Nel 1933 nella Germania nazista la popolazione religiosa era circa per il 65% membro del protestantesimo e per il 32% del cattolicesimo; gli ebrei costituivano meno dell'1% dell'intera popolazione. Un censimento svoltosi nel maggio del 1939, dopo l'Anschluss dell'Austria in gran parte cattolica, il 54% si considerò protestante, il 40% cattolico, il 3,5 si autoidentificò come "Gottgläubig" (Credenti di Dio, spesso descritti come esponenti del creazionismo e del deismo in predominanza) e l'1,5% come non religioso.
Si poteva riscontrare una certa diversità di opinioni personali tra la leadership nazista sul futuro della religione in Germania. I radicali intrisi di anticlericalismo comprendevano il segretario personale di Adolf Hitler, Martin Bormann, il capo del Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda (Ministero del Reich per l'istruzione pubblica e la propaganda) Joseph Goebbels, il filosofo esponente del neopaganesimo Alfred Rosenberg, e il neo-pagano occultista Reichsführer-SS Heinrich Himmler.
Alcuni altri nazisti, come Hanns Kerrl, che fu "Ministro per gli Affari della Chiesa" sotto Hitler, spinsero verso una sorta di Cristianesimo positivo, una forma univoca nazista che respingeva le sue origini ebraiche e l'Antico Testamento e che avrebbe dovuto rappresentare il "vero" cristianesimo in lotta contro gli ebrei, pp. 13-51..
Il nazismo voleva trasformare la coscienza collettiva del popolo tedesco - i loro atteggiamenti, sistemi di valori e mentalità - in una "comunità nazionale" unica e obbediente. I nazisti credettero di dover sostituire le differenze di classe, religione e quelle regionali.. Attraverso il processo di Gleichschaltung Hitler cercò di creare una Deutsche Evangelische Kirche unificata derivante dalle 28 chiese protestanti tedesche.
Il piano fallì, anche per la forte resistenza della Chiesa confessante. La persecuzione della Chiesa cattolica in Germania seguì la salita al potere nazista. Hitler si mosse rapidamente per eliminare il cattolicesimo politico. Seppur tra numerosi atti di molestia nel 1933 venne firmato il concordato (Reichskonkordat) tra il Terzo Reich e il Vaticano, il quale prometteva di rispettare l'autonomia della Chiesa cattolica.
Hitler ordinariamente ignorò il concordato, facendo chiudere sistematicamente tutte le istituzioni cattoliche le cui funzioni non fossero strettamente religiose; i membri del clero, le monache e i leader laici furono presi di mira, con migliaia di arresti negli immediati anni seguenti. La Chiesa giunse ad accusare il regime di "ostilità fondamentale a Cristo e alla sua Chiesa".
Le minoranze religiose più piccole, come i testimoni di Geova e la fede Bahá'í, furono vietate nell'intero territorio tedesco, mentre venne tentata l'eradicazione dell'ebraismo attraverso il genocidio dei suoi aderenti. L'Esercito della Salvezza, i "Santi cristiani" e la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno scomparvero dal paese, mentre l'astrologia, la medicina popolare e la medicina alternativa e i "Soldati di fortuna" furono vietate. Il piccolo Movimento per la fede tedesca, che adorava il Sole e le stagioni, fu invece un sostenitore dei nazisti.
Panorama religioso pre-nazista Il cristianesimo ha radici antiche tra il popolo dei Germani che risale all'opera missionaria svolta da Colombano di Bobbio e da Bonifacio tra il VI e l'VIII secolo. La Riforma protestante, avviata da Martin Lutero nel 1517, divideva i cristiani tedeschi tra una maggioranza di protestanti e una minoranza di cattolici romani; il sudovest del paese rimase essenzialmente cattolico, mentre il nordest divenne principalmente protestante.
La Chiesa cattolica godette sempre di un certo grado di privilegio nella regione meridionale della Baviera, nella Renania e nella Vestfalia, nonché nelle zone tedesche sudoccidentali. mentre nel nord protestante i cattolici subirono una certa discriminazione. La politica del Kulturkampf avviata da Otto von Bismarck negli anni 1871-78 vide il tentativo di affermazione di una visione protestante del nazionalismo tedesco sulla Germania e quello di fondere l'anticlericalismo con la sospettosità nei confronti della popolazione cattolica, la cui lealtà era presumibilmente più legata all'Impero austro-ungarico e alla Terza Repubblica francese rispetto al nuovo Impero tedesco.
Il Partito di Centro Tedesco si formò nel 1870, inizialmente per rappresentare gli interessi religiosi dei cattolici e dei protestanti, ma venne presto trasformato dal Kulturkampf nella "voce politica dei cattolici". La battaglia culturale di Bismarck fallì nel tentativo di eliminare le istituzioni cattoliche nell'impero, o le loro forti connessioni al di fuori della Germania, in particolare le varie missioni internazionali e il rapporto col Vaticano.
Religioni organizzate in Germania tra il 1933 e il 1945 + Numero di coloro che abbandonarono la Chiesa (1932–1944)In migliaia, arrotondate per difetto. I numeri dei protestanti e dei cattolici sono approssimati. Fonte: . Anno Cattolici Protestanti Totale 1932 52,000 225,000 277,000 1933 34,000 57,000 91,000 1934 27,000 29,000 56,000 1935 34,000 53,000 87,000 1936 46,000 98,000 144,000 1937 104,000 338,000 442,000 1938 97,000 343,000 430,000 1939 95,000 395,000 480,000 1940 52,000 160,000 212,000 1941 52,000 195,000 247,000 1942 37,000 105,000 142,000 1943 12,000 35,000 49,000 1944 6,000 17,000 23,000 Confessioni religiose durante il periodo nazista Il cristianesimo in Germania, dopo la riforma protestante, venne suddiviso in cattolicesimo e protestantesimo. Come risultato specifico della riforma in Germania le più grandi denominazioni protestanti si organizzarono in "Landeskirche" (approssimativamente Chiese federali). In Germania il governo tedesco raccoglie l'imposta della Chiesa, che viene poi distribuita alle varie chiese (soprattutto per le più grandi confessioni religiose, quella cattolica e l'evangelica-luterana (luteranesimo). Per questo motivo l'iscrizione alla Chiesa cattolica o protestante fu sempre ufficialmente registrata..
È evidente che storicamente si fu politicamente motivati ad un tale passo; per questo motivo lo storico statunitense Richard Steigmann-Gall afferma che "l'appartenenza nominale alla chiesa è un insegnamento molto affidabile della solidarietà reale presente in questo contesto". e che per determinare le convinzioni religiose reali di qualcuno ci si dovrebbe basare su altri criteri.
È importante tenere presente quest'"aspetto ufficiale" quando ci si rivolge a questioni quali le credenze religiose di Hitler o di Goebbels; entrambi avevano cessato di frequentare la missione cattolica molto già da prima del 1933, ma non avevano ufficialmente lasciato la Chiesa e nessuno di loro rifiutò mai di pagare le sue tasse sulla Chiesa.
Gli storici hanno esaminato il numero di persone che hanno abbandonato la loro Chiesa in Germania durante il periodo 1933-45. L'opzione di essere depennati dai registri ecclesiali (Kirchenaustritt) esistette in Germania fin dal 1873, quando Bismarck l'aveva introdotta come parte della Kulturkampf rivolta essenzialmente contro il cattolicesimo.. Per rendere la cosa egualitaria ciò fu reso possibile anche per i protestanti e per i successivi 40 anni furono proprio questi ultimi quelli che per lo più ne approfittarono. Le statistiche esistono sin dal 1884 per le chiese protestanti e dal 1917 per la chiesa cattolica.
L'analisi di questi dati per l'era del regime nazista è disponibile in un articolo di Sven Granzow ed altri, pubblicato in una raccolta edita dal giornalista Götz Aly. Complessivamente un numero maggiore di protestanti che cattolici lasciarono la loro Chiesa, tuttavia entrambi decisero in maniera simile.; il picco dei numeri degli anni 1937-38 è il risultato della compiuta annessione dell'Austria e di altri territori nel corso del 1938..
Il numero di Kirchenaustritte raggiunse il suo picco storico nel 1939 con 480.000 persone che abbandonano la Chiesa. Occorre vedere questi numeri non solo in relazione alla politica nazista verso le chiese. (la quale cambiò drasticamente dal 1935 in poi), ma anche come indicatore della fiducia nei confronti del Führer e della leadership nazista. Il calo del numero di persone che hanno lasciato la Chiesa dopo il 1942 è spiegato come il risultato di una perdita di fiducia nel futuro della Germania nazista. Le persone tesero allora a mantener i propri legami con la Chiesa perché temevano un futuro incerto.
Lo storico britannico Richard J Evans ha scritto che nel 1939 il 95% dei tedeschi si definiva ancora protestante o cattolico, mentre solo il 3,5% era identificato come Gottgläubig (letteralmente "Credenti in Dio", una concezione non confessionale nazista sulle credenze di Dio, spesso descritto come basato in predominanza su visioni creazioniste e deistiche) e l'1,5% seguivano l'ateismo. Secondo Evans questi membri dell'associazione Gottgläubig erano convinti che i nazisti avessero lasciato le loro chiese di appartenenza secondo l'ordine del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, che aveva provato fin dalla metà degli anni trenta a ridurre l'influenza del cristianesimo sella società..
Himmler, che fu sempre molto affascinato dal paganesimo germanico, era un forte promotore del movimento dei Gottgläubig e non permise agli ateisti di entrare nelle SS, sostenendo che il loro "rifiuto di riconoscere poteri superiori" sarebbe stato una "potenziale fonte di indisciplina". La maggioranza dei tre milioni di membri del partito nazista continuò a pagare le proprie imposte sulla Chiesa e si registrò come cristiani cattolici o evangelici protestanti.. Secondo la BBC l'Esercito della Salvezza, i "Santi cristiani" e la Chiesa Avventista del settimo giorno scomparvero completamente dalla Germania durante l'era nazista.
I membri del Reichsführer-SS o del Sicherheitsdienst si ritirarono dalle loro confessioni cristiane, cambiando la loro affiliazione religiosa in direzione dei Gottgläubig, mentre quasi il 70% degli ufficiali delle SS fece lo stesso.
Atteggiamenti nazionalsocialisti verso il cristianesimo L'ideologia nazista non poteva accettare lo stabilirsi di un'autonomia religiosa la cui legittimità non provenisse dal governo; esigeva la piena subordinazione della Chiesa allo Stato. Sebbene l'adesione più ampia al partito nazista dopo il 1933 venne ad includere molti cattolici e protestanti, i radicali anticlericali più aggressivi come Goebbels, Bormann e Himmler intesero la campagna di Kirchenkampf contro le chiese come una delle preoccupazioni prioritarie e i sentimenti anticlericali erano forti tra gli attivisti di base del partito..
Il ministro della propaganda di Hitler, Goebbels, vide una "opposizione insolubile" tra le opinioni cristiane e quelle naziste. Il Fuhrer fece arrabbiare le chiese nominando Rosemberg, uno schietto pagano, come ideologo nazista ufficiale nel 1934.. Himmer vide quale compito principale della sua organizzazione quello di rappresentare l'avanguardia nel superamento del cristianesimo e nei ripristino di un modo di vivere "germanico", Bormann informò i funzionari nazisti nel 1941 che "il nazionalsocialismo e il cristianesimo sono inconciliabili".