Susiya (in lingua araba سوسية e in lingua ebraica סוּסְיָא) (Susiya, Susia) è una località nel sud dei monti della Giudea, in Cisgiordania, dove si trovano un villaggio palestinese, un insediamento israeliano e un sito archeologico nel quale ci sono i resti sia di una sinagoga del V - VIII secolo sia di una moschea che l'ha sostituita.Jodi Magness, The Archaeology of the Early Islamic Settlement in Palestine, Eisenbrauns 2003 Vol.1 pp.99-104.
Geografia Il nome di Susiya è dato a due comunità distinte esistenti al giorno d'oggi: da un lato si riferisce agli abitanti dei villaggi palestinesi, recentemente espulsi, che sono vissuti nelle caverne per decenniNir Hasson,'Should 250 Cave Dwellers Interfere With the Fence? ,' Haaretz 13 September 2004. nel periodo dei pascoli o, si dice, appartenente ad un'unica comunità della grotta a sud di Hebron presente nella zona sin dai primi anni del XIX secolo,Oren Yiftachel, Neve Gordon, The Lurking Shadow of Expulsion, 15 maggio 2002. e, dall'altra parte, un insediamento ebraico, creato nel 1983, sotto la giurisdizione del Consiglio regionale Har Hevron, a meno di 2 km di distanza. Nel 1986, il sito palestinese di Susiya venne dichiarato sito archeologico dall'amministrazione civile israeliana, (organismo formalmente sotto il Ministero della difesa, ma subordinato ai militari) e le forze di difesa israeliane espulsero gli abitanti beduini che secondo le Nazioni Unite vivevano delle grotte da tempo. I palestinesi si spostarono a poche centinaia di metri a sud-est del villaggio originario.Stefano Pasta, 'Cisgiordania, Susiya: i pastori palestinesi che tutte le mattine temono l'arrivo dei bulldozer,' La Repubblica 10 giugno 2015.: «Espropriati nel 1986, sotto sgombero dal 5 maggio. Fino a quell'anno i palestinesi abitavano nelle grotte a mezzo chilometro di distanza. Ne furono espropriati quando l'area fu riconosciuta sito archeologico. Andarono quindi a vivere nei terreni agricoli limitrofi di Susiya, di loro proprietà ma senza il permesso di costruire.»
La popolazione della comunità palestinese era di 350 persone nel 2012 e 250 negli anni seguenti,'Khirbet Susiya,' B'tselem 1 gennaio 2013. costituita da 50 nuclei familiari (2015) rispetto ai 25 del 1986 e ai 13 del 2008.David Dean Shulman, 'On Being Unfree:Fences, Roadblocks and the Iron Cage of Palestine,' Manoa Vol,20, No. 2, 2008, pp. 13-32 Gli insediamenti israeliani vennero realizzati tra il maggio e il settembre 1983 su una superficie di 1.800 dunum e poi ampliati alla fine del 1999 con l'installazione di 10 camper appartenenti alla famiglia Shreiteh.'Expanding the settlement of Susiya,' Applied Research Institute–Jerusalem, (ARIJ) 18 settembre 1999 Aveva una popolazione di 737 persone nel 2006.Committee on the Exercise of the Inalienable Rights of the Palestinian People, 'Israeli Settlements in Gaza and the West Bank (Including Jerusalem) Their Nature and Purpose, Part II , United Nations, New York 1984. Il governo israeliano, che aveva emesso ingiunzioni temporanee contro le decisioni dell'Alta Corte di demolire gli avamposti illegali israeliani, fece una petizione all'Alta Corte per consentire la demolizione della palestinese Susiya. Lo Stato espresse la volontà di destinare quelle che definì le terre di proprietà del governo israeliano nei pressi di Yatta come residenza alternativa e per assistere la ricostruzione, considerandolo ideale per gli abitanti sfollati dal pascolo. Il punto di vista ufficiale di Israele è che nessun villaggio storico palestinese era mai esistito lì, solo poche famiglie vi risiedevano stagionalmente e questa zona serviva per gli scavi archeologici. Gli ebrei, tuttavia, occupano illegalmente strutture sullo stesso sito archeologico. L'avvocato dei palestinesi ha risposto che l'esercito ha impedito ai palestinesi di costruire sulla propria terra, pur permettendo ai coloni di lavorare i loro campi.Chaim Levinson, 'Israel seeks to demolish Palestinian village on ‘archaeological’ grounds,' Haaretz 28 March 2015.
La comunità internazionale considera illegali gli insediamenti di Israele in Cisgiordania ma il governo di Israele non è d'accordo.
Storia Susiya, sia che ci si riferisca al sito della antica sinagoga che alle rovine dell'antico insediamento contiguo di 80 dunum,Steven H. Werlin, Ancient Synagogues of Southern Palestine, 300-800 C.E.: Living on the Edge, BRILL,2015 p.136. non è menzionata in alcun testo antico e la letteratura ebraica non registra un'antica città ebrea in questo sito.Zeev Safrai, The Missing Century: Palestine in the fifth century:growth and decline, Peeters Publishers 1998 p. 101 Qualcuno dice che corrisponderebbe all'insediamento biblico di Carmel (Giosuè 15.5), un'ipotesi di Avraham Negev.Günter Stemberger, Jews and Christians in the Holy Land: Palestine in the fourth century, tr. Ruth Tuschling, Continuum International Publishing Group, 2000 p. 151Avraham Negev, Shimon Gibson, Archaeological Encyclopedia of the Holy Land, rev. ed. Continuum International Publishing Group, 2005 p.484 Altri sostengono che, sulla scia della Seconda Rivolta (132-135), quando la guarnigione romana di Khirbet el-Karmil la identificò come la biblica Carmel, i religiosi ebrei a disagio con i simboli pagani, si spostarono 2 km a sud-ovest rispetto all'attuale Susiya, i cui terreni erano forse già coltivati. Considerando la loro nuova comunità ancora come Carmel, il nome venne poi perso quando le fortune del villaggio scemarono nel periodo arabo, forse perché i nuovi padroni musulmani non tolleravano la sua economia, che si basava sulla produzione di vino.1 Samuel:25Jerome Murphy-O'Connor, The Holy Land: an Oxford archaeological guide from earliest times to 1700,5th ed. Oxford University Press US, 2008 pp.351-354, p.351
Il sito, in lingua araba Khirbet Susiya/Susiyeh, "Rovine delle piante di liquirizia" venne descritto per la prima volta da Victor Guérin nel 1869, che per primo comprese la sua importanza.Jerome Murphy-O'Connor, The Holy Land: an Oxford archaeological guide from earliest times to 1700, 5th ed. Oxford University Press US, 2008 p. 351Avraham Negev, Shimon Gibson Archaeological Encyclopedia of the Holy Land, ibid. p. 482 La dizione Susiya rappresenta il nome ebraico.Un caso unico è Susiya. L'esistenza della città antica ebraica era sconosciuta in fonti ebraiche, ma venne scoperta da scavi archeologici... i coloni non sono liberi di decidere i nomi scelti: il Comitato Nazionale Naming presso l'Ufficio del Primo Ministro ha questa responsabilità e considera vari fattori. I coloni, però, conoscendo bene il territorio e la sua storia, svolgono un ruolo significativo nella decisione. Michael Feige, Settling in the Hearts: Fundamentalism, Time, and Space in Judea and Samaria, Wayne State University Press, 2009, pp. 75–76 Nel Survey of Western Palestine, sulla base di una osservazione del 1874 nella zona del versante sud-est di una collina ad ovest di Susiya, H.H. Kitchener e Claude Conder osservarono che "Questo rudere è stato un tempo un luogo di una certa importanza...". Considerarono che le rovine erano quelle di un monastero bizantino. Fonti tedesche successive dicono che si trattava di ruderi di un'antica chiesa. Nel 1937, l'edificio a nord venne identificato da L. A. Meyer e A. Reifenberg come il sito di una sinagoga.
Antica sinagoga
Susiya è il sito archeologico di un'antica importante sinagoga. Venne esaminato da Shemarya Gutman nel 1969, che scoprì il nartece di una sinagoga durante uno scavo di prova. Egli, assieme a Ze'ev Yeivin e Ehud Netzer, realizzò gli scavi a Khirbet Suseya, (successivamente chiamata, da un calco ebraico, Horvat Susiya) nel periodo 1971-1972,David Amit, 'Architectural plans of Synagogues in the Southern Judean Hills and the 'Halakah'.' In Dan Urman, Paul Virgil McCracken Flesher, Ancient Synagogues: historical analysis and archaeological discovery, Brill, 1998 pp. 129–156 p.132.David Milson, Art and architecture of the synagogue in late antique Palestine: in the shadow of the church,Brill, 2007 p.56 presso il villaggio palestinese di Susiya Al-Qadime.
La sinagoga scavata a Susiya risale al IV - VII secolo e rimase in uso continuo fino al IX secolo.Post-bizantina secondo le iscrizioni. Vedi Zeev Safrai, The Missing Century: Palestine in the fifth century : growth and decline, Peeters Publishers 1998 p.149La sinagoga è indicativamente databile dalla fine del IV all'inizio del VII secolo ed è stata usata come luogo di preghiera ebraica fino al IX secolo. Avraham Negev, Shimon Gibson Archaeological Encyclopedia of the Holy Land, ibid. p.482 Secondo Jodi Magness la sinagoga fu costruita nel IV - V secolo e venne usata per "almeno" altri due secoli. Essa è una di un gruppo architettonico di quattro sinagoghe nel sud dei monti della Giudea,David Amit, 'Architectural plans of Synagogues in the Southern Judean Hills and the 'Halakah'.' ibid p. 129.Lee I.Levine, 'Jewish Archaeology in Late Antiquity: art, architecture, and inscriptions,' in Steven T. Katz (ed.), The Cambridge History of Judaism: Vol. 4, The Late Roman-Rabbinic Period, Cambridge University Press, 1984 pp.519-554 p.540. delle totali sei sinagoghe identificate nell'intera Giudea, e il basso numero riflette probabilmente lo spostamento della popolazione in Galilea tra il II e il III secolo. Le altre tre di questo gruppo sono quelle di Eshtemoa, Horvat Maon e 'Anim. Tre caratteristiche eccezionali del gruppo Susiya-Eshtemoa sono la loro larghezza, gli ingressi presso la parete orientale breve e l'assenza di colonne per sostenere il tetto.David Amit, 'Architectural plans of Synagogues in the Southern Judean Hills and the 'Halakah'.' Ibid. p. 138
Secondo David Amit, la progettazione architettonica, in particolare l'ingresso orientale e l'asse di preghiera, che si differenziano dalla maggior parte delle sinagoghe della Galilea, espone le ramificazioni della prima legge halakhico conservata nel sud della Giudea dalle generazioni dopo la distruzione del Tempio. Questo era stato dimenticato in Galilea, ma in Giudea c'era un'adesione più vicina alle tradizioni antiche che riflettevano una maggiore vicinanza a Gerusalemme.David Amit, ibid pp. 148–155, pp. 148, 152 L'orientamento verso oriente può essere anche legato all'idea di dissuadere gli eretici e i cristiani della stessa area, che si inchinavano a est, nella convinzione che la Shekinah si trovasse in quella direzione.p. 146