LImpero mongolo (in mongolo Ikh Mongol Uls, in caratteri cirillici Их Монгол Улс) (1206-1368) è stato il secondo impero più vasto della storia, coprendo all'apice della sua estensione 24,0 milioni di km², circa un sesto delle terre emerse del pianeta e il 44% dell'Eurasia, con una popolazione stimata intorno ai 100 milioni di persone, il 25,6% del totale mondiale. Fu inoltre il più vasto impero con totale continuità territoriale e il più vasto impero di terra, superando in questo persino l'Impero britannico del 1921. Anche la sua costituzione fu eccezionale: la superficie di questo stato passò da 4,0 a 24,0 milioni di km² in soli 73 anni, crollando però in breve tempo. Fu formalmente riunito un'ultima volta nel 1309 con una superficie di 23,5 milioni di km².
L'Impero mongolo fu fondato da Gengis Khan nel 1206 dopo aver unificato le tribù turco-mongole del khanato khamag e aver compiuto numerose conquiste nell'Eurasia continentale. Fu la massima potenza medievale in assoluto ed uno degli stati più vasti di tutti i tempi, che alla sua massima espansione (1279) controllava un'area che andava dalla Corea a parte della Polonia, e disponeva del più grande esercito del suo tempo. Nel periodo della sua esistenza, la Pax mongolica facilitò gli scambi culturali e i commerci tra Occidente, Medio Oriente ed Estremo Oriente tra il XIII ed il XIV secolo. L'Impero ebbe un profondissimo impatto sulla demografia e la geopolitica dell'Eurasia, e diede il via alla storia moderna di stati come Russia, Turchia, Cina, Iran e anche India.
In considerazione della grande importanza che, all'interno dell'Impero mongolo, ricoprirono le popolazioni tatare, sicuramente inferiori numericamente ma molto più evolute militarmente, oggi si parla spesso di confederazione tataro-mongola, o semplicemente di Tataro-mongoli, soprattutto in riferimento all'invasione della Rus' di Kiev e dell'Europa (durante la quale il nome stesso dei Tatari venne storpiato in Tartari, in assonanza con un nome greco dell'inferno, il Tartaro appunto).André de Longjumeau descriveva i "Tartari" come esseri diabolici e infernali.
L'Impero mongolo era dominato dal Gran Khan; tuttavia verso la fine del XIII secolo il potere era di fatto detenuto dai nobili locali. Dopo la morte di Gengis Khan, l'impero si divise in quattro parti (Khanato di Cina, Khanato di Persia o Ilkhanato, Khanato Chagatai e Khanato dell'Orda d'Oro), ognuna delle quali aveva il proprio khan.
Recenti ricerche hanno messo in evidenza come l'estensione dell'impero mongolo abbia ricadute visibili ancora oggi nel patrimonio genetico della popolazione eurasiatica. Si è calcolato che circa l'8% delle persone che vivono nei territori un tempo sottomessi ai Mongoli abbiano cromosomi Y identici: l'ipotesi più accreditata è che questo sia proprio uno dei risultati delle invasioni mongole.
Denominazione
L'Impero mongolo è indicato anche come "Impero mondiale mongolo" (Mongol World Empire) in alcune fonti in lingua inglese. in .
L'impero definiva se stesso come Nazione dei Grandi Mongoli o Grande Stato Mongolo (, yeke mongɣol ulus) in mongolo, oppure Tutta la Grande Nazione (, ) in turco.
In seguito alla guerra civile toluide (1260–1264) tra Kublai Khan e suo fratello Ariq Böke, il potere di Kublai rimase limitato alla parte orientale dell'impero, incentrata sulla Cina. Il 18 dicembre 1271, Kublai emanò ufficialmente un editto imperiale per conferire all'impero il nome dinastico in stile Han di "Grande Yuan" (Dai Yuan, o Dai Ön Ulus; 大元 ) e per istituire la dinastia Yuan. Alcune fonti riportano il nome mongolo completo come Dai Ön Yehe Monggul Ulus.
Etnografia Prima della formazione dell'impero di Gengis Khan, con il termine "Mongoli" si indica una grande famiglia linguistica e culturale, composta da varie tribù: Merkiti, Oirati, Naimani, Keraiti, Ongoti, Tanguti, etc., e anche la tribù dei Mang-hol, che hanno dato il nome a tutto lethnos. I Mang-hol si allearono con i Keraiti e sconfissero, una dopo l'altra, tutte le altre tribù.
I Tatari, invece, erano una popolazione turca, che quindi non faceva parte dell'ethnos mongolo; militarmente erano molto forti. Avevano comunque una affinità linguistica con i Mongoli, dal momento che le loro lingue erano o parti di una Lega linguistica o forse discendenti da un antenato comune non attestato da alcun documento pervenutoci, cosa che per alcuni linguisti attesta l'appartenenza di entrambi i gruppi linguistici mongolico e turcico alla famiglia linguistica altaica. L'altaista Bertold Spuler, come pure il glottologo Denis Sinor, sostengono che all'origine le diverse lingue altaiche dovevano essere abbastanza simili tra loro da consentire una qualche comprensione reciproca. I Tatari, tuttavia, vivendo a stretto contatto con tribù mongole, pur essendo turchi si "mongolizzarono" nelle loro usanze. Anche le religioni erano simili, dal momento che tutti praticavano lo sciamanesimo, in particolare la forma nota come tengrismo, ancora oggi praticato in Mongolia esterna ed interna, in alcune repubbliche turche e mongole della Russia e da alcuni abitanti di Kirghizistan e Kazakistan.
Dopo l'alleanza tra i Mang-hol e i Keraiti, entrarono in gioco i Tatari. Questi erano militarmente più evoluti rispetto ai Mongoli (avevano un esercito più strutturato, un modo di combattere più incisivo, e miravano alla conquista dei territori e non solo alle scorrerie). I Tatari sottomisero così i Mang-hol e i Keraiti uniti: risultarono militarmente superiori, sbaragliando gli avversari, ma dal punto di vista tanto linguistico quanto culturale erano "una goccia in un mare mongolo", che finì per assimilarli del tutto. La loro lingua divenne così una specie di incrocio tra il turco e il mongolo. Per ricostruire questi passaggi abbiamo a disposizione una infinità di fonti scritte, in mongolo (soprattutto la Storia segreta dei Mongoli), in turco, in cinese, in coreano. Sono proprio le fonti cinesi a chiamare questo popolo con il nome che sembra più originario: Ta-ta.
I Tatari finirono così per rappresentare "il confine tra il mondo turco e quello mongolo" (Sergei Aleksandrovich Tokarev), tanto che l'etnografa Rhoda Halperin parla esplicitamente di "popolazioni turche, tatare, e mongole".Altri studiosi, come Giula Décsy o John Fennell, sostengono una tesi opposta a quella di Halperin, Spuler e Sinor: non sarebbero i Tatari ad essersi mongolizzati, bensì i Mongoli ad essersi turchizzati. Ci furono, in effetti, una serie di potenti imperi di etnia turca, come quello degli Uiguri o quello dei Turchi Celesti, che furono distrutti o assimilati proprio dai Mongoli. Anche fonti in arabo e in persiano ci parlano di queste popolazioni che scomparvero rapidamente. Da questo punto di vista, dunque, quando inglobarono i Tatari, i Mongoli avevano già assunto diversi tratti linguistici e culturali propri delle popolazioni turche.
Storia
Gengis Khan
Il Gengiz Khan Temujin nacque nella tribù dei Mang-hol nel 1162 (a differenza delle fonti slavo-bizantine, le fonti cinesi e mongole tramandano anche le date di nascita dei sovrani).
Poiché i Tatari gli avevano avvelenato il padre e i Tai-giuti lo avevano esiliato con tutta la famiglia (appartenente al clan dei Borjigin), per poter sopravvivere Temujin strinse un'alleanza con il loro sovrano Toghril Khan. Nel 1202 Toghril e Temujin si dichiararono ufficialmente "padre e figlio"; venendo adottato dal Khan dei potenti Keraiti, in quel momento forse il capo mongolo più potente, vassallo degli imperatori Jin, Temujin acquisì la credibilità necessaria a un capo.
Nel 1206 Temujin riuscì a sottomettere del tutto le altre popolazioni mongole e anche alcune popolazioni tatare. Inferiori numericamente, ma più forti militarmente, i Tatari accettarono Temujin come interlocutore e poi come sovrano anche per un motivo religioso: gli sciamani avevano riconosciuto in lui un essere divino, mandato per sottomettere tutti i popoli del mondo. Durante un grande kuriltai (il concilio dei capi tribù), nello stesso anno, egli ottenne il titolo di Khagan, cioè "khan dei khan" di tutti i Mongoli, che sotto di lui avevano trovato un'unità nazionale. Da allora iniziò ad essere chiamato anche Gengis Khan, che significa "sovrano universale", "signore di tutti gli uomini", o anche "signore oceanico".
Dalla sua corte di Karakorum, in Mongolia, Gengis Khan stabiliva con estrema precisione le sue spedizioni militari. Le ultime popolazioni mongole furono sottomesse nella zona del fiume Amur. Ai suoi ordini militava un esercito immenso, composto di popolazioni turche e mongole (grazie all'intercomprensione linguistica). I primi ad essere mandati in avanscoperta in un nuovo territorio erano sempre dei guerrieri.
L'aspetto più straordinario della personalità di Gengis Khan fu proprio il genio in campo militare, con la sua formidabile tattica: le armate mongole, forti di arcieri a cavallo, attaccavano nel più completo silenzio, guidate solo da bandiere di diverso colore, compiendo manovre complesse in assoluta simmetria e coordinazione, il che incuteva una soprannaturale paura nel nemico.
Gengis Khan si diede poi ad organizzare i popoli che aveva conquistato, secondo un'impostazione politico-militare basata sulla mobilità e fortemente gerarchizzata: ogni tribù (ulus, che indicava anche il patrimonio collettivo) era indipendente, ma tutte erano sottomesse alla famiglia imperiale (cioè alla famiglia di Gengis Khan), il cosiddetto "casato della stirpe aurea", sacro poiché mitologicamente derivato dal Dio del cielo, Tengri, divinità suprema dei mongoli. L'impero nel suo insieme era lulus della famiglia imperiale. Tutti i khan offrivano fedeltà e rispetto al Gran Khan, che li sorvegliava con un rapido ed organizzato sistema di intendenti e corrieri.
Le tribù unificate adottarono il sistema militare degli Unni, basato sul sistema decimale. L'esercito veniva suddiviso in unità di 10 (arban), 100 (zuut), 1000 (minghan) e infine 10.000 (tumen) soldati. Durante gli spostamenti i soldati portavano con sé le famiglie e tutti i cavalli, che spesso ammontavano almeno a tre o quattro per cavaliere, avendo così sempre a disposizione animali di trasporto freschi.
Un altro aspetto fondamentale dell'organizzazione militare fu l'adesione totale alla meritocrazia: gli unici criteri presi in considerazione da Gengis Khan per stabilire il grado di un ufficiale erano la sua capacità e fedeltà, mentre i tradizionali parametri di nascita e stirpe erano praticamente ignorati. Il figlio di un guardiano di bestiame, Subedei, divenne uno dei suoi comandanti più stimati.
Gengis Khan curò anche la sua fama (l'"immagine") con calcolate azioni di straordinaria ferocia nel punire i nemici o di grande magnanimità verso gli alleati. La fama di inflessibile e invincibile fu un'ottima propaganda contro i suoi avversari politici, i quali sapevano che non sottomettersi equivaleva allo sterminio.
Contemporaneamente al khurultai Genghis Khan si trovò coinvolto in una disputa con gli Xia Occidentali; fu la prima guerra del nuovo khan che, malgrado le difficoltà di conquistare le ben fortificate città degli Xia, ottenne una sostanziale vittoria, fino al punto che, quando nel 1209 venne stipulata la pace, questo popolo era praticamente ridotto ad un protettorato, tanto che il loro imperatore dovette accettare Gengis Khan come suo signore.
Conquista della Cina
Nel 1211 le genti mongole erano unificate, quindi Gengis Khan guardò alla Cina; questo obiettivo di maggior respiro fu scelto sia per vendicare antiche sconfitte, ma anche per conquistare le ricchezze dell'Impero celeste. Gengis Khan dichiarò guerra quell'anno e inizialmente le operazioni contro i Chin ebbero lo stesso andamento di quelle contro gli Xia. I Mongoli ottennero numerose vittorie in campo aperto ma fallirono nei loro tentativi di conquistare le principali città.