Montalcino è un comune italiano di abitanti della provincia di Siena in Toscana.
Si colloca nel territorio a nord-ovest del Monte Amiata, alla fine della Val d'Orcia, sul confine con la provincia di Grosseto. È una località nota per la produzione dei vini Brunello di Montalcino e del Rosso di Montalcino.
Geografia fisica
Territorio Il paesaggio si distende su un sistema collinare; nella zona del centro il paese sorge a un'altitudine di 564 m s.l.m., ma in alcuni punti della zona si superano i 600 m s.l.m. come poggio Osticcio (624 m s.l.m.), il passo del Lume Spento (621 m s.l.m.) e il poggio Civitella (661 m s.l.m.) dove si trovava un'antica fortezza etrusca.
Clima Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002
Origine del nome Sull'origine del nome di Montalcino esistono almeno due ipotesi. Alcuni ritengono derivi dal Mons Lucinus citato nel documento dell'814, nome in onore della dea Lucina o riferimento alla parola latina lucus, che significa "bosco sacro", o più genericamente "piccolo bosco". Altri, invece, fanno derivare il toponimo da Mons Ilcinus, dal latino mons ("monte") e ilex ("leccio"), cioè "monte dei lecci", pianta assai diffusa nella zona rappresentata anche nello stemma cittadino. Con il trascorrere dei secoli il nome, a ogni modo, si sarebbe poi trasformato, da Mons Lucinus o Mons Ilcinus, in Mons Elcinus, poi in Mont'Alcino e successivamente nell'attuale Montalcino.
Storia
Periodo etrusco
La più grande traccia lasciata dagli etruschi sul territorio montalcinese è il sito della fortezza di Poggio Civitella (VI-II sec. a.C.), ubicata 2 km fuori dal paese. Dato che la collina di Montalcino, a quei tempi, era già famosa e data la presenza di questa importante fortezza, molto probabilmente la collina era già costellata di più centri abitati.
Periodo romano
Durante il periodo romano il centro abitato di Poggio Civitella continuò a vivere e nel luogo dell'attuale Abbazia di Sant'Antimo fu edificata una villa romana. Sulla collina di Montalcino, dove sorgeva la chiesa di Santa Margherita, fu probabilmente edificato un tempio romano.
Medioevo
Prima menzione
Montalcino è menzionato per la prima volta in un documento del 29 dicembre 814, quando l'imperatore Ludovico il Pio concesse il territorio sub monte Lucini all'abate della vicina abbazia di Sant'Antimo.
Primo nucleo
Per via delle numerose incursioni fatte dai saraceni nella maremma, tra l'830 e l'846, agli abitanti di Roselle furono concessi la protezione e il permesso di costruire di villaggi sulla collina di Montalcino, zona strategica, da parte dell'abate di Sant'Antimo, che deteneva il controllo del territorio. Dunque si costruirono quattro piccoli nuclei: Sant'Angelo in Castelvecchio (zona chiesa di San Francesco), Santa Lucia (zona via Santa Lucia), Santa Margherita (zona via Donnoli) e il Poggio (zona Duomo). I piccoli nuclei, espandendosi sempre di più nel tempo, si unirono, portando alla creazione del vero primo nucleo di Montalcino.
I primi anni
Grazie alla posizione della città, dominante la cima di una collina, dai suoi viali la vista può spaziare sulle valli dell'Ombrone e dell'Asso.
Nel 1100 Montalcino contava già ben circa quattromila abitanti e intorno a quest'anno fu costruita la prima cinta muraria dotata di cinque porte e tredici torri. In questi anni Montalcino divenne Comune autonomo: nel 1191 era retto dal podestà Enrico da Parlascio e nel 1235 da Jacopo degli Uberti, padre del celebre Farinata.
I continui vai e vieni
Nel 1176 Montalcino fu alleato di Siena nella guerra che quest'ultima perse contro Firenze. Nel 1199 Siena pose assedio a Montalcino, che durò ben 16 mesi, terminato con la vittoria senese e la distruzione di buona parte del castello. Comunque da lì a poco Montalcino riottenne la sua indipendenza. Il 29 marzo del 1201 Siena e Firenze siglarono, nella chiesa di S.Miniato a Fonterutoli, un accordo di pace: quest'ultimo stabiliva che Firenze doveva diventare nemico di Montalcino e in più doveva aiutare Siena, con cento cavalli e mille fanti, nella guerra che quest'ultima avrebbe condotto contro Montalcino. Dunque da li a poco iniziò un altro assedio, che durò fino al 27 settembre 1202, giorno in cui Montalcino cadde e fu distrutto. Nel 1207 Montalcino, supportato da Firenze, si ribellò a Siena che vi ripose assedio e lo riconquistò; ma a causa del riinizio delle ostilità con Firenze, Siena fu costretta a cedere Montalcino nel 1210. L'indipendenza di quest'ultimo, anche qui, durò poco perché il 13 (a Sant'Egidio) e il 18 (a Sant'Antimo) giugno 1212, fu stabilito un accordo tra l'abate di Sant'Antimo, Montalcino e Siena, con cui quest'ultima, tolto il diritto giurisdizionale all'abate, sottomise un quarto dei territori montalcinesi. L'accordo prevedeva molte clausole, che i montalcinesi dovettero accettare, come: la partecipazione del popolo ilcinese, a sue spese, alle guerre condotte da Siena; la disponibilità di tutti i cavalli per Siena; l'accettazione del diritto di albergheria per i masnadieri senesi; nessun pedaggio di dazio doveva essere imposto ai senesi.
I giuramenti fatti dai montalcinesi sotto costrizione di Siena, testimoniano, per la prima volta, che Montalcino, ai tempi, era diviso in ben cinque popoli: quelli della Pieve, di Canonica, di San Lorenzo, di Collegatti (o Collegattoli) e di Castelvecchio.
Ma i montalcinesi, forti dell'appoggio di Firenze e Orvieto (accomunati dal fatto di essere guelfi), iniziarono nuovamente a rivoltarsi a Siena, costringendola a riassediarlo nel 1219, nel 1232 e nel 1252. Nel novembre 1252, i montalcinesi furono soccorsi da Firenze, che mise in rotta i sanesi; a seguito di quest'evento i fiorentini lasciarono le loro milizie in territorio montalcinese, e misero a ferro e fuoco il contado senese, fino a quando i senesi non hanno chiesto la pace nel 1254, pace che fu accettata e Siena fu costretta a lasciare ai fiorentini l'intera tutela del paese e degli abitanti di Montalcino. Il 4 settembre 1260 avvenne la battaglia di Montaperti, in cui i Ghibellini (Siena e alleati) sbaragliarono i Guelfi (Firenze e alleati). Un rogito di ser Orlando del fu Ottaviano, scritto a Siena l'8 settembre 1260, dice che, in quel giorno, un certo numero di montalcinesi si presentarono in Piazza del Campo per accettare i patti imposti dai senesi, annullando le convenzioni che avevano giurato ai fiorentini. Dopodiché in senesi distrussero sia la città che le campagne ilcinesi. Con il passare degli anni gli animi si andarono a calmare. Nel 1287 il Consiglio Generale di Siena deliberò la spesa di ben 2000 lire della Repubblica per acquistare proprietà a favore dei fuoriusciti montalcinesi. Un altro segno di riavvicinamento fra i due popoli è la misura presa a Siena dal Consiglio Generale della Campana, quando il 28 aprile 1295 fu approvata la relazione dei confini tra Montalcino e Torrenieri (tra cui vi erano stati accesi scontri): confini che sono stati descritti nell'esame dei testimoni fatto dai depurati dei Signori Nove di Siena.
Montalcino però, legato ancora a Firenze, ritornò autonomo nel 1269. Solo a metà del XIV secolo, Montalcino fu inserito ufficialmente nel dominio territoriale di Siena e i montalcinesi ebbero la cittadinanza senese.
La nuova ripartizione
Montalcino, a imitazione di Siena, fu ripartito anch'esso in Terzieri:
S. Salvatore, a est (attuale Quartiere Ruga) S. Angelo in Castelvecchio, a ovest (attuali Quartieri Pianello e Travaglio) S. Egidio, a sud (attuali Quartieri Borghetto e Travaglio)
Bisogna specificare che i Terzieri non avevano solo un ruolo territoriale, ma anche un elevato ruolo politico in quanto l'amministrazione politica del tempo era segnata da questa ripartizione: infatti da quest'ultima si nominavano i priori e sempre da questa dipendevano tutte le magistrature montalcinesi (la più importante era il "Consiglio Generale della Campana")
I papi
Nel 1462 Montalcino, insieme a Pienza, ottenne da Pio II il nome di città, e sempre dallo stesso papa fu fatta diocesi (13 agosto). Nel 1526 resistette alle truppe (composte da 8000 soldati) di Clemente VII, che assediarono la città di Montalcino tra l'11 e il 13 luglio: a fine scontri si contarono più di cento morti e altrettanti feriti tra gli assalitori; e solo quattro morti e due feriti tra i montalcinesi.
L'economia
In epoca medievale l'attività economica prevalente era la conceria e Montalcino disponeva di numerose fabbriche per la lavorazione del cuoio, fabbriche che erano celebri per la qualità dei loro prodotti. In seguito, com'è successo a molti centri abitati della provincia di Siena, anche Montalcino conobbe una gravissima crisi economica e demografica.
Guerra di Siena
Nel 1540, l’Impero Spagnolo pone a Siena una guarnigione di 3000 soldati, con lo scopo di costituirvi una guarnigione. Nel 1548, Carlo V inviò a capo della guarnigione don Diego de Mendoza, per rompere lo spirito di libertà senese che si era manifestato durante numerosi episodi di insubordinazione da parte dei senesi nei confronti degli spagnoli.
Il 26 luglio 1552, Siena e i comuni senesi insorsero contro gli spagnoli, dando inizio alla guerra di Siena.
Il 27 marzo Montalcino, dopo l’assedio di Monticchiello terminato con la conquista di quest’ultimo da parte degli spagnoli, fu messa sotto assedio dalle truppe ispano-fiorentine, uscendone vittorioso il 15 di giugno 1553. Il 21 aprile 1555 Siena fu conquistata dagli ispano-fiorentini, e migliaia di esuli Senesi si stabilirono nel territorio di Montalcino, dove fondarono la Repubblica di Siena riparata in Montalcino, organizzata dal maresciallo Piero Strozzi e dai capi del partito repubblicano nemici del duca Cosimo de' Medici; e simbolo dell'ultimo tentativo di indipendenza senese.
La nuova repubblica, per quanto riguarda il governo, fu modellata a somiglianza di quella di Siena. Un magistrato governativo supremo composto di quattro soggetti, che presero il titolo di Deputati alla difesa della libertà senese, era presieduto dal Capitano del Popolo, e a nome di questo magistrato si bandivano regolamenti, ordini e leggi. Inoltre furono coniate monete di rame, d'argento e d'oro.
Montalcino resistette per ben 4 anni fino al 2/3 aprile 1559, quando Montalcino rimasto ultimo comune libero d'Italia, dopo il trattato di pace di Cateau-Cambrésis, Montalcino dovette arrendersi, consegnarsi e prestare giuramento al duca di Firenze. Subito dopo Montalcino, Siena dovette cedere gli ultimi comuni: Piancastagnaio, Radicofani, Roccastrada, San Casciano, San Quirico d'Orcia e Pienza (ripresa poco tempo prima dal generale Strozzi).
Granducato di Toscana
Grazie alla caduta della Repubblica di Siena e la conquista di quest’ultima da parte del Ducato di Firenze, si andò a formare, il 27 agosto 1569 con bolla emessa da papa Pio V, il Granducato di Toscana e Ducati di Firenze e Siena. Di conseguenza Montalcino entrò a far parte del Granducato di Toscana.
Le tracce dei Medici a Montalcino
Dopo la caduta della Repubblica senese, i Medici a Montalcino fecero ampliare il bastione di San Giovanni e rialzare il torrione del palazzo dei Priori, facendo loro raggiungere le dimensioni odierne. In più i Medici, per lasciare il segno del loro dominio sulla città, aggiunsero a tanti palazzi e opere difensive lo stemma mediceo; un esempio è proprio il palazzo dei Priori.
Le numerose produzioni a Montalcino
Tra il XVIII e il XIX secolo sul territorio ilcinese vi erano numerose fornaci di ceramiche, filande per il trattamento della seta, concerie, fabbriche di cappelli in feltro e vetrerie. In più vi erano una cereria e una tintoria, in più era molto diffusa la tessitura di panni di canapa. Sul campo agricolo le produzioni sono sempre le stesse: uva per la produzione di vino (specialmente Moscadello, vino molto conosciuto e venduto) e grano.
Il nuovo comune