La lastra di Nectanebo I (EA22), in grovacca, è un'antica lastra egizia raffigurante il faraone Nectanebo I (379/8–361/0 a.C.), fondatore della XXX dinastia egizia. Si trova al British Museum di Londra sin dal 1766.

Descrizione Si tratta della sezione rettangolare di un'architettura risalente al regno quasi ventennale di Nectanebo I; entrambi i lati (uno ben conservato, l'altro assai meno) sono decorati con scene d'offerta agli dei. Le figure si trovano su uno zoccolo inciso, attraversato da fini nicchie geometriche; la cornice che sormonta la lastra era originariamente sormontata da una fila di falchi di cui si sono conservate solamente le zampe, mentre la cornice del retro è completamente scomparsa (forse vi figurava una fila di cobra eretti).

Verso Sempre sul retro, il faraone compare inginocchiato, quasi prosternato con una gamba tesa all'indietro, al cospetto di un dio la cui immagine è estremamente danneggiata; alle sue spalle, un dio dalla testa d'animale si volge a destra (qui la scena si interrompe: anche quest'ultima divinità riceveva verosimilmente l'omaggio del faraone). L'iscrizione geroglifica identifica appunto il sovrano con Nectanebo I. Gli ingenti danni riportati da questo lato della lastra sono di varia natura e risalgono a epoche diverse: le figure ormai quasi scomparse nella parte posteriore sembrano essere state scalpellate volontariamente, mentre le iscrizioni sono intatte; le parti sporgenti del "cornicione" superiore furono rimosse per rendere più uniforme la superficie della lastra, probabilmente in vista di riutilizzo non meglio identificato.

Recto Fatti salvi due buchi non originali, la parte anteriore è in uno stato di conservazione eccellente e permette di apprezzare la figura sola di re Nectanebo I genuflesso, intento a presentare una forma di pane; si tratta della posa tradizionale dei faraoni offerenti. Il disegno del fisico di Nectanebo I (e specialmente il petto, il torso e l'addome reso con morbidezza — si veda l'ombelico) è tipico dell'arte egizia della tarda XXV dinastia. Le lunghe e affusolate dita delle mani sono invece più proprie della XXX dinastia. Elemento notevole della effigie del sovrano è la sua testa sormontata da un inusuale copricapo a cuffia completato dall'ureo regale. Il viso, adunco e con doppio mento, grandi orbite tonde e naso e labbra delicati, ha cenni di un realismo straordinario: è comunemente ritenuto un vero e proprio ritratto di Nectanebo I (difatti compare, assai simile, in almeno altri due reperti).

Note

Bibliografia

Categoria:Reperti archeologici dell'Egitto Categoria:Sculture egizie Categoria:Sculture nel British Museum Categoria:Sculture in pietre varie Categoria:Ritratti scultorei di sovrani