La diocesi di Alba () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2022 contava 131.510 battezzati su 134.736 abitanti. È retta dal vescovo Marco Brunetti.

Territorio La diocesi si sviluppa prevalentemente nella parte orientale della provincia di Cuneo comprendendo 69 comuni oltre a 2 della provincia di Asti (Coazzolo, Castagnole delle Lanze). Confina a nord con la diocesi di Asti, a est con la diocesi di Acqui, a sud con la diocesi di Mondovì e infine a ovest con la diocesi di Cuneo-Fossano e l'arcidiocesi di Torino.

Sede vescovile è la città di Alba, dove si trova la cattedrale di San Lorenzo.

Parrocchie e vicarie

Le 126 parrocchie della diocesi sono raggruppate in 8 vicarie: Vicaria di Alba - 13 parrocchie - comprende i comuni di Alba e Treiso; Vicaria di Cherasco - 9 parrocchie - comprende i comuni di Cherasco e Narzole; Vicaria di Cortemilia - 15 parrocchie - comprende i comuni di Benevello, Bergolo, Borgomale, Bosia, Castelletto Uzzone, Castino, Cortemilia, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Niella Belbo, Pezzolo V. U. e Torre Bormida; Vicaria della Langa - 30 parrocchie - comprende i comuni di Albaretto d. T., Arguello, Barolo, Bossolasco, Castiglione Falletto, Cerreto Langhe, Cissone, Diano d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Lequio Berria, Monchiero, Monforte d'Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Serralunga d'Alba, Serravalle Langhe, Sinio, Somano e Verduno; Vicaria del Roero - 17 parrocchie - comprende i comuni di Baldissero d'Alba, Ceresole d'Alba, Corneliano d'Alba, Montaldo Roero, Monticello d'Alba, Piobesi d'Alba, Pocapaglia, Santa Vittoria d'Alba, Sommariva Perno e la parrocchia di Pollenzo in comune di Bra; Vicaria della Sinistra Tanaro - 12 parrocchie - comprende i comuni di Canale, Castellinaldo, Montà, Monteu Roero, S. Stefano Roero e Vezza d'Alba; Vicaria delle Valli Belbo e Tinella - 16 parrocchie - comprende i comuni di Barbaresco, Camo, Castagnole Lanze (AT), Castiglione Tinella, Coazzolo (AT), Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Rocchetta Belbo, Santo Stefano Belbo e Trezzo Tinella. Vicaria della Valle Tanaro - 11 parrocchie - comprende i comuni di Castagnito, Govone, Guarene, Magliano Alfieri e Priocca.

Storia Secondo la tradizione il primo vescovo di Alba è san Dionisio, che si narra abbia servito la diocesi per alcuni anni prima di essere nominato arcivescovo di Milano; per la sua opposizione all'arianesimo sarebbe stato esiliato nel 355 dall'imperatore Costanzo. Questa tradizione è ritenuta non affidabilePapebroch (Acta SS., VI, 40) dato che nel IV secolo solitamente a un vescovo era proibito lasciare la propria diocesi per un'altra.

Una lista di nove antichi vescovi di Alba, che inizia con un san Dioniso (diverso da quello precedente, nel 380) fino al vescovo Giulio (553), fu compilata sulla base di iscrizioni sepolcrali trovate nella cattedrale di Alba alla fine del XV secolo da Dalmazzo Berendenco, un antiquario; ma sia la lista che il suo scopritore risultarono essere dei falsi inventati da Giuseppe Meiranesio nel XVIII secolo. La lista dei vescovi fu pubblicata da Costanzo Gazzera nel 1857:

Il primo vescovo di Alba di cui è certa l'esistenza è Lampadio, che fu presente al sinodo tenutosi in Roma nel 499 sotto papa Simmaco.Mansi, VIII, 235, Mon. Germ. Hist., Auct. Antiq. XII, 400.

Per breve tempo, verso la fine del X secolo, la diocesi fu unita a quella di Asti, a causa delle incursioni dei Saraceni, che avevano devastato e impoverito il territorio; questa decisione fu presa durante il sinodo provinciale milanese dell'estate del 969 e sarebbe diventata effettiva alla morte del vescovo in carica, Fulcardo.Miriam Tessera, Valperto, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 98 (2020). Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916-1001, seconda parte (962–1001), a cura di Ernst-Dieter Hehl, Hannover, 2007, pp. 315-322. L'unione, osteggiata dal clero di Alba, durò pochi anni, poiché già nel 997 sulla cattedra albese sedeva Costantino.Costantino, Storia locale- Diocesi di Alba, www.centrostudibeppefenoglio.it.

Tra i successivi vescovi, Benzone fu un noto avversario di papa Gregorio VII e sostenne l'impero durante la controversia sulle investiture.Orsi, Un libellista del sec. XI, in Rivista storica Italiana, 1884, p. 427.

L'intera comunità di Monforte d'Alba, dalla contessa ai contadini, nel primo quarto dell'XI secolo era divenuta eretica. I dissidenti leggevano la Bibbia dando delle Scritture un'interpretazione interamente spirituale, avevano formulato una propria dottrina originale sulla Trinità. Pregavano giorno e notte, ricercavano il distacco dalla materia e il martirio, elementi simili a quelli della dottrina dei catari.Andrea Del Col, L'inquisizione in Italia, Mondadori, 2021, pp. 33-34. Intorno all'anno 1028 il castello di Monforte venne assediato ed espugnato dalle forze dell'arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano, unite a quelle del vescovo di Asti Alrico. La popolazione, deportata a Milano, venne qui costretta a scegliere tra l'abiura delle loro dottrine e il rogo. La maggior parte scelse, coerentemente con le proprie idee, di non abiurare e di accettare la condanna a morte.Andrea Del Col, L'inquisizione in Italia, Mondadori, 2021, pp. 37-38.

Il 29 ottobre 1511 cedette una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Saluzzo.

Un fatto di rilievo accadde il 22 aprile 1613: scoppiata la prima guerra del Monferrato, Alba fu assalita dai francesi e il vescovo Pendasio fu prelevato dalla chiesa, percosso e condotto oltraggiosamente per le strade della città.

Sotto il ministero di monsignor Roero, fu vicario generale monsignor Raulo Costanzo Falletti di Barolo.

In occasione del riordino delle diocesi piemontesi voluto da Napoleone Bonaparte, furono soppresse 9 diocesi della regione, tra cui anche quella di Alba, come stabilito dal breve Gravissimis causis di papa Pio VII del 1º giugno 1803, che unì il territorio della soppressa diocesi a quello della diocesi di Asti.Testo del breve pubblicato in edizione latina e traduzione francese in: A seguire la lettera esecutoria del cardinale Caprara (pp. 69-92). La sede fu ristabilita il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri dello stesso Pio VII; contestualmente il papa la dichiarò suffraganea dell'arcidiocesi di Torino, venendo così tolta alla giurisdizione metropolitica dell'arcivescovo di Milano, a cui sempre Alba era stata soggetta.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. San Dionisio o Dionigi † (350 - 355) Adelgiso † (355) Severo † (391, 397) Bruningo † (419) Alderico † (443) Lampadio I † (menzionato nel 499) Manfredo † (482, 483) Venanzio I † (503) Oldarico † (532) Pietro I † (563) Venanzio II † (593) Guglielmo † (627) Vitelmo I † (661) San Benedetto † (menzionato nel 680) Lampadio II † (801) Sigifredo † (829)I vescovi da Adelgiso a Sigifredo sono menzionati in Ad eccezione di Lampadio I (499) e Benedetto (680), tutti gli altri sono totalmente sconosciuti al Savio; lo stesso Gams esclude dalla sua cronotassi tutti quelli precedenti Benedetto, così come Lanzoni, che specifica inoltre come Venanzio I sia stato vescovo non di Alba, ma di Viviers. Pietro Penso II ? † (menzionato nell'855)Questo vescovo, citato da Ughelli, che lo dice intervenuto a un concilio provinciale in Pavia nell'855, è messo in dubbio dal Savio, in quanto di quel concilio non sono stati riportati nomi di vescovi. Olderado o Ildrado † (prima di febbraio 876 - dopo novembre 877) Liutardo † (menzionato nel 901)Secondo Cappelletti e Bima, che datano Liutardo all'800 circa, nel 901 è menzionato un Vitelmo II, ignorato da Savio. Daiberto † (menzionato nel 945) Flocardo o Fulcardo † (prima del 969 - circa luglio 985 deceduto) Sede unita ad Asti Costantino † (prima del 997 - dopo il 1005) Oberto † (menzionato nel 1027) Anonimo (G.) † (menzionato nel 1057 circa) Benzone (o Pietro Penso III ?) † (menzionato nel 1059 - dopo il 1085)Cappelletti e Gams menzionano il vescovo Alberto (1061 e 1074); secondo Savio questo Alberto è l'omonimo vescovo di Acqui. Pellegrino † (menzionato nel 1098) Pietro IV † (1124 - 1125)Secondo Savio, potrebbe essere stato abate-vescovo di Fruttuaria, cosa che farebbe anticipare la sua elezione alla sede di Alba al 1118. Robaldo † (prima di dicembre 1125 - 29 luglio 1135 nominato arcivescovo di Milano)Secondo il Savio non ci sono prove che abbia mantenuto anche la sede di Alba; morì il 30 dicembre 1145 . Pietro V ? † (menzionato nel 1150)Menzionato da Ughelli (Italia sacra, vol. IV, col. 286), è messo in dubbio da Savio. Rozone † (menzionato nel gennaio 1163) Otto † (prima di giugno 1169 - dopo agosto 1177) Federico del Monferrato ? † (menzionato nel 1180 circa)Federico era figlio di Guglielmo V del Monferrato, marchese del Monferrato, e di Giuditta di Babenberg. Bonifacio I † (prima del 1185 - dopo il 1188) Gerardo † (menzionato nel 1191 o 1194)L'Ughelli lo indica trasferito in epoca ignota a Nola, ma non sono documentati vescovi di nome Gerardo a Nola alla fine del XII secolo; lo stesso Ughelli non lo menziona affatto quando parla della diocesi campana. Ogerio † (prima di dicembre 1192 - dopo il 1202) Bonifacio II † (prima del 1210 - dopo il 1213) Reinerio, O.Cist. † (prima di agosto 1216 - dopo maggio 1226) Sardo † (menzionato nel 1231) Guglielmo Braida † (prima del 1237 - dopo il 1253) Monaco † (22 gennaio 1255 - dopo febbraio 1260)Molti autori, a partire da Ferdinando Ughelli, inseriscono tra Monaco e Simone il vescovo Gandolfo (1259 - 1262), ricordato in un necrologio della cattedrale di Asti. Savio e Eubel invece ritengono che Gandolfo sia stato vescovo di Torino. Simone, O.F.M. † (prima di ottobre 1263 - dopo aprile 1271) Martino, O.F.M. † (1276) Bonifacio III † (prima di gennaio 1283 - 18 marzo 1306 deceduto) Raimondo de Mausaco, O.F.M. † (prima del 1311 - 21 febbraio 1321 nominato vescovo di Chieti) Guglielmo Isnardi, O.F.M. † (21 febbraio 1321 - 6 dicembre 1333 nominato arcivescovo di Brindisi) Pietro Avogadro, O.P. † (7 febbraio 1334 - 28 gennaio 1349 nominato vescovo di Sisteron) Lazzarino Flisco o Fieschi † (29 gennaio 1349 - 1368 deceduto) Ludovico del Carretto † (27 aprile 1369 - 1388 deceduto) Federico del Carretto † (1388 - ?) Pietro del Carretto, O.P. † (menzionato nel 1391) Bonifacio IV † (menzionato nel 1398) Francesco I del Carretto † (20 novembre 1401 - ?) Aleramo del Carretto † (menzionato nel 1407) Francesco II del Carretto † (menzionato nel 1413) Giacomo del Carretto † (? - ? deceduto) Beato Alerino Rembaudi † (10 settembre 1419 - 21 luglio 1456 deceduto) Bernardo del Carretto, O.S.B. † (18 ottobre 1456Secondo Eubel la nomina è del 6 agosto. - agosto 1460 deceduto) Pietro del Carretto † (24 novembre 1460 - 1482 deceduto) Andrea Novelli † (6 febbraio 1483 - 13 maggio 1521 deceduto) Ippolito Novelli † (13 maggio 1521 succeduto - 11 novembre 1530 deceduto)Secondo Eubel e Cappelletti, Ippolito Novelli è nominato il 5 novembre 1514 per la morte di Andrea Novelli l'anno precedente. Antonio Mollo † (28 novembre 1530 - 1532 deceduto)Secondo Gams e Eubel muore nel 1531. Giuliano Visconti † (16 agosto 1532 - 27 agosto 1532 deceduto) (vescovo eletto)Secondo Eubel Visconti è nominato il 16 agosto 1531 e muore il 5 gennaio 1533. Marco Girolamo Vida, C.R.S.A. † (7 febbraio 1533 - 27 settembre 1566 deceduto) Leonardo Marini, O.P. † (7 ottobre 1566 - 1572 dimesso)Secondo Gams, muore l'11 giugno 1572. Vincenzo Marino † (19 novembre 1572 - 25 febbraio 1583 deceduto)Secondo Gams muore nel mese di novembre 1582. Lelio o Aurelio Zibramonti † (28 marzo 1583 - 14 novembre 1583 nominato vescovo di Casale Monferrato) Ludovico Michelio † (19 dicembre 1583 - 27 aprile 1590 deceduto) Alberto Capriano † (30 luglio 1590 - 23 gennaio 1595 deceduto)