Il Movimento della Società per la Pace (in francese: Mouvement de la societé pour la paix; in lingua araba: حركة مجتمع السلم, Harakat mujtamaâ as-Silm; abbreviato in MSP o HMS) è un partito politico algerino di orientamento islamista fondato nel 1990. Dal 1990 al 1996 era noto come Movimento per la Società Islamica o Hamas.
In italiano è anche tradotto come Movimento per la Società e la Pace, Movimento per la Società della Pace, o Movimento della Società di Pace
Storia
Origini Il fondatore del movimento, Mahfoud Nahnah, negli anni 1970 fu ispirato dalla rivoluzione iraniana e difese l'uso della violenza a difesa dell'Islam nel contesto del sistema a partito unico presente allora nel paese. Nahnah stesso compì alcuni atti di sabotaggio di piloni elettrici che gli valsero una condanna a 15 anni di carcere.
Fatto liberare all'inizio degli anni 1980 dal presidente algerino Chadli Bendjedid, si avvicinò al momento egiziano dei Fratelli Musulmani, e in particolare all'ala qutbista, e propose di fondare una branca del loro movimento in Algeria. Centrale nel pensiero di Nahnah era il concetto di Hakimiyya, ossia la necessità di condurre l'attività politica e di legiferare secondo i dettami di Allah. A questo scopo Nahnah condusse una costante propaganda nelle università e nelle moschee sostenendo la necessità di affrancarsi dal socialismo, dal comunismo e dalla cultura francese, riscoprendo i valori religiosi islamici. Nel 1988 venne fondata l'organizzazione religiosa Guida e Riforma (al-Irshâd wal-islâh), riconosciuta come associazione a settembre 1989. L'organizzazione era stata pensata come un'associazione non politica di predicazione, di educazione religiosa e di beneficenza, più moderata rispetto al Fronte Islamico di Salvezza: al contrario della logica rivoluzionaria del Fronte, Guida e Riforma aveva un'approccio più riformista, aperto alle riforme politiche e economiche, favorevole alla promozione del lavoro femminile e alla protezione della donna.
Fondazione del partito Fu proprio la creazione del Fronte Islamico di Salvezza, a cui Nahnah rifiutò di partecipare, che spinse questi e gli altri dirigenti dell'organizzazione a trasformare Guida e Riforma in un partito, in modo da evitare che il Fronte restasse l'unica offerta politica islamista. Il partito fu fondato il 6 dicembre 1990 da Mahfoud Nahnah con il nome di Movimento per la Società Islamica (MSI-Hamas). In quel periodo disponeva di quattro centri, di una quarantina di sezioni provinciali e di 916 sezioni comunali, di cui 133 femminili.
Dalla sua fondazione ha mantenuto un atteggiamento legalista e collaborativo, accettando il ruolo delle istituzioni e dell’esercito, riconoscendo i diritti dell'uomo e la parità tra i sessi, e condannando la violenza perpetrata dai gruppi islamici armati. Questo lo pose in contrasto con il Fronte Islamico di Salvezza, anche per la diversa estrazione sociale dei suoi membri, maggiormente istruiti e agiati rispetto agli appartenenti al Fronte.
Alle elezioni parlamentari del 1991, vinte dal Fronte Islamico di Salvezza, il partito ottenne solo il 5,35% dei voti. L'anno seguente, un colpo di stato degli apparati militari portò all'annullamento delle elezioni: il Fronte venne sciolto e il paese precipitò in una cruenta guerra civile. Il MSI-Hamas cercò di favorire il processo di riconciliazione tra gli ex membri del Fronte e le istituzioni, invitando una risoluzione non violenta del conflitto. Tale tentativo non andò a buon fine a causa della forte polarizzazione presente nella politica algerina del tempo. In quel periodo una cinquantina di dirigenti del partito fu vittima di attacchi terroristici, fra cui Mohamed Bouslimani, fondatore del MSI-Hamas.
L'ingresso nella coalizione di governo e il cambio di nome
L'emanazione, nel febbraio 1992, della legge speciale sullo stato di emergenza, che sottopose l'attività politica a un controllo stringente, rese urgente per il partito mantenere una propria visibilità. A questo scopo, il MSI-Hamas decise di partecipare attivamente al processo formativo del nuovo assetto istituzionale del paese. Nel maggio 1994 il partito partecipò al Consiglio di Transizione e successivamente a altre elezioni locali. Alle elezioni presidenziali del 1995, il partito presentò Mahfoud Nahnah come proprio candidato, nonostante la maggior parte degli altri partiti avesse deciso di boicottarle. Nahnah raccolse quasi tre milioni di voti, il 25,58% del totale. Sempre all'interno di quest'ottica collaborativa, il partito non aderì al cosiddetto Contratto nazionale, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio e firmato da rappresentanti del disciolto Fronte Islamico di Salvezza, del Fronte delle Forze Socialiste e del Partito dei Lavoratori. A partire dal 1996 fece parte della coalizione di governo di Ahmed Ouyahia ottenendo due ministri.
A fronte di una legge del marzo 1997 che vietava ai partiti di organizzarsi su base religiosa o etnica, vale a dire l'Islam, l'identità araba e quella berbera, il Movimento per la Società Islamica cambiò nome in Movimento della Società per la Pace (MSP). Anche il motto del partito passò da «L'Islam è la soluzione» a «La pace è la soluzione».
Alle elezioni parlamentari del 1997 il MSP ottenne il 14,8% e 69 parlamentari all'Assemblea popolare nazionale e il numero di ministri del partito nella coalizione di governo aumentò a sette. Sebbene per la prima volta dall'indipendenza algerina del 1962 un partito islamista fosse stato ammesso nella coalizione di governo, i ministeri detenuti da rappresentanti del MSP erano comunque considerati più tecnici che strategici, cosa che alcuni commentatori collegano a una influenza ancora limitata negli affari governativi. Al congresso del partito di marzo 1998 venne confermata la linea partecipazionista, nonostante qualche costestazione minoritaria.
Nonostante il Consiglio della Nazione avesse vietato a Mahfoud Nahnah di candidarsi alla presidenza, alle elezioni del 1999 il MSP sostenne la candidatura di Abdelaziz Bouteflika, anche in nome della riconciliazione nazionale e dell'amnistia ai militanti islamisti promessa da quest'ultimo. Nel primo governo sotto la presidenza Bouteflika, il MSP ottenne comunque solo quattro ministeri.
Alle elezioni per l'Assemblea Nazionale del 2002 il partito ottenne il 7,75% dei voti e 38 parlamentari. Nel 2002 ebbe cinque ministeri ricoperti dai suoi rappresentanti: piccole e medie imprese (Mustapha Benbada); industria (El Hachemi Djaaboub); pesca (Smaïl Mimoun); ministro di Stato senza portafoglio (Aboujerra Soltani); lavori pubblici (Amar Ghoul). Quest’ultimo ministero fu particolarmente importante dati gli ambiziosi piani infrastrutturali dell’allora presidente Bouteflika e al budget di diversi miliardi di dollari di cui disponeva. Il ministro dell'industria ebbe un ruolo di primo piano nei negoziati per la candidatura dell'Algeria all'OMC. Nonostante la partecipazione al governo, il partito mantenne un’anima contestatrice, per poter intercettare il voto di protesta.
Il fondatore e presidente del partito Mahfoud Nahnah morì il 19 giugno 2003. A lui succedette Aboujerra Soltani, eletto alla presidenza durante il terzo congresso del partito nell'agosto 2003. Alle elezioni presidenziali del 2004 il MSP continuò con la sua linea partecipazionista e sostenne nuovamente la candidatura di Abdelaziz Bouteflika, non presentando quindi nessun candidato interno al partito. Alle elezioni legislative del 2007, caratterizzate da un affluenza molto bassa (36,5%), ottenne una cinquantina di parlamentari. In questo periodo il partito soffrì di forti dispute interne tra i vecchi militanti del partito e i nuovi iscritti. Tali tensioni emersero con forza durante il quarto congresso del MSP, nel 2008.
L'Alleanza Verde e l'abbandono della coalizione di governo
Alle elezioni legislative del 2012 il Movimento della Società per la Pace formò la coalizione elettorale Alleanza verde con altri due partiti islamisti, il Movimento della Rinascita Islamica e il Movimento per la Riforma Nazionale. Così facendo il partito sperava di ripetere ciò che era successo ai partiti islamisti del Nordafrica durante la primavera araba, che avevano goduto di un forte sostegno popolare. Tuttavia, la coalizione ebbe un risultato deludente, arrivando solamente terza con 47 parlamentari. Il partito, sotto impulso del suo leader Abderrazak Mokri, decise di abbandonare la coalizione di governo.
Nel 2019, con il debutto del movimento hirak, il partito accolse le loro istanze nel tentativo di intercettare i consensi dei manifestanti. Alle elezioni presidenziali del 2019 non presentò né sostenne un candidato. Dopo la vittoria del nuovo presidente Abdelmadjid Tebboune, il partito si oppose alla revisione costituzionale da lui proposta.
Ideologia Nel corso della sua esistenza il partito attraversò un processo di secolarizzazione. A causa di una norma legislativa che proibiva i riferimenti religiosi nei nomi del partiti, il Movimento per la Società Islamica cambiò nome in Movimento della Società per la Pace. Inizialmente l’ideologia del partito fu ripresa da quella dell’organizzazione religiosa Guida e Riforma, che proponeva un processo di islamizzazione della società e promuoveva l’adozione della shari'a. Il processo di istituzionalizzazione lo portò ad abbandonare queste istanze iniziali, presentando l’Islam non come un modello di società, bensì come un patrimonio culturale e etico. Lo scopo del partito divenne quindi difendere l’attuale identità musulmana della società algerina. L’Islam viene visto non come un sistema politico-religioso da imporre all’intera società, bensì come un riferimento etico-filosofico del programma del partito: ad esempio la moralizzazione dei costumi e la lotta alla corruzione.
Risultati
Elezioni parlamentari
Elezione Voti % Seggi Parlamentari 1991 368.697 5,4 Parlamentari 1997 1.553.154 14,80 Parlamentari 2002 574.967 7,75 Parlamentari 2007 556.401 9,71 Parlamentari 2012 475.049 6,22 Parlamentari 2017 394.833 6,12 Parlamentari 2021 208.471 4,52
Elezioni presidenziali Elezione Voti % Candidato Presidenziali 1995 25,58 Mahfoud Nahnah Presidenziali 1999 Sostegno a Abdelaziz BouteflikaIl Consiglio della Nazione vietò a Mahfoud Nahnah di candidarsi alla presidenza Presidenziali 2004 Sostegno a Abdelaziz Bouteflika Presidenziali 2009 Nessun candidato Presidenziali 2014 Nessun candidato Presidenziali 2019 Nessun candidato Presidenziali 2024 9,56 Abdelaali Hassani Cherif
Note
Bibliografia
Voci correlate Fronte Islamico di Salvezza
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Partiti islamisti