di inflazionarli con ottime falsificazioni.
In Italia si rese necessario il loro utilizzo nelle prime settimane che seguirono lo sbarco in Sicilia, non essendo pronte le am-lire. La circolazione dei dollari fu autorizzata con bando del Re Vittorio Emanuele III, che fissò il tasso di conversione con la lira a 100 lire per ogni dollaro; i dollari "timbro giallo" furono dichiarati fuoricorso dal 31 luglio 1945.
Note
Bibliografia Rubrica Lo sapevate che..., Cronaca Numismatica, nº 198, luglio/agosto 2007, Editoriale Olimpia, pag. 31 La cartamoneta italiana. Corpus notarum pecuniariarum italiae, Volume primo, XII edizione, 2023-24, Guido Crapanzano, Ermelindo Giulianini, Gerardo Vendemia, 2022. ISBN 979-12-210-0675-9.
Voci correlate Governo militare alleato dei territori occupati Bureau of Engraving and Printing
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