La Reggiana Nuoto A.S.D. è una società polisportiva fondata nel 1947 con sede a Reggio nell'Emilia.
Storia
In questa sezione si vuole ripercorrere la storia di questa Associazione fino alla citata fusione che ne decretò la fine, mettendo in evidenza le problematiche dei tempi e ricordando le persone che ad essa dedicarono tempo, passione e spesso anche risorse e coloro che grazie ad essa, trovarono nel nuoto una disciplina, anche a livello agonistico, fonte di soddisfazioni e di sano impegno sportivo. In primo luogo il fondatore Ober Ferrari, un reggiano nato nel 1916 e prematuramente scomparso nel 1978, ma anche gli allenatori, gli operatori tecnici, i nuotatori con le loro famiglie, i tanti simpatizzanti della società e del nuoto. Una storia che scaturisce da una delle più spiccate vocazioni della realtà reggiana (l'associazionismo) e che ha visto la Reggiana Nuoto farsi portatrice, ai più nobili livelli, di valori umani, capacità, interessi sportivi, socialità, ben inserita nello spirito e nel contesto socio-culturale di una cittadina come Reggio Emilia. Occorre riandare al rapporto che in quei tempi i reggiani avevano con l'acqua: lontani dal mare e dai laghi, praticamente quasi tutti i ragazzi, anche quelli che poi approdarono a Reggiana Nuoto, hanno avuto il loro primo contatto con l'acqua nei fiumi e nei canali di bonifica della provincia, hanno imparato a conoscere bene le chiaviche, le botti, i tunnel, le buche, i fondoni, i mulinelli.
La Fondazione È in tale contesto che il 12 febbraio 1947 alle ore 18,30 nei locali del circolo Zibordi viene costituita l'associazione sportiva denominata “Reggiana Nuoto”, con la finalità sociale di incrementare e valorizzare la pratica natatoria, accogliendo e organizzando gli appassionati di Reggio e provincia. L'iniziativa viene a concretizzare un'intuizione tenacemente perseguita da Ober Ferrari, sostenuto con entusiasmo dal maestro e giornalista sportivo Flavio Torelli, da Giuseppe Chiesi, da Giovanni Tadolini. La prima sede della Società è sotto i portici della Trinità (isolato S.Rocco), in piazza della Vittoria, in ambienti messi a disposizione dal C.O.N.I. provinciale; in seguito si trasferirà in via L. Nobili, quindi in via Belfiore (abitazione di Ober Ferrari) ed infine in via Emilia S.Pietro, dapprima al civico 35 (ospite della famiglia Fontanesi) e poi al 21.
Ober Ferrari
Dalla costituzione e per più di trent'anni la storia della Reggiana Nuoto è imperniata principalmente sulla generosa figura di uomo e di organizzatore che è stato Ober Ferrari. La Società per buona parte della sua esistenza si è identificata in questo personaggio dalla corporatura atletica, con un buon passato di sportivo e l'eterna sigaretta fra le labbra, che avrebbe ben figurato come attore del cinema. Dotato di forte personalità, di notevoli capacità come direttore tecnico, sapeva sviluppare complessi programmi di attività sia amatoriali che agonistiche, tenendo sempre presente il contesto nel quale le attività andavano ad inserirsi e gli inevitabili risvolti anche sul piano politico. Di eloquio incisivo, sapeva adattare idee e progetti sportivi alle realtà sociali ed economiche della città. Con gli atleti esprimeva giudizi penetranti, incitando o criticando a seconda del bisogno, talvolta con imprecazioni lapidarie. Non era un interlocutore facile: di carattere autoritario e per niente arrendevole, lo si poteva accettare o rifiutare in blocco, ma ai più suscitava sentimenti di ammirazione senza mezze misure. Per trent'anni la Reggiana Nuoto, della quale ha rivestito il ruolo di direttore tecnico, è stata la sua famiglia. Dirigente federale provinciale prima, poi dal 1960 Dirigente regionale della Federazione Italiana Nuoto (F.I.N.) ed infine per quattro anni Dirigente nazionale.
Le strutture sportive e le prime gare negli anni 1947-1950 Le strutture sportive, per qualsiasi specialità o disciplina, nel dopoguerra erano assolutamente carenti e per il nuoto reggiano la priorità era quella di ricercare finanziamenti e sostegni politici per la sognata piscina municipale. Soltanto nel 1950 ha visto la luce la piscina comunale. Fino ad allora gli allenamenti si svolgevano nel Canalazzo, un canale di bonifica lungo la provinciale per Bagnolo, in località Pratofontana: un tratto tra due ponti in cemento lungo un chilometro e largo 25-30 metri, precariamente attrezzato di volta in volta. È lì che nel 1947 si svolgono le prime gare provinciali, dopo l'intervento del Consorzio di Bonifica per garantire l'integrità dell'acqua dopo un piccolo inquinamento. Nel 1948, sempre nel Canalazzo, per le gare di nuoto vengono attrezzate sei corsie, nonostante le lamentele dei contadini della zona per i danni arrecati alle colture nei pressi del campo di gara, a causa del calpestio dei prati da parte dei numerosi spettatori. Tra i campioni promettenti, oltre a Ober Ferrari che ancora per qualche anno si cimenterà nelle gare, svolgendo poi compiti di giudice di gara e di cronometrista, figurano Glauco Aselli di Guastalla, proveniente dalla società Canottieri Eridano (che si unirà con la Reggiana Nuoto) ed i giovani Giovanni Borgognoni e Gianfranco Bonetta. L'11 luglio 1948 viene riproposta quella che allora era la gara più prestigiosa: la traversata del fiume Po da Guastalla alla sponda mantovana. Nel 1949 tale manifestazione acquisterà un rilievo nazionale, mentre attraversate “minori” avevano luogo anche a Boretto. Glauco Aselli è il dominatore delle prime riedizioni. A Reggio nel 1948 si disputa la “coppa Scarioni”, mentre altre gare hanno luogo nel Cavo Fiuma. Nello stesso anno, per la prima volta Reggiana Nuoto riceve inviti a partecipare a gare interprovinciali. Gli allenamenti nel Canalazzo lasciano alquanto a desiderare, nonostante gli sforzi per mantenere efficiente e funzionale lo spazio d'acqua utilizzato e si facciano effettuare periodiche analisi per verificare lo stato d'inquinamento del canale. Un problema per tecnici ed esperti è quello legato all'allenamento nella “virata”, che non riesce possibile in quella sede e costituisce un handicap per gli atleti reggiani. Nonostante ciò una graduatoria nazionale a punti stilata nel 1948 dalla F.I.N. vede la Società reggiana piazzata al 38º posto su 192 società di nuoto.
Gli anni 50 e 60 L'11 giugno 1950 la nuova piscina comunale viene inaugurata ufficialmente nonostante l'incompletezza di alcune attrezzature, i giovani della Reggiana Nuoto sono già autorizzati a svolgervi i propri allenamenti. Nel 1951 la Società gode di una sponsorizzazione da parte della Liquigas e inizia la partecipazione ai Campionati Nazionali, serie C, di nuoto e pallanuoto. In quest'epoca iniziano anche corsi regolari di salvataggio in acqua, destinati ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, Finanzieri e altri gruppi militari. La Società viene dotata di uno spazioso capannone in legno ai bordi della piscina, il primo spogliatoio sociale. Nel 1952 si tengono i primi corsi di nuoto per studenti dai 9 ai 16 anni. Sempre più frequenti sono in quel periodo le lunghe traversate di nuoto a cui partecipano spesso nuotatori reggiani: si distingue dagli altri Sergio Ganassi che partecipa nel 1953 alla “coppa Lord Byron” (nuotata da Lerici a Portovenere) ed alla traversata di Marina di Ravenna. Nel 1955 si svolge la prima traversata del lago di S. Valentino (vinta da Borgognoni), mentre nel 1958 la piscina comunale, ormai perfezionata nelle sue strutture, ospita i Campionati Nazionali Femminili di Società. Altri forti nuotatori reggiani di questa prima era della Reggiana Nuoto oltre ai citati Gianfranco Bonetta, Luciano Gemmi e Sergio Ganassi, sono Walter Montanari, Rubens Cornetti (detto Sabù), Valerio Barbieri(detto Kocis)Gianni Curcio, Rino Davoli, Giuseppe Vezzani, Ariberto Bolognesi (Lollo), Giuseppe Gasparini (Ganape), Antonio Fontanesi, Antonio Cantarelli, Sergio Bergomi, Franco Arbizzi, Giorgio Malacarne (Cicci), Carlo Cucchi, Gino Tondelli, Giorgio Giorgi e, da non dimenticare, la prima donna nuotatrice reggiana Afra Ruozi. I giovani che confluiscono nella Reggiana Nuoto di quegli anni provengono da famiglie di estrazione diversa, posseggono educazione ed abitudini dissimili, professano convinzioni talora divergenti, hanno spesso vissuto esperienze di privazioni e di ristrettezze. Sono giovani usciti dagli anni di guerra, abituati a sacrifici e tutti ugualmente provvisti di formidabile appetito. Le diversità non costituiscono tuttavia barriere insormontabili alla libertà di opinione, ostacoli al consolidarsi di profondi vincoli di amicizia o motivo di contrasto per ragioni ideologiche. Il senso di continuità ed il messaggio di impegno, di solidarietà e di ideale sportivo che la Reggiana Nuoto è riuscita ad infondere nei suoi atleti si percepisce nel fatto che moltissimi sono i figli di ex nuotatori che continuano le orme dei genitori e tra questi merita di essere ricordata la famiglia Bonetta, con Gianfranco uno dei primi campioni della Reggiana Nuoto, con il fratello Lauro, valido nuotatore scomparso drammaticamente nel 1961 durante il servizio militare e infine con i giovani Marina e l'omonimo Lauro Bonetta, quest'ultimo assai dotato e più che una promessa del nuoto nella seconda metà degli anni 70. Si ricordano anche bravi atleti come Andrea Cilloni, Afro Sassi, Guido Bartoli, Sergio Marmiroli, Vincenzo e Giuseppe Prezioso, Massimiliano Curti, Roberto Scartani, Roberto Pioli, Vittorio Salvarani, Roberto Raimondi, il pallanuotista Luciano Magnani, i fratelli Maurizio e Paolo Barbacini, Angelo Iori, Franco Bedogni e numerosi altri, affiancati finalmente verso la metà degli anni 60, dalle ragazze Lucrezia Chierici, Raffaella Buzzigoli, Ivana Soncini, Daniela Granato. Le nuotatrici raggiungono con il tempo i risultati più lusinghieri. Sono questi citati gli atleti che hanno lasciato il segno nei primi vent'anni di Reggiana Nuoto.
Gli anni 70 ed il “triennio d'oro”