Il raid di Deerfield (o massacro di DeerfieldHaefeli and Sweeney, pp. 273–274) fu un avvenimento bellico avvenuto nell'ambito della guerra della regina Anna il 29 febbraio 1704 quando delle forze franco-indigene al comando di Jean-Baptiste Hertel de Rouville attaccarono gli insediamenti della frontiera inglese a Deerfield, bruciando parte del villaggio, uccidendo 47 persone e facendo 112 prigionieri che vennero riportati in Canada, di cui 60 vennero poi rilasciati.

Come tipicamente avveniva in questi scontri di frontiera su piccola scala, le forze franco-indiane erano costituite da soldati francesi e da una coalizione di diverse popolazioni indiane locali che assommava a circa 240 guerrieri, dei quali buona parte Abenaki (originari dell'odierno Maine), ma comprendente anche piccoli gruppi di Uroni (Wyandot) originari di Lorette, di Irochesi (Mohawk) provenienti da Kahnawake e un certo numero di Pocumtuc che avevano vissuto tempo addietro nell'area di Deerfield. La diversità del personale impiegato, le motivazioni dei singoli e gli obbiettivi materiali coinvolti nel raid fecero sì che la pianificazione dell'attacco non fosse passata inosservata nemmeno agli inglesi, o perlomeno essa non era così inaspettata come i francesi pensavano. I difensori di alcune case fortificate nel villaggio riuscirono a respingere i razziatori sino all'arrivo di rinforzi. Ad ogni modo il raid fu una chiara vittoria della coalizione francese il cui obbiettivo era quello di fare prigionieri e minare la società dei coloni inglesi nell'area. Vennero presi più di 100 prigionieri ed il 40% delle case vennero distrutte.

Anche se predetto, il raid fu comunque uno shock per i coloni inglesi, peggiorato ancor più dalle relazioni tra francesi e nativi americani, portando sempre più ad una guerra di frontiera. Il raid è divenuto una parte della storia della guerra di frontiera americana, principalmente per i racconti dei prigionieri sopravvissuti, tra cui il più rilevante è stato sicuramente il reverendo John Williams. Con la sua famiglia venne costretto a compiere un lungo viaggio a piedi verso il Canada a seguito degli altri prigionieri. Sua figlia minore Eunice venne adottata da una famiglia mohawk, si assimilò ai loro costumi e sposò un uomo mohawk. Il racconto di Williams, The Redeemed Captive, venne pubblicato nel 1707 e fu molto popolare nelle colonie.

Antefatto Al tempo dell'arrivo dei coloni europei nella valle del fiume Connecticut (attuale stato del Massachusetts), l'area di Deerfield era abitata dai Pocumtuc di lingua algonchina.Melvoin, pp. 26–29. Negli anni '60 del Seicento, i Pocumtuc si erano definiti come nazione dopo un conflitto con l'aggressiva popolazione dei Mohawk.Melvoin, pp. 39–47. Nel 1665 gli abitanti dei villaggi dell'est del Massachusetts presso Dedham ottennero di poter acquistare qui la terra con una legalità però incerta presso i Pocumtuc. Un villaggio, dapprima chiamato Pocumtuck, poi Deerfield, venne fondato negli anni '70 del Seicento.Melvoin, pp. 52–58. Collocato in posizione relativamente isolata tra gli insediamenti inglesi, Deerfield venne coinvolto inevitabilmente negli scontri di frontiera tra i gruppi di altri coloni europei e nativi americani.

L'avamposto coloniale era un tipico sistema di sussistenza nel New England basato sull'agricoltura e la maggior parte degli abitanti di Deerfield erano giovani famiglie che si erano mosse da ovest in cerca di terre da coltivare. Le donne non erano la maggioranza, ma il loro lavoro era essenziale per il supporto alla comunità.

Precedenti raid a Deerfield Nel 1675 il villaggio aveva raggiunto i 200 abitanti. In quell'anno, il conflitto tra coloni e indiani del New England meridionale scoppiò in quella che divenne nota come Guerra di re Filippo.Haefeli and Sweeney, p. 20. La guerra coinvolse tutte le colonie del New England, ed il risultato fu la distruzione o la notevole riduzione e pacificazione di gran parte delle nazioni indiane che erano disposte ad attaccare gli europei.

Deerfield venne evacuato nel settembre del 1675 dopo una serie di attacchi coordinati culminati nella Battaglia di Bloody Brook che portò alla morte della metà degli adulti maschi del villaggio. Il villaggio abbandonato venne poco dopo rioccupato dagli indiani.Melvoin, pp. 108, 114.Haefeli and Sweeney, p. 21. I coloni si raggrupparono e nel 1676 una forza di coloni locali distrusse l'accampamento indiano sul sito allora ribattezzato Peskeompscut. Il luogo si chiama oggi Turner's Falls in onore di William Turner, il capo inglese che morì in battaglia.Melvoin, p. 115.

Proseguendo nei raid i Mohawk costrinsero molti dei rimanenti indiani a ritirarsi nel Canada controllato dai francesi o verso ovest.Melvoin, p. 121. Questi, portandosi in queste aree, si unirono ad altre tribù con le quali strinsero degli accordi e con le autorità della Provincia di New York. Durante la Guerra di re Guglielmo (1688–1697), Deerfield non fu soggetta a grandi attacchi, ma la comunità perse 12 residenti in una serie di imboscate o in altri incidenti. Nell'area passarono anche gruppi di indiani pacifici.Haefeli and Sweeney, pp. 29–30.

Attacchi alle comunità di frontiera nell'attuale Maine meridionale nel corso della Campagna della costa nordorientale (1703) nuovamente posero Deerfield in allerta. In risposta alle loro perdite nella campagna, i francesi ed i nativi attaccarono Deerfield.New York Colonial Documents. Vol. IX, p. 762.

La palizzata del villaggio, costruita al tempo della Guerra di re Guglielmo, venne ricostruita ed espansa.Melvoin, p. 213. Nell'agosto di quell'anno, il comandante della milizia locale richiamò i suoi membri dopo aver ricevuto la notizia che "un gruppo di francesi e indiani provenienti dal Canada" stavano "aspettando di attaccare in qualsiasi momento il villaggio sul fiume Connecticut."Melvoin, p. 212. Ad ogni modo nulla accadde sino ad ottobre quando due uomini vennero presi fuori dalla palizzata. La milizia venne inviata a salvaguardare il villaggio per risposta, ma questi ritornarono alle loro case con l'avvento dell'inverno che non era tempo dedicato alla guerra.

Raid minori contro altre comunità dell'area convinsero il governatore Joseph Dudley ad inviare 20 uomini di guarnigione a Deerfield nel febbraio di quell'anno. Questi uomini, poco preparati, giunsero il 24 febbraio e si andarono a porre sulle palizzate.Haefeli and Sweeney, p. 98.Melvoin, pp. 215–216. Oltre a questi uomini, la popolazione del villaggio riuscì a radunare 70 uomini per combattere, forze sottoposte al comando del capitano Jonathan Wells.

L'organizzazione del raid La valle del fiume Connecticut era stata identificata come possibile obbiettivo di un raid dalle autorità della Nuova Francia già dal 1702.Haefeli and Sweeney, p. 38. Le forze per il raid avevano iniziato ad ammassarsi presso Montréal già nel maggio del 1703, come riportato da alcune spie inglesi. Ad ogni modo, intervennero due incidenti a ritardare l'esecuzione del raid: il primo fu la notizia di una nave da guerra inglese che stava risalendo il fiume San Lorenzo, il che fece trasferire molte forze indiane a Québec per difendere la città, mentre il secondo fu il distaccamento di molte truppe, tra cui Jean-Baptiste Hertel de Rouville, leader del raid, per delle operazioni nel Maine (incluso il raid contro Wells che innalzò l'allarme a Deerfield). Hertel de Rouville non ritornò a Montréal sino all'autunno successivo.Haefeli and Sweeney, p. 99.

Le forze assemblate a Chambly, poco a sud di Montréal, erano circa 250, ed erano composte da personale differente.Haefeli and Sweeney, p. 100. Vi erano 48 francesi, alcuni della milizia canadese ed altre reclute delle troupes de la marine, tra cui i fratelli di Hertel de Rouville.Calloway, p. 31. La leadership francese includeva un numero di uomini con più di 20 anni di esperienza in guerra. Il contingente indiano includeva 200 tra Abenaki, Irochesi, Uroni e Pocumtuc, molti dei quali erano intenzionati a vendicarsi di privazioni subite in passato. A questi si aggiunsero altri 30 Pennacook guidati dal capo Wattanummon che si portarono verso Deerfield tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio del 1704, reclutando truppe per un totale di 300 uomini.Haefeli and Sweeney, p. 111.Calloway, p. 47.

La partenza della spedizione non venne comunque mantenuta segreta. Nel gennaio del 1704, un agente indiano a New York, Pieter Schuyler, venne avvisato dagli irochesi di una possibile azione in questo senso, notizia che egli inoltrò al governatore Dudley ed al governatore del Connecticut, Winthrop; a metà febbraio giunsero altre soffiate, anche se non vi era il nome di alcun obbiettivo specifico.Haefeli andn Sweeney, pp. 110–111.

Il raid I razziatori lasciarono gran parte dei loro rifornimenti e del loro equipaggiamento a circa 40 km a nord del villaggio prima di trasferirsi in un accampamento a soli 2 km da Deerfield il 28 febbraio 1704. Da questo punto favorevole potevano osservare gli abitanti del villaggio ed i loro preparativi dato che, avvisati, questi si stavano preparando alla difesa al meglio che avessero potuto.Melvoin, p. 216.

I razziatori ebbero modo di vedere che dei cumuli di neve si erano formati dalla base alla cima della palizzata; questo fatto avrebbe di molto semplificato la loro entrata nelle fortificazioni il giorno successivo. I franco-indiani si avvicinarono cautamente al villaggio, fermandosi periodicamente così da confondere le sentinelle tra i loro rumori e i suoni naturali dell'area. Un gruppo di uomini scalò le palizzate tramite le lingue di neve e quindi aprì il cancello nord per far entrare gli altri. L'allarme scattò anche nel villaggio, ma questo non venne udito subito da tutti.Melvoin, p. 217. Come raccontò in seguito il reverendo John Williams "con orridi spari e urla" i razziatori lanciarono il loro attacco "come un fiume su di noi."

L'attacco dei razziatori probabilmente non andò esattamente come avevano programmato. Nell'attacco a Schenectady ed a Durham negli anni '90 del Seicento (entrambi col padre di Hertel de Rouville), i razziatori avevano simultaneamente attaccato tutte le case; a Deerfield questo non avvenne. Gli storici Haefeli e Sweeney hanno teorizzato che il fallimento di un attacco coordinato fu a causa dell'eccessiva diversificazione delle forze attaccanti.Haefeli e Sweeney, p. 113.

I razziatori iniziarono ad attaccare qualche casa qua e là. La casa del reverendo Williams fu tra le prime ad essere razziata; la vita di Williams venne risparmiata ma egli fu preso come prigioniero. Due dei suoi figli e un servo vennero uccisi; il resto della sua famiglia e gli altri servitori vennero tratti prigionieri con lui.Melvoin, p. 218. Scenari simili si ebbero anche in altre case. I residenti della casa Benoni Stebbins, che furono tra i primi ad essere attaccati, riuscirono a resistere agli attacchi sino all'alba. Una seconda casa, posta nell'angolo nord-ovest della palizzata, riuscì con successo a difendersi. I razziatori si muovevano nel villaggio portando invece i prigionieri nell'area a nord del villaggio, visitando le case alla ricerca di oggetti di valore e incendiando quelle in cui non veniva trovato nulla.Haefeli and Sweeney, pp. 115–119.