Assassinio sull'Orient Express (Murder on the Orient Express) è un film del 2017 diretto e interpretato da Kenneth Branagh.
Basato sull'omonimo romanzo del 1934 di Agatha Christie, è il secondo adattamento cinematografico del libro dopo quello omonimo del 1974 diretto da Sidney Lumet. È scritto da Michael Green e prodotto da Branagh, Ridley Scott (con la sua Scott Free Productions), Mark Gordon e Simon Kinberg: il film è stato girato in pellicola Ultra Panavision 70 mm, utilizzata in altri film importanti come The Hateful Eight. La colonna sonora è curata da Patrick Doyle.
Il protagonista Hercule Poirot è interpretato dallo stesso Kenneth Branagh, affiancato da un cast corale che comprende Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Olivia Colman, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley.
Trama
Gerusalemme, 1934. Il detective belga Hercule Poirot risolve un caso di furto alla Basilica del Santo Sepolcro. L'investigatore è ossessionato dall'equilibrio e dall'ordine: in grado di vedere il mondo per come dovrebbe essere e non per come è, considera questa sua capacità molto utile nel risolvere i casi, specie quando si tratta di smascherare una bugia. A seguito del caso a Gerusalemme, Poirot desidera riposare a Istanbul, ma viene inaspettatamente richiamato a Londra per un altro caso. Il suo amico Bouc, direttore dell'Orient Express, gli offre una cabina di prima classe sul suo treno. Gli altri passeggeri includono: la vedova americana Caroline Hubbard; il sinistro affarista americano Edward Ratchett, il suo maggiordomo britannico Edward Masterman e il suo segretario e traduttore Hector MacQueen; l'anziana principessa russa Natalia Dragomiroff e la sua domestica tedesca Hildegarde Schmidt; il conte ungherese Rudolph Andrenyi e sua moglie Elena; il medico John Arbuthnot; l'istitutrice Mary Debenham; la missionaria spagnola Pilar Estravados; il venditore d'auto cubano Biniamino Marquez; il professore universitario austriaco Gerhard Hardman.
Avendo ricevuto delle anonime lettere minatorie, Ratchett tenta di assumere Poirot come guardia del corpo durante i tre giorni di viaggio che il treno deve compiere. Dal momento che Poirot sa che gli affari dell'uomo sono illegali (traffici di opere d'arte, per lo più false) e che Ratchett si è fatto molti nemici, il detective rifiuta l'offerta non solo perché non lo considera un innocente, ma soprattutto perché non vuole essere coinvolto da un individuo come lui. Quella stessa notte Poirot sente strani rumori provenienti dallo scompartimento di Ratchett e vede qualcuno con un kimono rosso correre lungo il corridoio. Durante la medesima notte, una valanga costringe il treno a fermarsi in attesa di soccorso dalla stazione più vicina.
Il mattino seguente Poirot scopre che Ratchett è stato assassinato durante la notte con 12 pugnalate, in cui però il dottor Arbuthnot non riesce a intravedere alcuno schema. Dopo l'arrivo dei soccorsi, che cominciano a liberare il treno dalla neve, Poirot e Bouc indagano sui passeggeri. Le prove ritrovate indicano che Ratchett è stato assassinato da una sola persona, e la signora Hubbard afferma che durante la notte un uomo sia entrato nel suo scompartimento. Poirot scopre una nota parzialmente distrutta che identifica Ratchett come John Cassetti, responsabile del rapimento della piccola Daisy Armstrong, figlia del colonnello John Armstrong, tenuta in ostaggio per un cospicuo riscatto; dopo il pagamento, però, Daisy venne ritrovata morta. La morte della piccola aveva causato un terribile shock alla madre, Sonia Armstrong, che, incinta del secondo figlio, aveva subito un aborto spontaneo a cui né lei né il bambino che aspettava erano sopravvissuti. Il padre di Daisy, il colonnello Armstrong, a seguito delle terribili sciagure capitate alla sua famiglia e incapace di sopportare il dolore, si era tolto la vita sparandosi; infine una cameriera di casa Armstrong, Susanne, era stata arrestata e dichiarata colpevole perché era l'unica con un alibi molto debole per la notte del rapimento. La donna, in realtà innocente e non riuscendo a sopportare il peso delle accuse, si era successivamente impiccata mentre era sotto la custodia della polizia.
Altre prove vengono trovate, compreso un raffinato fazzoletto da donna con sopra ricamata la lettera "H" e il bottone dell'uniforme di un conduttore trovato nello scompartimento della signora Hubbard. L'uniforme viene in seguito trovata nello scompartimento di Hildegarde Schmidt, mentre il kimono viene curiosamente rinvenuto all’interno della valigia di Poirot. La signora Hubbard viene pugnalata alla schiena; sopravvive ma non riesce a identificare il colpevole. Nel corso degli interrogatori, Poirot scopre che molti passeggeri sono più o meno direttamente collegati alla famiglia Armstrong. Mentre interroga Mary Debenham, il dottor Arbuthnot spara a Poirot colpendolo a una spalla e sostenendo di essere lui l'assassino cerca di uccidere il detective, ma viene fermato da Bouc. Poirot si rende conto che Arbuthnot, ex cecchino dell'esercito, lo ha colpito intenzionalmente di striscio, non avendo mai avuto intenzione di ucciderlo.
Poirot si confronta coi 12 sospettati fuori dal treno, offrendo loro due teorie su come è morto Cassetti. La prima teoria è semplice ma non risponde a tutti gli interrogativi: un assassino, possibilmente un sicario mafioso, travestito da conduttore è salito sul treno, ha compiuto l'omicidio ed è fuggito. La seconda è più complessa e collega ogni sospettato al caso Armstrong: Il padre di MacQueen era il procuratore distrettuale che si occupò del caso, e che venne pressato per processare e condannare Susanne, per poi vedere la sua carriera crollare quando la verità venne a galla a seguito del suicidio della donna; Masterman, malato terminale, era l'attendente del colonnello Armstrong durante la Grande Guerra, e in seguito divenne suo maggiordomo a New York; Il dottor Arbuthnot era commilitone e grande amico del colonnello Armstrong, il quale finanziò la sua istruzione per permettergli di diventare medico e in seguito al suo suicidio ha trovato conforto in una relazione con Mary Debenham; La contessa Andrenyi, il cui vero nome è Helena Goldenberg, era la sorella minore di Sonia Armstrong e zia della piccola Daisy; il marito Rudolph era quindi il cognato dei coniugi Armstrong; La principessa Dragomiroff era la madrina di Daisy e amica di sua nonna, nonché colei a cui appartiene il fazzoletto ricamato; Mary Debenham era la segretaria di Sonia e l'istitutrice di Daisy; Hildegarde Schmidt era la cuoca della famiglia Armstrong; Biniamino Marquez era l'autista della famiglia Armstrong, da cui ha ricevuto un generoso prestito che gli ha permesso di costruire il suo impero automobilistico; Pilar Estravados era la bambinaia di Daisy e la sua insonnia e il suo fervore religioso sono dovuti al rimorso del non essere riuscita ad impedire a Cassetti di rapire Daisy; Gerhard Hardman, il cui vero nome è Cyrus Hardman, era un poliziotto che indagava sul caso e che si era innamorato di Susanne, per poi dare le dimissioni dopo che la donna fu accusata ingiustamente del crimine, spingendola a togliersi la vita; Pierre Michel, il conduttore del treno, era il fratello di Susanne; Caroline Hubbard è in realtà l'ex attrice di teatro e aspirante regista Linda Arden, madre di Sonia e nonna di Daisy.
Poirot capisce che i sospettati hanno agito insieme, e la signora Hubbard conferma, ammettendo di essere stata la mente dietro il delitto e di aver reclutato tutti i dodici passeggeri sullo stesso treno per compiere l'omicidio: dopo aver drogato Cassetti, i cospiratori hanno fatto a turno per pugnalarlo, Debenham ha indossato il kimono, e persino la pugnalata che la signora Hubbard ha subito era stata orchestrata dalla stessa con la collaborazione di Arbuthnot, al fine di convincere Poirot circa la teoria dell'assassino solitario.
A questo punto la signora Hubbard chiede che le altre persone vengano lasciate andare e che la colpa ricada solo su di lei. Del resto la sua vita era finita con l'assassinio della nipote e la morte della figlia, mentre gli altri passeggeri sono in realtà tutte brave persone e che ora hanno diritto ad una seconda possibilità. Poirot poggia quindi sul tavolo una pistola e sfida i passeggeri a sparargli, poiché è l'unico che può denunciarli alle autorità: Bouc può mentire ma lui, ossessionato dalla verità e dall'equilibrio, non potrebbe. La signora Hubbard afferra la pistola e la punta contro Poirot, ma all'ultimo la volge contro sé stessa, pronta a uccidersi, e preme il grilletto: la pistola è in realtà scarica, poiché il detective voleva vedere come avrebbero reagito i sospettati.
In un un'ultima conversazione con Estravados, Poirot esprime la sua incredulità per come dodici persone così chiaramente oneste e rispettabili, si siano macchiate di un tale crimine, al che la donna replica, con dolore, che dopo aver vissuto un lutto così terribile, nemmeno vedere Cassetti processato e giustiziato sarebbe stato abbastanza. Poirot è combattuto su ciò che sia giusto fare, ma alla fine, seppur consapevole che ciò significherà per lui vivere col peso di uno squilibrio nel cuore, il detective decide di presentare alla polizia la prima soluzione; mentre scende dal treno, con un appassionato discorso, Poirot ammette di aver compreso che nessuno dei passeggeri è davvero un assassino, ma solo "persone che meritano un'occasione per guarire", e augura loro di ritrovare la pace. Mentre scende alla stazione di Brod in Jugoslavia per informare la polizia dei dettagli dell'assassinio sull'Orient Express, un messaggero dell'esercito britannico lo ferma e gli chiede di indagare su un assassinio sul Nilo.
Produzione Sviluppo Mark Gordon e Simon Kinberg, produttori della 20th Century Fox, concepirono nel 2008 l'idea di realizzare un nuovo adattamento cinematografico del celebre romanzo giallo di Agatha Christie Assassinio sull'Orient Express del 1934; tuttavia dovettero impiegare ben 5 anni prima di ottenere i diritti del romanzo, appartenuti fino ad allora alla Metro-Goldwyn-Mayer. Poterono così dare il via alla pre-produzione del film.
Il 13 dicembre 2013 la rivista Variety annunciò che la 20th Century Fox aveva deciso di produrre un adattamento del romanzo di Agatha Christie, con l'intenzione di farne un remake del film del 1974 diretto da Sidney Lumet.In arrivo il remake della Fox di Assassinio sull'orient Express I produttori del film sarebbero stati Ridley Scott per la Scott Free Productions, Simon Kinberg per la Kinberg Genre, e Mark Gordon per The Mark Gordon Company. Si tratta del quarto adattamento del romanzo di Agatha Christie: oltre al film di Sidney Lumet, nel 2001 venne realizzato un film per la TV per la regia di Carl Schenkel, mentre un terzo adattamento fu il quarto episodio della dodicesima stagione della serie TV Poirot interpretata da David Suchet. James Prichard, pronipote della Christie e presidente della Agatha Christie Ltd, si è detto entusiasta della scelta di Branagh affermando: «Ho visto i film di Kenneth da quando ero ragazzo e il suo Enrico V ha fatto parte del mio percorso universitario, quindi sapere che un regista così talentuoso e uno fra i migliori attori della sua generazione voleva interpretare Poirot mi ha riempito di gioia».
Nel marzo 2015 venne annunciato che Michael Green avrebbe scritto la sceneggiatura, con Steve Asbell supervisore per conto della 20th Century Fox. Il 16 giugno 2015 Kenneth Branagh entrò in trattative per dirigere il film, e il 21 novembre successivo venne confermato che Branagh avrebbe anche interpretato il protagonista Hercule Poirot. Branagh, prima di accettare, spinse perché la pellicola venisse girata in Ultra Panavision 70 mm poiché, a sua detta, permetteva di « [...] trasportare davvero il pubblico, e farlo viaggiare come su un treno». In quel periodo l'attore si divise tra il film e la pièce teatrale di Amleto anch'essa da lui diretta.