La stazione radiotelegrafica della Regia Marina, più nota come Radio San Paolo, fu un centro di trasmissione e ricezione militare italiano in onde lunghe, medie e corte situato nella periferia meridionale di Roma. Inaugurata nel 1917 e posta sotto il comando della Regia Marina, la stazione rimase in servizio alla Marina Militare per buona parte del secondo dopoguerra per poi perdere importanza fino alla dismissione e alla trasformazione dei suoi locali in appartamenti civili.
Storia Il centro nacque alla fine degli anni dieci del XX secolo per intensificare le comunicazioni con le colonie italiane sul Mar Rosso e con le imbarcazioni in navigazione nell'Atlantico, nel Mediterraneo e nell'Indiano.
Il sito prescelto fu un'area – all'epoca disabitata – lungo via Ostiense all'altezza dell'odierno civico 204, circa 250 metri oltre la basilica di san Paolo in direzione mare. Gli impianti ivi installati, sotto la supervisione di Giancarlo Vallauri e dei sottotenenti di vascello Giuseppe Pession e Bernardo Micchiardi, erano trasmettitori ad alta potenza () in onde lunghe ad arco Poulsen sulle frequenze da 42,9 a (pari a una lunghezza d'onda da a ) emesse da un'antenna triangolare sorretta da tre tralicci in ferro alti circa lungo il Valco di San Paolo; tale configurazione permetteva già all'epoca di raggiungere le stazioni radio di Massaua e Mogadiscio. La radio fu usata anche per scopi civili, in particolare per tenere i contatti con il corpo diplomatico all'estero..
Tra il 1926 e il 1927, per fare fronte ai problemi causati dalle perturbazioni e dai monsoni che si abbattevano sulla costa orientale dell'Africa, la stazione fu dotata anche di impianto a onde corte a valvola da sui 32 (~ kHz) e sui (~). Un ulteriore impianto in onde lunghe sui () e uno in onde medie sui (~) e (~) furono installati nel 1928.
La stazione radio San Paolo conobbe un periodo di notorietà internazionale nel 1928 quando tenne i collegamenti con la nave appoggio Città di Milano, impegnata in Atlantico settentrionale nella ricerca di Umberto Nobile e del suo equipaggio disperso a seguito dell'incidente del dirigibile Italia in spedizione al polo nord. Grazie alla ricezione di un frammento di SOS da parte di un giovane radioamatore sovietico di Arcangelo, Nikolaj Schmidt, Radio San Paolo fu in grado di permettere al Città di Milano di mettersi in contatto con i dispersi e ricevere da essi le coordinate per il soccorso., materialmente portato a termine dalla rompighiaccio sovietica Krassin.
Dopo l'8 settembre 1943 e la caduta di Roma in mano tedesca, la radio, che era un obiettivo strategico assicurando le comunicazioni con gran parte della flotta, fu militarmente occupata da parte delle truppe naziste..
Dopo la fine della guerra e l'urbanizzazione della zona, in particolare con la costruzione delle case INA e IACP al Valco San Paolo nei primissimi anni cinquanta, la stazione radio fu ridimensionata fino alla chiusura definitiva. Parte dei manufatti sopravvissuti è adibita a edilizia per abitazione civile e il resto è destinato alla sede del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.
Note
Bibliografia
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