Lo Stato Nuovo di Siena (o Ducato di Siena) fu uno Stato autonomo del Granducato di Toscana, esistente dal 1559 fino alle riforme di Pietro Leopoldo del XVIII secolo.

Storia Al termine delle Guerre d'Italia del XVI secolo, quando l'Impero spagnolo ed il Regno di Francia si combatterono ininterrottamente per 65 anni su gran parte del suolo europeo, la vittoria degli spagnoli ed il Trattato di Cateau-Cambrésis sancirono il nuovo ordine continentale.

All'interno di questo ampio conflitto le ripercussioni si riverberarono anche sull'esito della Guerra di Siena. Già il 3 luglio 1557, pochi anni dopo la sconfitta nella Battaglia di Scannagallo (1554) ad opera della compagine imperiale di Carlo V e della resa per fame di Siena (1555), l'Imperatore concesse a Cosimo I de' Medici il feudo nobile rappresentato dalla città e dal suo territorio. Cateau-Cambrésis sancì poi ufficialmente nell'aprile del 1559, per decreto, l'estinzione della Repubblica di Siena che, nel frattempo, si era riparata in Montalcino ed il suo passaggio in blocco a Cosimo stesso, con l'unica esclusione dello Stato dei Presidi che rimase sotto il controllo della Corona spagnola e delegato al Viceré di Napoli per meglio controllare i protettorati italiani degli ispanici.

Cosimo andò di conseguenza a controllare personalmente e direttamente due Stati: lo Stato “Vecchio” di Firenze e lo Stato “Nuovo” di Siena, separati nelle strutture politiche ed istituzionali, ma riuniti sotto la sua persona (unione personale). Questa situazione ambigua venne risolta il 27 agosto 1569, quando Cosimo ottenne da Papa Pio V il titolo di Granduca di Toscana, che andò quindi a confermare il potere di Cosimo sui due Ducati che andarono a creare una sorta di confederazione costituita dal Granducato.

Lo Stato Nuovo di Siena ottenne quindi di mantenere le proprie magistrature e proprie istituzioni (Concistoro, Gonfalonieri dei Terzieri, Capitano del Popolo, Consiglio Generale, Biccherna, ecc.), sebbene fosse amministrato da un governatore generale-luogotenente di diretta nomina del sovrano che continuò a mantenere il titolo di Duca.Mario Ascheri, Storia di Siena dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2013.

La capitale fu Siena stessa, circondata dal suo contado suddiviso nelle Masse di Siena, e nei corrispondenti Terzi di Città, Camollia e San Martino.https://www.ilpostalista.it/palliniagg31.htm Dalla sede governativa senese dipendevano le attuali province di Siena e di Grosseto, con esclusione delle piccole porzioni di Follonica, Scarlino, Buriano (appartenenti al principato di Piombino), di Castiglione della Pescaia e Giglio dipendenti fino al 1766 dalla Provincia Pisana (appartenente allo Stavo Vecchio o Fiorentino) ed infine dello Stato dei Presidi, continuando ad amministrare le città di Chiusi, Grosseto, Massa Marittima, Sovana, Pienza, Montalcino. Ripartizione amministrativa verso la metà del XVIII secolo: Governatorato dello Stato e città di Siena e contado, diviso nei Terzieri delle Masse di Porta Camillìa, Città e S. Martino), vi dipendono il Capitanato della Fortezza di Santa Barbara podesteria di Castelnuovo della Berardenga (1422) Capitanato di Casole Valdelsa e Montagnola senese con la podesteria di Casole, Vicariato di Radicondoli, Belforte, Montieri con la podesteria di Monticiano, Chiusdino e Scalvaia (1749) Vicariato di Castiglioncello di Monteriggioni (1692) con le podesterie di Monteriggioni e di Sovicille (1571) Capitanato di Montalcino, divisione in terzieri, con le podesterie di Montalcino, di Civitella e Sassofortino, di Monteroni d'Arbia e Lucignano d'Arbia, di Cinigiano, di S. Quirico, ufficialati di Castiglione d'Orcia, di Rocca d'Orcia, di Campiglia d'Orcia Capitanato di Sinalunga (Asinalunga, 1588-1774) con le podesterie di Sinalunga e Bettolle, Rapolano e Serre, Torrita, ufficialato di Scrofiano Capitanato di Pienza con le podesterie di Pienza, di Asciano e Trequanda, di Buonconvento Capitanato di Chiusi (1468) con le podesterie di Chiusi, di Chianciano, di Cetona e di Sarteano Capitanato di Radicofani (1498) con le podesterie di Radicofani, di Abbadia San Salvatore, ufficialatura di San Casciano de' Bagni Provincia marittima o Maremma senese - Commissariato di Grosseto (1698) con le podesterie di Grosseto, Campagnatico e Monteorsaio, Roccastrada, Batignano e Pari Capitanato di Arcidosso (1403-1793) con le podesterie di Arcidosso e Castel del Piano, di Seggiano Capitanato di Scansano (1570-1794) con le podesterie di Scansano e Cotone, Magliano (-1734), Manciano e Montemerano, Pereta, Montebuono, Montiano, ufficialato di Semprognano Vicariato di Manciano e Montemerano Vicariato di Montorgiali Capitanato di Massa di Maremma con le podesterie di Massa, di Gavorrano e Monterotondo, di Prata, di Gerfalco (1423) Capitanato di Castiglione della Pescaia dal 1776 Capitanato di Sovana e Sorano Capitanato di Pitigliano Capitanato di Castellottieri

AA. VV., La Toscana in età moderna (secoli XVI-XVIII: politica, istituzioni, società, Biblioteca Storica Toscana, 2005

L'amministrazione non subì modifiche sostanziali, neanche con l'estinzione della dinastia medicea ed il passaggio del Granducato di Toscana alla casata degli Asburgo-Lorena, fino alle grandi riforme di Leopoldo I, che applicando una politica più accentratrice di governo eliminò i due Ducati di Siena e Firenze e costituì una nuova suddivisione in province. Nel 1766 quindi lo Stato Nuovo di Siena venne dichiarato estinto ed al suo posto create due nuove entità amministrative: la Provincia senese superiore e la Provincia senese inferiore.L. Mascilli Migliorini, L’età delle riforme, Torino, Utet, 2009.

Lista dei Governatori Generali dello Stato card. Angelo Niccolini, 1557-1567 conte Federigo Barbolani di Montauto, 1567-1582 mons. Lattanzio Lattanzi, 1582-1585, vescovo di Pistoia cav. Giulio del Caccia, 1585-1590 conte Marzio Colloredo, 1590 marchese Tommaso Malaspina di Villafranca, 1591-1603 Consulta: Scipione Nardi, auditore, Giovan Battista Marsili, fiscale, Giovan Paolo Rinuccini, depositario; 1603-1607 principe Carlo Gonzaga di Vescovato, 1611-1614 marchese Periteo Malvezzi di Castel Guelfo, 1614-1622 Consulta, 1622 marchese Fabrizio Colloredo di Santa Sofia, 1622-1627 principessa Caterina de' Medici, 1627-1629, duchessa di Mantova principe Mattias de' Medici, 1629-1631 Consulta presieduta da Agostino Chigi, 1631 principe Leopoldo de' Medici, 1636-1641 principe Mattias de' Medici, 1641-1643 principe Leopoldo de' Medici, 1643-1644 principe Mattias de' Medici, 1644-1667 Consulta, 1667 Giovanni Federighi, 1668-1683, soprintendente generale principe Francesco Maria de' Medici, 1683-1711 Consulta, 1711-1715 principessa Violante Beatrice di Baviera, 1716-1717 Consulta, 1717-1722 marchese Marcello Malaspina di Filattiera, 1722-1731 Consulta, 1731-1737 ......... cav. Francesco Siminetti, 1770

Note

Bibliografia Ettore Pellegrini, La caduta della Repubblica di Siena, NIE, 2007, ISBN 88-7145-248-8. Giuseppe Caciagli, I feudi medicei, Pacini, 1980. Mario Ascheri, Storia di Siena dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2013. Mario Ascheri, Siena nella storia. Vol. 1, Silvana, 2000.

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