La Caterina Costa è stata una motonave da carico italiana, protagonista di uno dei peggiori incidenti della seconda guerra mondiale.
Si trattava di una grande e moderna motonave da carico - una delle migliori costruite in Italia al tempo - di 8.060 tonnellate di stazza lorda, completata nel 1942 per l'armatore genovese Giacomo Costa.
Il 21 ottobre 1942 fu requisita dalla Regia Marina e, in virtù delle sue caratteristiche, adibita al trasporto dei rifornimenti sulla rotta più importante, quella per il Nord Africa.
Compì quattro viaggi su questa tratta; il 26 dicembre 1942 rimase danneggiata in un attacco aereo su Biserta.
L'esplosione Il 28 marzo 1943 si trovava ormeggiata nel Porto di Napoli, nella Darsena "Armando Diaz" alla radice del Pontile "Vittorio Emanuele II" al lato ponente, all'intersezione della Calata della Marinella, prora a terra, affiancata col lato dritto, nella zona prospiciente il Rione di Sant'Erasmo, carica di materiale bellico destinato alle forze armate italiane e tedesche dislocate in Tunisia.
Il caricamento iniziò la mattina del giorno 20 marzo 1943, a cura dei lavoratori delle Compagnie Portuali "Carlo Pisacane" e "Ammiraglio Caracciolo, facenti capo all'Ente Autonomo del "Porto di Napoli", e terminò verso mezzogiorno del 28 marzo 1943.
Una volta ultimato il caricamento dei rifornimentiMarco Liguori, "Caterina Costa la nave dei misteri. Napoli 28 Marzo 1943: cronaca di una tragedia", Collana "Sestante. Storia, memorie, documenti", De Ferrari Editore, Genova, 2023, ISBN 978-8855-035323, Pagg. 60-62.:
1.775 tonnellate di munizioni, di cui: 925 t italiane; 850 t tedesche; 854 tonnellate di combustibili, di cui: 520 t di carburante tedesco 219 t di benzina italiana; 65 t di olio lubrificante italiano; 50 t di gasolio italiano; 946 tonnellate di materiali vari, di cui: 600 t tedesche; 175 t di materiali nebbiogeni italiani; 166 t italiane; 5 t di acido solforico del Genio italiano; 2.233 tonnellate di viveri, di cui: 1.200 t tedesche; 1.033 t italiane; automezzi, tra cui: carri armati autocingolati; 43 cannoni a lunga gittata; circa 600 militari italiani e tedeschi;
qui, di seguito, il dettaglio del carico e della dislocazione dello stesso sulla motonave:
InterponteStivada prua (1) a poppa (6) Munizioni Combustibili Materiali vari Viveri Automezzi TOTALE Interponte n° 1 200 t:* 200 t munizioni REI - - 75 t:* 50 t pasta REI* 25 t farina REI - 275 t Stiva n° 1 400 t:* 400 t munizioni REI - - 300 t:* 300 t farina REI - 700 t Interponte n° 2 325 t:* 270 t munizioni REI* 55 t munizioni RMI - - 155 t:* 50 t pasta REI* 50 t riso REI* 50 t fagioli REI* 5 t cruschello REI - 480 t Stiva n° 2 850 t:* 850 t munizioni WH - - 400 t:* 400 t viveri WH - 1.250 t Interponte n° 3 - - - - Automezzi Automezzi Stiva n° 3 - - 600 t:* 600 t materiali WH - - 600 t Interponte n° 4 - - - - Automezzi Automezzi Stiva n° 4 - - - 800 t:* 800 t viveri WH - 800 t Interponte n° 5 - 65 t:* 33 t olio denso REI* 32 t olio minerale RAI 69 t:* 30 t materiali del Genio REI* 26 t materiali RAI* 11 t materiali di Sanità REI* 2 t acido solforico del Genio REI 118 t:* 100 t pasta REI* 10 t anice & cognac REI* 8 t torrone REI Automezzi 252 tAutomezzi Stiva n° 5 - - 277 t:* 175 t materiali nebbiogeni REI* 50 t materiali RMI* 27 t materiali di Motorizzazione REI* 20 t tabacco REI* 17 t materiali di Artiglieria REI* 3 t acido solforico del Genio REI 385 t:* 186 t carne in scatola REI* 50 t gallette REI* 50 t generi di mensa REI* 40 t marmellata REI* 20 t patate essiccate REI* 20 t formaggio REI* 5 t confettura REI* 5 t surrogato di caffè REI* 3 t verdura essiccata REI* 3 t cipolla essiccate REI* 3 t aglio in polvere REI - 662 t Interponte n° 6 - 269 t:* 219 t benzina REI in 786 fusti* 50 t gasolio RAI in 350 fusti - - - 269 t Stiva n° 6 - 520 t:* 520 t carburante WH - - - 520 t TOTALE 1.775 t 854 t 946 t 2.233 t Automezzi 5.808 tAutomezzi N.B.: REI = Regio Esercito Italiano; RMI = Regia Marina Italiana; RAI = Regia Aeronautica Italiana; WH = Wehrmacht tedesca
sarebbe entrata a far parte di un convoglio diretto a Biserta, in Tunisia, in partenza alle 16:00 del 28 marzo 1943.
Alle 14:15 del 28 marzo 1943 a seguito all'incendio a poppa, nella Stiva n° 6, contenente carburante tedesco, e sull'Interponte n° 6, contenente benzina e gasolio italiani, si ebbe una fortissima esplosione che, subito dopo, innesco una seconda esplosione che coinvolse simultaneamente il munizionamento a servizio del cannone da 120 mm di bordo: 50 granate e relative 50 cariche, che a sua volta innesca l'esplosione a raffica delle altre munizioni a servizio delle mitragliatrici di bordo e dei 4 cannoni da 88 mm. Tutta la coperta è in fiamme. Non si sa tuttora se accidentale o doloso, che non poté essere domato e che portò, alle 17:39, all'esplosione del carico delle munizioni stipate nelle Stive e negli Interporti n° 2 e 1, a prua della nave stessa.
Ecco la cronaca di Roberto Ciuni, giornalista de il Mattino di Napoli:
L'esplosione fu devastante: il molo sprofondò e tutt'intorno un gran numero di edifici furono distrutti o gravemente danneggiati. I rimorchiatori CavourPiroscafo Rimorchiatore "Cavour", varato nel 1907, 35 TSL - Tonnellate di stazza lorda, registrato nel Compartimento Marittimo di Napoli al n° 344 da Giuseppe Fevoli, citato in Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, "La Marina italiana nella seconda guerra mondiale", Volume 3, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1952, Pag. 70 e OrientePiroscafo Rimorchiatore "Oriente", varato nel 1889, 36 TSL - Tonnellate di stazza lorda, registrato nel Compartimento Marittimo di Napoli al n° 143 da Giuseppe Volpicelli, citato in Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, "La Marina italiana nella seconda guerra mondiale", Volume 3, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1952, Pag. 70 furono investiti dallo scoppio e affondarono, mentre parti roventi di nave e di carri armati furono scagliate a grande distanza, finendo in Via Atri e Piazza Carlo III. Altri frammenti raggiunsero Piazza Mercato e il Vomero ed altri ancora incendiarono la stazione Centrale.
Gli oltre 600 morti e gli oltre 3.000 feriti riempirono letteralmente le strade.
Tra le vittime del disastro vi fu l'ammiraglio Lorenzo Gasparri, comandante del Gruppo Cacciatorpediniere della Squadra Navale, il quale era salito personalmente, insieme ai suoi uomini, su delle bettoline cariche di munizioni per allontanarle dalla Caterina Costa in fiamme, in modo da evitare che tali imbarcazioni, investite dalle esplosioni, amplificassero l'effetto del disastro; l'evento temuto si verificò, però, prima che fosse possibile completare tale opera, e Gasparri rimase ucciso nell'esplosione. Alla sua memoria venne conferita la Medaglia d'oro al Valor Militare.
Note
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