Loceri è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Ogliastra in Sardegna. È situato nell'area centro orientale dell'Ogliastra, a 206 metri sul livello del mare. Fa parte della XI Comunità Montana "Ogliastra".
Origini del nome Flavio Cocco, in “Dati relativi alla storia dei paesi della diocesi d'Ogliastra”,. scrive che la prima menzione del paese di Luccieri viene fatta in un documento pisano del 1316 dove venne indicato come distrutto, "Saltus dictus Luccieri qui olim fuit ville dicte Luccieri nunc destructe. Qui saltus est intra villa Bari et domus Gueni et continet aliquas arbores castanearum.» (Lettarale: Il bosco chiamato Luccieri, che un tempo era un paese chiamato Luccieri, ora distrutto. Il quale bosco è compreso tra il villaggio di Bari e la domus Gueni e contiene alcuni castagni), in Francesco Artizzu, Le rendite pisane del giudicato di Cagliari, p. 94) forse durante le lotte del Comune di Pisa contro Giovanni Visconti di Gallura, tra il 1258 e il 1308, quando caddero il Castello della Rosa in Ogliastra, del quale fa menzione G. Aleo (Casula 1980, p. 113) e che i documenti del XIV sec. descrivono come già in completa rovina, probabilmente a causa della distruzione violenta di cui fu oggetto nel corso delle ostilità fra i Visconti e Pisa. Secondo alcuni pratici del posto le fondamenta di tale struttura sarebbero da riconoscersi nelle tracce di strutture individuate presso la località di Cuaddazzoni, ai confini con il Comune di Osini.. e quello di Maluiginu (Malvicino Castelli della Sardegna) nel Sarrabus, Villaputzu. Il documento pisano riporta anche che il primo nucleo del paese di Loceri si trovava nella località di Goene, a a NEE di Loceri e 4 e ½ a NO di Barisardo. Il canonico F. Cocco, riportando i dati del documento pisano del 1316, sostiene invece che il saltus di Luccieri fosse ubicato tra il paese di Barì e la casa di Gueni (sita nell’attuale località di Goeni). Secondo lo studioso il sito di Luccieri era forse a cavallo del rio de Mesu dove era presente anche la chiesa dedicata a San Tommaso che secondo il parroco Giuseppe Cabiddu, sarebbe stata la parrocchiale distrutta da una piena del rio e poi ricostruita nel XVIII secolo, in stile neoclassico, nel sito attuale, distante un centinaio di metri da quella antica ma intitolata a San Pietro Apostolo a cui fu annesso, fino al 1905, un cimitero.
Prima della sua distruzione il paese aveva fatto parte della Curatoria d'Ogliastra, appartenente al giudicato di Cagliari, come testimonia sempre il documento pisano del 1316. Loceri non figura ancora tra i paesi ogliastrini infeduati ai signori spagnoli nel 1358, mentre nel 1504 figura nell’elenco dei paesi ogliastrini infeudati a Violante II Carroz, contessa di Quirra.
Sull'origine del toponimo ci sono varie ipotesi; alcuni studiosi ritengono che vi sia una correlazione con Locri della Magna Grecia e che il suo insediamento si sia formato proprio in seguito alla fuga dei greci dalla loro patria, altri fanno derivare il nome da Villa Luceri, Villa di Locerio, o da Locus Aeris (luogo del rame) o ancora da Luccieri (il nome di un antico paese scomparso).
In particolare la derivazione da Villa Luceri secondo lo studioso Massimo Pittau, avrebbe origine da Luceres, una delle tribù etrusche originarie di Roma che renderebbe possibile l’ipotesi di un legame tra la civiltà etrusca e quella nuragica. Il toponimo potrebbe infine avere un’origine protosarda vista la presenza nel territorio dei nuraghi di Ursu, Sa Puliga, Su Casargiu, Is Piroddis, il Nuraghe Cèa, Nuraxi, il nuraghe Monte Nuraxi.
Storia Esistono numerosi testimonianze di epoca prenuragica, soprattutto ai confini con Ilbono e Bari Sardo, che indicano che il territorio era frequentato a partire dalla fine del IV millennio a.C.. Tracce di vita prenuragica sono documentate dalle Domus de Janas di Is Arceddas in località Su Canali de is Piroddis.
Le testimonianze di epoca nuragica sono più numerose e testimoniano un'intensa occupazione di questo territorio nell'età del Bronzo Medio e Tardo. In località Goene son state rinvenute testimonianze e materiali di epoca romana, mentre in località Flumini si conservano tracce di un insediamento rurale.
Nel medioevo appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria d'Ogliastra. Alla caduta del giudicato (1258) cadde in potere dei giudici di Gallura. Nel 1296, con la morte dell'ultimo giudice di Gallura Nino Visconti, gran parte dei territori dell'ex giudicato, tra cui l'Ogliastra, passano sotto il dominio pisano fino al 1324, quando vengono conquistati dagli Aragonesi. Nel 1363 Loceri, insieme ad altre ville dell'Ogliastra, viene incorporato dal Re d'Aragona Pietro IV il cerimonioso nella contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz; fu villa della contea fino al 1603, quando la contea viene trasformata in marchesato, feudo dei Centelles. Il paese venne riscattato agli Osorio de la Cueva, succeduti ai Centelles, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale voluto dai Savoia.
Alcuni dati certi riguardo al numero degli abitanti insediati nel territorio comunale nella metà dell’800, possiamo attingerli dal Dizionario geografico storico, statistico, commerciale compilato dal prof. G. Casalis che riporta le liste di focaggio formate nei parlamenti tenutisi dal 1656 al 1698, in esse si osserva che a Locheri nel 1654 erano presenti 62 fuochi (circa 250 abitanti), mentre il numero degli abitanti insediati nel 1840 era pari a 840.
“Nell’anno 1840 erano maggiorenni, maschi 256, femmine 300, minorenni maschi 154, femmine 150, in tutto anime 840, e famiglie 256. La media del movimento della popolazione determinossi sul trascorso decennio di 25 nascite, 14 morti e 4 matrimoni. L’ordinario corso della vita in quelli che felicemente trapassano i molti pericoli della prima età, suol essere ai 60 anni, ma non sono infrequenti gli esempi di maggior longevità. … Il cimitero è alle spalle della chiesa parrocchiale, nella valle, per cui passa il levante. Le esalazioni delle superficiali sepolture offendono il senso a non pochi"
Nei primi cinquant’anni dell’ottocento si praticava l’agricoltura, la tessitura e la pastorizia. Si coltivava prevalentemente il grano, l’orzo, i legumi e il lino, le vigne erano molto produttive e si contavano circa 18 varietà di uvaggi. Il clima mite favoriva la produzione di alberi da frutto che raggiungevano i ventimila esemplari. La vocazione agricola del villaggio si evince, oltre che dai dati riportati dal Casalis, dall’analisi della cartografia De Candia.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Loceri sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica n. 126 del 29 dicembre 1995.
Il gonfalone è un drappo di verde.
Società Evoluzione demografica
Lingue e dialetti La variante del sardo parlata a Loceri è il campidanese ogliastrino.
Geografia antropica Il territorio comunale comprende anche l'isola amministrativa di Bacu Orca, avente una superficie di 3,86 km².
Urbanistica {)
Premessa storica e inquadramento insediativo {) Le seguenti considerazioni sono tratte dalla Relazione Generale, redatta dall’architetto Massimo Loi nell’ambito del Piano particolareggiato del centro matrice di Loceri (2016), si fonda sull’analisi integrata delle fonti storiche, cartografiche e catastali, con l’obiettivo di ricostruire in chiave diacronica la formazione e l’evoluzione del nucleo storico dell’abitato. Il centro matrice è interpretato come esito di un lungo processo di stratificazione insediativa che, a partire dalle prime testimonianze di popolamento del territorio, conduce alla definizione dell’impianto urbano di età medievale e moderna tuttora leggibile.
L’area di Loceri risulta frequentata sin dall’epoca nuragica, come attestano la presenza di nuraghi e di altri manufatti protostorici diffusi nel territorio comunale. In epoca romana sono documentati insediamenti rurali nelle località di Goene e Flumini, dove sono stati rinvenuti materiali e tracce di strutture riconducibili a forme di occupazione agricola organizzata. Queste preesistenze costituiscono il substrato territoriale entro cui, in età medievale, si sviluppano i primi nuclei stabili che daranno origine al villaggio storico.
Le prime attestazioni documentarie riferibili a un insediamento denominato Lucceri/Loceri risalgono al XII–XIII secolo e lo collocano nell’ambito della curatoria d’Ogliastra del Giudicato di Cagliari. In questa fase, l’abitato risulta inserito in un sistema di ville rurali organizzate secondo assetti fondiari e produttivi caratteristici dei giudicati sardi. Dopo la caduta del Giudicato (1258), il territorio entra nell’orbita del Comune di Pisa e viene coinvolto nei conflitti per il controllo dell’Ogliastra, con conseguenti fasi di crisi e distruzione di alcuni villaggi, tra cui l’antico Lucceri ricordato dalle fonti.
Nel 1363 Loceri, insieme ad altre ville ogliastrine, viene incorporato dal re d’Aragona Pietro IV nella contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz, e rimane villa del sistema feudale fino alla trasformazione della contea in marchesato dei Centelles, nel 1603. Il paese viene poi riscattato agli Osorio de la Cueva, successori dei Centelles, nel 1839, con la soppressione del regime feudale voluta dai Savoia, evento che segna l’avvio di un nuovo quadro amministrativo e giuridico per la comunità.
Le fonti sette‑ottocentesche e la documentazione catastale ottocentesca (in particolare il Catasto De Candia del 1847) mostrano un abitato ormai stabilizzato nella posizione attuale, con un impianto riconoscibile lungo gli assi est‑ovest che costituiranno la matrice del centro storico contemporaneo. L’analisi incrociata tra il Catasto De Candia, la cartografia della prima metà del Novecento e il catasto d’impianto del 1939, condotta dall’architetto Massimo Loi, evidenzia la sostanziale continuità morfologica del centro matrice, confermando la persistenza delle principali strutture viarie e della trama insediativa originaria.
In questo quadro, la relazione generale assume come chiave interpretativa il rapporto tra forma urbana e assetto territoriale, mettendo in luce l’adattamento dell’insediamento alle condizioni orografiche, idrografiche e microclimatiche proprie dell’Ogliastra interna. L’impianto “a labirinto”, la disposizione fusiforme lungo il tracciato storico est‑ovest, la presenza di corti e di percorsi interni, la scelta dei materiali lapidei locali e l’articolazione dei fronti edilizi vengono letti come esiti coerenti di un processo di lunga durata, nel quale le esigenze funzionali, produttive e difensive si sono intrecciate con le opportunità offerte dal sito.
L’intera premessa, così come le analisi morfologiche, tipologiche e cartografiche che seguono, è riconducibile al lavoro di ricerca e sintesi svolto dall’architetto Massimo Loi per il Piano particolareggiato del centro matrice di Loceri, approvato dall’amministrazione comunale nel 2016
Impianto urbano e struttura degli isolati {) Il centro matrice di Loceri presenta un impianto urbano a sviluppo fusiforme lungo l’asse est‑ovest, organizzato sul tracciato storico costituito dall’antica via Centrale (oggi via Vittorio Emanuele) e dalla via Romana (oggi via Roma), convergenti in corrispondenza della chiesa di San Pietro Apostolo. Gli isolati, di forma irregolare, derivano da processi progressivi di aggregazione dei singoli edifici, che hanno determinato la formazione di nuclei edilizi compatti.