Blonde on Blonde è il settimo album in studio di Bob Dylan, pubblicato nel 1966. Viene riconosciuto come uno dei più grandi album di tutti i tempi oltre che il primo significativo album doppio della storia del rock, anticipando di una settimana Freak Out! di Frank Zappa, e segna il definitivo passaggio dall'era del 45 giri a quella del 33 giri.Alan Light, , TIME, November 13, 2006

L'album raggiunse la posizione numero 9 nella classifica statunitense Billboard 200, diventando doppio disco di platino, e la posizione numero 3 in Gran Bretagna. Dall'album furono estratti due singoli di successo: Rainy Day Women #12 & 35 e I Want You.

Tre canzoni presenti sull'album, Sad Eyed Lady of the Lowlands, Just Like a Woman e Visions of Johanna, sono considerate tra le migliori composizioni di Dylan. Nel 2003 l'album si aggiudicò la posizione numero 9 nella lista della classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi, sempre stilata da Rolling Stone, venendo poi retrocesso alla posizione numero 38 nella versione del 2020 della stessa classifica.

Descrizione Il disco conclude la cosiddetta "trilogia elettrica" di Dylan, cominciata con Bringing It All Back Home e proseguita con Highway 61 Revisited (ambedue del 1965). Le sessioni di registrazione ebbero inizio a New York nell'ottobre del 1965, con la partecipazione di numerosi session men, inclusi i membri della backing band di Dylan dal vivo, i The Hawks (più tardi The Band). Le sedute continuarono fino al gennaio 1966, ma soltanto una traccia che finì sull'album fu completata, One of Us Must Know (Sooner or Later). Dietro suggerimento del produttore Bob Johnston, Dylan, accompagnato dal tastierista Al Kooper e dal chitarrista Robbie Robertson, si trasferì a Nashville, Tennessee. Queste sessioni, con l'apporto di alcuni musicisti della scena locale, furono maggiormente fruttuose, e nel febbraio-marzo '66 si ebbe la registrazione di tutte le rimanenti canzoni dell'album.

La grande quantità dei brani registrati da Dylan costrinse la casa discografica a stampare il disco su due dischi. Anni dopo, la maggior capienza dei compact disc, permise di ristampare l'album su disco singolo. L'album è rilevante perché coniuga il blues rock elettrico di Dylan, consolidatosi su Highway 61 Revisited, con delle sonorità maggiormente eclettiche influenzate dal folk rock, dal country, dal gospel e dall'R&B. Secondo alcuni le musiche dell'album segnano il passaggio del rock da semplice musica d'intrattenimento a vera e propria forma d'arte, aprendo la strada alla psichedelia. Particolarmente rilevanti sono le liriche surreali dell'album, che testimoniarono come anche nel rock si potessero realizzare testi creativi. L'album sancisce la fine di un periodo importante nella carriera dell'artista, il quale, dopo l'uscita del disco, rimarrà coinvolto in un incidente motociclistico che gli causerà il ritiro dalle scene per ben due anni (e un radicale cambiamento del suo approccio musicale e del suo stile).

Registrato tra New York e Nashville, Blonde on Blonde fu prodotto da Bob Johnston e venne acclamato da critica e pubblico alla sua uscita, per la sua sofisticatezza musicale, la sua forza controllata e il suo lirismo surreale. Altri pensarono anche che l'album fosse più accessibile musicalmente rispetto agli ultimi dischi di Dylan, trovando le canzoni d'amore in esso contenute, più armoniose e di ampio respiro.

Copertina

La foto di copertina, che occupa le due facciate esterne del doppio album, scattata da Jerry Schatzberg, raffigura Bob Dylan lievemente sfuocato appoggiato a un muro, con indosso una giacca di pelle scamosciata marrone e una sciarpa annodata al collo, mentre guarda intensamente in macchina con un'espressione leggermente infastidita. Nel 1968, la Columbia modificò la copertina interna del disco, rimuovendo una fotografia dell'attrice Claudia Cardinale che era stata inserita senza il suo permesso. Le versioni originali comprendenti anche la foto della Cardinale sono diventate nel corso degli anni un raro oggetto per i collezionisti..

Registrazione New York La controversa esibizione al Newport Folk Festival nel luglio 1965, che aveva segnato la grande svolta “elettrica” di Dylan, era stato il primo tentativo di riprodurre in concerto il suo nuovo sound. Il successivo tentativo si sarebbe materializzato in due concerti tenuti alla fine di agosto insieme agli Hawks come gruppo di spalla. Grazie al buon riscontro di queste esibizioni, Dylan decise di portarsi gli Hawks, i futuri The Band, in studio di registrazione. Una seduta prodotta da Bob Johnston si tenne tra il 5 e il 6 ottobre, allo Studio A della Columbia a New York. La session era incentrata su due canzoni: I Wanna Be Your Lover e Can You Please Crawl Out Your Window?, che però non trovarono collocazione sull'album in uscita.

Il 30 novembre, Dylan e gli Hawks registrarono il brano Freeze Out, successivamente reintitolato Visions of Johanna, Freeze Out era una composizione ambiziosa, dieci minuti di epica surreale. Ma nemmeno con l'ausilio dei musicisti di studio Bruce Langhorne, Paul Griffin, e Al Kooper, Dylan fu in grado di registrare una versione del brano che lo soddisfacesse.

Dylan non effettuerà altre sessioni fino all‘anno nuovo; il 21 gennaio 1966, ritornò in studio per registrare un'altra lunga composizione, She's Your Lover Now. Anche questa seduta fallì e Dylan non ritentò più di registrare ancora la canzone, ma una take del 21 gennaio riemergerà anni dopo, sul cofanetto The Bootleg Series Volumes 1–3 (Rare & Unreleased) 1961–1991.

Dopo aver fallito la registrazione di due potenziali brani da includere sul nuovo disco, Dylan si fece perplesso sull'uso degli Hawks come band di studio. Fece un'altra session allo Studio A il 25 gennaio, ma questa volta insieme al batterista Bobby Gregg, al bassista William E. Lee, al pianista Paul Griffin, e con Al Kooper all'organo; Robbie Robertson suonò ugualmente durante queste sessioni, e molti membri degli Hawks presenziarono in studio, ma la loro presenza è incerta per la mancanza di documentazione attendibile. Comunque, due nuove canzoni furono finalmente registrate: Leopard-Skin Pill-Box Hat e One of Us Must Know (Sooner or Later).

Un'altra seduta si tenne il 27, ma non ne uscì niente di buono. Quindi, la difficoltà di completare i brani e i lenti progressi delle session, contribuirono alla decisione di Dylan di cancellare le ultime tre sedute di registrazione già prenotate in precedenza. Tempo dopo Dylan incontrerà il critico Robert Shelton e gli confesserà: «Oh, ero veramente giù. Voglio dire, in dieci sedute, non siamo riusciti a registrare una sola canzone [...] Era colpa del gruppo. Ma, allora non lo sapevo. Non volevo pensarlo».

Nashville Circa in questo periodo, Dylan decise che cambiare scenario avrebbe aiutato a migliorare la situazione. Il produttore Bob Johnston aveva già avuto qualche esperienza precedente agli studi Columbia di Nashville (Tennessee), lavorando con esperti veterani come Grady Martin e Floyd Cramer, quindi si decise di spostare lì le sedute di registrazione per l'album.

Il 14 febbraio del 1966, Dylan tenne la sua prima seduta di registrazione al Music Row Studios di Nashville. In aggiunta ad Al Kooper, Dylan e Johnston reclutarono il noto suonatore d'armonica, chitarrista e bassista Charlie McCoy, i chitarristi Wayne Moss e Joe South, e il batterista Kenny Buttrey.

Tre canzoni furono registrate in questa prima sessione, Fourth Time Around e Visions of Johanna furono finalmente completate per l'inclusione sull'album. Ulteriori tentativi di ri-registrare Leopard-Skin Pill-Box Hat, invece, si rivelarono insoddisfacenti. Il giorno dopo, Dylan fece un'estesa seduta che durò fino alle prime ore del mattino del 16 febbraio. Fu durante questa sessione che Dylan registrò un'altra composizione epica, Sad-Eyed Lady of the Lowlands, che andrà ad occupare un'intera facciata del disco in uscita.

Un'altra session, il 17 febbraio fu dedicata alla registrazione di una delle canzoni dal titolo più celebre e bizzarro tra quelli scritti da Dylan, Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again. Un nastro master completo della canzone fu completato con successo e successivamente incluso nell‘album finale.

L'8 marzo furono registrate Absolutely Sweet Marie, Just Like A Woman, e Pledging My Time. Un'ultima, lunghissima sessione durata tutta la notte tra il 9 e il 10 marzo, produsse nastri definitivi di Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine), Temporary Like Achilles, Rainy Day Women #12 & 35, Obviously Five Believers, I Want You, e Leopard-Skin Pill-Box Hat, tutte completate e pronte per essere pubblicate.

Dylan rimase molto soddisfatto delle session di Nashville, e quando supervisionò il mix finale di Blonde on Blonde, in aprile a Los Angeles, si accorse di avere abbastanza materiale per un album doppio.

«Il tipo di suono che più si avvicina a quello che avevo sempre avuto in mente, è quello sul disco Blonde on Blonde», affermerà Dylan nel 1978. «Un sottile e teso suono al mercurio. Metallico e rilucente. Quello è il tipo di sonorità che cerco. Non sono sempre stato in grado di ottenerla. Il più delle volte mi sono dovuto accontentare di una combinazione di chitarra, armonica e organo».

Tracce Tutte le canzoni sono state scritte da Bob Dylan.

Lato 1

Lato 2

Lato 3

Lato 4

Descrizione dei brani

Rainy Day Women #12 and 35

Secondo lo scrittore Andy Gill, iniziando il suo nuovo album con il suono di quella che sembrava "una demenziale banda di paese... costituita da gente fuori di testa strafatta di erba", Dylan diede un grosso choc ai suoi ex fan del periodo folk.. Il biografo di Bob Dylan Clinton Heylin suggerisce che la connotazione da Vecchio Testamento dell'essere "lapidato" (in inglese "stoned" con doppio significato anche di "strafatto" dalle droghe) con un sottofondo musicale da banda dell'esercito della salvezza potesse essere un'ironica punzecchiatura ai fondamentalisti religiosi. Il ritornello della traccia, sempre secondo Heylin, deriverebbe dal brano Let's Go Get Stoned di Ray Charles che Dylan aveva sentito alla radio. Invece, per quel che riguarda l'enigmatico titolo della canzone, Heylin lo collega al biblico Libro dei Proverbi, capitolo 27, versetto 15: «A continual dropping in a very rainy day and a contentious woman are alike».. Pubblicata su singolo il 22 marzo 1966,. Rainy Day Women raggiunse la seconda posizione nella classifica di Billboard riservata ai singoli,. e la numero 7 nel Regno Unito..

Pledging My Time

Dopo il divertimento spensierato di Rainy Day Women #12 and 35, Pledging My Time, influenzata dal blues di Chicago, stabilisce lo stile malinconico e ombroso dell'album... Il pezzo si basa su diverse canzoni blues tradizionali, inclusa l'incisione di Elmore James di It Hurts Me Too.. Secondo il critico Michael Gray, la strofa del testo che recita: «Somebody got lucky but it was an accident» riecheggia la frase «Some joker got lucky, stole her back again» presente in Come On in My Kitchen di Robert Johnson, a sua volta ispirata alla registrazione del 1931 ad opera di Skip James del brano Devil Got My Woman. Gray suggerisce che "i sussultanti movimenti delle frasi melodiche" derivino dalla melodia di Sitting on Top of the World, incisa da Mississippi Sheiks nel 1930.. Dietro al cantato di Dylan e al break strumentale improvvisato all'armonica, il sound generale della canzone è fornito dalla chitarra di Robbie Robertson, dal pianoforte blues di Hargus "Pig" Robbins, e dalle percussioni suonate da Ken Buttrey... Una versione editata della traccia venne pubblicata su singolo come lato B di Rainy Day Women #12 & 35.

Visions of Johanna