Magliano Sabina è un comune italiano di abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Geograficamente nella Valle del Tevere, il comune di Magliano Sabina è dislocato tra Lazio ed Umbria. Il centro abitato sorge a 222 metri di altitudine su un terrazzo fluviale del Tevere. Il territorio è caratterizzato da un andamento collinare che precede il Subappennino (Monte Cosce e Monte Rosaro oggi chiamato Monte San Pancrazio). Il Torrente Campana o Aia di Campana, nel primo tratto scorre tra le colline di Cicignano e Collesala dove ne delimita il territorio comunale, l'omonima valle e l'antica strada Campana collegava il Tevere dove il torrente trova la foce. Il Torrente Aia, proveniente da Poggio Sommavilla, confluisce nel Tevere, in località "Capu L'Aia" circa frontalmente la foce del Treja, non lontano da Foglia.
Clima Classificazione climatica: zona D, 1769 GR/G
Storia Epoca preistorica Alle origini il territorio era ricoperto dal mare, successivamente da un lago, detto Tiberino. Nel Pliocene emersero le colline attualiTuccimei, I colli pliocenici di Magliano Sabino, in Gli studi d'Italia, anno III, vol.2, Roma 1880., dove ossidiane e selci lavorate indicano la comparsa dell'uomoM. Pacciarelli, Materiali protostorici della Sabina tiberina, in Quaderni del Museo Archeologico di Magliano Sabina, Magliano Sabina 1991..
Epoca arcaica Le necropoli del Giglio, di San Biagio, di Castellano e di Collicello restituiscono reperti di un villaggio arcaico collegato agli insediamenti arcaici di Foglia e Poggio Sommavilla nella Valle del TevereS. Quilici Gigli e P.Santoro, Magliano Sabina: la necropoli e il centro storico in “Archeologia laziale”, X, 2, 1990. i cui reperti sono visibili nel Museo civico archeologico di Magliano Sabina.
Epoca romana Ville rustiche di età repubblicana e imperiale in tutto il territorioColosi F., Costantini A., Gabrielli R., Piro S., Santoro P., Studio integrato multidisciplinare del territorio: il caso della Valle del Tevere, 2001. e un nucleo abitato nella valle del Tevere, denominato CatilianoLe liber censuum de l'église romaine, a cura di Paul Febre, Paris 1910. (oggi stazione dell'Autostrada del Sole-A1), testimoniano la conquista romana.
Medioevo Dopo la guerra goto-bizantina i Longobardi occupano Catiliano, posto al confine con lo Stato della Chiesa, e si stanziano nel “luogo chiamato Malliano” (VIII secolo), dove si trovano la chiesa di Santa Eugenia e quella di San Giovenale (817). Qui nasce il primo nucleo urbano, che subisce dall'876 al 913 le incursioni dei Saraceni. A difesa si costruisce il castello di Santa EugeniaGregorio da Catino, Regesto di Farfa, a cura di I.Giorgi e U.Balzani, Roma 1872-1892, 1914.. Nel XII secolo Magliano è già una fortezza ben munita e importante, tanto che ospita nel 1155 Adriano IV e Federico BarbarossaA. Pagani, Magliano Sabino ed il Senato e il popolo Romano, Roma 1894. ed è soggetto al papato. Nel 1278 gli abitanti sono circa 1.500. In questo periodo si scontra con il comune di Narni, con cui stabilisce un patto di amicizia. Nel 1311 il senatore capitolino, Ludovico di Savoia assoggetta Magliano al Comune di Roma, di cui diventa vassalloC. D'Onofrio, I vassalli del Campidoglio, Roma 1965..
Rinascimento Nel secolo XV, grazie al porto fluviale, Magliano gode di una sostanziale ricchezza. Alessandro VI (1495) elegge Magliano sede della Diocesi Sabina e lo fregia del titolo di cittàF. P. Sperandio, Sabina sacra e profana, antica e moderna, Roma 1790.. Il 26 gennaio 1593 il cardinale Paleotti istituisce il Seminario SabinoM. Mortin, il seminario sabino, Roma 1989.; vi sono sette chiese parrocchiali, alcuni conventi ed un istituto di ospitalità. Conta circa 3500 anime. La costruzione di Ponte Felice (1598-1623), voluta da Sisto V, elimina il porto fluviale, fonte di ricchezza, ma la deviazione del Tevere per la costruzione del ponte genera acque stagnanti, che diffondono epidemie. Magliano si avvia verso una diffusa miseriaF. P. Sperandio, op. cit, Roma 1790..
Nel 1600 «ha questa Città, oggidì per le miserie de' tempi, assai scaduta dal suo antico splendore, e che non gli rimasto poco più altro di onore, se non quello del Trono Vescovile, il territorio non è molto fertile, né meno, per la scarsezza del popolo, molto coltivato»C. B. Piazza, Gerarchia cardinalizia, Roma 1703.. Il capo priore manda gli elenchi dei miserabili e i debiti della Comunità al posto delle previsioni di bilancio. Nel 1700 « … questa Città videsi nella dura necessità, che questa Popolazione dovesse abbandonare le proprie Case, e fissare la rispettiva residenza chi negli Orti esistenti dentro la medesima, e chi nelle proprie Campagne... ». Inoltre «Nella Comunità di Magliano in Sabina per causa di terremoti, e tempi di piogge, molte famiglie oneste muoiono per la fame, per cui si deve provvedere... »Archivio storico Comunale di Magliano Sabina, Antico regime.. La popolazione si riduce a circa abitanti.
Risorgimento Nel periodo napoleonico Magliano è sede di cantone ed entra nel Dipartimento del TevereG. Poeta, un feudo scomodo, Magliano Sabina 1995.. Agli inizi del 1800 la comunità conta abitanti; negli anni Venti ha 1387 anime, che diventano 1634 al tempo del cardinale Carlo Odescalchi (1833-1836)B. Marchetti, Ottocento Sabino, Roma 1988.. Nel 1847 Pio IX toglie al comune di Roma i diritti di vassallaggio su Magliano dopo 536 anni. Passata la breve esperienza della Repubblica Romana, la città entra nella Delegazione di Rieti (1850) e ha una popolazione di circa abitanti.
Dal 1860 al 1870 è terra di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno d'Italia ed appartiene alla Provincia dell'Umbria (in seguito di Perugia). La popolazione passa dai circa abitanti del 1860 ai 3108 del 1870, nonostante una violenta epidemia di colera (1867) avesse mietuto circa cento vittime in tre mesi. Alla vigilia della presa di Roma, nel settembre 1870, il generale Raffaele Cadorna insedia a Magliano il suo stato maggiore per attaccare lo Stato PontificioMagliano Sabina, terra di confine, a cura di Guido Poeta..
L'apertura verso Roma, grazie alla linea ferroviaria Roma-Orte (1866), dà un forte impulso al commercio e all'agricoltura. Nel 1904 scoppiano moti contadini di risonanza nazionaleG. Poeta, Cronaca di una rivolta, Magliano Sabina 2007..
Resistenza al nazifascismo Nella prima guerra mondiale Magliano registra molti caduti al fronte.
Nel quadro delle lotte proletarie rivoluzionarie del Biennio Rosso nel regno d'Italia, tra il 1919-1920 a Magliano i contadini rivendicano i diritti sociali, scioperano e occupano le terre da coltivare e si scontrano con le squadre fasciste organizzate e promosse da Valentino Orsolini Cencelli. Durante il fascismo i territori dei comuni e delle province vengono modificati: Magliano passa dalla provincia di Perugia a quella di Roma (1923) e, nel 1927, a quella di RietiF. Palmegiani, Rieti e la regione Sabina, Roma 1932..
Durante la lotta di liberazione dal nazifascismo nella valle del Tevere, nei pressi della Localita' Frangellini non lontano da Borghetto, frazione di Civita Castellana, avvenne un'azione legata alla resistenza, ricordata nelle memorie di Edmondo Marinelli, comandante partigiano del Btg. Giovanni ManniGiovanni Manni, operaio comunista accoltellato ventenne nel 1921 da un fascista sepolto a Terni. Operai antifascisti e partigiani a Terni, pag 372 Non qui sotto/questa nera zolla/dovevi finire la tua gioventu/straziata da ferro omicida/- Brigata garibaldina A.Gramsci:
«Ai primi di novembre (1943) venuto a conoscenza che un caccia tedesco era stato abbattuto, da aerei alleati, con Mario Formaggi, Ultimo Bussoletti, Alverio Forti, ex carabiniere, Villemo Maggi, Luigi Commissari e Stefano Rossi ci recammo a Francellini (frazione del comune di Magliano Sabina nella valle del Tevere) vicino alla stazione di Civita Castellana<ref>Stazione di Civita Castellana-Magliano detta "stazione di Borghetto"</ref>. Smontammo alla meglio due mitragliere, prendemmo su alla meglio qualche nastro di munizioni, e riposto tutto in un fascio di scopigli, le trasportammo di notte a Otricoli e a Gualdo. Potremmo renderle funzionanti grazie a Egisto Rossi, al quale avevamo recuperato a San Gemini un tornio che i tedeschi stavano trafugando in Germania.»
Dalle Memorie di Edmondo Marinelli:«Dopo la liberazione di Otricoli, Narni e Terni raggiunsi a piedi la mia famiglia a Gualdo.La tregua duro’ poco, perché il giorno dei funerali di Tersilio Poggetti partigiano del “Manni”, ucciso dai tedeschi durante il rastrellamento sopra a Calvi dell’Umbria, ne rinvenimmo il corpo che una volta dissepolto venne riconosciuto da suo cugino Antonio Rossi grazie alla fibbia dei pantaloni. La giustificata emozione fece scatenare l’ira di tanti antifascisti di Magliano Sabina che avevano subito il saccheggio e l’incendio delle loro case coloniche di proprieta’ del conte Cencelli e di quelli di Otricoli per le angherie subite.Se la presero con l’agrario Gualtiero Birelli “Birellone” che fra l’altro aveva comandato gli squadristi durante gli incresciosi fatti di Magliano Sabina.» Periodo contemporaneo Negli anni fra le due guerre mondiali Magliano beneficia di un'economia florida, ma con la guerra va verso un'inesorabile decadenza. Nel dopoguerra si riprende, ma nel 1956 una stagione inclemente colpisce l'agricoltura e spopola le campagne. I lavori per la costruzione dell'Autostrada del Sole (fine anni Cinquanta) portano lavoro e benessere. Dopo l'inaugurazione del casello dell'A1 (1963), Magliano conta intorno a abitanti, che negli anni settanta scendono notevolmente a circa 3.500, per attestarsi a poco più di 3.800, quanti risultano oggi.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Concattedrale di San Liberatore (duomo) Santuario della Madonna delle Grazie Cripta protoromanica della Madonna delle Grazie
Chiesa di San Michele Arcangelo Santuario della Madonna di Uliano (Loc. Colle Sala) Chiesa della Madonna degli Angeli (Loc. Angeli) Chiesa dei Santi Cesareo e Rosa (Loc. Berardelli) Chiesa di Santa Serena (Fraz. Foglia) Chiesa romanica di San Pietro
Architetture civili Palazzo Vannicelli (oggi Municipio) (ex) Seminario Vescovile Edificio Scolastico Ospedale vecchio Porta Santa Croce Porta Romana Fontana Unità d'Italia Torre Civica Villa Solimani-Mariotti Palazzo Orsolini-Cencelli Palazzo Gori (oggi Museo) Belvedere Giuseppe Mazzini Monumento ai caduti della guerra 1915-18 Monumento de La Memoria (Loc. Frangellini)
Siti archeologici Per quanto riguarda i resti archeologici, si segnalano: I ruderi in località San Lorenzo del porto romano sul Tevere denominato Catiliano. Sepolcro romano di Foglia. Villa romana in località San Sebastiano, forse appartenuta alla famiglia dei Claudi per il rinvenimento di frammenti di doli che riportavano il nome di tale famiglia. Villa romana in località Porto Sant'Agata, situata su un costone a strapiombo sul Tevere, dove era presente anche il porto romano di Foglia. La villa sembrerebbe aver avuto la doppia funzione di abitazione e magazzino per le merci. L'opus reticolatum è databile alla fine del II- I secolo a.C. Necropoli arcaica del Giglio Centro arcaico e necropoli di Foglia.
Società Evoluzione demografica
Cultura Istruzione Biblioteche Biblioteca comunale Archivio storico comunale
Scuole Istituto Omnicomprensivo Statale "Sandro Pertini" (Asilo nido, Scuole materna/elementare/media, Liceo scientifico "Mario Tagliacozzo", Istituto professionale per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera)
Musei Museo civico archeologico di Magliano Sabina
Teatri Teatro Manlio (comunale) Teatro parrocchiale
Amministrazione Primi cittadini (dal 1980)
Infrastrutture e trasporti Ferrovie
Strade Il comune è servito dalle seguenti strade: A1 del Sole (casello di Magliano Sabina) SS3 Flaminia SP54 di Magliano e di Calvi SR 657 ex Via Lambruschina Magliano-Collevecchio-Tarano Sport Calcio