La politica estera della Repubblica di Genova, dagli albori dell'anno mille e lungo il lento correre dell'età di mezzo, fino alle soglie dell'era moderna, fu prevalentemente quella di garantire ai cittadini - al di fuori dei confini del Genovesato e in proiezione dei territori d'oltremare - una fitta rete di rotte mercantili.

A perseguirla fu una consolidata classe dirigente, al tempo stesso tanto pragmatica quanto consapevole di sé e del proprio potere. Tale politica si basò principalmente sull'acquisizione e il controllo di nuovi territori - che diverranno poi le cosiddette colonie genovesi - ma anche sulla semplice presenza nelle città portuali situate lungo le coste del Mar Mediterraneo e al di fuori di esso.

Caratteristiche

In Europa come in Africa o in Asia, talvolta anche con significative presenze nelle zone dell'interno, nelle fiere e nelle più importanti piazze finanziarie del mondo allora frequentato e frequentabile, talvolta spingendosi in terre inesplorate o sconosciute, i genovesi posero le basi di un impero economico e commerciale, ora con le armi della diplomazia, ora con le galee della Repubblica o dei suoi cittadini.

I genovesi agirono in nome della Repubblica, come Caffaro di Rustico o Guglielmo Embriaco, i più famosi fra i molti crociati che ottennero enormi privilegi per Genova nelle città della Terra Santa. Ma anche agendo per proprio conto come Benedetto Zaccaria cui fu infeudata da Michele VIII Paleologo Focea (con la Signoria di Focea) e, più tardi, Chio / Scio (con la Signoria di Chio in mano agli Zaccaria) o in società come la Maona di Chio che faceva capo alla potente famiglia dei Giustiniani un secolo più tardi. Infine talora tramite potenti lobby come il Banco di San Giorgio cui venne affidato il governo di diverse colonie e, addirittura, della Corsica.

Queste colonie inizialmente eran spesso concentrate intorno a una piccola piazza e alcune case circostanti (inoltre erano collegate al mare, se possibile). Quando consolidate, le colonie genovesi occupavano un proprio quartiere:

Gli inizi

Genova, povera e con soli abitanti nell'anno 1000, cominciò a rendersi autonoma dal Sacro Romano Impero intorno al 1096, come Libero Comune, partecipando poi alle Crociate. Inizialmente chiamata "Compagna Communis", la Repubblica di Genova si distinse nella Terrasanta, arricchendosi enormemente.

Durante la Prima Crociata (1097-1099) i crociati genovesi, guidati da Guglielmo Embriaco diedero un decisivo contributo nella conquista di varie città. Per tale contributo vennero ricompensati dai Crociati con la terza parte di Gibelletto e la terza parte delle entrate fiscali della città e del contado (fino a una lega di distanza) di Acri. Inoltre i mercanti genovesi costruirono fondaci o ebbero una strada tutta per loro in varie città del Levante: a Cesarea, a Tolemaide, a Giaffa, a Gerusalemme, a Famagosta, ad Antiochia, a Laiazzo, a Tortosa (oggi in Siria), a Tripoli del Libano e a Beirut. Il più famoso di questi possedimenti, la signoria di Gibelletto, l'attuale Biblo, era un feudo della contea di Tripoli concesso alla famiglia genovese degli Embriaci nel 1104. Essa durò fino al 1302 quando l'occupazione degli ultimi territori cristiani costrinse gli Embriaci a passare a Cipro. E infatti la riconquista musulmana cancellò la presenza genovese nella costa levantina.

Anche sulla costa spagnola da Valencia a Gibilterra, che era in possesso dei musulmani, verso il 1150 vennero stabilite numerose fondazioni genovesi, ma non per molto.

Alla conquista dei mari

La prima espansione oltremare di Genova fu in Corsica, annessa nel 1284 (fino al Settecento) alla Repubblica genovese, e nella Sardegna nord-occidentale. La battaglia della Meloria segnò la definitiva sconfitta della Repubblica di Pisa da parte dei genovesi, che si annessero la Corsica. In quegli anni interi borghi di parlata ligure furono trapiantati in Corsica (principalmente a Bonifacio e Calvi) e tuttora caratterizzano parzialmente l'isola dal punto di vista etnico-linguistico. In Sardegna Sassari divenne comune confederato alla repubblica genovese nel 1294; sempre nel nord-ovest dell'isola si insediarono i Doria, che vantavano alcuni legami di parentela con i giudici di Torres, a cui si deve la fondazione di centri quali Alghero e Castelgenovese.

Vi fu contemporaneamente un'espansione genovese anche sulle rotte commerciali del Mediterraneo bizantino. Infatti la Quarta crociata ruppe la tradizionale cooperazione fra Venezia e l'Impero Bizantino. Con il trattato di Ninfeo del 1261 l'impero greco si alleò con Genova contro Venezia, e conseguentemente concesse alla Compagna Communis e a famiglie e compagnie genovesi molte basi d'appoggio, garantendo loro un quasi monopolio del commercio nel Mar Nero.

Questi insediamenti furono attuati secondo un modello organizzativo estremamente importante nella Storia europea: essi costituiscono gli antecedenti medievali della colonizzazione moderna. La colonizzazione genovese non era basata sull'occupazione militare di un territorio ma sulla "concessione" per scopi commerciali di aree, dove si impiantavano famiglie di genovesi e liguri associate con i ceti dominanti locali.

Le isole greche dell'Egeo Chio e Mitilene divennero il centro del commercio genovese verso l'Oriente. L'isola di Chio, in particolare, divenne prima feudo degli Zaccaria, che vi instaurarono la loro signoria, poi fu il ricco possedimento di una potente famiglia genovese, i Giustiniani, che la riuscirono a controllare e mantenere cristiana (davanti allo strapotere turco) fino al 1566 sotto il controllo della maona di Chio e di Focea.

Nella penisola di Crimea, Caffa e altre cittadine vicine in mano alla Repubblica di Genova furono il punto di contatto tra il mondo mongolo-tartaro e quello dell'Europa occidentale. Per oltre due secoli e fino alla totale conquista ottomana dell'impero bizantino, le colonie genovesi del Mar Nero prosperarono e arricchirono Genova.

La colonia di Pera, davanti a Costantinopoli, fu il perno centrale di questo sistema di colonie genovesi, che aveva basi in Bessarabia e Crimea come pure in Anatolia (a Trebisonda) e in Abcasia (Pitsunda). Ma anche entro le mura di Costantinopoli vi fu un Quartiere genovese (1160) poi allargato ai quartieri di S. Croce (1170) e Caparia presso la Porta di Nereio.

Alcuni di questi genovesi di Pera e ChioNel 1681 l'Abate di Burgo fece un censimento delle antiche famiglie genovesi di Chio. L'elenco, tratto dal libro "Viaggio di cinque anni" pubblicato nel 1686 riporta i cognomi: Alessi, Argiroffi, Balzarini, Barbarini, Banti, Balli, Baselischi, Bavastrello, Borboni, Bressiani, Brissi, Calamata, Cametti, Caravi, Casanova, Castelli, Compiano, Condostavli, Coressi, Corpi, Damalà, D'Andria, Dapei, De Campi, Della Rocca, De Marchi, De Portu, Devia, Domestici, Doria, Facci, Filippucci, Fornetti, Frandalisti, Galiani, Gambiacco, Garchi, Garetti, Garpa, Giudici, Giustiniani, Giavanini, Graziani, Grimaldi, Leoni, Longhi, Machetti, Macripodi, Mainetti, Maloni, Mamabri, Marcopoli, Marneri, Moscardito, Massimi, Montarussi, Motacotti, Moroni, Ottaviani, Parodi, Pascarini, Pigri, Pisani, Portofino, Pretti, Ralli, Rastelli, Recanelli, Rendi, Reponti, Remoti, Rochi, Rubei, Salvago, Sangallo, Serini, Serra, Soffetti, Spinola, Stella, Testa, Timoni, Tubini, Valaperghi, Vegetti, Velati, Vernati, Viviani. rimasero a Istanbul e Smirne fino al Novecento, quando (nel 1933 erano circa 15.000, assieme ai discendenti di mercanti e coloni veneziani) furono definiti Levantini, conservando i loro cognomi italiani e il loro cattolicesimo fino ai nostri giorni.

Bosforo

Le colonie genovesi sul Bosforo furono poche ma importanti. La più importante fu il quartiere di Galata e Pera, al di là del Corno d'oro. "Galata" e "Pera" sono espressioni quasi sinonime, ma talvolta usate in coppia: "Galata e Pera". Per sua natura vicina alla città di Costantinopoli, ma fuori dalle mura della stessa e anzi separata dal Corno d'oro, questa area urbana era destinata ai "Franchi" cioè ai Cristiani Latini, in buona parte Genovesi e Veneziani, e godeva di autonomia amministrativa, in quanto era gestita dai consoli delle due Repubbliche. Galata fu genovese dal 1273 al 1453.

Il quartiere è dominato dalla torre di Galata, ricostruita dai genovesi come la Torre di Cristo dopo la Quarta Crociata e sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Inoltre, dentro le mura di Costantinopoli, ma di fronte a Galata, c'era un quartiere genovese, che peraltro non godeva di alcuna autonomia.

Siria Nel corso dei secoli XI e XII i mercanti genovesi estereso i loro commerci anche in Medio Oriente ed in Siria, fodando propri quartieri in varie città come Acri (sede principale), Gerusalemme, Giaffa (1060), Asuf, Cesarea, Beirut, Laodicea, 1/3 di Tripoli di Siria.

Colonie in Crimea e nel Mar Nero

La Repubblica di Genova ebbe colonie e possedimenti nella penisola di Crimea tra il 1266 e il 1475. Le principali furono Caffa (1261), Soldaia, Tana (1320), Copa (Kuban settentrionale) e Caulita (l'attuale Jalta), e il loro territorio nella Crimea meridionale veniva chiamato Gazaria.

La Gazaria godeva di autonomia giuridica: il principale testo di legge ivi vigente erano gli Statuta officii Gazariae del 1341, rivisti nel 1441Giovanni Forcheri, Navi navigazione a Genova nel Trecento. Il Liber Gazarie, Bordighera, Istituto internazionale di studi liguri, 1974J.M. Pardessus, Collection des lois maritimes antérieurs au XVIII siècle, Parigi, Imprimerie Royale, 1837, rist. Torino, Gaudenzi, 1968, vol. IV, pag. 423-434.

La zecca di Caffa batteva aspri d'argento.

Nel 1453 la Compagna Communis cedette la Gazaria al Banco di San Giorgio in pagamento di propri debiti. Questi domini furono tuttavia conquistati dall'Impero ottomano nel 1474.

Le colonie nel Mar Nero erano molte:

Crimea Caffa (l'odierna Feodosia) - 1266–1475 era la principale stazione genovese in Crimea Cherson (l'odierna Sebastopoli) - 1250–1320/1427 Cembalo (l'odierna Balaklava) dal 1357 Alupka Caulita (l'odierna Jalta) Lusta (l'odierna Alušta) - 1365–1434 Soldaia o Sugdeia (l'odierna Sudak) - 1266/87-1322, 1358/65–1475 nel periodo intermedio fu veneziana, ancora oggi è patrimonio UNESCO il suo Castello dei Genovesi Solgat, o Solhat, Surcati (l'odierna Staryj Krym o Kirim) Sarsona Chimmero Vosporo (l'odierna Kerč) dal 1310

Mar d'Azov Tana (l'odierna Azov) - 1261/70–1343/92 Matrega (l'odierna Taman', nella penisola omonima in faccia a Kerč') - 1419–1482 alla famiglia De Ghisolfi

La colonia genovese di Tana (nel punto più orientale del Mar d'Azov) aveva la caratteristica di essere unita alla colonia veneziana nella stessa città.

Caucaso Copa (l'odierna Slavjansk-na-Kubani, nell'entroterra), Mapa (l'odierna Anapa), Bata (l'odierna Novorossijsk), Casto (l'odierna Chosta, parte di Soči), Layso (l'odierna Adler, anch'essa parte di Soči); Chacari (oggi Gagra), Abcasia, Santa Sophia, Pezonda (oggi Pitsunda), Cavo di Buxo (oggi Gudauta), Nicoxia (oggi Nuovo Athos), Savastopoli (oggi Sukhum), Lo Vati o Lo Bati (oggi Batumi).

Bessarabia Ginestra (oggi parte di Odessa) Moncastro (anche Maurocastro o Cetatea Albă, oggi Bilhorod-Dnistrovs'kyj) - 1315/81–1403/34 (poi fino al 1484 veneziana), Chilia - 1352–1368 Licostomo (oggi Chilia Veche) fondaci a Costanza e Caladda

Anatolia Amastris o Samastro (oggi Amasra) - 1261–1402/1460 Penderachia (oggi Karadeniz Ereğli) Akçakoca (sul mar Nero vicino all'odierna città turca di Karadeniz Ereğli) Carpi (l'odierno villaggio di Kerpe) Simisso (oggi Samsun) - 1261–1402/61 Fondaci a Sinope e Trebisonda Scala Nova (oggi Kuşadası) Pitane (oggi Çandarlı) GaripceGaripçe Village and Rumelifeneri: A sweet weekend runaway! Castello genovese di Garipce, situata all'ingresso nord del Bosforo, sul mar Nero, il cui castello genovese risale a circa 550 anni fa . Yoros, situata all'ingresso nord del Bosforo, nella parte asiatica.