La chiesa di San Quirico a Legnaia è un luogo di culto cattolico di Firenze, situato all'interno del rione San Quirico.
L'esistenza di un oratorio o una compagnia intitolata a san Quirico è testimoniata a partire dal 1038; viene tuttavia ipotizzato che la costruzione di un edificio vero e proprio in cui fosse celebrata quotidianamente la messa risalga alla metà del Duecento, con l'arrivo del primo parroco, Boninsegna. Tra il 1442 e il 1455 fu presente in qualità di rettore il frate e pittore Filippo Lippi, che tuttavia non lasciò alcuna opera di sua mano.
A partire dal 1893 iniziarono le procedure per la demolizione dell'edificio: esso infatti rendeva difficoltoso il passaggio dei mezzi nella vicina via Pisana, oltre ad avere dimensioni insufficienti per la popolazione del borgo. La chiesa antica fu demolita tra il gennaio 1900 e l'ottobre 1901; nel medesimo periodo fu ricostruita poco distante una nuova chiesa, su progetto dell'architetto Ezio Cerpi. A causa di alcune irregolarità e manchevolezze compiute dal costruttore nel corso dei lavori furono tuttavia necessarie numerose opere di messa in sicurezza, terminate solo nel 1927.
Lo stile della costruzione è neorinascimentale, mentre la sua pianta è a croce latina. La chiesa possiede come reliquia la mano di san Quirico; essa è conservata in una piccola pisside e mostrata in occasione della ricorrenza di quest'ultimo, il 16 giugno, oltre che per la festa di Tutti i Santi.
Origine del nome San Quirico a Legnaia
Il termine Legnaia deriva dal latino Lignaria, ossia luogo in cui viene custodito e lavorato il legname; ai tempi dei Romani la zona era infatti ricca di alberi e le attività che prevalentemente vi si svolgevano erano quelle dei boscaioli e dei falegnami.. Emanuele Repetti, all'interno del suo Dizionario geografico, cita due ulteriori ipotesi: la prima farebbe risalire il nome a delle imponenti torri di legno con scopo difensivo che circondavano il borgo in cui la chiesa sorse., mentre la seconda alla presenza di piantagioni di lino, che avrebbero fatto chiamare la zona Linaria..
Riguardo al santo titolare, la curia arcivescovile possiede una denominazione ambivalente: sebbene riferita generalmente al solo Quirico, essa si trova in alcuni documenti anche come "dei Santi Quirico e Giulitta", che sono spessissimo venerati in coppia..
Storia Dalle origini al Trecento Le prime testimonianze
Le prime testimonianze riguardanti la chiesa di San Quirico a Legnaia risalgono al 1038; essa viene infatti menzionata in un trattato di donazione dell'imperatore Corrado II nei confronti della Badia Fiorentina, nella frase «Et quicquid Rustichellus filius Bonini Cantoris tenuit et habuit in loco Lignaria in Sancto Quirico»Tradotto in italiano: "Ogni cosa che Rustichello, figlio del cantore Bonino, ebbe o possedette nel luogo di San Quirico a Legnaia"... Tale documento si è conservato grazie all'intervento di Ippolito Camici, priore fiorentino che lo inserì nel tredicesimo volume della Storia de' duchi e marchesi di Toscana. L'edificio viene nominato anche in un contratto di cessione del 9 febbraio 1131, stipulato dal notaio Ser Pietro, mediante l'espressione «In loco Lignaria prope Ecclesiam Santi Chyrici»Tradotto in italiano: "Nella zona di Legnaia, presso la chiesa di San Quirico.". Un ulteriore scritto ufficiale datato 29 novembre 1287 esplicita chiaramente l'esistenza non solo di un luogo dedicato a San Quirico, ma di una vera e propria parrocchia.
Nei secoli successivi il borgo di Legnaia si sviluppò sia intorno alla chiesa di San Quirico, sia a un edificio di culto ad essa vicino, la chiesa di San Michele a Legnaia, tanto da dare vita – all'interno dei documenti dell'epoca – al «popolo di San Quirico» e al «popolo di San Michele».. Quest'ultima, precedentemente intitolata al santo Salvatore, e in seguito a sant'Angelo ("angelo Michele"), aveva origine longobarda ed esercitava il culto ariano; al contrario, san Quirico praticava il culto romano, nella forma stabilita dal concilio di Nicea.. Secondo i Memorabilia Ecclesiae Florentinae, pubblicati intorno al 1758 dallo storico e abate Giovanni Lami, i primi due parroci furono, rispettivamente nel 1255 e nel 1286, Boninsegna e Spinello.
Il patronato dei Bostichi
Secondo l'ipotesi di don Ugo Bandinelli, parroco della chiesa dal 1901 al 1947 e autore di una monografia dal titolo Origine della chiesa di San Quirico a Legnaia, nel 1038 esisteva soltanto un oratorio o una compagnia nella quale i fedeli si radunavano per la recita delle preghiere, e in cui ogni domenica un sacerdote si recava per celebrare la messa; l'edificio sarebbe stato quindi costruito intorno alla metà del Duecento, con l'arrivo del primo sacerdote.. Bandinelli afferma inoltre di aver reperito, da una non meglio precisata e anonima Cronaca del Quattrocento, le seguenti informazioni relative all'origine del luogo di culto: «Al nome di Dio e della Sua Sancta Madre Virgine Maria e di Sancto Giovanni Battista e di Messer Sancto Chiricho: Questa Chiesa fu fatta et ebbe principio da Bosticchi. E dettonle podere et Orto acciocché potesse essere uficiata da prete. Et principiorola collo aiuto della Compagnia et popolo di Sancto Chirico. Dipoi feciano, e feroci i Chalici e pianete e altri adornamenti. Et che la Compagnia et popolo dovesse essere alla cura della Chiesa. Et quando manchiassi loro vita mascholina richade al popolo»Tradotto in italiano: "In nome di Dio e della Sua Santa Madre, la Vergine Maria, di San Giovanni Battista e di San Quirico: Questa chiesa fu edificata ed ebbe origine dai Bostichi; loro le diedero un podere e un orto, affinché un sacerdote potesse celebrarci stabilmente la messa. Ebbe origine anche con l'aiuto della Compagnia e del popolo di San Quirico. Poi [i Bostichi] fecero creare e portare dei calici, delle pianete, e altri arredi sacri. Stabilirono inoltre che la Compagnia e il popolo dovessero pensare alla cura della chiesa, e nel caso il ramo maschile della loro famiglia si fosse estinto, [il patronato] sarebbe ricaduto al popolo.".
Dalla sua costruzione la chiesa ebbe il patronato dei Bostichi, i quali provvidero a un podere e a un orto per il sostentamento dei sacerdoti e al reperimento dei principali arredi sacri; stabilirono inoltre che, all'estinzione della loro stirpe, il diritto alla nomina del parroco sarebbe dovuto passare al popolo. Il senatore Carlo Strozzi, all'interno del volume Cose ecclesiastiche, conferma che la famiglia era patrona di San Quirico anche nel 1348; tuttavia, pochi decenni dopo (intorno alla fine del XIV secolo) questa cedette o vendette il suo patronato ai Pucci..
Dal Quattro all'Ottocento
La rettoria di Filippo Lippi e la dedica a Santa Chiara Mediante una bolla datata 23 febbraio 1442, papa Eugenio IV nominò il frate pittore Filippo Lippi rettore e abate commendatario a vita del luogo; da una nota successiva, risalente al 1447, risulta che anche il fratello Giovanni era stato destinato alla medesima chiesa. Il beneficio non risolse tuttavia i continui problemi economici del frate, tanto da indurlo nel 1450 a falsificare la ricevuta di versamento destinata a un suo allievo, Giovanni di Francesco del Cervelliera.. In seguito alla confessione del Lippi e alla conseguente condanna, il 19 maggio 1455 la rettoria gli venne formalmente revocata.; in aggiunta a ciò, risultò contestato al pittore il fatto di non aver adempiuto in modo adeguato ai propri doveri. Durante la sua permanenza a San Quirico, Lippi non lasciò alcuna traccia delle sue opere..
Secondo lo storico e presbitero Domenico Moreni, l'edificio intorno alla prima metà del Quattrocento cambiò nome in chiesa di Santa Chiara a Legnaia; ciò sembrerebbe suffragato dal fatto che gli storici del periodo non nominano affatto la chiesa di San Quirico, e da un documento della Repubblica Fiorentina del 18 dicembre 1444, che cita tutte le parrocchie della zona, eccetto San Quirico e con l'aggiunta di Santa Chiara a Legnaia. Tuttavia, poiché non sono giunte ulteriori notizie relative alla denominazione Santa Chiara, è stato altresì ipotizzato che la variazione del nome sia stata un errore del trascrittore del documento..
La Compagnia di San Quirico e le congregazioni minori
Nel 1481 nacque e si stabilì nei pressi della chiesa la Compagnia di San Quirico, la quale risulta dai catasti dell'epoca la più facoltosa della zona.; le numerose regole e i precetti della Compagnia sono testimoniate da un volume in pergamena, intitolato Capitoli della Compagnia di San Quirico Martire e conservato nell'archivio parrocchiale. All'interno del libro viene inoltre scritto che essa ebbe inizio «nel tempo di Sisto Papa IIII nell'Anno del suo Pontificato X° regnante, [...] posta e situata allato alla chiesa di San Quirico a Legnaja»Tradotto in italiano: "Al tempo di papa Sisto IV, durante il suo decimo anno di pontificato, […] posta e situata accanto alla chiesa di San Quirico a Legnaia".. La Compagnia di San Quirico era tuttavia l'evoluzione di una precedente compagnia, attiva a partire dal Duecento e conosciuta con differenti nomi: inizialmente come Compagnia del Cassone, poi Congregazione della Disciplina, del Santissimo Sacramento e infine di Maria Santissima Addolorata..
Nel 1785, per volontà del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, la Compagnia di San Quirico venne formalmente soppressa.; rimase comunque attiva fino ai primi del Novecento, mentre già nel 1928 – come risulta dalla testimonianza del Bandinelli – interveniva di rado, solo in occasione dell'accompagnamento dei defunti al cimitero e dei festeggiamenti per la Madonna Addolorata. Parallelamente, a partire dalla metà del XIX secolo e sempre fino agli inizi del Novecento fu attiva la Congregazione di Maria Santissima del Soccorso; di essa faceva parte come capofila il parroco di San Quirico a Legnaia, insieme ai sacerdoti delle chiese vicine, con lo scopo di festeggiare l'omonima immagine della Madonna. Nel 1901, per tentare di ravvivare la congregazione, ne fu da don Luigi Nucci modificato il nome in Congregazione delle Madri Cristiane, dedicandola a Maria Soccorritrice delle spose e delle madri.
Il patronato dei Pucci e dei Frescobaldi Dopo il termine del patronato dei Bostichi, il privilegio passò alla famiglia Pucci; sebbene questi ultimi abbiano quasi certamente assunto tale incarico al termine del XIV secolo, le prime notizie certe sulla loro attività in relazione alla chiesa di San Quirico risalgono al 1438.. Il patronato dei Pucci durò circa un secolo, fino al 1526; in tale data il cardinale Lorenzo Pucci stipulò un contratto di permuta con la famiglia Frescobaldi per ottenere il controllo della chiesa di San Matteo a Granaiolo. Il motivo dello scambio tra le due parrocchie è da riscontrarsi nel fatto che la famiglia Pucci aveva numerosi possedimenti nell'area di Granaiolo, mentre viceversa i Frescobaldi ne possedevano altrettanti nell'area di San Quirico; poiché spesso i parroci avevano molta influenza sulle popolazioni riunite, entrambe le famiglie desideravano poterne nominare alcuni di loro fiducia.