Storico dell'arte, collezionista di disegni di artisti italiani, Giorgio Vasari è stato un precursore, sia nella raccolta di testimonianze biografiche sugli artisti italiani, sia nella raccolta dei loro disegni. Il Libro de' disegni di Giorgio Vasari era composto da fogli, da lui stesso decorati, che contenevano i disegni da lui raccolti.

Storia e descrizione Giorgio Vasari collezionò quasi duemila, tra schizzi e disegni, a partire dal 1528, quando da un discendente di Lorenzo Ghiberti ottenne un gruppo di disegni. Vasari era un adolescente e, forse, questo acquisto condizionò la sua esistenza. Egli è stato collezionista, molto prima di diventare storico dell'arte.

Il suo Libro de' disegni non era una raccolta disomogenea, ma un museo "portatile", cartaceo, da consultare di continuo e da conservare come preziosa documentazione. Era un catalogo, una sorta di visualizzazione della storia dell'arte che Vasari raccontava nelle sue Vite; anzi egli menzionava sovente il suo Libro di disegni, nelle pagine delle Vite. Possedeva opere di 26 dei 33 artisti, di cui aveva trattato nella prima edizione. Le pagine montate della sua raccolta erano riempite di disegni, sia al recto, sia al verso. Aveva messo a fronte un disegno di Donatello e uno di Michelangelo, uniti da una scritta in greco. Nel Libro erano contenuti anche disegni di Vasari, alcuni organizzati come se fossero il progetto completo di un altare, con molti dipinti.Vedi: Intervento di Catherine Monbeig Goguel al seminario di Bologna, alla Fondazione Zeri, 30 settembre 2016.

Vasari parlava dunque, nelle Vite, del suo Libro; ma non dobbiamo pensare ad un libro unico, tradizionale, composto da molte centinaia di fogli rilegati tra loro: piuttosto ad almeno una decina di volumi distinti, cioè a distinte raccolte di fogli non rilegati, della grandezza di circa 70x50 cm.

Al tempo del Vasari disegni, schizzi e progetti circolavano tra gli artisti: erano considerati materia di studio e la dispersione avveniva di solito alla morte di un artista o per chiusura della sua bottega. Il disegno agevolava ai committenti, in visita alle botteghe, la comprensione di opere d'arte in fase di progettazione. Vasari tuttavia fu il primo collezionista a dare un valore in sé ai disegni: li raccoglieva, li ritagliava, li ritoccava e li montava entro cornici da lui stesso dipinte, con nudi michelangioleschi, con volute o con cornici architettoniche complesse, come archi trionfali con il candelabro figurativo. Cornici, decorazioni e pitture murali, nella sua fastosa casa di Arezzo, erano la cornice per contenuti preziosi: la collezione di dipinti e di sculture, il Libro dei disegni.

Le pagine del Libro erano circa 600, per un numero di disegni fino a 2000. I volumi erano ordinati per autore, cronologicamente, come le Vite; un volume era dedicato agli studi di architettura. L'attribuzione vasariana dei disegni del Trecento e del Quattrocento è stata ampiamente rivista dagli storici dell'arte; mentre l'attribuzione dei disegni del Cinquecento è stata da loro accettata per il 90%.

Dispersione e riconoscimento Uno di questi volumi fu offerto in dono dagli eredi Vasari a Francesco I de' Medici, a garanzia della protezione del granduca. Nessuna pagina del Libro tuttavia è stata conservata intatta agli Uffizi, perché i disegni furono staccati; quindi non c'è traccia agli Uffizi, né del Libro regalato al granduca dai nipoti di Vasari e dal fratello Piero; né di un precedente Libro, messo insieme da Vasari per Cosimo I de' Medici.

Alcuni fogli di disegni, presenti in varie raccolte, sono stati identificati perché presentano sul verso le incorniciature autografe vasariane, ma prive di disegni. Il collezionista Jabah fece aggiungere nell'incorniciatura del disegno un filo dorato.Vedi: Intervento di Lorenza Melli al seminario di Bologna, alla Fondazione Zeri, 30 settembre 2016.

Nel 1574 gli eredi di Vasari vendettero una parte del Libro de' disegni al collezionista fiorentino Niccolò di Sinibaldo Gaddi. Si sa che cinque erano i volumi della collezione, posseduti dal Gaddi.L'architettura della Cappella Gaddi, per munificenza di Niccolò di Sinibaldo Gaddi, segretario del granduca, fu realizzata, fra il 1575 e il 1577, da Giovanni Antonio Dosio, un allievo di Michelangelo particolarmente dotato nel disegno. A lui sono attribuiti, su commissione dello stesso Gaddi, le cornici dipinte di molti disegni del Libro di Vasari, diverse per stile dal gusto vasariano e con inserimento in alto del ritratto xilografico dell'autore del disegno.

La vendita della collezione Gaddi avvenne dopo il 18 maggio 1638, giorno della morte di Lorenzo Sabbatini che ne aveva fatto l'expertise. Queste pagine del Libro furono quindi disperse fra varie collezioni: de' Medici, lord Arundel, Quesnel, Pierre Crozat, Pierre-Jean Mariette.Gaddi fece staccare i disegni che erano al verso dei fogli e li fece incollare su nuovi fogli: ecco perché molti disegni risultarono entro cornici dipinte, più semplici e lineari, di gusto architettonico. In alto spesso c'è un ovale, per accogliere la xilografia dell'autore del disegno, tratta da un libro delle Vite di Vasari. Le xilografie furono inserite nella pagina iniziale di ciascuna "vita", a partire dalla edizione del 1568. Sono di Gaddi molte didascalie, scritte in caratteri gotici ma, da un più attento esame, alcune si sono poi rivelate inesatte. Presente anche il falcone che è nello stemma della famiglia Gaddi. Vedi: Intervento di Catherine Monbeig Goguel al seminario di Bologna, alla Fondazione Zeri, 30 settembre 2016. Il banchiere e collezionista d'arte Everhard Jabach forse comprò disegni alla vendita della collezione di lord Arundel. La collezione Crozat fu dispersa nel 1741.

I primi disegni arrivarono alla collezione Reale del Louvre nel 1671, per l'acquisto dei fogli raccolti da Jabach; nel 1755 vi giunsero i disegni appartenuti a Mariette, quindi il Louvre si arricchì della collezione di Saint-Morys, requisita dallo Stato nel 1793 e nel 1850 ottenne altri fogli, provenienti dalla collezione di Guglielmo II dei Paesi Bassi.

Uno studio sistematico del Libro de' disegni è partito in ritardo, rispetto alla edizione critica del testo delle Vite:Lo studio scrupoloso di Gaetano Milanesi, che nel 1848 ha emendato il testo delle Vite di molti errori, soprattutto storici, ha rilanciato la conoscenza del libro di Vasari che è stato successivamente ripubblicato più volte. Alcuni nomi di fantasia dati dal Vasari, in mancanza di riferimenti biografici, come Maestro della Natività di Castello o Maestro del Bambino vispo, sono rimasti. è iniziato nel 1937, con gli studi di Otto Kurz ed è proseguito con le successive pubblicazioni di Licia Ragghianti Collobi e di Catherine Monbeig-Goguel.

L'individuazione dei fogli che appartennero alla collezione di Giorgio VasariIl riconoscimento di alcuni fogli è stato possibile anche per le sommarie descrizioni date dallo stesso Vasari nelle Vite, oppure in lettere di suoi contemporanei e di successivi collezionisti. e l'attribuzione di ogni disegno ad un autore certo sono costantemente materia di studio e le novità sono continue.

Al seminario di formazione specialistica Il mestiere del conoscitore Giorgio Vasari, che si è svolto a Bologna, alla Fondazione Zeri, dal 29 settembre al 1 ottobre 2016, Catherine Monbeig Goguel è intervenuta sul tema: Il "Libro de' disegni" di Giorgio Vasari: coerenza e ambiguità; Lorenza Melli è intervenuta su: Le attribuzioni di Vasari nel "Libro de' disegni.

Catalogo dei disegni Il Catalogo è in continuo aggiornamento Firenze Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o donoNoteSangallo Giuliano daTabernacolo. 1669 AJean-Baptiste Séroux d'Agincourt 1798 Vedi1798 Acquisto Seroux d’Agincourt = I disegni descritti nell’Indice che segue sono in origine una porzione della gran raccolta di Giorgio Vasari citata tanto nelle sue opere come si può rilevare dagli ornati aggiuntivi col respettivo ritratto. Passarono quindi nelle mani del celebre Pietro Mariette che ne fu possessore sino all'anno 1775, in cui morì e in cui gli acquistò un altro dilettante, uniti nel tomo attuale. Questo tomo si trova citato nell’edizione di Firenze del 1772 del Vasari a carta 325 del tom: IV . Biblioteca degli Uffizi. Inventario 60 II, cc. 298-307.Giuliano da Sangallo. Disegni agli Uffizi. Mostra dal 16 maggio al 20 agosto 2017. Uffizi. Gabinetto dei Disegni e Stampe.Mantegna AndreaGiuditta con la schiava404 E . Francoforte sul Meno Städelsches Kunstinstitut Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NoteBartolomeo fraStudi di due teste e una figura acefala, cinque mani che reggono libri Una delle teste sembra per il San Marco, a Pisa. . Londra

British Museum Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NoteBartolomeo fraMadonna che appare a san Bernardo Pp,1.55 Studio per la pala del 1506 all'Accademia di Firenze. .Carpaccio VittoreCoppia di nudi con figure diaboliche. Ritratto di Carpaccio 1895,0915.807John Wingfield Malcolm 1895 VediPer Berenson il disegno è attribuibile a Luca Signorelli databile circa 1510, quindi anche il ritratto non sarebbe di Carpaccio. .Credi Lorenzo di (Sciarpelloni)Adorazione della Vergine e Bambino Pp,1.30Richard Payne Knight 1824 VediGarbo Raffaellino delStudi di mani femminili. Due mani e una manicaStudio per una Resurrezione.Pp,1.14Pp,1.32. Richard Payne Knight 1824Richard Payne Knight 1824 VediVedi.Scuola di Gozzoli Benozzo Due disegni di santi1882,0812.218Henry Hobhouse 1882 VediScuola di Lippi FilippinoUomo nudo che tende un arcoUomo seduto e uomo in piedi, forse san Sabestiano.Pp,1.4Pp,1.15.Richard Payne Knight 1824Richard Payne Knight 1824 VediVedi. Perugino PietroTesta di vecchioPp,1.28Richard Payne Knight 1824 VediSantacroce Girolamo daSan Rocco fra san Cristoforo e san Sebastiano 1900,0717.32Colnaghi 1900 VediSarto Andrea delVeduta di città cinta da mura1946,7.13.34 Incorniciato da Vasari. Sul retro: Antonio di Donnino cancellato e sotto Michele di Ridolfo. .Tibaldi PellegrinoSibilla sedutaPp,2.187Richard Payne Knight 1824Vedi Anonimo fiorentino del secolo XVDisegni di animali1935,1214.2.1Colnaghi 1935 Vedi Victoria and Albert Museum Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NoteCredi Lorenzo di (Sciarpelloni)Progetto per monumento con tre Virtù in piedi su un vaso2314 . Monaco di Baviera Staatliche Graphische Sammlung Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NotePollaiolo AntonioStudio per la statua equestre di Francesco Sforza New Haven (Connecticut) Yale University Art Gallery Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono Note New York Metropolitan Museum of Art Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NoteFranciabigioStudio per pala d'altare con Madonna, Bambino e due sante Pollaiolo AntonioStudio per la statua equestre di Francesco Sforza1975.1.410Lehman Collection.Spinelli ParriDisegno della Navicella di Giotto . Oxford Christ Church Cognome e nome dell'artista Titolo dell'opera Numerod'inventario Origineacquisto o dono NoteLeonardo da Vinci Profilo a destra di zingaro che guarda verso l'altoA. 28 Berenson ritiene che Giorgio Vasari, nelle Vite, parli di questo disegno, scrivendo: Scaramuccia, capitano degli Zingari, che poi ebbe Messer Donato Valdambrini lasciatogli del Giambullari (forse lo scrittore e bibliotecario Pier Francesco Giambullari), . Lippi FilippinoTritoni che sollevano trofeiUomo che lotta con centauressa e un altro uomoBattaglia fra centauro, satiro, uomo e donnaVergine col Bambino e santiAfflizioni di Giobbe I cinque disegni sono incorniciati da Vasari su un unico foglio. . Parigi