Specializzata nella storia di Parigi e della piana di Saint-Denis, ha anche pubblicato numerosi libri sul folklore e la mitologia gallica.

Biografia

Anne Mathilde Lombard-Jourdan sostiene alla Scuola des Chartes la tesi di laurea nel 1933 sulle "Halles parigine dal 1137 al 1436" che viene anche pubblicata. Marcel Poëte, il grande storico di Parigi, che aveva notato la giovane laureata dell'Ecole des Chartes e che la introdusse all'urbanistica- nuova disciplina- disse della sua tesi sostenuta nel 1933 che fu "uno dei più preziosi contributi alla storia di Parigi".

Nel 1934, grazie alla lettera di presentazione di Lucien Febvre, frequenta la Scuola di Alti Studi ispanici di Madrid. Conosce un giovane arabista, Maurice Lombard, tornato da un soggiorno di studio a Roma, dove era stato ospite della Fondazione Primoli. Si sposano a Madrid. Maurice Lombard (1904-1965) diventa un islamista molto noto, di cui Anne pubblicherà le opere postume. Scoppia la guerra civile in Spagna e Anne deve rinunciare alle ricerche d'urbanistica che stava svolgendo. Accompagna quindi il marito all'istituto francese d'archeologia orientale (IFAO) al Cairo. La loro complicità intellettuale durerà fino alla morte del marito nel 1965. Anne pubblicherà quindi cinque delle opere postume di Maurice Lombard. Il loro figlio Denys Lombard, diventerà un esperto dell'Asia dell'Est e sud-est.

Nel 1960, dirige i lavori alla sesta sezione della Scuola Pratica di Alti Studi (EPHE) restandoci fino al 1975. È in questo periodo che incontra Jacque Le Goffe, che fu un allievo di Maurice Lombard.

Storica della capitale, si interessa alle periferie parigine, in particolare di Saint-Denis a cui dedicherà molti volumi. È in questi anni che si interessa ai miti gallici.

Si occupò anche di altre tematiche, pubblica infatti nel 2002 la relazione di viaggio a Timor occidentale di un illuminista Jean-Baptiste Pelon nella rivista dei Quaderni dell'Arcipelago, la rivista però confonde il contributo credendolo uno scritto del figlio Denys Lombard, orientalista rinomato, direttore della Scuola francese d'Estremo Oriente fino alla sua morte nel 1998. Anne pubblicherà molti articoli su questa rivista.

In occasione dei suoi 100 anni ritorna alle origini dei suoi studi giovanili le Halles parigine, e pubblica" Les Halles di Parigi e i suoi quartieri (1137- 1969)" .

Muore nel febbraio 2010...

La piana di Lendit

L'opera di Anne Lombard- Jourdan è incentrata sulla storia di Parigi e di Saint-Denis e sulla sopravvivenza delle tradizioni galliche. Anne Lombard-Jourdan ha ricostruito la storia di questa parte dell' 'Île-de-France dal Neolitico al Medioevo. Grazie ad una erudizione poliedrica, basata su fonti letterarie e narrative, sulla filologia, topografia ed archeologia, Anne Lombard-Jourdan ha cercato di dimostrare l'importanza religiosa ed economica della piana del Lendit per i Galli che si è perpetuata fino al periodo dei Franchi. Secondo Anne Lombard-Jourdan, il Lendit fu un centro religioso, politico, economico all'epoca della Gallia indipendente e conserva attraverso i secoli un irradiamento di cui beneficia anche l'abbazia di Saint-Denis. I testi sull'origine del culto di Saint-Denis nasconde l'esistenza di un polo identitario della precedente Gallia pagana, che si sarebbe trovato proprio nella piana di Lendit, nella zona compresa tra il sud, le alture di Montmartre et Belleville separata dal colle della Chapelle, e a Nord dalla bassa Valle del Croult. L'intellighenzia dionisiaca (Nota 1) attribuisce anche la fondazione del monastero a Dagoberto I, che ottenne un diploma reale che assicurava a Saint-Denis l'esenzione totale e il controllo di zone tra cui Lendit, ciò permise all'abate di accaparrarsi l'appoggio della monarchia franca e poi francese. Anne compose le carte esaltando la figura di Saint Denis, recuperando così il prestigio legato al sito di Lendit.

Per Anne Lombard-Jourdan dietro a questo recupero si celava una tradizione pagana di prima importanza che si collegava dopo l'epoca celtica a un tumulo situato nel cuore della piana del Lendit, chiamato mind-gawi dai Franchi, ossia "colui che protegge il paese", da cui deriva il termine Montjoie. Questo luogo avrebbe dovuto essere un posto di raccordo economico e religioso dei Galli, una tappa sulla strada tra Cornovaglia e Mediterraneo e il centro druidico, santuario dei Galli. Al fine di purificare questo sito di culto pagano, Saint-Denis divenne l'equivalente e il sostituto del "Protettore del paese". Il suo nome fu collegato a quello di "Munjoie" nelle invocazione dei guerrieri in difficoltà.

Testimonianze storiche

Antichità

Secondo ciò che dice la Gloriosæ, la prima Vita di Saint-Denis datata anno 500, esiste un luogo ritenuto per tre volte santo a Lendit; in effetti si ritiene sia stato un luogo di tre martiri di Santi: Denis, Rustique, Éleuthère. La versione più vicina all'originale è conservata in un manoscritto del X secolo; le varianti ulteriori rivelano delle differenze: infatti il posto è un luogo venerabile per ben tre volte ma è anche un santuario ancestrale dedicato a tre divinità galliche.

Anne Lombard-Jourdan lega questa menzione di triplice luogo sacro alla trinità degli dei gallici riportata da Lucano nelle Pharsalia, i popoli che per i Celti erano i guardiani del santuario della triade dei grandi dei, dove si compivano dei sanguinosi sacrifici; e ci dà i nomi delle tre divinità maggiori: Teutatès, il dio della tribù, Ésus, assimilato tanto a Marte che a Mercurio dagli scoliasti, Taranis, dio del sole e del tuono.

Anne Lombard-Jourdan ricorda anche che secondo Giulio Cesare, i Galli si riunivano in importanti assemblee druidiche al centro della Gallia, ai confini del paese dei Carnuti; i Galli celtici e belgi erano separati dalla Senna e dalla Marna, per cui un tale centro si dovrebbe trovare secondo lei alla confluenza di questi due corsi d'acqua.

Medioevo

Anne Lombard-Jourdan ha pubblicato dei testi inediti di Raoul de Presles, consigliere di Carlo V, che identificano il centro della Gallia con il Nord di Parigi e a Mons Jovis. Raoul de Presles, che disponeva di una biblioteca molto importante aveva a disposizione dei testi che non sono arrivati fino a noi; delle vestigia architettoniche scomparse ma visibili ancora ai suoi tempi nella periferia parigina e a cui egli fa riferimento. Inoltre nel Compendium morale de re publica, egli afferma che ci sono tre divinità adorate in tre posti diversi nei dintorni del nord di Parigi: Giove a Montjavoult, Mercurio a Montmartre, Apollo a Courdimanche. In cima a Montmartre, si accendeva un fuoco agli inizi delle cerimonie che riuniva i druidi al popolo. Secondo lo studioso è di questo posto di cui parla Giulio Cesare quando ricorda le riunioni annuali dei Galli ai confini del paese dei Carnuti..

Raoul de Presles nella Musa dedicata a Carlo V nel 1365 o 1366, evoca l'esistenza di un oracolo ad Apollo nel sito di Saint-Denis dal nome Tricine . Dal IX al XII secolo, i testi menzionano un luogo detto Tiricina. Tricine deriva dal latino e significa "ogni volta trenta" . Può indicare che l'oracolo evocato da Raoul de Presles funzionava solo ogni trenta anni secondo le raccomandazioni dei Druidi che contavano un secolo in trent'anni. Per Anne Lombard-Jourdan, questo posto era in Gallia per i popoli celti l'equivalente di ciò che Delfi era in Grecia per la collettività ellenica e Tara per i popoli d'Irlanda.

Rinascimento .Anne Lombard-Jourdan segnala in vari documenti datati XVI secolo la presenza di vestigia archeologiche a Lendit.

Sulla pianta di Parigi e dei suoi dintorni di Mathis Zundten (1565) tra Parigi e Saint-Denis, nel luogo esatto occupato da Montjoie e sotto il nome di "Landi", si possono vedere vicino a due croci, delle colonne e dei blocchi di pietra, vestigia di rovine antiche. Quattro alessandrini tessuti su un drappo lasciano pensare che nel XVI secolo una funzione religiosa druidica era celebrata a Lendit; l'arazzo La Battaglia di Sant-Denis (1567) datato tra il 1570 e il 1589 evoca i "Camp Druidi" e rimpiange che in questo luogo dei Francesi uccisero altri Francesi. Un quadro presente al Museo Carnavalet di autore anonimo della fine del XVI secolo rappresenta Santa Geneviève sulla strada che univa Parigi a Saint-Denis, seduta in un cerchio eretto con delle pietre, testimonianza di un vero e proprio cerchio di pietre a Lendit che mostrerebbe come poteva essere stato il Perron.

Avvenimenti dell'Epoca Romana

La costruzione del Pilastro dei Nauti

Secondo la storica Anne Lombard-Jourdan, i Nauti, edificando il pilastro, vollero mostrare al popolo della Gallia, la necessità di cooperare. Dedicarono la colonna a Giove, dimostrando di volersi allineare alla religione dei Romani affermando però allo stesso tempo la loro fedeltà anche ai culti indigeni affidata ai richiami agli dei Galli. La costruzione della colonna è contemporanea al divieto ai druidi di potersi riunire in assemblee. I Nauti diedero agli dei galli un aspetto antropomorfo per impersonare la posizione di intermediari dei druidi tra gli dei e gli uomini. Per Anne Lombard-Jourdan, il pilastro era situato a Lendit dove si sarebbero riuniti i druidi dei Galli. Sarebbe esistito un luogo detto il "Pilastro" e un tale nome attribuito ad un prato in prossimità del luogo di riunione dei druidi è la dimostrazione secondo Anne Lombard della presenza di un Pilastro dedicato agli dei. Per Anne, l'autore della prima Vita di Saint-Denis fa riferimento al Pilastro e all'iscrizione che menziona che il monumento era stato edificato dai Nauti poiché sottolinea anche che "gli idoli sono stati distrutti dagli stessi che li avevano eretti a spese loro. Nel 658, il Concilio di Nantes raccomandava di ribaltare le pietre, gli oggetti di venerazione dei pagani e di nasconderli affinché gli adoratori non potessero ritrovarli. Il Pilastro sarebbe stato trasferito nell'île de la Cité per essere sepolto sotto l'altare della futura Cattedrale di Notre-Dame. Il dio Cernunnos appare evidente nel Pilastro dei Nauti quindi secondo Anne Lombard-Jourdan, il dio padre dei Galli al quale Giulio Cesare dà il nome di un dio romano, Dis Pater, nome arcaico di Plutone, potrebbe essere Cernunnos. Dis Pater è in effetti il dio del mondo sotterraneo e dei ricchi come poteva essere Cernunnos. Cernunnos è il solo dio a portare sistematicamente degli attributi caratteristici dei popoli della Gallia come dei calzoni corti e un bracciale, torque; queste similitudini ne fanno un dio nazionale, il padre dei Galli.

L'Impero di Costantino e Flavio Claudio Giuliano a Lendite Secondo Anne Lombard-Jourdan, gli Imperatori Costantino e Flavio Claudio Giuliano, o Giuliano l'apostata, sono venuti a Lutezia approfittando dell'ospitalità dei Parisi e hanno onorato il santuario gallo di Lendit .

Nel giugno 310, Costantino sarebbe arrivato al Solstizio. Anne Lombard lo identificò a Lendit, dove era arrivato al fine di ricevere l'Oracolo d'Apollo a cui avrebbe dato tre corone d'alloro portanti il simbolo solare della croce decussata, evocante la cifra X, foriera di trenta anni di vita. Anne Lombard identifica questa menzione al tricennum omen annorum dell'oracolo Tricine menzionato da Raoul de Presles e con il luogo dallo steso nome vicino al campo Belin, luogo associato a Bélènos, il dio Apollo dei Galli.