Larcidiocesi di Cagliari () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Sardegna. Nel 2023 contava 563.000 battezzati su 576.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo Giuseppe Baturi.
Territorio
L'arcidiocesi si trova nella parte sud-orientale della Sardegna e comprende 69 comuni:Dal sito web 62 comuni della città metropolitana di Cagliari: Armungia, Assemini, Ballao, Barrali, Burcei, Cagliari, Capoterra, Castiadas, Decimomannu, Decimoputzu, Dolianova, Domus de Maria, Donori, Elmas, Escolca, Gergei, Gesico, Goni, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Muravera, Nuraminis, Nurri, Orroli, Ortacesus, Pimentel, Pula, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Samatzai, San Basilio, San Nicolò Gerrei, San Sperate, Sant'Andrea Frius, San Vito, Sarroch, Selargius, Selegas, Senorbì, Serdiana, Sestu, Serri, Settimo San Pietro, Siliqua, Silius, Sinnai, Siurgus Donigala, Soleminis, Suelli, Ussana, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villanova Tulo, Villasalto, Villasimius, Villasor e Villaspeciosa. 7 comuni della provincia del Medio Campidano: Furtei, Samassi, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti, Villamar.
Sede arcivescovile è la città di Cagliari, dove si trova la cattedrale di Santa Maria e Santa Cecilia.
Cattedrale e chiese principali
La chiesa di Santa Maria, costruita nel corso del Duecento, venne elevata al rango di cattedrale nel 1258. Originariamente in stile romanico pisano, ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli.
Sempre a Cagliari sorgono due importanti chiese, la basilica di San Saturnino e la basilica di Santa Croce. Con il titolo di basilica minore, sono comprese nell'arcidiocesi due chiese: la basilica e santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari e la basilica di Sant'Elena Imperatrice a Quartu Sant'Elena.
Nel territorio sorgono anche due ex cattedrali: la chiesa di San Pietro, ex cattedrale della diocesi di Suelli, e la chiesa di San Pantaleo, che fu cattedrale della diocesi di Dolia.
Parrocchie
Il territorio si estende su 4.041 km² ed è suddiviso in 130 parrocchie, raggruppate in 14 foranie: Campidano, Capoterra, Cattedrale, Decimomannu, Dolianova, Mandas, Nuraminis, Pirri, Quartu Sant'Elena, San Lucifero, San Nicolò Gerrei, San Vito, Senorbì, Santi Pietro e Paolo.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica comprende le seguenti suffraganee: diocesi di Iglesias; diocesi di Lanusei; diocesi di Nuoro.
Nel territorio della provincia ecclesiastica cagliaritana sono comprese cinque sedi titolari: Sede titolare di Dolia (oggi in arcidiocesi di Cagliari) Sede titolare di Galtellì (oggi diocesi di Nuoro) Sede titolare di Ottana (oggi in diocesi di Nuoro) Sede titolare di Suelli (oggi in arcidiocesi di Cagliari) Sede titolare di Sulci (oggi in diocesi di Iglesias)
Storia La presenza del cristianesimo nell'isola sarda deve essere molto antica. Come scrive Lanzoni, «Cagliari costituiva il porto romano principale dell'isola... È risaputo che il cristianesimo, giunto in Occidente per le vie del mare, reclutò i primi adepti nei principali porti e negli empori del commercio, è quindi ovvio conchiudere che il cristianesimo, giunto in Sardegna dall'Oriente o da Roma, abbia posto le prime radici in Cagliari, e in Cagliari si sia organizzata la prima comunità cristiana dell'isola».
La tradizione ha posto in epoca apostolica la fondazione della diocesi cagliaritana, attraverso una serie di vescovi non documentati storicamente, Clemente, Avendrace, Bonifacio, Giusto, Lino, Eutimio, a cui furono aggiunti, nel XVII secolo, nomi di altri vescovi attestati da presunte epigrafi ritenute per lo più dei falsi,Studi recenti hanno rivalutato alcune di questi iscrizioni, ritenendo per esempio autentica quella che riporta l'epitaffio del vescovo Bonifacio, la cui datazione e la sua reale appartenenza alla sede cagliaritana è tuttavia discussa. ossia i vescovi Floro, Restituto, Bono, Viviano, Severino, Rudio, Gregorio, Devorino, Felice, Lucio, Amato, Bertorio, Tiberio, Verissimo.
Il primo vescovo di Cagliari storicamente documentato fu Quintasio, che fu presente al concilio di Arles nel 314, seguito da san Lucifero, che visse a metà del IV secolo.
Se si esclude uno scarno accenno a uno o più anonimi vescovi sardi in una lettera di papa Giulio I della metà del IV secolo, solo con la seconda metà del V secolo è documentata una organizzazione diocesana dell'isola sarda. Tra i vescovi convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484, erano presenti Lucifero II di Cagliari e i vescovi Martiniano di Forum Traiani, Bonifacio di Sanafer, Vitale di Sulci e Felice di Turris. Si evince che il vescovo di Cagliari svolgeva il ruolo di metropolita di una provincia ecclesiastica delle isole del Mediterraneo, che comprendeva anche i vescovi di Maiorca, Minorca e Ibiza. Notitia provinciarum et civitatum Africae, MGH, Auctores antiquissimi 3/1, 1879, p. 71.
In epoca medioevale la giurisdizione della Chiesa cagliaritana si estendeva sui territori delle curatorie del Campidano, Colostrai, Decimomannu, Gippi, Nora e Nuraminis.
Nella seconda metà dell'XI secolo, in seguito alla riorganizzazione ecclesiastica dell'isola, furono istituite due nuove province ecclesiastiche sarde, Sassari e Oristano.
Il titolo primaziale di Sardegna compare per la prima volta nella falsa corrispondenza di papa Vittore III con l'arcivescovo Giacomo (1075-1089).A. Carboni, L'epistola di Vittore III ai vescovi di Sardegna. Prova e storia di un falso, Roma, 1960. Nel 1138 papa Innocenzo II elevò a suo legato l'arcivescovo di Pisa che dal momento prese il titolo di Primate di Sardegna e Corsica.Kehr, Italia pontificia X, p. 382, nr. 40.
Tra XV e XVI secolo il territorio dell'arcidiocesi si ingrandì per la soppressione di alcune diocesi contigue a quella cagliaritana: la diocesi di Suelli nel 1420, la diocesi di Galtellì nel 1495, la diocesi di Dolia nel 1503. Inoltre, nel 1514 papa Leone X stabilì l'unione dell'arcidiocesi cagliaritana con la diocesi di Sulci, che fu confermata come unione aeque principaliter nel 1654.
Nei secoli successivi alcune diocesi ottennero nuovamente l'autonomia: la diocesi di Sulci, con sede trasferita a Iglesias, ebbe nuovamente un proprio vescovo nel 1763; la diocesi di Galtellì fu ristabilita nel 1779 con sede a Nuoro; nel 1824 una parte della diocesi di Suelli costituì la diocesi di Ogliastra, divenuta poi diocesi di Lanusei.
L'arcidiocesi di Cagliari è stata visitata da papa Paolo VI il 24 aprile 1970 e il 19 e 20 ottobre 1985 da papa Giovanni Paolo II. Il 7 settembre 2008 ha fatto visita alla città di Cagliari papa Benedetto XVI, nel centesimo anno in cui papa Pio X ha proclamato la Madonna di Bonaria patrona principale della Sardegna. Il 22 settembre 2013 è stata meta di un pellegrinaggio di papa Francesco.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.
La presente lista riporta, fino al termine del X secolo, solo i vescovi storicamente documentati.
Quintasio † (menzionato nel 314) Protogene di Cagliari ? † (325)Indicato da storici ed eruditi locali come vescovo di Sardegna; in realtà era vescovo di Sardica. Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. XIII, p. 49. San Lucifero I † (prima del 354 - 370 deceduto) Lucifero II † (menzionato nel 484) Bonifacio † (V/VI secolo) L'epigrafe di questo vescovo, ritenuta in passato un falso, è stata rivalutata da studi recenti. L'autore, che data l'iscrizione del vescovo Bonifacio al V/VI secolo, non lo attribuisce tuttavia espressamente alla sede sarda.Pierpaolo Longu, Le ricerche dei cuerpos santos a Cagliari: i dati archeologici ed epigrafici (1614-1624), Tesi di Laurea, 2012-2013, pp. 69-71. L'autore ritiene che non è chiaro né il periodo esatto del vescovo Bonifacio (attribuito da alcuni autori al IV/V secolo), né la sua reale appartenenza alla Chiesa cagliaritana (alcuni autori infatti pensano si tratti di uno dei tanti vescovi africani esiliati in Sardegna all'epoca vandalica). Primasio † (menzionato nel 518/519) Tommaso I ? † (prima del 591)Vescovo menzionato in una lettera di papa Gregorio I a Gennaro di Cagliari come fondatore di uno xenodochium. Il papa non menziona né l'epoca, né la sede di cui questo Tommaso fu vescovo, né il luogo dello xenodochium. Storici ed eruditi locali ne hanno fatto un vescovo di Cagliari, predecessore di Gennaro. . Gennaro † (prima di giugno 591 - dopo settembre 603 deceduto) Anonimo † (menzionato nel 626/627)Un anonimo arcivescovo è menzionato nell'epistolario di papa Onorio I. . Diodato † (? - 649 deceduto)Diodato (Deusdedit) partecipò a tutte le sessioni del Concilio Lateranense del 649. Dovette morire o al termine della riunione o poco dopo, poiché gli atti aggiungono alla fine le firme di coloro che sottoscrissero gli atti dopo la fine del concilio; tra queste si trova anche la firma di Iustinus episcopus sanctae Calaritanae ecclesiae. Concilium Lateranense a. 649 celebratum, ed. Rudolf Riedinger, Acta conciliorum oecumenicorum. Series Secunda. Volumen primum, Berlin, 1984. Indice prosopografico, pp. 453 e 455. Giustino † (649 - ?) Citonato I † (prima del 680 - dopo il 685/686) Anonimo † (menzionato nel 692)Nelle sottoscrizioni degli atti del concilio in Trullo, appare anche il metropolita della Sardegna, ma non è stato tramandato il nome. Concilium Constantinopolitanum a. 691/2 in Trullo habitum, in: H. Ohme (ed.) Acta conciliorum oecumenicorum, Series Secunda II: Concilium Universale Constantinopolitanum Tertium, Pars 4, Berlin/Boston, 2013, p. 63, riga 9. Tommaso II † (menzionato nel 787)Si fece rappresentare da un proprio diacono al concilio di Nicea del 787. Jean Darrouzès, Listes épiscopales du concile de Nicée (787), in Revue des études byzantines 33 (1975), p. 13. Arsenio I † (prima dell'843)Iconoclasta, fu ritenuto eretico da papa Leone IV (847-855), che ordinò al suo successore Giovanni di distruggere un altare che Arsenio aveva edificato. Arsenios, Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, n. 625 (edizione online). Giovanni I † (menzionato tra il 847 e il 855) Arsenio II † (seconda metà del IX secolo) Citonato II † (menzionato nel 964) Umberto † (1017 - 1040 deceduto) (?) Alfredo o Gualfredo † (prima del 1073)Gli studi condotti da Corrado Zedda e Raimondo Pinna sulla Carta di Orzocco, tradizionalmente datata a prima del 1073, e nella quale v'è l'unica menzione di Alfredo, mettono in dubbio l'esistenza storica di questo arcivescovo.Anche: Giacomo † (circa 1073/1074 - dopo agosto 1081). Consacrato arcivescovo da papa Gregorio VII, è ancora documentato nel 1080/1081. Una bolla di papa Vittore III di agosto 1087, indirizzata a Giacomo, sulla primazia degli arcivescovi cagliaritani, è ritenuta spuria. Lamberto † (menzionato nel 1089). Ugo † (menzionato nel 1089/1095). Benedetto † (1090 - 1100) (?) Gualfredo † (menzionato nel 1112) Guglielmo I † (prima del 1118Corrado Zedda, “Amani judicis” o “a manu judicis”? il ricordo di una regola procedurale non rispettata in una lettera dell’arcivescovo Guglielmo di Cagliari (1118), RiMe. Rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea, vol. 9, 2012, pp. 5-42. - dopo il 1119) Pietro † (menzionato nel 1126) Costantino † (menzionato nel 1141) Bonato † (menzionato nel 1163). Ricco † (prima del 1183 - 1217) Mariano da Sulci † (27 marzo 1218 - 1226) Anonimo (Sutrino ?) † (menzionato nel 1233) Anonimo † (menzionato nel 1235) Leonardo da Roma † (1237 - 1250) Domenico † (1250 - 1255) (?) Anonimo † (menzionato nel 1257) Ugone † (1260 - 1276 deceduto) Pecci Ranieri † (1276 dimesso) Gallo † (27 novembre 1276 - 1281) Biagio † (1281 - 1287) (?) Percivalle de Comitibus † (21 gennaio 1290 - 1295) Giacomo dell'Abate † (20 settembre 1295 - 1298 deceduto) Ranuccio, O.Min. † (8 novembre 1299 - 1322) Gioannello † (1322 - 1331) Gondisalvo Bonihominis † (9 agosto 1331 - 1341)