Carposina berberidella è un lepidottero appartenente alla famiglia Carposinidae, diffuso in Eurasia.

Etimologia L'epiteto specifico deriva dal genere di appartenenza delle piante nutrici su cui si accrescono le larve, Berberis (fam. Berberidaceae).

Descrizione Si tratta di una piccola falena con un'apertura alare massima di 15-16 mm e abitudini prevalentemente notturne.

Adulto Capo Il capo presenta piccole scaglie frontali, non molto sollevate e quasi tutte rivolte verso il basso, nonché ciuffi di scaglie più o meno sollevate ai lati del vertice. La colorazione d'insieme è un marroncino chiaro.

Nell'apparato boccale, la spirotromba è funzionale e priva di scaglie. I palpi labiali sono sviluppati e diritti, più allungati nella femmina. In entrambi i sessi il secondo segmento è rivestito di grosse scaglie.

Le antenne sono filiformi, più lunghe nel maschio, ma con lo scapo privo di un pecten. I chaetosemata sono assenti.

Torace Nelle zampe, l'epifisi è presente e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4. La colorazione di tibie e femori è marroncina, mentre nel tarso, ogni tarsomero appare nerastro nella parte prossimale e chiaro in quella distale.

L'ala anteriore ha una forma lanceolata, con un rapporto tra lunghezza e larghezza di circa 2,5. La pagina superiore ha una colorazione di fondo giallo-brunastra, su cui risaltano diverse macchie più scure, di forma e colore variabile. Sulla costa sono ben visibili cinque o sei macchie nerastre; la regione basale rivela una vistosa fascia più scura, che dal margine anteriore quasi raggiunge quello anale; a partire dall'apice fino al tornus si osserva una frangiatura di scaglie piliformi non molto lunghe, di colore giallo-brunastro; due bande irregolari, più scure dello sfondo, sono visibili: una più sottile nella regione subterminale e la seconda, più ampia, in quella discale, che si allarga al centro a formare una vistosa macchia nerastra, in alcuni casi alquanto stinta; al termine del terzo basale dell'ala, si notano invece due piccole macchie marroni, che in alcuni esemplari sono poco visibili, oppure si stemperano in un'ulteriore fascia zigzagante. L'apice non è falcato e il tornus è ottuso. La spinarea è presente e sono ben distinguibili i caratteristici "ciuffi" di scaglie sollevate.

Per quanto riguarda le nervature, dei quattro rami di Rs, Rs ed Rs partono separatamente dalla cellula discale, mentre Rs ed Rs partono unite e si separano a circa un sesto della propria lunghezza; R descrive un percorso sinusoidale che la porta ad essere per un breve tratto molto ravvicinata rispetto a Sc; M è molto più vicina ad M che a M; CuA e CuA sono ben definite, ma manca CuP; 1A+2A presenta una breve biforcazione basale; non si osserva 3A.

L'ala posteriore risulta più corta e squadrata dell'anteriore, con una colorazione di fondo grigiastra più o meno uniforme, rispetto alla quale risaltano le venature, che appaiono lievemente più scure. Qui le scaglie piliformi che costituiscono la frangiatura appaiono disposte su un doppio ordine, e sono alquanto allungate, soprattutto nella regione anale. L'apice è acuto, il tornus e arrotondato e il margine costale mostra una marcata concavità.

Le nervature sono nettamente differenti da quelle dell'ala anteriore, rivelando una notevole semplificazione. Sc è unita con R; mancano i primi due rami di M, mentre M parte separatamente dall'apice caudale della cellula discale; sono presenti sia CuA, sia CuA, così come CuP; 1A+2A non presenta una biforcazione basale, ma è affiancata da 3A.

Addome

L'addome appare grigio-brunastro, con l'estremità caudale più chiara. Il processo anterolaterale sul II sternite è allungato e ricurvo.

Nei maschi si osserva una coppia di coremata, situati in prossimità del margine posteriore.

Nell'apparato genitale maschile luncus è ben sviluppato, ma non bifido. I socii sono assenti. Il vinculum risulta privo di saccus. L'edeago presenta un coecum penis decisamente allungato.

Nel genitale femminile, l'ovopositore è abbastanza lungo. Le apofisi posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Il ductus bursae è membranoso e il corpus bursae e provvisto di un signum.

Uovo L'uovo di C. berberidella non è mai stato descritto.

Larva Le larve possiedono una cuticola densamente rivestita di spinule smussate, ma non si osserva la presenza di setole secondarie. A maturazione completa sono molto simili a quelle dei Copromorphidae e degli Alucitidae.

Capo Il capo è ipognato, particolare che sta a indicare abitudini endofitiche. Il frontoclipeo appare più allungato che largo. Sono presenti sei stemmata per lato, di cui i primi cinque su un semicerchio e il sesto un po' più distante. Le setole anteriori A1, A2 e A3 sono disposte a triangolo ottuso, con A2 più lontana dagli stemmata.

Torace Nel protorace, alquanto sviluppato, le setole laterali L sono due e si trovano sempre sullo stesso pinaculum. Gli spiracoli protoracici sono un po' più ingranditi. La setola subventrale SV è singola sul meso- e sul metatorace.

Addome Nei primi otto segmenti addominali, la setola laterale L2 è disposta anterodorsalmente rispetto a L1, ma non molto lontana da quest'ultima. La setola subdorsale SD1 è posizionata dorsalmente rispetto agli spiracoli. La setola dorsale D1 è presente sul IX segmento. Il gruppo SV è a singola setola nei segmenti VIII e IX, a doppia setola nei segmenti I e VII, a tripla setola nel segmento II e a quadrupla setola nei segmenti da III a VI. L'VIII segmento ha spiracoli più sviluppati.

Le pseudozampe non sono molto robuste e appaiono un po' più corte di quelle dei Copromorphidae, ma comunque più lunghe rispetto a quelle degli Alucitidae; sono presenti sui segmenti III-VI e X, con uncini disposti su un singolo ordine.

Pupa La pupa è relativamente tozza e di tipo obtecto, con appendici fuse tra loro e col resto del corpo, ma possiede un tegumento fragile e traslucido, attraverso il quale si scorgono i profili del capo e del torace. Sul capo è presente una sutura epicraniale. Il labrum è ben sviluppato e fiancheggiato da lobi piliferi triangolari o più in generale dalle mandibole. I palpi mascellari sono ridotti, mentre quelli labiali sono esposti, così come i profemori. Il protorace è breve. I segmenti addominali V-VII (nel maschio) e V-VI (nella femmina) sono mobili. Non sono presenti spinule sulla superficie dei tergiti addominali. Il cremaster è rappresentato da gruppi di setole dall'estremità uncinata.

Biologia

Ciclo biologico La biologia è poco conosciuta, tuttavia, in generale gli adulti hanno abitudini notturne e durante il giorno restano in posizione di riposo, sulla corteccia delle piante o sulle pietre del sottobosco.

Le larve si alimentano in agosto e settembre all'interno del frutto in maturazione di una pianta del genere Berberis.

Periodo di volo La specie è univoltina, con un periodo di volo compreso nel periodo giugno-luglio.

Alimentazione Questi bruchi si alimentano esclusivamente su piante nutrici appartenenti al genere Berberis L., 1753 (Berberidaceae), tra cui Berberis vulgaris L., 1753 (crespino).

Distribuzione e habitat L'areale della specie rientra all'interno del Paleartico occidentale, e più in particolare si estende nell'Europa centrale, meridionale e orientale, oltre che nel Medio Oriente; più in dettaglio, i paesi in cui è stata segnalata la presenza di C. berberidella, sono:

Spagna continentale, Germania, Svizzera, Austria, Italia settentrionale, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Macedonia del Nord, Turchia, Cipro Russia europea e Siria.

L'habitat è rappresentato da zone verdi, boschi e foreste.

Tassonomia Carposina berberidella - Syst. Bearb. Schmett. 5''': 142, tav. 81, fig. 614 - locus typicus: Ratisbona, Germania.

Sottospecie Non sono state individuate sottospecie.

Sinonimi Non sono stati riportati sinonimi.

Conservazione La specie non è stata inserita nella Lista rossa IUCN.

Note

Bibliografia Pubblicazioni

Testi

Voci correlate Carposina sasakii Copromorpha gypsota''

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Collegamenti esterni

Categoria:Carposinidae Categoria:Taxa classificati da Gottlieb August Wilhelm Herrich-Schäffer Categoria:Fauna asiatica Categoria:Fauna europea Categoria:Taxa descritti nel 1853