Biografia Secondo la tradizione, discendeva da Niall dei Nove Ostaggi, re supremo d'Irlanda: nato nel 642, abbracciò la vita monastica a Bangor e nel 671 partì come missionario per la Scozia orientale, dove fondò l'abbazia di Applecross.David McRoberts, BSS, vol. VIII (1966), col. 489.

La sua opera ebbe una notevole influenza sulla diffusione del cristianesimo lungo la costa nord-occidentale e nelle zone settentrionali della Scozia.

Si spense nel 722: secondo la tradizione irlandese morì per cause naturali; secondo la tradizione scozzese subì il martirio a Urquhart durante un'incursione dei pirati scandinavi.

Il culto Il suo culto era molto popolare nelle Highlands scozzesi. Ancora nel XVII secolo, ad Applecross venivano sacrificati tori in suo onore e sull'isola di Inch-Maree esisteva una fonte dedicata al santo la cui acqua veniva ritenuta miracolosa e utilizzata come rimedio per la pazzia.David McRoberts, BSS, vol. VIII (1966), col. 490.

Mentre in Irlanda era commemorato il 21 aprile, in Scozia la sua festa era assegnata al 27 agosto, come attestato da breviario di Aberdeen: a causa del significato simile dei loro nomi (in gaelico Melrubio vuol dire "prete rosso"), infatti, il santo di Applecross era confuso con san Rufo.

Il suo culto come santo fu confermato da papa Leone XIII con decreto dell'11 luglio 1898.Index ac status causarum (1999), pp. 403 e 597.

Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 21 aprile.Martirologio romano (2004), p. 344.

Note

Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004. Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano 1999. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

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